- Una
fanfiction… scritta per il personaggio di Joey. Una storia raccontata
tutta dal suo punto di vista…
- BUONA
LETTURA!
- GIOVANNA
-
- TU
E SOLTANTO TU
-
- Aveva fatto un sogno
bellissimo e stranissimo allo stesso tempo. Era una grande aquila che volava
nel tramonto. Volava da sola e decisa sulla città e sembrava che il cielo
gli appartenesse quanto l’idea della felicità e della vita. D’un tratto
aveva virato in discesa, per poi tuffarsi a picco nel mare. Con forza,lo
aveva bucato sollevando una fontana di luce e la città si era come
risvegliata da un lungo torpore, perché da tempo non vedeva una luce.
- Aveva aperto gli occhi con
questo pensiero fisso in testa. Non aveva mai sognato cose del genere e non
sapeva trovarne il senso.
- Il suo caffè era ormai
tiepido, ma lei non sembrava nemmeno farci caso, perché immersa nelle sue
elucubrazioni mattutine e in questa mattina più che mai.
- Si chiese cosa avrebbero fatto
i pescatori quando il mare non ci sarebbe stato più, così come i marinai,
costretti a viaggiare su deserti di sale e con le vele gonfie inseguendo
venti e isole che non sarebbero state altro che valli di sabbia e
spaventose montagne di roccia.
- Audrey: eccoti qua! Bella
sveglia e pimpante! Allora, sei pronta per lasciare nuovamente Boston?
- Joey: si. Non sai quanto.
Capeside mi manca da morire e non vedo l’ora di tornare.
- Audrey: immagino. Senti,
coniglietta. Ti auguro una grandiosa estate e.. prometti di divertirti! Non
chiedo altro.
- Joey: cercherò di fare il
possibile, ma credimi. Quello che voglio ha a che fare con la pace e la
tranquillità.
- Joey: si. Qualunque cosa sia.
Devi solo riposarti e rilassarti, magari divertendoti. Gli ultimi mesi sono
stati parecchio intensi vero?
- Joey non le rispose, ma Audrey
aveva esattamente ragione. Aveva assunto comportamenti assurdi e lei stessa
stentava a riconoscersi. Si era ritenuta sempre una persona poco decisa, ma
nei sei mesi precedenti aveva davvero superato ogni limite. Solo adesso
riusciva a comprendere appieno quello che aveva combinato. Solo ora che non
aveva nessuna figura maschile al suo fianco. Prima Dawson, poi Eddie, poi
Pacey e poi di nuovo Eddie. Il triangolo si era trasformato in quadrato e
questa volta nessuno dei suoi due eterni ed adolescenziali amori, aveva
preso il sopravvento. Aveva scelto l’elemento esterno, quello che
conosceva da meno tempo, ma senza troppi risultati. Eddie voleva portarla in
Europa, e lei non voleva più scappare. L’aveva fatto per troppo tempo.
Ora doveva tornare a casa. A Capeside, dove avrebbe ritrovato il triangolo
diventato di nuovo tale.
-
- C’era un sole-sole a
Capeside e il fiume era davvero fiume, finalmente. Era a casa, finalmente.
- Il breve acquazzone di luglio
aveva ripulito l’orizzonte e dal giardino del B&B saliva un intenso
odore di rosmarino e lavanda. Joey socchiuse le palpebre e si passò il
dorso della mano sugli occhi. Appoggiò sulla pancia il libro che aveva
letto in taxi, aperto per non perdere il segno. Dischiuse nuovamente gli
occhi e tornò a guardare il suo fiume, poi l’orizzonte ed il sole.
- Bes: Joey! Sei arrivata! Sono
così felice di vederti! Ma cosa fai? Entra dai! Scommetto che hai sete.
- Il suo B&B, il suo fiume,
il suo cielo, la sua Capeside. La sua casa.
- Joey: si, assetata e affamata.
Bes. Sono felice di essere qui. Davvero.
-
- La sua stanza. Ogni piccolo ed
esiguo spazio le ricordava qualcosa. L’aveva lasciata solo due anni fa,
partendo per la grande avventura chiamata college, piena di paure,
inconsapevole di cosa sarebbe accaduto oltre quelle mura. Anche allora era
da sola. La sua storia con Pacey era finita da poco e Dawson era partito
alla volta della città degli angeli. I suoi due amori erano lontano da lei,
proprio come adesso.
- Bes: indovina un po’! Pacey
e Dawson sono già qui..e sai chi altri tornerà per trascorrere qui
l’estate?
- Joey: ho paura di saperlo.
- Bes: no! Andie! Arriverà la
prossima settimana.
- Il tuffo nel passato, adesso
era davvero servito su un piatto d’argento. Avrebbe rivisto tutti i suoi
amici. Ognuno di loro con un bagaglio di ricordi belli e brutti, ma sempre
ricordi. Era tornata una diciassettenne, con migliaia di paure ed
inconsapevole di cosa sarebbe successo una volta uscita da quella stanza, ma
con una certezza. Doveva affrontare tutti e quando si sarebbe sentita
sopraffatta, poteva sempre ritornare a rifugiarsi tra quelle quattro mura.
La sua stanza, appunto.
-
- Dopo una rinfrescante doccia
ti senti rinascere e capisci che adesso non puoi più continuare ad evitare
l’inevitabile. Jen era passata a trovarla e le aveva detto, che in memoria
dei bei vecchi tempi, il caro Pacey aveva organizzato una piccola
festicciola di benvenuto. Dopo una rinfrescante doccia, ti accorgi che tutto
è cambiato. Jen non è più la ragazza antipatica e puttanella che vuole
fregarti il tuo possibile ragazzo, Jack non rappresenta più l’avventuretta
che ti sei concessa lasciando il ragazzo che era diventato non più
possibile, ma certo e Pacey non è più l’odioso ragazzino che non si
lascia sfuggire occasione per punzecchiarti e metterti in imbarazzo. Ognuno
di loro era cresciuto ed era diventato grande. Ora, dopo una rinfrescante
doccia, capisci che nessuno dei tuoi amici è più come lo avevi lasciato e
non si può continuare ad evitare l’inevitabile.
-
- Jack: amico mio! Questa villa
è davvero fantastica!
- Pacey: si. Davvero. Beh.. come
si dice.. siamo appena arrivati. Questa è una delle poche occasioni di
relax concessaci.. e così…
- Dawson: hai ragione Pacey, e
voglio ringraziarti. Devi aver speso un bel po’ per affittarla.
Addirittura per tutto il week-end.
- Jen: Dawson. Un genio
dell’alta finanza può permetterselo…o no?
-
- Eccoli. Tutti sorridenti e
pieni di vita. Ti verrebbe quasi voglia di scattare una foto per poi
rivederla nei momenti bui..quando le cose non sono così idilliache.
- Eccoli. La sua migliore amica,
il suo migliore amico gay e il suo triangolo preferito. Il suo Pacey così
bello e sicuro di sé. Con un lavoro soddisfacente e con tanta voglia di
vivere e di lasciarsi la sua cara ed indecisa Joey alle spalle. Il suo
Dawson. L’amico d’infanzia, il suo confidente e il suo primo amore.
Aveva rischiato di perdere tutto questo perché aveva deciso di seguire il
suo cuore ed aveva scelto l’altro suo grande amore. Il vero amore che non
dimenticherai mai e che da vera sciocca butti all’aria, solo perché hai
paura e non riesci a prendere nessuna decisione.
- Nei tre anni precedenti non
c’aveva mai pensato e ora tutto le pareva così chiaro e limpido. Non
esisteva più nessun triangolo. Lei e le sue insicurezze l’avevano
spazzato via. Nessuno può continuare ad amarti per sempre, soprattutto
quando si accorge che, forse, non ne vale la pena.
- Jen: Joey! Eccoti! Certo che
ce ne hai messo di tempo!
- Si, tempo per cercare di
evitare l’inevitabile…
- Joey: ciao. Non riuscivo a
trovare la villa e.. così…
- Pacey: …ti sei persa! Lo
dicevo io! Mai fidarsi delle spiegazioni di Jen!
- Jen: ecco fatto! Adesso è
colpa mia vero?
- Pacey: come stai Joey? E’
bello rivederti.
- Parlava senza quasi muovere le
labbra. Il suo solito sguardo. Così profondo, così capace di guardarti
nell’anima.. il suo Pacey.
- Joey: ciao Pacey. Fa
piacere anche a me rivederti e ..devo farti i miei complimenti. Questa villa
è davvero bellissima.
- Sapeva di non poter dire nulla
di sensato. Si perdeva in quello sguardo e non sarebbe stata in grado di
proseguire..oltre la discussione.
- Pacey: grazie, ma io non ho
fatto molto.. e comunque.. ce lo meritavamo no?
- Dawson:
Joey! Benvenuta!
- Jack: anche da parte mia!!
-
- Si disse che la cosa più
difficile era stata fatta e ora non doveva fare altro che lasciarsi
trasportare dal tempo e dalle futili discussioni che si fanno ad una festa.
Doveva rilassarsi e godersi il week-end.
- Il sole batteva forte, sempre
più forte. Joey era sdraiata sulla schiena, la parte alta del costume
slacciata e leggermente abbassata per non lasciare un segno nitido. Un
sottile brivido sotto l’ombelico le ricorda il libro e un altro sottile
brivido l’avverte della presenza di Pacey..
- Pacey: cosa leggi?
- Joey: vuoi la verità? Non lo
so. L’ho rubato a Bes e ancora non lo leggo.
- Pacey: allora.. ti rifarò
questa domanda tra un paio di settimane e tu mi farai una recensione
approfondita.
- Sorrise pensando che qualunque
cosa fosse successa tra loro due e in qualunque maniera si voleva
classificare il loro rapporto, Pacey era sempre Pacey. Un genio della
finanza con la battuta sempre pronta. Uno che non è capace di odiarti e di
portarti rancore nonostante ce ne fossero di motivazioni valide. Aveva
respinto il suo amore e lui era lì. Adesso. Tranquillo e con il solito
sguardo profondo. Sembrava non essere cambiato nulla e Joey avrebbe voluto
davvero crederci. Non si può tornare indietro e riparare gli sciocchi
errori, ma si può vivere cercando di non farne altri e sperando che tutto
non sia andato perduto…
- Pacey: si, ne voglio una
davvero precisa. Dovrai raccontarmi di questo libro così bene da farmi
sembrare di averlo davvero letto.
- Lo stava sfogliando. Mancava
la copertina e non c’era nessuna introduzione o prologo…
- Joey: potremmo fare il
contrario. Che ne dici? Leggilo pure e poi tu mi farai una recensione. Bella
approfondita ovviamente. Anche io voglio avere l’impressione di averlo
davvero letto ascoltandoti.
- Pacey: Joey Potter. Sono
stato il primo a chiedertelo e... mi spiace.. tocca a te.
- Rimise il libro sul suo
ombelico e di nuovo quel brivido..
- Pacey: c’è una piscina a
due passi da te. Non arrostirti troppo.
-
- Stava sorridendo spesso e ne
era felice. aveva immaginato un week-end da incubo e niente di così tragico
era ancora accaduto. Rivedere Pacey era stato bello ed il merito era solo
suo. Aveva saputo creare l’atmosfera giusta e si era comportato da gran
signore.
- Dawson: allora, Joey.
Programmi per quest’estate?
- Joey: vediamo.. se voler
trascorrere una tranquilla e rilassante vacanza a Capeside può essere un
programma..allora si. Questo è il mio.
- Dawson: io, invece riparto fra
una settimana.
- Non riteneva assolutamente
interessante quella discussione, ma non l’avrebbe mai confessato a
Dawson..
- Joey: davvero? Di nuovo L.A. ?
- Dawson: solo in parte. Poi,
dovrò andare a Parigi. Le riprese del mio secondo film cominceranno proprio
da lì.
- Joey: sono felice per te.
Parigi è splendida. Posso assicurartelo.
- Dawson: si, credo di saperlo.
Da quando sei tornata da lì non fai altro che decantarne le lodi.
- Joey: mi darai ragione.
Vedrai. Tutto in quella città sembra perfetto.
- Dawson: ti andrebbe di
accompagnarmi? Torneremo in tempo per l’inizio delle lezioni e.. tu
potresti rivedere la tua Parigi.
- Aveva parlato troppo presto.
Ecco l’incubo diventare realtà. Tutto ciò che aveva temuto adesso era lì.
Davanti a lei. Aveva sembianze umane e si chiamava Dawson. Era troppo
lontana dalla sua stanza e non poteva fare nulla per sfuggire a
quell’assurda situazione.
- Joey: Dawson, ecco.. non so.. non puoi chiedermelo così. Su due piedi. Io..
- Dawson: non voglio che mi
rispondi immediatamente, ma ci terrei davvero tanto se accettassi.. e..
- Quando meno te l’aspetti
qualcuno riesce a salvarti…
- Jack: Dawson! Il barbecue!
- Dawson: pensaci ok? Ti prego.
-
- Aveva ragione Pacey. Il bagno
in piscina andava proprio fatto. Non senti più il caldo sole sulla tua
pelle, ma una bella sensazione di freschezza.
- Doveva ragionare e doveva
farlo in fretta. Era tutto così chiaro.
- Ogni volta che parlava o
vedeva Pacey sentiva mancare il fiato. Non voleva darsi una spiegazione,
proprio per non ammettere di aver commesso l’errore più grosso della sua
vita. Credeva di star bene, perché riusciva a concentrarsi solo sulle cose
a cui lei voleva pensare e continuando ad ignorare tutto questo, non
riusciva a recepire quella maledetta suggestione che ti fa cambiare umore
quando meno te lo aspetti e maltratta la tua anima.
- Il cuore e l’anima sono una
cosa molto strana. A volte ti fanno ragionare anche se hai voglia di
lasciarti andare e in altre occasioni fanno il contrario. Non ascoltano mai
la tua testa e questo nella maggior parte dei casi è una tragedia.
- Ora doveva cercare di
accordare testa, cuore e anima. Non poteva partire con Dawson e senza mezzi
termini doveva dirglielo. Non aveva idea del perché lui gliel’avesse
proposto, ma non poteva rischiare e soprattutto, non poteva scappare.
-
- Jen: pronta? La cena sembra
davvero invitante.
- Joey: si.. e Jen. Credi che
testa, cuore e anima possano andare d’accordo?
- La sua cara amica… adesso la
stava guardando in un modo.. così.. assurdo. Si sentiva aliena.. e magari
con due facce, quattro gambe..
- Jen: Joey, quanto sole hai
preso?
- Joey: sono seria. Davvero.
Dawson mi ha chiesto di seguirlo a Parigi.. e ..io non so cosa lo abbia
spinto, ma sono certa di non voler partire. Tanto meno con lui.
- Jen: bene. Ora si che ti
riconosco. E..si, credo che le tre cose possano andare di pari passo. Io ti
voglio bene, Joey, e quello che posso dirti ha a che fare solo con te. Non
mettere mai la tua anima, il tuo cuore e la tua testa sotto i piedi, per non
ferire gli altri. Comincia a pensare un po’ di più a te. A quello che sei
e a quello che vuoi. Tira fuori il meglio di te. Sempre.
- Adorava Jen. La sua
concretezza e tutto il suo essere. Totalmente il suo opposto. Da troppi anni
vagava nel mare dell’indecisione, e adesso ne pagava le conseguenze.
-
- Anche la luna era davvero luna
a Capeside. Così tonda e perfetta da non sembrare vera.
- Pacey: non dirmelo. Guarda che
hai tempo per leggere quel libro. Non preoccuparti.
- Eccoli i segnali. Il nodo alla
gola, la mancanza di respiro e quel brivido ormai diventato familiare.
- Joey: guardavo le stelle.
Guarda quella. E’ così grande che sembra cadere sull’erba.
- Pacey: Joey, cosa c’è che
non va? So che c’è qualcosa e posso capire se non ti va di parlarne, ma
io voglio solo aiutarti.
- Si, adesso riusciva anche a riclassificare
il suo rapporto con Pacey. C’era ancora qualcosa di speciale tra loro.
Anche se non stavano più insieme. Ogni suo sguardo era come un segnale, per
lei, come un messaggio segreto che nessuno dei due riusciva a cancellare.
Tutto questo non poteva essere solo un caso e non poteva continuare ad
accadere solo per una strana probabilità. Era amore quello che sentiva?
- Joey: Dawson mi ha chiesto di
accompagnarlo a Parigi.
- Pacey: davvero? Beh, non mi
sembra poi così grave. Non vuoi andare vero? Semplicemente diglielo. E…
fallo in fretta. Devi concentrarti sul libro…
- Si, era amore quello che
sentiva. Anche se, forse, non avrebbe avuto mai più nessuna opportunità
per viverlo..
- Pacey era rientrato e lei
gliene era grata. Se non l’avesse fatto, l’avrebbe abbracciato e gli
avrebbe confessato tutto. Voleva rinascere tra le sue braccia e voleva
sentirsi di nuovo protetta e per ora questa illusione poteva darle il
coraggio di fare quello che sentiva di fare.
-
- Dawson: Joey! Buongiorno!
Dormito bene?
- Joey: come non mai. C’è del
caffè.
- Dawson: si, grazie.
- Joey: Dawson, non posso
accompagnarti. Non posso venire a Parigi.
- Dawson: perché? Insomma, è
una bella opportunità. E’ tutto pagato e..
- Joey: non voglio venire.
- Dawson: beh.. così è già
diverso.. e come mai? Se posso impicciarmi? Cosa ti trattiene qui? O dovrei
dire chi?
- Certe persone non cambiano
mai. Speri che capiscano, che maturino e poi, alla fine, te li ritrovi
quindicenni. Non era necessario rispondere a quella provocazione, così,
forse, il caffè era meglio berlo fuori. All’aria aperta.
- Dawson: Joey! Dove stai
andando? Ti ho fatto una domanda!
- Non lo stava ascoltando.
L’incubo era di nuovo svanito e si era sciolto come neve al sole.
-
- Dawson: non posso credere che
tu voglia continuare a fare sempre lo stesso errore.
- Joey: di cosa stai parlando?
- Dawson: è ovvio. Pacey. Sei
ancora innamorata di lui vero? Dio! Quanto sei sciocca! Lui ti ha
dimenticata. E’ andato avanti. Perché non fai lo stesso? Cosa? Sei
davvero così stupida da credere che ci sia ancora qualche speranza per voi
due?
- Era davvero troppo. La sua
mano si poggiò in modo violento sul viso di Dawson, lasciandone il segno.
Non era riuscita a fermarla.
- Pacey: Joey! Ferma! Cosa
diavolo succede?
- Dawson: eccolo il tuo prode
cavaliere! Tienitelo stretto e prima che mi metta a vomitare per questa
disgustosa scena.. vi annuncio che tolgo il disturbo!
- Pacey: Dawson, ma …
- Dawson: sta zitto! Credi di
risolvere le cose affittando una bella casetta e invitandoci tutti? Va al
diavolo! Tanto hai compagnia!
-
- Pacey: è andato via?
- Jack: si, tanto di fretta da
sembrare inseguito dal diavolo in persona. Joey, tutto bene?
- Si, adesso si. Anche se Dawson
era riuscito, per la prima volta, a capire ogni cosa. Forse ancora prima di
lei.
- Joey: si, va tutto bene.
Scusatemi. Davvero.
- Pacey: non devi affatto
scusarti. Hai voglia di parlarne?
- Jack: ci vediamo dopo.
Raggiungo Jen.
- Si, aveva voglia di parlare.
Di dirgli che Dawson aveva ragione. Lei era una sciocca e non perché
sperava in un possibile ritorno con Pacey, ma per come si era comportata
quando Pacey le aveva confessato nuovamente i suoi sentimenti. La sua
maledetta paura di vivere e di andare avanti le aveva fatto perdere, forse
irrimediabilmente, l’unica persona che aveva davvero amato e che l’aveva
fatta crescere e diventare donna.
- Joey: va tutto bene. Non
preoccuparti.
- Pacey: centro anche io in
questa storia vero? Dawson riesce ad arrabbiarsi così tanto solo quando si
tratta di me. Cosa succede Joey?
- Amava tutto di Pacey, anche
questo forte sesto senso.
- Joey: Pacey, lascia perdere.
Davvero. Non ne vale la pena. Gli passerà e si renderà conto di quello che
ha detto.
- Pacey: non posso lasciar
perdere. Qualunque cosa che ti riguarda.. vale.. sempre.
- Di nuovo quel brivido, quel
nodo alla gola. Pacey era lì, davanti a lei. Con quello sguardo profondo e
con le mani sopra le sue. Non sarebbe riuscita a parlare. Voleva solo
sprofondare tra le sue braccia. Ne aveva bisogno e lo voleva.
- Pacey: Joey… ascoltami..
io..
- Non finì la frase. I desideri
possono diventare realtà qualche volta e lei decise di non ascoltare più
la sua testa e le sue paure.
- Joey: abbracciami. Ti prego.
- Pacey: vieni qui. Non sai da
quanto aspettavo questo momento.
- Era come lo ricordava.
Intenso, profondo e finalmente suo. Era tra le sue braccia. Lui le stava
accarezzando i capelli e lei si sentiva finalmente al sicuro. Si chiese come
avrebbe potuto continuare ad andare avanti senza tutto questo.
- Quanto tempo era stata tra le
sue braccia senza parlare? Non seppe dirlo nemmeno lei.
Adesso tutto quello che era stato le sembrava davvero un sogno. Nella
sua stanza, adesso, credeva di aver sognato. Le sue mani, il modo di
accarezzarle i capelli, il suo sguardo e quella voce.. così dolce da farle
credere che niente di brutto sarebbe mai più successo.
- Dawson era davvero partito
senza nemmeno salutarla. Aveva fatto altrettanto con Pacey, e non che lui se
ne creasse un problema. Andie era finalmente giunta a Capeside e aveva
lasciato tutti senza fiato. Era diventata una splendida donna e sembrava
felice.
- In serata le avrebbero dato
tutti il benvenuto, compresa lei, e adesso doveva prepararsi.
- Jen: ehi! Potter!
Tutto bene?
- Joey: ti sembra normale che ci
metta due ore per scegliere un vestito?
- Jen: beh.. vediamo.. se vuoi
fare colpo su qualcuno, si. Decisamente mi sembra normale.
- La sua amica. Così acuta e
così delicata.
- Joey: andiamo.. non prendermi
in giro. Hai visto per caso Brad Pitt da queste parti?
- Jen: lui..no, ma un certo
Pacey Witter si..e se vuoi parlarne…
- Si chiese se era così
evidente quello che provava per Pacey. Così lampante e così chiaro per
tutti.
- Joey: Jen, apprezzo..ma
davvero, non c’è nulla di cui parlare.
- Jen: si. A parte quello che è
successo durante lo scorso week-end… e vediamo. Ti rinfresco la memoria.
Dawson che va via imbestialito e Pacey che corre a salvarti.. ti ricorda
nulla? Joey. Cosa ti sta succedendo?
- Un milione di pensieri
scorrevano come un fiume in piena nella sua testa. Frammenti di ricordi, di
delusioni e di speranze. Aveva bisogno di parlare con qualcuno. Doveva
sfogarsi. Non ce l’avrebbe fatta a tenersi tutto dentro.
- Joey: Dio Jen! Mi
sento come un leone in gabbia. Tutto quello che ho fatto in questi mesi.. è
stato orribile. Mi sono comportata come una vera sciocca e tutto quello che
volevo era lì. Per me. In quel momento. Io l’ho calpestato, più di una
volta, e dopo averlo fatto non mi sono neanche voltata. Ho proseguito
spedita verso quella che io credevo la felicità. L’occasione del grande
amore.. e, invece, non era che una pura illusione. Ho gettato al vento la
mia unica opportunità di essere felice. l’unica persona che abbia mai
davvero amato. E’ solo colpa mia, ma dimmi. Come posso convivere con tutto
questo?
- Jen: sei cresciuta Joey. Dopo
anni di incertezze, di sofferenze e di insicurezze, tu sei cresciuta. Hai
capito ciò che desideri e non c’è nulla di nascosto adesso. I tuoi
sentimenti sono finalmente chiari, e non per gli altri, ma per te stessa. Tu
hai finalmente deciso e questa è la cosa più importante.
- Joey: ho aspettato troppo. Non
puoi continuare ad amare una persona in eterno Jen. Lui ha capito che non
serve. Lui sa di meritare di meglio e prima o poi troverà qualcuna da
amare. Qualcuna che apprezzi il suo amore. E…quella non sarò io.
- Jen: no, le cose non vanno
sempre in questo modo. Quando ami davvero qualcuno, non smetti. Non puoi
importi di dimenticarlo, anche se ci provi con tutte le tue forze. Credimi
Joey. Si può amare in eterno. Si può amare la stessa persona finchè
respiri e finché resti in vita.
- Si accorse che entrambe
stavano piangendo. Quello che le stava dicendo sembrava così vero, così
reale.. tanto da credere che..
- Joey: Jen. Cosa c’è? Perché
piangi? Guarda che sono io la casinista, io sono l’eterna indecisa. Tu non
sei così. Io ti ho sempre ammirata per questo. Tu.. tu.. agisci, combatti
..e alla fine ottieni sempre quello che vuoi.
- La vide sollevare il viso e i
suoi occhi parlarono al posto delle sue labbra. Era stata una stupida a non
comprendere immediatamente la situazione e a non rendersi conto di nulla..
- Joey: Jen! Mio Dio! Sono
davvero una sciocca! Tu sai perfettamente di cosa sto parlando. Tu.. sei
nelle mie stesse condizioni! Perché non l’ho capito subito?
- Jen: Joey, non devi scusarti.
Davvero. Sto bene.
- Joey: si tratta di Dawson
vero? Jen. Mi dispiace.
- Jen: no. Mi ha fatto bene
parlare con te. Quando non si tratta di me e di quello che provo, riesco ad
essere molto più lucida e riesco anche a dare saggi consigli…ma poi..
- Joey: lo so. Non si può
essere obiettive sulla propria pelle, ma a questo servono le amiche no?
-
- Non finisci mai di stupirti.
Credi di sapere ogni cosa, ogni lato segreto delle persone che conosci e poi
invece ti accorgi che intorno a te c’è gente che soffre, che ama e che
vive. Proprio come te.
-
- Andie: Joey! Come mai così
assorta? A cosa pensa quella bella testolina?
- Joey: Andie, ciao. A
nulla, o quantomeno nulla per cui valga la pena parlarne. Allora. Visto che
bella festa?
- Andie: si. E’ così bello
essere a casa. Dopo così tanto tempo. Rivedere ognuno di voi è stato come
sfogliare un album di vecchie foto. E’ bellissimo essere qui.
- Aveva avuto la stessa
sensazione anche lei, eppure non aveva mai perso di vista nessuno. A volte,
le nostre emozioni possono giocare davvero brutti scherzi.
- Joey: allora Andie.. hai già
deciso come trascorrere queste due settimane? Capeside è rimasta sempre la
stessa ed in quanto ad attrattive.. beh.. lascia ancora a desiderare.
- Andie: no, Joey. Non sai
quanto mi è mancato questo posto.. e credimi.. non mi interessa
nient’altro che questo fiume, questo giardino e questa pace.
- Joey: bene, allora brindiamo
alla serenità e alla pace di Capeside.
- Andie: si. Salute.
-
- Pacey: ehi! Voi due! E’
altamente ineducato fare brindisi senza tutto il resto degli invitati!
Insomma! Non vi hanno insegnato davvero nulla nei vostri cari e preziosi
college?
- Era arrivato e in un secondo..
quella stanza sembrava piena di luce. Può qualcuno farti quest’effetto?
- Andie: quante storie! Unitevi
a noi e basta no?
- Pacey: McPhee! Non sei
cambiata affatto!
- Andie: ci puoi giurare Witter!
Ci puoi giurare!
- Si. Non c’era altro modo in
cui avrebbe desiderato passare la sua estate. Aveva ragione Andie. Non
c’era posto migliore di Capeside.
-
- Pacey: ciao.
- Joey: ehi. Questa festa di
benvenuto non potrebbe procedere meglio.
- Pacey: si, concordo.. e non
per vantarmi, ma se il mio lavoro di brocher dovesse andare male… beh..
potrei mettermi sempre ad organizzare party.. no?
- Joey: si, potrebbe essere una
valida alternativa…
- Pacey: allora, come la vedi la
nostra Andie? Io stentavo quasi a riconoscerla. E’ diventata davvero
bellissima.
- Il suo cuore stava cominciando
a battere in maniera convulsa. Avvertiva una forte fitta di dolore, proprio
al cuore, e non riusciva a smettere di provarla. Doveva nascondere ogni suo
pensiero, anche quello più profondo e questa era davvero una tortura…
sempre più pesante da sopportare.
- Joey: si. Sembra determinata.
- Pacey: determinata?
- Joey: si, determinata ad
essere felice. sai, la invidio per questo.
- Pacey: Joey, ognuno di noi
cerca di essere felice. bisogna solo provare e riprovare..
- Joey: si, ma non sempre si
riesce ad esserlo.
- Pacey: Joey, ascolta.. io
vorrei…
- Andie: Pacey! Joey! Forza!
Aspettiamo voi!
-
- Ti risvegli con un pensiero
fisso in testa e ti chiedi cosa mai stava per dire Pacey, se non vi avessero
interrotti. Nella tua testa germoglia una goccia di speranza che risveglia
il tuo animo e gli conferisce quella bellezza e quella serenità ormai
perduta. E’ il momento di cominciare a credere che non tutto sia andato
via. E’ il momento di rilassarsi, di prendere tempo e guardarsi vivere.
- Bes: Joey. Sei sveglia? Senti.
hanno chiamato. Cercavano te.
- Joey: chi era? E perché non
mi hai svegliata?
- Bes: calma sorellina. Era il
solito Kubelick. Ti aspetta allo yacht club qui a Capeside.
- Joey: bene.. ok.. e come mai?
- Bes: siamo all’interno di un
quiz a premi e non me ne sono accorta? Mi ha solo chiesto se eri qui e mi ha
pregato di dirti che ti aspetta per l’aperitivo. Non so altro.
- Joey: ok. Ok….grazie...
sorellona!
- Bes: si.. si… è tardi
ormai! Forza.. pigrona.. muoviti!
- Stava diventando un classico
ormai. Il rettore del suo college amava Capeside almeno quanto lei..
evidentemente…
-
- Jen:
Joey! Ehi!
- Joey: ciao Jen. Mia
salvatrice! Ti va un bel gelato? Offro io.
- Jen: si, se mi spieghi che
fine hai fatto! Ti ho cercata stamattina!
-
- Jen: caspita! Non ricordavo
che qui il gelato fosse così buono!
- Joey: sono stata allo yacht
club. Il mio rettore mi ha invitata per l’aperitivo.
- Jen: aspetta… quel rettore?
- Joey: si.. passa qui tutto il
suo tempo libero e siccome sa che qui ci vivevo mi ha chiamata e mi ha
invitata…
- Jen: tu farai strada ragazza
mia! Me lo sento!
- Si. Era il momento di
rilassarsi e prendersi tutto il tempo necessario… perché adesso si
sentiva davvero bene…
- Joey: ma smettila! Tu.. sei
davvero incorreggibile…ma.. perché mi cercavi… con tanta impazienza?
- Jen: novità in vista! Dawson.
Mi ha chiamata.
- Joey: Jen. Sono felice. felice
che tu me lo dica. Voglio cercare di aiutarti come tu hai fatto con me. E…
allora?
- Jen: vuole che lo raggiunga a
Los Angeles. Ha bisogno di una faccia amica e così… ha pensato a me…
- Joey: Jen.. io.. mi dispiace..
- Jen: no, Joey. Questo
è importante per me. So che sta passando un brutto momento e voglio
essergli vicina… anche se questo non è quello che vorrei, ma ..per ora va
bene così..
- Si. Amare era anche quello.
Accorrere in aiuto della persona che ami senza pretendere nulla in cambio.
Non serviva altro. Nessun altro abbellimento. Non serviva nemmeno parlare…
- Joey: quando partirai?
- Jen: domattina. E.. tu..
starai bene?
- Joey: si. Starò bene.
Entrambe vogliamo star bene vero?
- Jen: si. Più che mai.
- Joey: andiamo. Ti aiuto con i
bagagli.
- Jen: grazie Joey.
-
- Passò una settimana dalla
partenza di Jen e quella mattina il sole era sbiadito. Non sembrava esserci
nulla di allettante in quella giornata di fine luglio, tanto che decise di
rispolverare una sua vecchia passione. Avrebbe ricominciato a dipingere e
quale soggetto migliore.. se non quella farfalla posata delicatamente
sull’erba del suo giardino?
-
- Andie: pittrice! Mi hanno
detto che potevo trovarti qui e che non ti avrei disturbata. .. ehi! Che
meraviglia!
- Joey: ciao. Grazie.., ma.. io
non lo vedo poi così bello…
- Andie: ma scherzi? E’
perfetto!
- Joey: grazie… e ..dimmi..
hai bisogno di qualcosa?
- Andie: si. Di un consiglio.
Joey.. ho bisogno di qualcuna che sia sincera e aperta con me.. e tu.. sei
indicata per questo.
- Joey: è successo qualcosa?
Andie? Tutto bene?
- Andie: no, non va affatto
bene. Tra una settimana sarò di nuovo lontana da tutto questo e da Pacey.
Joey. Io lo amo ancora. Forse più di prima e.. non riesco ad andare via.
Non ce la faccio.
- Di nuovo quel dolore. Quella
dolorosissima fitta al cuore. Si disse che era arrivato il momento di
confessare l’indicibile. Era arrivato il momento di essere sinceri.
- Joey: Andie.. ascolta… io..
Dio che situazione imbarazzante! Ma io devo dirtelo. Questa volta devo
essere assolutamente sincera con te. Non posso consigliarti e non posso
dirti nulla.. perché.. io provo esattamente quello che provi tu. Andie.
Anche io lo amo. Non ho mai smesso e mai potrò.. io sono la persona meno
indicata in questo momento.. e mi dispiace. Davvero.
- Andie: Joey. Oh Dio! Io non
sapevo. Credevo che tra voi fosse finita da un pezzo e.. Dio! Sono stata una
sciocca.
- Joey: no Andie.. no.. tu non
potevi saperlo.. e poi.. si.. è finita da un pezzo e la colpa è
esclusivamente mia. Ho capito troppo tardi quello che volevo e ho lasciato
andare via la persona più importante della mia vita. Però non posso
lasciar andar via i miei sentimenti per Pacey. Quelli li custodirò nel mio
cuore per sempre, perché lo amo così tanto da non poterne fare a meno.
- Andie: Joey. Cosa ci succede?
Perché non riusciamo a dimenticarlo?
- Joey: puoi dimenticare di
respirare?
-
- Anche Andie era partita. Dopo
quella chiacchierata.. la sentiva ancora più vicina, nonostante la
lontananza e adesso, era da sola con Pacey.
- La sua Capeside e il Suo
Pacey.
- Era una notte di luna piena.
Ci si vedeva come in pieno giorno. Un esercito di nuvole soffici come
fiocchi venne a mascherare il cielo. Sembravano migliaia di guerrieri
bianchi che si impadronivano del cielo.
- Rimase seduta nel chiaro di
luna e assistette in silenzio al loro irrompere. Rincasò solo alle prime
luci dell’alba.
- Per strada, nella pallida
frescura del sole, la sua mente viaggiava senza muoversi. I suoi pensieri
sembravano scorrere come una poesia e ogni giorno sentiva sempre più,
all’interno del suo cuore, una certezza. Una nuova ispirazione. Una nuova
determinazione. Voleva essere felice e lo voleva ad ogni costo.
-
- Ricordava ogni singolo momento
trascorso in quella casa. Le litigate, le chiacchierate.. le notti piene di
amore e passione. Avvertì una forte nostalgia per quei tempi andati..
quando tutto era così perfetto e quando Pacey era ancora suo. L’avrebbe
sicuramente svegliato, ma non ci pensava. La sua felicità non dipendeva
dagli orologi e dal tempo.
- Stava bussando forte e adesso
non poteva tornare più indietro. Doveva parlare con lui. Adesso. Alle prime
luci dell’alba.
- Pacey: Joey! Cavolo! Ma che
ore sono?
Joey: a dire il vero non lo so, visto che non ho dormito affatto, ma se ti
disturbo torno più tardi…
- Pacey: no! Ormai sono sveglio.
Allora.. entra. Preparo il caffè.. e.. Joey. Cosa succede?
- Joey: nulla di grave Pacey. Ho
solo bisogno di parlare con te. Adesso.
- Pacey: va bene Joey. Dammi
solo due minuti.
- Era arrivato davvero il
momento. Avrebbe confessato tutto quello che sentiva. Senza remore e senza
paure. Doveva farlo per se stessa. Lo doveva a se stessa.
- Pacey: sai.. oltre allo strano
orario… questa è davvero una coincidenza. Sarei passato da te oggi. Devo
parlarti anche io Joey e devo farlo assolutamente.
- Il suo sguardo profondo e
dolce si era posato sul suo viso e in un attimo fu sommersa dai ricordi di
pochi minuti prima. Era così facile lasciarsene trasportare..
- Joey: Pacey.. ricordi la sera
della festa per Andie? Ti dissi che avevo visto in lei la determinazione ad
essere felice. ti dissi che la invidiavo per questo e.. ti dissi anche che..
non tutti riescono a raggiungere la felicità che sognano.., ma adesso io
voglio provarci. Voglio rincorrere il mio sogno di essere felice e non posso
farlo.. senza di te.. senza dirti che ti amo. Che la mia felicità dipende
solo da te. Sei la mia vita e ti amo così tanto da star male.
- Pacey: Joey.. io…
- Joey: ti prego.. non
interrompermi.. so che il mio comportamento, negli ultimi mesi, è stato
avventato, sciocco e decisamente capriccioso. Ho dovuto fare moltissimi
sbagli per arrivare a questa conclusione e .. adesso..lo so. So che ti amo e
continuerò ad amarti per il resto della mia vita.. e.. questo mi basta. Il
mio cuore pulsa anche grazie agli splendidi sentimenti che provo per te.. e
io posso essere felice…ora posso. Devo esserlo.
- Pacey: Joey.. mia piccola e
dolce Joey..
- Joey: Pacey. Non devi. So che
ti ho fatto soffrire molto e..so che tu meriti di meglio.
- Pacey: di meglio? Joey. Come potrei desiderare di
meglio quando ho te? Dio! Joey.. ascolta…
lasciamo il passato nel passato, dove comunque dovrebbe stare, e cerchiamo
di tirar fuori il meglio da questa situazione, voglio che ti senta a tuo
agio. Dobbiamo sentirci a nostro agio. Ne abbiamo passate così tante
insieme e quello che so è che... io e te siamo stati una delle poche cose,
forse l’unica cosa... che ha mai avuto completamente e totalmente senso
nella mia vita. Questo è quello che so. Non importa quanta sofferenza ci
siamo procurati a vicenda. Questo è quello che sento. Joey..credevo di
averti persa per sempre e adesso tu sei qui. Di fronte a me e bella come non
mai. Non ho mai smesso di desiderare di volerti baciare, abbracciare e
stringerti a me per tutto il tempo. Credevo di impazzire per questo, ma alla
fine mi sono convinto. Tu eri lontana da me e io non potevo smettere di
pensarti e di amarti.
Per tutta la mia vita, Joey, per tutta la mia vita sei stata la cosa più
bella nella mia orbita. E i miei sentimenti per te sono stati ciò che mi
hanno provato che potevo essere importante. E quei sentimenti sono stati più
forti, pù saggi e più persistenti ed elastici di ogni altra cosa di me.. e
non potranno mai svanire. Ti amo. Sempre e per sempre.
-
- Ricordava
tutto di quella mattina. La sua determinazione, le sue parole e quelle di
Pacey. Nitidamente ricordava il suo cuore scoppiare di felicità nello
stesso momento in cui lui aveva detto di amarla. Ricordava ogni sillaba
pronunciata, ogni movimento e ogni gesto. Si erano ritrovati in quella
mattina, si erano ritrovati e si erano amati come mai avevano fatto. I loro
corpi bramavano di quelle magnifiche sensazioni credute perse e ogni gesto
era stampato nella sua mente.
- Non
aveva perso l’amore della sua vita, anzi.. adesso quello che entrambi
sentivano era così forte e così bello da sembrare irreale..
- Ma
non lo era. Non era un sogno. Era tutto magicamente vero.
- Lei
e Pacey di nuovo insieme. Per sempre.
-
- Passarono
i mesi e tutti decisero di ritrovarsi a Capeside per festeggiare il natale.
Molte cose erano cambiate e tutti erano riusciti a trovare la felicità. Jen
e Dawson.. Jack
e Mike..ed infine Andie. Non avrebbe potuto partecipare a quella riunione,
ma lei sapeva che stava bene.
- Fu
un bellissimo natale reso ancora più magico dalla neve, che quell’anno fu
abbondante.
-
- Pensava
alla neve. Era così bianca da sembrare poesia. Una poesia di grande
purezza. La neve congela la natura e dunque è una vernice. La più delicata
vernice dell’inverno. Si trasforma continuamente. E’ una calligrafia. Ci
sono mille modi per scrivere la parola neve. Si muta in acqua e dunque è
musica. In primavera trasforma fiumi e torrenti in sinfonie di note bianche.
- La
neve. Così soffice ed eterea. In grado di creare magiche atmosfere e in
grado di rendere magici i paesaggi.
- Era
con Pacey a guardare lo spettacolo chiamato neve. Era bello dividere anche
questo momento con lui e tutto adesso le sembrava così semplice, così
bello. Proprio come la neve.
- Pacey:
ti ho detto che ti amo?
- Joey:
si. Anche quando non lo dici a parole. Io lo sento Pacey. Sempre.
- Pacey:
sono così felice…ora.
- Joey:
Pacey. Ti amo così tanto e.. ti prego.. voglio dimostrarti quanto possiamo
esserlo ancora di più…
- Fecero
l’amore come se fosse la prima volta…e per molto tempo.. continuarono ad
amarsi l’un l’altro…come sospesi…su un filo di neve….