- SEI ANNI NON BASTANO
-
- Il ritorno
- Erano ormai passati sei anni, ed ora tornava a Capeside. Sei anni possono
essere pochi, ma possono essere anche un’eternità. Pacey stava guidando
nella notte, finalmente Sammy si era addormentata, era stata agitata tutta
la sera, sentiva ancora la mancanza della mamma, era comprensibile, a soli
tre anni non si può capire che la mamma che tanto si ama non tornerà più.
Aveva cercato di spiegargli che era andata in cielo, le aveva detto che era
andata a suonare il violino a Gesù bambino, ma sapeva che la bimba stava
soffrendo, anche per questo aveva deciso di cambiare vita, così nel giro di
due mesi aveva organizzato tutto, il suo trasferimento e la vendita della
casa. Ne aveva comprata una a Boston, i primi mesi sarebbero stati duri, per
fortuna Gretchen aveva promesso di aiutarlo, purtroppo non aveva idea di
cosa si sapeva a Capeside di lui, che notizie avevano, se sapevano che lui
era vedovo, che aveva un’attività redditizia e soprattutto se sapevano di
Sammy, lui quando era andato via, aveva tagliato completamente i ponti con
tutti, anche per questo al suo matrimonio non aveva voluto invitare nessuno,
solo Gretchen era al corrente della sua vita, e l’aveva supplicata di non
dire nulla.
- Appena arrivato, spense il motore e i fari della macchina e restando
seduto fissò la casa che aveva davanti, sul suo anulare sinistro c’era la
fede, la guardò, non aveva avuto il coraggio di toglierla, era troppo
doloroso, da cinque mesi viveva solo di strascichi e se ancora non si era
arreso al dolore era solo grazie a Sammy, il pensiero di darle un futuro
sereno lo spronava a reagire. Aveva fatto smettere il lutto alla bimba già
dopo una settimana, ma lui continuava a portarlo, per lui Annie era stata
tutto, grazie a lei era quello che è adesso, si erano trovati cinque anni
fa. Lui era appena riuscito ad uscire dal vortice di disperazione in cui era
caduto, ed una sera in un pub l’aveva vista, era lì a bersi una birra
dopo una giornata che era stata un inferno e lei era lì per festeggiare.
Alla fine della serata mentre uscivano si erano contesi lo stesso taxi, così
lui l’aveva invitata a salire e aveva fatto accompagnare prima lei
pagandole la corsa, lei l’aveva ringraziato, dopo due giorni si erano
rivisti, scoprendo che lavoravano nello stesso edificio, lei era
all’ultimo piano ad insegnare musica mentre lui lavorava nel ristorante
che c’era al piano terra. Nel giro di due settimane erano diventati amici,
e l’anno dopo si erano sposati. Ricordava come fosse ieri il giorno del
suo matrimonio, Annie era una nuvola bianca, bellissima, aveva un sorriso
che lo illuminava tutto, la felicità di quel giorno era incontenibile,
senza neanche accorgersene si ritrovò a piangere, aveva perso la sua Annie,
e ora si ritrovava a dover continuare la sua vita da solo, doveva crescere
Sammy senza una mamma. Piangere non lo aiutava, ma adesso cosa mai poteva
aiutarlo? Nessuno avrebbe potuto ridargli sua moglie, Sammy non avrebbe
ricordato sua mamma, ma a questo ci avrebbe pensato lui, gli avrebbe sempre
raccontato tutto di Annie, avrebbe fatto in modo che Sammy sapesse chi era
sua madre. Rimase ancora lì a piangere la sua solitudine per due ore poi
finalmente si scosse e a fatica si mosse, prese Sammy in braccio, facendo
attenzione a non svegliarla e salì le scale che portavano al porticato ed
entrò in casa.
- -.-.-.-.-.-.-
- “Dawson, ma sono tre settimane che non ci vediamo non riesci proprio a
venire a Capeside?” chiese Joey, mentre Audrey la guardava a scuoteva la
testa
- “Va bene ho capito, è molto importante per te, questa potrebbe essere
l’occasione giusta, non puoi abbandonare il set. Ok almeno chiamami
stasera. Si, ok ciao”
- “Non è andata come speravi vero?”
- “direi di no”
- “Su coniglietto non te la prendere, piuttosto come va con la raccolta di
racconti che devi presentare al tuo editore?” chiese curiosa Audrey
- “Non mi ci far pensare la scadenza è tra una settimana e mi mancano
ancora tre storie, questa volta credo proprio che non ce la farò”
- “Dici sempre così poi alla fin fine ce la fai sempre”
- “Speriamo, e a te come va?”
- “Ho lasciato il gruppo”
- “Cosa? Quando? Perché?”
- “Mi ero stufata e poi non combinavamo niente”
- “Audrey, so che non ti piace sentirtelo dire, ma non puoi continuare così,
ormai dovresti trovare la tua strada e seguirla, negli ultimi anni sei stata
una solista, un’attrice e poi hai cercato un gruppo l’avete messo su,
poi l’ hai snobbato, ora ne avevi trovato un altro e l’ hai mollato
ancora, per quanto credi di poter continuare?”
- “Finché posso, comunque ho già trovato un lavoro”
- “Davvero? E di che si tratta?” chiese Joey curiosa
- “Se domani il colloquio va bene te lo dirò” detto questo sorrise e si
rimise le cuffie
- -.-.-.-.-.-.
- Intanto Pacey aveva preso Sammy e insieme erano andati a fare la spesa, la
bimba era felice, era riuscito a distrarla e ora come una peste saltellava
di qua e di là come fa una bimba di tre anni che girovaga per una città
sconosciuta. Per lei era tutto nuovo, non c’era mai venuta perciò tutta
contenta trotterellava vicino al papà che la teneva per mano. Erano
veramente belli insieme, nessuno vedendoli avrebbe detto che quell’uomo e
quella creaturina avevano un dolore immenso dentro.
- “Ok Sammy eccoci qua, stai sempre accanto a papà” disse Pacey
prendendola in braccio entrando nel supermercato. La bimba appena dentro
iniziò a scalciare facendo capire che voleva scendere,
così Pacey la mise giù e questa tutta contenta si mise a saltellare
intorno al papà che preso il carrello cercò negli scaffali ciò che gli
serviva. Mentre era girato a scegliere una confezione di biscotti Sammy vide
una ragazza che stava scegliendo degli yogurt, le si avvicinò e tirandole
la gonna attirò la sua attenzione
- “Tao” disse la bimba, la ragazza si girò e vedendola sorrise e disse
“Ciao” e mentre lo diceva si abbassò per guardare la bimba e le disse:
“Dov’è la tua mamma?”
- “Papà dice che è andata in cielo a suonare il violino a Gesù
bambino” disse un po’ dispiaciuta, la ragazza la guardò e pensò che
era ingiusto che una creaturina così giovane avesse perso la mamma “E il
papà dov’è?” le chiese per distrarla da quel pensiero, la bimba
sorrise e voltandosi vide Pacey che girandosi si era avvicinato
- “Sammy ti avevo detto di non allontanarti” la rimproverò mentre la
prendeva in braccio
- “Papà” disse la bimba mettendogli le braccine attorno al collo
- Pacey alzò lo sguardo per ringraziare chi gli aveva tenuto Sammy, quando
riconobbe la ragazza che lo guardava con uno sguardo esterrefatto
- “Pacey?”
- “Jen?”
- “E’ una vita che non ti vedo! Come stai?” chiese guardandolo e solo
allora realizzò che la bimba che aveva in braccio doveva essere sua figlia
- “Bene grazie te?” chiese lui
- “Abbastanza bene, è una bellissima bambina”
- “Grazie siamo qui per una vacanza di un mesetto e poi ci trasferiremo a
Boston”
- “Davvero verrai a Boston?”
- “Si, ho già preso casa, in questo mese, permetterò alla bimba di
conoscere i nonni, lo zio e le zie, mentre io sistemerò tutto a Boston.”
- “Mamma mia Pacey, sei diverso dall’ultima volta che ti ho visto, non
abbiamo più avuto tue notizie perciò vederti tornare qua con una bimba è
un colpo”
- “Già, ora devo andare devo fare ancora tante cose, ci si vede”
- “Fallo davvero Pacey, non sparire di nuovo” gli disse Jen salutandolo
con uno sguardo che esprimeva affetto. Pacey sorrise e si allontanò
- -.-.-.-.-.-
- “Jack, non immaginerai mai chi ho incontrato stamattina al
supermercato” disse Jen mettendosi a sedere sul divano del salotto. Ormai
erano tre anni che lei e Jack vivevano insieme, da quando era morta sua
nonna lei si era sentita sola e Jack le aveva proposto questa soluzione così
lei era riuscita ad andare avanti grazie all’appoggio di tutti gli amici.
- “Chi hai incontrato?” chiese lui curioso
- “Pacey”
- “Pacey? Davvero?”
- “Sì e non è tutto, ha una figlia, una bellissima bambina”
- “Allora è sposato”
- “Credo sia vedovo, la bimba mi ha detto che la sua mamma è morta”
- “Mi spiace, povero Pacey, non è molto fortunato”
- “Già, deve essere orribile”
- “Che ti ha detto?”
- “Ha detto che si è comprato una casa a Boston e che ha intenzione di
trasferirsi lì e che per il momento si fermerà un mesetto qua per far
conoscere la bimba alla sua famiglia”
- “Quindi non l’ hanno mai vista? Effettivamente lui qua non è più
tornato, per quello che ne sappiamo, dal giorno in cui se ne è andato”
- “Già, certo è strano che nessuno abbia mai parlato del fatto che fosse
sposato e con una figlia e che ora sia vedovo”
- “Magari hanno voluto essere riservati”
- “Sì come no, Jack, non si può muovere un passo a Capeside senza che
tutti lo sappiano, secondo me nemmeno la famiglia lo sapeva”
- “Ma perché mai non avrebbe dovuto avvisarli, in fondo è la sua
famiglia”
- “Non è che lui ci vada molto d’accordo”
- “Sì, ma ti sposi e non lo dici? Hai una bimba e non vuoi fargli
conoscere i nonni?”
- “Avrà avuto i suoi buoni motivi per farlo, non ha detto nulla neanche a
noi, i suoi amici”
- “Effettivamente in sei anni non si è mai fatti vivo”
- “E credevi che l’avrebbe fatto?” chiese scetticamente
- “No, effettivamente, fu molto chiaro, lui voleva tagliare i ponti col
passato e farsi una nuova vita”
- “E sembra che ce l’abbia fatta, sono felice per lui”
- "Anch’io, quella bimba era adorabile”
"
-
Pacey? Ci sei? Dov’è Sammy che voglio vederla?” chiese Gretchen entrando in
fretta in casa”
-
“Sono
in cucina sto cercando di far mangiare questo demonietto” le rispose,
sorridendo alla bimba
-
“Sammy,
guarda chi c’è” disse facendola scendere dalla sedia
-
“Ciao
Sammy” fece Gretchen avvicinandosi alla bimba e accovacciandosi per
guardarla le sorrise
-
“Tao”
disse la bimba un po’ intimorita nascondendosi dietro la gamba del papà
che sorridendo la prese in braccio e disse “Che c’è hai paura della
zia?” e la fece avvicinare alla sorella che sorridendo le diede un bacio
sulla guancia alchè la bimba sorrise deliziata e portandosi le manine
alla bocca gli mandò dei baci facendo ridere i due ragazzi. Pacey fece
scendere la bimba e si sedette a tavola
-
“Allora
hai incontrato qualcuno?” chiese Gretchen
-
“Sì
Jen, al supermercato, come stanno mamma e papà?”
-
“Vuoi
sapere se gliel’ho detto?” chiese lei e al cenno affermativo rispose
“Non gliel’ho detto, ho pensato fosse un tuo diritto, solo vorrei
ricordarti che Sammy hai dei nonni e degli zii anche qua, non solo a New
York”
-
“Lo
so Gretchen, lo so, ma per me non è stato facile, lo sai, l’ultimo anno
è stato un inferno per me, prima la malattia di Annie, poi la sua veloce
caduta verso il basso e mi sono trovato nel giro di pochi mesi solo con
una bimba, ora dopo lunghe riflessioni ho creduto fosse meglio per Sammy
trasferirci e ricominciare tutto da capo per questo ho scelto Boston, lì
conosco qualcuno che mi può aiutare col lavoro e potrei garantire a Sammy
una certa sicurezza economica”
-
“Quella
gliela puoi già garantire adesso, lo so che guadagni bene e che adesso
stai bene economicamente, però capisco il tuo desiderio e per certi versi
lo approvo”
-
“Grazie
Gretchen, ho proprio bisogno del tuo appoggio”
-
“A
cosa servirebbero le sorelle altrimenti?”
-
“Grazie”
disse lui con uno sguardo spento
-
“Senti
posso prendere Sammy per qualche ora in modo da conoscerla un po’, ci
faccio un giretto così magari tu ti rimetti un po’ dovrai essere stanco
no?”
-
“Va
bene, sarà felice di uscire, lei adora passeggiare” disse Pacey e
alzandosi andò dalla bimba e la preparò per l’uscita. Appena se ne
furono andate Pacey tornò in cucina e si sedete ala tavolo davanti alla
sua tazza di caffè e chiuse gli occhi. Tutto il peso della solitudine lo
assalì, Annie non c’era più e lui doveva vivere da solo, doveva
affrontare tutto questo senza lei me l’avevi promesso Annie, avevi
detto che saremmo tornati qui insieme, che mi avresti aiutato ad
affrontare tutto, ad affrontare la mia famiglia, Dawson, gli amici e lei,
ed invece ora sono qui, solo senza di te, mi servirebbe il tuo appoggio,
la tua vitalità, ma sono ancora una volta solo
-
Lacrime
silenziose scesero dai suoi occhi, era un silenzio assordante che portava
dentro di sé tutta la solitudine e il dolore che provava, un silenzio
schiacciante e graffiante, che lo opprimeva.
-
-.-.-.-.-.-
-
“Joey?”
-
“Si?”
chiese dall’altra stanza
-
“ti
disturbo?” chiese Jen entrando
-
“No,
figurati dimmi, sto finendo di riordinare il mio studio, ogni volta che
cerco qualcosa non lo trovo, così stamattina mi son decisa”le disse
mentre selezionava fogli e li divideva in grosse pile
-
“ok,
allora non è facile da dire, ma credo che tu debba saperlo, per
prepararti ad affrontare l’inevitabile” le disse Jen
-
“Cos’è
successo?” le chiese girandosi verso di lei curiosa e preoccupata al
tempo stesso
-
“Pacey
è in città” disse tutto d’un fiato e a Joey caddero i fogli dalle
mani
-
“Cos’hai
detto?” chiese con sguardo spaventato
-
“E’
qui, l’ ho incontrato stamattina al supermercato”
-
“E
come ti è sembrato?”chiese Joey
-
“Effettivamente
non è tutto, non era solo. Joey, Pacey ha una figlia, l’ho vista
stamattina con lui al supermercato”
-
“Beh,
ma non è detto che è sua solo perché era con lui”disse lei stupita
-
“E’
sua figlia, l’ ha chiamato papà, e non è tutto, pare sia vedovo, che
la moglie sia morta, me l’ ha detto la bimba, forse è per questo che è
tornato” concluse Jen
-
“Vedovo?
Mi spiace, ma quanto si vuol fermare? Voglio dire è una cosa permanente o
è solo di passaggio?”
-
“Ha
detto che si fermerà un mese per far conoscere alla bimba i nonni e gli
zii, e poi si trasferiranno a Boston, lui ha già organizzato tutto”
-
“A
Boston?” chiese lei stupita
-
“Sì,
a Boston, Joey, quello che io ho visto al supermercato era un uomo
distrutto per la perdita della moglie, e un padre attaccatissimo alla
figlia”
-
“Pensi
che sia ancora arrabbiato con me?”
-
“Penso
che adesso abbia altro a cui pensare Joey e credo che in un momento come
questo si abbia bisogno più di tutto degli amici”
-
“Sì,
hai ragione, cosa potremmo fare?”
-
“Non
lo so, spero che lui si faccia vivo, altrimenti io stessa andrò da lui a
offrirgli il mio appoggio e a meno che lui non mi mandi via, gli starò
vicino”
Pacey nel frattempo aveva iniziato ad organizzarsi, la casa era a posto,
arredata e finita, per quanto riguarda il suo lavoro doveva vedere Bodie per
chiedergli un consiglio, ma era tutto pronto. Mentre si preparava per uscire
tornarono Sammy e Gretchen
- “Ciao Sammy, ti sei divertita con la zia?” chiese lui guardandola
amorevolmente
- “Ci” rispose la bambina sorridendo e dando un bacino al papà
- “L’ ho portata al parco e si è divertita molto” disse Gretchen
sorridendo “Te come stai? Hai avuto il tempo di riposare?”
- “No, ho sistemato alcune cose per Boston, che tu sappia Joey è in città?”
chiese lui guardando la bimba
- “Sì, ma non sta più al B&B abita in una bifamiliare . In un
appartamento ci sta lei con Audrey e nell’altro ci sono Jen e Jack. Si
sono decisi dopo la morte di Grams disse Gretchen, ma poi si pentì di aver
parlato di Grams, Pacey non sapeva e l’ultima cosa di cui aveva bisogno
era sentirsi dire che qualcuno era morto
- “Mi spiace che Grams sia morta” disse sinceramente addolorato e
vedendo la costernazione di sua sorella la rassicurò dicendole
- “Non ti preoccupare, è tutto a posto, ascolta io ora devo andare al
B&B, devo parlare con Bodie”
- “vuoi che ti tenga Sammy?”
- “No, la porterò con me, deve conoscere il B&B” disse lui con uno
sguardo indecifrabile, dentro quello sguardo c’era di tutto, dal dolore
alla rabbia, dalla dolcezza alla malinconia, racchiudeva in sé una vita di
emozioni.
- -.-.-.-.-.-.-
- Dieci minuti più tardi Pacey era arrivato e presa Sammy per mano le disse
- “Ora fai la brava che papà deve parlare con un signore” insieme si
avviarono su quel portico da cui 6 anni prima era fuggito e con un peso sul
cuore bussò alla porta. Quando Bessie aprì la porta e vide Pacey si stupì,
perché davanti a sé non aveva più un ragazzino, ma un uomo, un uomo
distrutto e rimase ancora più stupita quando vide la bimba che teneva per
mano e tutto quello che riuscì a dire fu: “Pacey”
- “Ciao Bessie” disse lui, e dopo che lei si scostò entrò con la bimba
e vedendo che lei guardava la bimba con curiosità disse: “Bessie, questa
è Sammy” e voltandosi verso la bimba
- “Sammy dì ciao a Bessie”
- “Tao Bessie“ Pacey sorrise e la prese in braccio
- “Sammy è tua figlia?” chiese stupita
- “Si” disse lui guardandola con amore. Bessie vedendo quello sguardo
sorrise e aggiunse
- “E’ una bimba fortunata” Pacey la guardò e sorrise al complimento
per ringraziarla
- “C’è Bodie? Avrei bisogno di parlargli”
- “Sì, ora te lo chiamo” e si avviò verso la cucina da cui tornò col
compagno
- “Pacey!!! Ma allora è vero, sei proprio tu, e quell’angioletto lì
chi è?” chiese sorridendo alla bimba
- “Questa è mia figlia Sammy” disse con orgoglio
- “Che bella e la mamma di questa bellezza dov’è?” chiese ma appena
vide la faccia di Pacey capì che aveva commesso un errore
- “Lei ora non c’è più, è andata da Gesù bambino vero Sammy?”
disse guardando la bimba che triste disse “mamma è andata via” Bessie e
Bodie si guardarono e dissero insieme “Ci spiace”
- “Non preoccupatevi, volevo parlare con Bodie di una questione di affari
se hai un po’ di tempo”
- “Ma certo, vieni nel mio ufficio” disse sorridendo accompagnandolo in
cucina e voltandosi verso la bambina disse
"La vuoi una ciambella? Gliela posso dare?” chiese a Pacey, il
quale con un sorriso fece un cenno di assenso
-.-.-.-.-.-.
Ancora insieme
- “Ragazzi che ne dite se gli organizziamo una piccola festa di
benvenuto?” propose Jack
- “Non so” disse Joey e quando tutti la guardarono stupiti lei aggiunse
“E’ appena morta sua moglie, ha una bimba piccola e non credo che pensi
a festeggiare” aggiunse
- “forse hai ragione” disse Jen
- “Invece secondo me è proprio per questo che dovremmo festeggiare, per
tirargli su un po’ il morale, dovremmo stargli vicini e nonostante il
fatto che per 6 anni non si sia fatto vivo resta sempre un nostro amico e se
non si è fatto vivo avrà avuto le sue buone ragioni” disse Audrey
- “Forse però non vuole vederci” disse Joey un po’ preoccupata
- “Sentite perché non chiediamo a Gretchen, lei è sempre stata in buoni
rapporti con lui, credo che potremmo provare a sondare un po’ il terreno
vi pare?” tutti si guardarono e annuirono
- -.-.-.-.-
- “Grazie Bodie del tuo consiglio, ora sono apposto”
- “Sono fiero di te, sei diventato quello che io credevo saresti stato,
sei una persona meravigliosa e quella bimba è fortunata ad averti come
padre, qualsiasi cosa ti serva qui al B&B troverai sempre un aiuto”
- “Grazie Bodie” disse Pacey e lo salutò abbracciandolo
- Dopo che Pacey uscì Bessie chiese a Bodie cosa avesse in mente Pacey, e
lui le rispose
- “Quel ragazzo ha mille risorse e tu questo dovresti saperlo”
- “Insomma non mi vuoi dire niente” disse lei mettendo il broncio
- “Non ancora, appena avrà sistemato tutto lo saprai” disse lui ridendo
- -.-.-.-.-.-.-
- “Ciao Gretchen”
dissero Jen e Jack
- “Ciao ragazzi, come state?”
- “Bene te?”
- “Bene”
- “Ieri ho visto Pacey al market”
- “Me l’ ha detto”
- “Noi abbiamo avuto un’idea, ma prima volevamo sapere il tuo parere”
dissero insieme
- “Ditemi”
- “Noi avevamo pensato di dare una piccola festa per il suo ritorno, però
sapendo ciò che ha appena passato siamo divisi in due, c’è chi crede che
sarebbe un’occasione per distrarsi e c’è chi crede che lui preferisca
stare solo, così non sappiamo cosa fare”
- “Effettivamente è un periodo triste per lui, ma credo che abbia bisogno
di distrarsi un po’ perciò credo che
una piccola festa possa fargli bene, niente di troppo forte, ma una cosina
fra pochi intimi credo che possa andare bene” disse lei e i ragazzi
annuirono contenti
"grazie Gretchen, appena ci saremo organizzati ti chiameremo per i dettagli”
disse Jack
-
-.-.-.-.-.-.
- "Bessie come va al B&B? Hai bisogno di aiuto? Sai che non
devi fare altro che chiedere vero?”
- "Si Joey, non ti preoccupare, qui è tutto ok, lì invece come va? A che
punto sei con i racconti?” chiese Bessie per sondare il terreno, non
sapeva se dire alla sorella che Pacey era in città
- “Sono un po’ indietro con i racconti, ma questo è il meno, oggi Jen
ha incontrato Pacey in città”
- “So che Pacey è a Capeside perché oggi pomeriggio è passato dal
B&B a salutarci e perché cercava Bodie”
- “Davvero? E come vi è sembrato?”
- “Un uomo con una grossa responsabilità che però ama”
- “Ha portato anche la bimba? Com’è?” chiese curiosa
- “E’ una bellissima bambina, Jo”
- “Ci credo, povera bimba l’unica cosa che mi spiace è che a quell’età
ha già perso la mamma”
"
-
Già, ma Pacey è dolcissimo con lei, credo che riuscirà a
superare questa cosa e poi Pacey è ancora giovane e probabilmente si rifarà
una vita anche se adesso gli sembra impossibile”
-
-.-.-.-.-.-.-.-
-
“Dawson,
come è andata la tua giornata?”chiese Joey al telefono “Senti, io
credo che tu debba tornare, no tua madre e Lily stanno bene, non si tratta
di loro, ma penso che tu debba essere qua, c’è qualcuno che ha bisogno
di tutti noi. Sì è tornato, ma certo che ricordo
cos’è successo sei anni fa, ma credo che appena saprai dimenticherai anche
tu. Dawson, Pacey ha una bimba di 3 anni ed è vedovo, sì non sto scherzando,
ha perso la moglie qualche mese fa da quello che dice Gretchen, per questo
credo che dovremmo stargli vicini, per quanto noi si possa aver litigato è
sempre un nostro amico e credo che nel momento del bisogno noi ci dovremmo
essere, e questo per lui lo è. Sì Dawson, credo che sarebbe meglio, ok
allora ti verrò a prendere alla stazione sabato mattina. Ora ti lascio, sì
Dawson, anche io…” e detto questo chiuse la conversazione e scese le scale
per raggiungere gli altri
"Verrà?” chiese Jen
- “Sì, appena ha saputo ha capito e arriverà sabato mattina, così
potremmo organizzare per la sera, magari invece di una festa potremmo fare
una cena così lui potrebbe portare anche la bimba,perché sicuramente non
vorrà lasciarla a casa appena arrivati”
- “Sì, mi sembra un’ottima idea, ora dobbiamo solo dirlo a
Gretchen”disse Jack
- “Ok ci penso io” disse Jen
- -.-.-.-.-.-.-.-.-.-
- “Dawson, ciao ben arrivato, fatto buon viaggio?” disse Joey appena
vide Dawson saltandogli letteralmente addosso
- “Ciao Joey, sto bene e il viaggio è andato bene, allora cosa avete
deciso per stasera?”
- “Abbiamo pensato di fare una cena e basta così lui portare anche la
bimba”
- “Mi sembra perfetto, speriamo che vada tutto bene”
- “Ma certo che andrà bene” disse Joey e si avviarono alla macchina
abbracciati
- -.-.-.-.-.-.-.-.-
- “Pacey dai per favore accetta, cosa ti costa? Si tratta di una cena”
- “Ma sono anni che non li vedo come possono credere che funzioni?”
- “Perché sono tuoi amici”
- “E dove erano i miei amici in questi anni?”
- “Dove tu li hai lasciati, loro non ti avranno cercato, ma neanche tu
l’ hai fatto, e almeno tu sapevi dov’erano”
- “Va bene, hai vinto andrò a quella cena, ma porterò anche Sammy, non
mi va di lasciarla sola”
- “Anche loro la vogliono conoscere”
- “Ok, allora cena sia, a che ora dovremmo essere là?”
- “Alle 8”
- “Ok e 8 siano”
- -.-.-.-.-.-.-.-.-
- “Eccoli stanno arrivando” disse Jen “c’è anche la bimba” disse
sbirciando dalla finestra
- “vado ad aprire” disse Jack
- “Hey amico” lo salutò appena se lo trovò di fronte sulla porta
- “Ciao” salutò Pacey
- “Vieni entra, ciao Gretchen, e questa signorina?” Chiese sorridendo
alla bimba
- “Lei è Sammy” disse Pacey sorridendo con uno sguardo orgoglioso verso
la figlia
- “E’ bellissima” disse Joey che era rimasta indietro
- “Ti assomiglia” aggiunse Dawson che era al suo fianco e si avvicinò a
lui, l’ abbracciò e gli disse
- “bentornato a casa Pacey”
- “Grazie Dawson”
- Pian piano l’atmosfera si alleggerì e iniziarono a rilassarsi e a
divertirsi giocando con la bimba e raccontando qualche aneddoto di quegli
anni passati lontani. Entrando in quella casa non si sarebbe detto che erano
6 anni che non erano tutti uniti.
- Verso le 9 e 30 Pacey si avvicinò a Jen e gli disse
- “Jen c’è una stanza dove posso portare Sammy, è tardi e dovrebbe
riposare”
- “Ma certo, puoi portarla nella mia camera, è qui, vieni che ti ci
porto” insieme si avviarono alla stanza dove lo lasciò con la bimba
- “Ho messo a letto la bimba, era stanca” disse quando tornò dagli
altri
- “E’ splendida Pacey” disse Audrey
- “E’ vero” aggiunsero gli altri
- “Ragazzi io vi devo ringraziare per tutto questo, per avermi accolto così
dopo tutti questi anni e dopo il modo in cui me ne sono andato, non sapete
quanto questo conti per me”
- “Questo è quello che avresti fatto anche tu, per quanto si possa
litigare noi siamo sempre amici ed è nel momento del bisogno che si vede”
disse Dawson
- “Vi ringrazio davvero per tutto, sapendo di avervi accanto, ora sembra
tutto un po’ più semplice, sapere di non dover affrontare tutto da solo
ha la sua importanza”
- “Tu non sei solo, noi ci siamo sempre e poi se tu te ne sei andato sei
anni fa, noi non abbiamo fatto nulla per fermarti e questo periodo di
silenzio è stato reciproco. Ed ora ne sentiamo il peso”
- “L’importante è essere qui tutti insieme di nuovo. Raccontatemi
qualcosa della vostra vita adesso, praticamente non so nulla di voi.”
- “Beh, comincio io -disse Jack- mi sono laureato ed ho iniziato la
carriera di allenatore di football, ho iniziato con i bambini e ora alleno
una squadra di liceali”
- “Anche io mi sono laureata -cominciò Jen- ma la mia passione è restata
la radio perciò conduco programmi radiofonici, ho due rubriche, una tutti i
giorni alle 3 e una la domenica mattina, me la cavo abbastanza bene”
- “Io invece- continuò Dawson- ho coronato il mio sogno e sto lavorando
ad Hollywood e sto preparando una pellicola come regista”
- “Io, ho finito il Worthington- cominciò Joey- e adesso scrivo dei
racconti per ora ho pubblicato due miei lavori e sta per uscire, se riesco a
finirlo, una raccolta di racconti”
- “Siete tutti fantastici, tutti di successo e ne sono felice” disse
Pacey
- “Tu amico invece che ci racconti?” chiese Jack
- “Io ho una mia attività e ne aprirò la filiale a Boston, ho lasciato
quella di NY al mio socio e mi sono preso quella di Boston. Aprirò fra un
mese e sarete tutti invitati all’apertura, sarà un pub, il Sammy’s”
- “Ci saremo tutti, così potremo mangiare gratis” disse Audrey
- “Ehi donna, non mi hai ancora detto cosa fai tu” si rivolse a lei
Pacey curioso
- “Fa la cantante” rispose Jen
- “Non più, ha mollato” rispose Joey
- “Allora cosa fai?” chiese Jack
- “Stamattina ho avuto il lavoro, sarò una consulente
d’immagine”disse e tutti la guardarono meravigliati così lei continuò
“E’ cominciato tutto per caso, una mattina stavo facendo shopping con
una ragazza quando entrando in un negozio vedo una signora che sta provando
un vestito troppo frivolo per lei e guardandola in faccia vedo che non è
convinta della scelta così con molta non calanche, mi avvicino a lei e le
dico : “Credo che quel vestito non faccia per lei, perché non prova
questo?” e glielo porgo, la signora mi guarda un po’ storto ma dopo
averci pensato un po’ segue il mio consiglio e lo prova, quando esce dal
camerino è tutta contenta per come le sta e mi ringrazia, al che io,
incapace di stare zitta le consiglio anche le scarpe, in poche parole alla
fine della giornata avevo completamente sconvolto l’aspetto della signora.
Questa mi chiese il nome e due giorni dopo mi convocò proponendomi di
diventare la sua consulente d’immagine, così io ho accettato e nel giro
di due giorni mi sono ritrovata ad avere anche le sue amiche come clienti”
finì di raccontare Audrey
- “Sì credo sia il lavoro adatto a te, sfonderai in questo campo” disse
Joey abbracciandola
- “Ragazzi sono stato davvero bene, ma io devo andare, si è fatto tardi e
devo portare Sammy a casa, ma mi ha fatto veramente piacere questa serata,
spero che potremo ripeterla” disse Pacey veramente emozionato
- “Non devi neanche dirlo Pacey, consideralo già fatto” disse Jack
- -.-.-.-.-.-.-.-.-
-
Due
mesi dopo…Boston
-
- “Greg, dove sono i rifornitori? Tra un’ora apriamo e non abbiamo da
bere????”
- “Stanno arrivando signor Witter, dovrebbero essere qui a momenti”
- “Greg, ormai è un mese che sei qui quanto ancora devo pregarti per
chiamarmi Pacey invece di
“signor witter”?”Chiese Pacey sorridendo al ragazzo
- “Mi scusi signor…- ma appena vide lo sguardo di Pacey - Pacey”
- “così va meglio, questo mese avrai un aumento Greg” disse
sorridendogli
- “Grazie” disse meravigliato.
- “Oh, finalmente sono arrivati i rifornitori” disse Pacey appena vide
arrivare gli uomini
- “Ok ragazzi fatemelo un’altra volta e cambio rifornitori” fu il
saluto che gli riservò
- -.-.-.-.-.-.-.-.-
- “Allora com’è il verdetto?” chiese Dawson guardando Joey
- “La critica si è contenuta…, ma ha detto che nel complesso sono dei racconti
piacevoli da leggere, l’autrice riesce a farci immedesimare senza alcuno
sforzo, le storie sono frizzanti e malinconiche, dolci e dure, ha saputo
creare 8 racconti diversi, ma degni di una raccolta” finì di leggere
- “Ma è meraviglioso” disse Dawson alzandosi e correndo ad
abbracciarla, baciandola con trasporto
- “Grazie” disse Joey corrispondendo i baci “Anche con te la critica
è stata generosa però, se non sbaglio ha detto che sei un talento
promettente”
- “Già siamo una coppia ben assortita” esclamò baciandola di nuovo
- -.-.-.-.-.-.-
- “Jen, ormai sono 5 anni che stiamo insieme, abbiamo tutti e due una
carriera ormai avviata, possibile che non senta quello che sento io?”
chiese Joey
- “Ma certo che ti ama Joey, non sarebbe stato 5 anni con te se non
provasse un sentimento così intenso per te”
- “Non è questo che intendevo, so che mi ama, anche io lo amo, ma non mi
basta più, sono stufa di essere la sua “ragazza”” disse lei nervosa
- “Mh, sento odore di matrimonio”
- “Sì, brava, io voglio sposarmi, mettere su famiglia, avere una
splendida bimba come Sammy”
- “Joey, forse non ci hai fatto caso, ma Dawson è sempre a LA mentre tu
sei sempre qui a Boston, come pensi di riuscire a crescere una bimba lontana
dal suo papà, e Dawson non può certo abbandonare adesso LA, sarebbe la
fine della sua carriera, e lo stesso vale per te, qui hai un editore,
potresti trasferirti tu a LA, ma a parte che significherebbe lasciare i tuoi
amici, dovresti comunque tornare qui una volta a settimana e cosa faresti
con il tuo eventuale figlio? Lo scarrozzeresti attraverso gli USA?”
- “Lo so Jen, ma il punto è che queste considerazioni ci saranno anche
tra 6 anni, lui non abbandonerà mai LA, è lì che deve stare un regista e
io dovrei abbandonare la mia casa editrice?”
- “Ma tra 6 anni tu sarai una scrittrice affermata e non credo che
troverai difficoltà nel trovare un’altra casa editrice, o comunque quella
che hai adesso ti darebbe anche un aiuto, mentre adesso ti ha sconsigliato
di muoverti”
- “Jen, ormai ho 25 anni, tra
6 ne avrò 31, io un figlio lo vorrei adesso non a 31 anni”
- “C’è gente che i figli li fa ben oltre i 31 anni, e poi comunque sei
anni è una data non definitiva, per quello che ne sapete potrebbe anche
essere un anno. Cosa ne pensa Dawson?”
- “Dawson non ci pensa, non ha mai accennato a questo argomento”
- “Parlagliene, credo che sia giusto”
- “Lo so, ma ho paura di incrinare tutto”
- “Joey prima o poi litigherete, magari per cosa ordinare al ristorante o
per dove andare una sera, ma non cascherà il mondo solo perché avete avuto
uno screzio”
- “Speriamo”
- “Joey, devi avere fiducia nel vostro amore”
- -.-.-.-.-.-.-.-
- “Jack ti dico che c’è qualcosa che non va, provate tu e Jen a sondare
un po’ il terreno, perché so che lei ha qualcosa che non va” disse
Dawson a Jack
- “Ma hai provato a parlarne con lei?”
- “Non mi ha detto nulla, e poi io non so di che si tratta, è una
sensazione che ho, e poi lei è così quando ha qualcosa per la testa te ne
accorgi subito perché ha un atteggiamento contrastante, a volte è dolce da
diabete, troppo, a volte invece è irritabile e non sai mai di quale umore
la puoi trovare, questo è uno di quei momenti, quindi se magari provo a
chiederle qualcosa e magari è nel suo momento no, ne esce una lite di
proporzioni gigantesche”
- “Ok sentirò Jen, magari lei sa qualcosa”
- “Grazie, sei un amico, per il resto come va?”
- “Tutto ok, quest’anno, la squadra procede bene, può darsi che si
riesca a vincere il campionato”
- “Sarebbe grande, così poi si festeggerebbe”
- “Oh, sì, sono secoli che non ci scateniamo”
- “Lo so, ma abbiamo tutti da fare, siamo sempre impegnati con lavoro e
poi, c’è Pacey, solo ora sta iniziano pian piano a riprendersi”
- “Già, il suo locale comunque è un successo, fa sempre il pienone”
- “Sono felice per lui, si vede che ha messo tutto il suo essere
“casinista” all’opera a rendersi utile e ha sfruttato la sua
predilezione per il divertimento concentrando tutto in quel locale”
- “Chi l’avrebbe mai detto, nessuno a Capeside avrebbe puntato due soldi
su di lui”
- “E invece c’era qualcuno che lo avrebbe fatto, mio padre, lui ha
sempre avuto un debole per Pacey, era il suo secondo figlio, per un po’ ne
sono stato anche un po’ geloso, ma poi ho capito che io avevo un padre che
mi amava, mentre Pacey doveva cercare un sostituto al suo così ho iniziato
ad invitarlo sempre più spesso a casa e la nostra amicizia si è
consolidata”
- “Pacey è speciale”
- “Sì, lo so, e sono felice di averlo ritrovato, se devo essere sincero,
anche se ero arrabbiato con lui
- ne sentivo la mancanza”
- “Tutti ne sentivamo la mancanza”
- “Senti un po’ a proposito di mancanza, Andie?”
- “Oh, lei dopo essersi laureata ad Harvard, ha fatto domanda per entrare
come ricercatrice interna all’università, così adesso sono due anni che
si muove fra le provette”
- “Sono felice per lei, ma non viene mai da queste parti? Mi piacerebbe
rivederla”
- “L’ ho sentita ieri e mi ha detto che fra 2 settimane viene e si ferma
per circa 15 giorni”
- “Bene, ecco l’occasione che aspettavamo… FESTA!”
- “Ma sì, mi sembra un’ottima idea, mi ha confessato che viene perché
è curiosa di vedere Sammy”
- “Potremmo chiedere a Pacey se possiamo darla al suo locale”
- “Sì, mi sembra un’ottima idea, chiedi tu a Pacey”
- “Ok, tu ricordati di parlare a Jen”
- “Non ti preoccupare la vedrò giusto tra un po’”
- “Ok allora poi fammi sapere”
- -.-.-.-.-.-.-
- “Sposarsi?”
- “Sì, Jack, lei vuole sposarsi, ma sembra che Dawson, non ci pensi”
- “Vuoi dire che ne hanno parlato e lui ha detto di no”
- “No, voglio dire che lei sta aspettando che lui lo capisca da solo”
- “Ma è matta? Dawson non lo capirà, cioè, ha capito che c’è
qualcosa che non va, infatti mi ha mandato in avanscoperta, ma non credo si
aspetti una cosa del genere”
- “Appunto, io le ho consigliato di parlarne con lui”
- “Speriamo, anche se vedo delle nubi all’orizzonte, perché ora non
credo che Dawson sia disponibile al matrimonio proprio ora che la sua
carriera sta nascendo, è quello che le ho detto io, ma non è tutto, lei
non vuole solo sposarsi, lei vorrebbe anche dei figli”
- “ O mio Dio”
- “Appunto, quindi adesso sì che puoi vedere il ciclone in cui ci
troveremo”
- -.-.-.-.-.-.-.-.-
- “Ciao Pacey”
- “Ciao Joey, qual buon vento ti porta qua?”
- “Un ciclone”
- “O porca miseria, il locale non è il luogo adatto allora, potresti
uscire e tornare magari chessò con il sole?” le chiese sorridendo, lei
sorrise e si sedete al bancone
- “Sembri un barista non il proprietario, se ogni volta che entro ti trovo
a pulire i bicchieri”
- “E’ sempre stato il mio sogno, fare il barista”le disse sorridendole
- “Beh, allora facciamo così, mi lasci il locale e io ti faccio fare il
barista”
- “E quanto mi pagheresti?”
- “due dollari l’ora”
- “Ehi, ho Sammy da mantenere”
- “Mh, allora facciamo così, ti do due dollari per te e per Sammy tutto
ciò che vuole”
- “Ok, affare fatto” disse ridendo “Credo che Sammy voglia una
porche”
- “Sei licenziato!” gli rispose lei con un ghigno
- “O, allora credo che Sammy si accontenterà di un triciclo”
- “Ora va meglio” disse sorridendo
- “ok, a parte gli scherzi, cosa c’è che non va?”
- “Cosa ti fa pensare che ci sia qualcosa che non va?”
- “Il fatto che sei entrata con un ciclone e non con il sole e che
continui a mordicchiarti il labbro inferiore”
- “Ehi, io non mi mordicchio il labbro inferiore”
- “sì lo fai”
- “Sei licenziato”
- “Se continui a licenziarmi credo che non ti servirò mai un drink” le
rispose ridendo
- “Tanto il locale è mio quindi me lo posso sempre fare”
- “Accidenti, me ne ero scordato” lei sorrise ed annuì col capo
- “Allora?”
- “Ok, non ti mordicchi il labbro”
- “Ecco bravo” rispose annuendo con la testa “Che bravo barista mi son
trovata”
- “Già un po’ sottopagato”
- “Hai detto qualcosa?”
- “Io? No”
- “Pacey posso farti una domanda?”
- “Certo, basta che poi non mi licenzi se ti rispondo schiettamente”
disse sorridendo
- “Ok, affare fatto, si tratta del tuo passato, posso farla lo stesso?”
- “Si, cosa vuoi sapere?” chiese lui sorridendo con nostalgia
- “Quando hai capito che volevi sposarti?”
- “Nel momento stesso in cui gliel’ ho chiesto, non era programmato, non
avevo neanche l’anello, eravamo a cena fuori, stavamo parlando,
ricordavamo il nostro primo incontro e io sorridendo le ho detto: sai,
credo che tu sia la cosa migliore che mi sia capitata da un paio di anni a
questa parte, mi vuoi sposare? Appena mi sono reso conto di quello che
ho detto, ho sorriso e l’ ho guardata, lei mi ha sorriso e ha detto: è
da un paio di anni a questa parte che sto aspettando di sposarti così
dopo due mesi ci siamo sposati” raccontò con gli occhi illuminati dal
dolce ricordo, una lacrima silenziosa scese sulla sua guancia, ma i suoi
occhi, non erano tristi, brillavano del ricordo di quel momento, di quella
gioia. Joey guardandolo, si sentì invidiosa di quella felicità che leggeva
in quegli occhi.
- “Ok, hai ancora il tuo lavoro, ma quel bicchiere ha una macchia” disse
e sorridendo si alzò e si avviò verso la porta, si girò e disse:
“Grazie Pacey”
- “Grazie a te, ciao Joey” lei annuì ed uscì dal locale
- Grazie Annie, grazie per avermi regalato questo momento
pensò
Pacey sorridendo
- -.-.-.-.-.-.-.-.-.-
- Vorrei anche io poter raccontare ai miei figli una scena così, il loro
papà che mi chiede così romanticamente di sposarmi. Sammy è molto
fortunata. Se sei anni fa non fosse andata così forse a quest’ora Sammy
sarebbe figlia mia.
- “No, non posso pensare questo, è una
cattiveria nei confronti sia di Dawson che di Pacey”
però…
- -.-.-.-.-.-.-
- “Jen, credo di aver capito che ne devo
parlare con Dawson, preferirei che lo capisse da solo, ma so anche che se
continuo così potrei rovinare tutto”
- “Sono contenta, ma mi domando cos’è
che ti ha fatto cambiare idea”
- “beh, quello che mi hai detto tu era
vero…”
- “Sì, ma poi cos’altro è successo?”
- “Ho parlato con Pacey”
- “AH” Joey la guardò male e lei stette
zitta ma sorrise
- “Perciò dì a Jack di non preoccuparsi,
parlerò io a Dawson”
- “Jack?”
- “Sì, so che Dawson ha parlato con lui,
che ha parlato con te” disse sorridendo “Ormai conosco Dawson e so cosa
fa in questi casi”
- “Ok, parlaci tu,
è giusto così”
- “Poi ti chiamo e ti racconto, così
potrai riferire tutto a Jack”
- “Ma… io….”
- “Non ti preoccupare Jen -disse Joey
ridendo della sua faccia imbarazzata- non racconto mai nulla a Jack perché
so che glielo dici già tu, non perché non voglia”
- “Joey, sei una…”
- “Si?” chiese lei guardandola
- “Niente, lascia perdere” disse Jen
scotendo la testa e scoppiando a ridere “Sei unica Joey Potter”
- -.-.-.-.-.-.-.-
- “Dawson, dobbiamo parlare”
- “Se lo dici sorridendo ,allora mi va
bene, non dovrebbe essere nulla di preoccupante”
- “Ma come Jack non ti ha detto nulla?”
chiese Joey con uno sguardo che manteneva serio a fatica
- “Joey, sei una piccola peste”
- “Già, e forse è per questo che mi
ami”
- “Ehi, e chi ti ha detto che ti amo?”
chiese lui scandalizzato
- “Me l’ ha detto Jen, a cui l’ ha
detto Jack dopo che tu gliel’avevi confidato” disse lei facendogli la
linguaccia
- “Ah quei due sono una cosa sola”
- “Sì, un’impiccione” e insieme
scoppiarono a ridere
- “Joey ti amo”
- “Anche io Dawson”
- “Cosa volevi dirmi?” le chiese prima
di baciarla
- “In questi ultimi tempi sono stata un
po’ scostante”
- “Un po’ è un eufemismo”
- “Ok un po’ tanto”
- “Ora va meglio” disse lui sorridendo e
lei per ripicca gli tirò un cuscino, e lui glielo ritirò iniziando così
una lotta di cuscini che si concluse con lui che tra un cuscino e l’altro
la raggiunse e gli disse
- “Scommetto che saresti capace di tirarmi
un cuscino anche quando il prete ti chiederà vuoi tu Josephine
Potter sposare il qui presente Dawson Leery?”
- A quelle parole lei si fermò e lo guardò,
e vedendo il suo sguardo pieno d’amore che aspettava una risposta lei lo
guardò e sorridendo disse: “E io che mi aspettavo una scena madre da
film, mi tocca tenermi una dichiarazione tra un cuscino e l’altro”
- “E cosa rispondi tu tra un cuscino e
l’altro?”
- “Si” e lo baciò
-
- Novità all’orizzonte
-
- “Allora come si chiama?”chiese Jack
- “Chi?” chiese Jen
- “Quello che ti fa sorridere da almeno
mezz’ora come un’ebete”
- “Ehi, io non sto sorridendo come
un’ebete” rispose Jen
- “O si che lo stai facendo, e il tuo
sorriso è così ampio e luminoso che posso anche spengere le luci del
locale, tanto ci sei tu” aggiunse Pacey appena arrivato sedendosi al
tavolo
- “Visto?, ora siamo in due e non ce ne
andremo finché non avrai parlato, giusto amico?”
- “Giustissimo” disse Pacey approvando
con la testa
- “Va bene, avete vinto” disse Jen e
Jack e Pacey si scambiarono un cinque sorridendo
- “Allora parla, dicci tutto”
- “Si chiama Bob”
- “Bob?” chiese Pacey “ma che razza di
nome è Bob, se avessi un cane gli risparmierei una simile tortura” disse
mentre Jack annuiva sorridendo
- “Ehi lasciate stare Bob”
- “eh già lo difendiamo, poverina è
proprio messa male” disse Pacey rivolgendosi a Jack e scuotendo la testa
mentre Jack annuiva con fare complice
- “voi due piantatela, o non vi racconto
più nulla”li minacciò Jen, e io due si guardarono e dissero “Ok” e
si misero in religioso silenzio guardandola come se pendessero dalle sue
labbra
- “O, insomma siete impossibili” disse
Jen ridendo e alzando le mani in segno di resa
- “Dove l’ hai incontrato?”
- “In biblioteca” i due si guardarono e
scuoterono la testa
- “poverina, ha trovato uno che si chiama
Bob, ma oltre tutto l’ ha beccato in biblioteca” disse Pacey scotendo la
testa
- “Già e sta a sentire, magari l’ ha
conosciuto perché gli ha sbattuto contro con dei libri che le sono
caduti” disse Jack
- “Già e magari lui si è gentilmente
chinato per aiutarla a recuperare i libri” finì Pacey
- “No, niente di tutto questo, mi ha
aiutato con una ricerca al computer”
- “Al computer?” dissero in coro i
ragazzi
- “Sì” rispose lei
- “Hai controllato su che siti stesse
navigando?” disse Jack
- “Già magari hai trovato un maniaco”
aggiunse Pacey dando corda a Jack
- “non è un maniaco!” disse Jen ridendo
- “Come fai a saperlo?” chiese Pacey
- “Già come fai?”
- “E se fosse gay? Prestalo a Jack per un
giorno” disse Pacey guardando Jack che ormai era scoppiato a ridere “Si
prestamelo un giorno” disse tra una risata e l’altra
- “Non è Gay” disse
lei alzando la voce
- “Perché hai già provato?” chiese
maliziosamente Pacey facendo l’occhiolino a Jack
- Jen arrossì e Pacey scoppio a ridere
spalancando gli occhi
- “Non è come pensate” disse lei sempre
più rossa
- “Noi? Perché cosa pensiamo noi Jack?”
- “niente” rispose prontamente l’amico
- “Appunto perché niente è quello che è
successo”
- “Ok se lo dici tu…” disse Pacey
guardando Jack che ridendo prese il bicchiere e disse
- “A Bob” Pacey prontamente prese il
bicchiere e insieme brindarono scoppiando a ridere ancora.
- “chi è Bob?” chiese Joey che era
appena arrivata
- “Beh, di certo non il mio cane, io non
lo chiamerei mai così”disse Pacey
- “Allora di chi è il cane?” chiese
Joey ignara, alchè Pacey e Jack scoppiarono a ridere e Jack disse: “Di
Jen”
- “Non è un cane è un ragazzo che si
chiama Bob” disse Jen guardando storto quei due
- “Ah, e com’è questo Bob?” chiese
Joey interessata
- “Gay” disse Pacey
- “o maniaco” aggiunse Jack brindando
con Pacey
- “né l’uno né l’altro, è un
ragazzo che ho conosciuto in biblioteca”
- “In biblioteca?” chiese Joey stupita
- “Se non la smettete di ridere morirete
per insufficienza polmonare” rispose Jen a quei due che non smettevano più
di ridere
- “Un dottore” disse Joey meravigliata,
Jack e Pacey si voltarono verso Jen che era arrossita
- “Sì” rispose Jen “ ma ora basta
parlare di me, Joey qualche novità?”
- “Effettivamente c’è una novità”
disse lei
- “cos’è successo”
- E Joey un po’ imbarazzata disse: “Ieri
ho visto Dawson e prima che io avessi il tempo di parlare, mi ha stupito con
una proposta di matrimonio” tutti si congratularono con lei, le fecero
auguri e felicitazioni. Pacey però inevitabilmente tornò indietro nel
tempo a tanti anni prima quando lei era corsa da lui ed erano partiti sulla
true love, erano passati otto anni, un’eternità, erano cambiate tante
cose da quel giorno, erano tornati, avevano vissuto la loro storia fino al
triste epilogo, quel ballo, quella lite, la storia finita, lui che parte,
che scappa, lei che va avanti, che “ritrova” Dawson, il dolore quando al
suo ritorno la trova a cercare di ricostruire quella relazione, cerca di
andare avanti, instaura una relazione con Audrey, però dopo un anno non può
più negare quello che ancora prova per lei così finisce la storia con
Audrey e si confessa a lei che momentaneamente in rotta con Dawson, lo
contraccambia, e instaura con lui una seconda relazione, questa volta però
breve, solo un mese e poi, quella scenata sul portico del B&B
- “Pacey credo che dovremmo lasciarci, io ho capito di non provare per te
quello che tu provi per me”
- “Ma come fai a dirlo? Ieri sembrava tutto a posto, poi oggi
improvvisamente non lo è più, cosa è successo?”
- “Te l’ ho detto ho capito di non amarti come tu ami me”
- “Joey, non sono stupido, dimmi cosa è successo”
- “Dawson”
- ricordo ancora che la vidi abbassare il
capo e in quel momento capii. Ero stato per lei un paraurti, mi aveva usato,
si era sentita sola e c’ero io lì. Ricordo che glielo urlai contro, lei
rimase zitta, non disse nulla, così capii che questa volta non sarei
tornato e glielo dissi
- “anche stavolta parto, solo che questa volta non tornerò, prega di aver
fatto la scelta giusta perché non potrai tornare indietro”
- lì per lì, capì che ero arrabbiato e mi
lasciò andare, non pensava che sarei partito il giorno stesso, così quando
il pomeriggio venne da me e mi trovò con le valige pronte comprese che
questa volta era davvero un addio, mi chiese scusa, ma io testardo non le
dissi nulla, partii senza neanche salutarla, dopo tre giorni contattai Doug
che mi riferì che mi avevano cercato tutti, ma io mi rifiutai di dire
qualcosa e quella fu l’ultima volta che contattai Capeside per più di 5
anni. Per fortuna poi ho trovato Annie, lei mi ha dato tutto quello che
avevo perso, ma ora ho perso anche lei.
- “Pacey, è tutto ok?” chiese Joey
guardandolo
- “Sì” disse lui, guardandola, lei
sorrise felice e insieme brindarono alla felicità di Dawson e Joey
- -.-.-.-.-.-.-.-.-
- “A quando la data?” chiese Audrey
tutta felice
- “Non abbiamo ancora deciso” rispose
Joey
- “Ma più o meno avrai un’idea”
- “Pensiamo di sposarci verso Giugno,
perché lui avrà appena finito di girare il suo film così avremo il tempo
per la luna di miele”
- “Ah, e dove avete pensato di andare”
- “Ho pensato all’ Europa, mi piacerebbe
vedere Venezia, Milano, Parigi, Praga e Londra e da lì tornare qui”
- “Quanto stareste via?”
- “Un mese”
- “Wow, tutte belle città, vi invidio”
- “Ma tu le hai già viste, o quando
facevi l’attrice o quando hai girato col gruppo, quel tour che avevate
fatto in Europa”
- “Appunto, so quanto sono belle e ti
invidio”
- “E ora la domanda di rito, che sarà la
tua damigella d’onore?”
- “Audrey, non cominciare, non ci ho
ancora pensato, l’unica cosa che so è che Sammy ci porterà le fedi è
troppo carina”
- “tu sembri più innamorata della bimba
che del tuo futuro marito”
- “Non dire sciocchezze, è una bellissima
bambina e basta”
- “Hai mai pensato che avrebbe potuto
essere tua?”
- “Si” disse Joey senza pensarci poi
subito si corresse e disse “cioè no, volevo dire no”
- “Joey calmati, non è successo niente”
disse Audrey vedendola agitata
- “E’ successo anche a te?”
- “No”
- “Allora perché devo stare calma”
- “Perché io non ho istinto materno,
perché io vivo ancora la mia adolescenza nonostante abbia ormai 26 anni”
- “Sì, ma io non dovrei pensare certe
cose”
- “Joey, non è un peccato, tu desideri
solo una bimba per questo hai desiderato che Sammy fosse figlia tua, è
normale, non c’è niente di male, non hai mica desiderato di averla con
Pacey, hai desiderato solo Sammy”
- “Sì”
certo come no…
le disse una vocina interna che mise subito a tacere
- -.-.-.-.-.-.-
- “quand’è che ce lo farai
conoscere?” chiese Pacey a Jen
- “mai”
- “Ma come? Noi qui siamo tutti impazienti
di incontrare Bob”
- “Appunto, quindi non ve lo presenterò
mai, non vorrei che scappasse appena vi conosce”
- “Jack, hai sentito? Sono offeso da
queste parole, tu no?” chiese Pacey a Jack
- “Si amico, sono offeso anche io”
- “Lasciatela in pace, ha ragione a non
volervelo presentare, lo fareste scappare” disse Joey
- “Tu non sei curiosa? Non ci vorrai far
credere Potter di non volerlo conoscere?” disse Pacey
- “No, non sono curiosa” disse Joey,
Pacey la guardò, poi guardò Jen e alla fine scambiò un’occhiata con
Jack d’intesa
- “Così non sei curiosa di vedere il
biondino di Jen”
- “Bob non è biondo” disse Joey, ma si
accorse troppo tardi di essersi tradita
- “Ah, ah allora l’ hai già visto”
disse Pacey
- “Non so tu amico, ma io mi sento offeso,
perché tutti qui lo conoscono tranne noi due?” chiese Jack a Pacey
- “Forse dovremmo pedinare Jen, allora
prima o poi lo vedremmo” propose Pacey a Jack il quale fece finta di
pensarci un po’ su e poi acconsentì ridendo allo sguardo inorridito di
Jen
- “Ok, ok per l’amor del cielo ve lo
presenterò, ma voglio che ci siano anche Joey e Dawson e Audrey per
placarvi” disse Jen guardando Joey e Audrey che era appena arrivata
- “Ok tutti insieme appassionatamente”
disse Audrey
- -.-.-.-.-.-.-.-
- “Stasera ci troviamo tutti al Sammy’s?”
chiese Dawson al telefono con Joey
- “Sì, solito posto, solita ora”
- “Si capisce quanto sia utile avere un
amico col locale notturno solo quando scopri che ti serve”
- “Sei sempre il solito”
- “Ed è per questo che mi ami”
- “Già, ancora non capisco perché”
- “Come sei simpatica, ora ti saluto, devo
andare è finita la pausa, ci vedremo stasera, può darsi che ritardi un
po’, ma ci sarò”
- “Ok Dawson, a stasera” salutò Joey e
poi appese la cornetta sorridendo
- -.-.-.-.-.-.-.-
- “Ok Audrey, spara, cosa ne pensi?”
- “E’ un bel vestito, certo, ti sta
meglio il nero, ma anche il blu ti sta bene”
- “Audrey, io non parlavo del vestito”
- “A scusa Jen, allora a cosa ti
riferivi?”
- “Secondo te a cosa? All’evento del
mese!”
- “Non posso esprimere opinioni su Bob,
non lo conosco e non l’ ho mai provato” rispose ridendo Audrey
- “Non mi riferivo a Bob, e comunque non
avrai occasione di provarlo”
- “Ah, ok, te lo lascio tutto a te”
- “Grazie donna”
- “Prego, cercherò altri pesci nel
mare” disse Audrey sorridendo
- “Perché eviti l’argomento?” chiese
Jen fermandosi a guardarla
- “Perché non ho nulla da dire a
proposito”
- “Secondo te, lui sta bene?”
- “Sembra che stia meglio, certo sai con
un lutto non si sta mai bene”
- “Già, ma io mi riferivo a Joey e
Dawson, secondo te come l’ ha presa?”
- “Sembrerebbe bene, poi non so, sai Pacey
tendeva a nascondere tutto già anni fa e ora non è cambiato molto”
- “Sì, è sempre stato così anche da
ragazzino, nascondeva tutto, e probabilmente lo sta facendo anche ora, spero
solo che non crolli perché ne ha passate già tante”
- “E sì, e poi se crollasse lei questa
volta non so cosa farebbe”
- “Già ,al prese molto male l’altra
volta”
- “Sì, e sinceramente non ho mai capito
perché, cioè sì, lui se ne è andato senza salutarla, ma perché lei c’è
stata male, l’aveva lasciato lei perché aveva capito di amare Dawson,
sapeva che una volta detto tutto a Pacey lui l’avrebbe presa male…”
- “Io ho pensato che lei l’avesse detto
sperando che Pacey combattesse per lei” disse Jen un po’ soprappensiero
- “cioè pensi che lei non amasse
Dawson”
- “Credevo che avesse paura di amare Pacey
più di Dawson”
- “Ma perché avrebbe dovuto lasciarlo se
lo amava?” chiese Audrey perplessa
- “Perché per Dawson aveva sofferto
tanto, troppo, e aveva paura che con Pacey non avrebbe resistito, quindi è
fuggita prima di capirlo”
- “Così secondo te avrebbe scelto Dawson
perché con lui avrebbe sofferto meno se fosse finita?”
- “Joey è molto contorta”
- “E’ un discorso da vigliacchi, non da
contorti”
- “Joey ha sofferto tanto nella sua vita e
credo volesse finalmente stare un po’ serena”
- “Ma con Pacey non stava bene?”
- “aveva paura che la lasciasse come era
successo la prima volta”
- “Ma lui l’amava”
- “Anche la prima volta, e lei si era
sentita al sicuro, era convinta che se la storia mai fosse finita sarebbe
stata per scelta sua e non di Pacey”
- “E quando invece è stato lui a dire
basta lei non ha retto…”
- “Soprattutto, perché lui aveva detto
basta perché si sentiva inferiore a lei, non perché non l’amasse più”
- “Si sono lasciati, ma si amavano
ancora?”
- “Sì” disse Jen
- “Ho capito – disse Audrey - non ha mai
smesso di amarla, ha solo trovato più fiducia in se stesso prima di tornare
da lei”
- “Già, e lei invece aveva data per
chiusa la storia quando lui partì per il mare senza neanche andare alla
cerimonia dei diplomi, non si fece vivo per tutta l’estate e lei si sentì
abbandonata e si buttò sull’unica certezza che aveva”
- “Dawson”
- “Già, ma ora dici che lo ama?”
- “Non lo so, è questo il punto, non
riesco a capire cosa provi lei”
- “Per lei è ancora il porto più
sicuro”
- “Soprattutto perché Pacey sembra vivere
bene così”
- “secondo me lui non ci pensa”
- “Non può farlo, adesso non deve pensare
solo a lui, ma anche a Sammy, non può pensare a Joey, crollerebbe di nuovo
e ha paura di tutto ciò”
- “Porca miseria come sono complicati,
sono 3 ma fanno così tanto casino che se fossero in 1000 sarebbe tutto più
semplice”
- “Soprattutto perché c’è di mezzo
l’amore e l’amicizia”
- “Appena recuperata, forse Pacey non
vuole neanche rovinarla di nuovo, penso che adesso ne abbia davvero
bisogno”
- “Già, mamma mia”
- “Ok, allora tornando al discorso
iniziale, mi metto il vestito nero?”
- “E’ il tuo colore, perfetto!” disse
Audrey guardandola e sorridendo
-
- Crisi
-
- “ha detto che dovrebbe arrivare, forse
farà un po’ tardi, ma ha detto che viene”
- “Beh, noi lo aspetteremo, tanto io non
vado da nessuna parte- disse Pacey e prendendo in braccio Sammy aggiunse-
vero piccola?”
- “Ci” disse la bimba mettendogli le
braccine intorno al collo dando un bacino al papà
- “Hey, Sammy lo dai un bacino anche a
me?” chiese Joey sorridendo
- la bimba la guardò un po’, poi allungò
le braccia verso Joey che la prese in braccio e allora le diede un bacino.
- “grazie Sammy” disse Joey sorridendo
- “Uoi anche il basio da papà?” chiese
la bimba guardandola negli occhi. Joey la guardò meravigliata e poi un
po’ imbarazzata guardò Pacey che ridendo disse alla bimba
- “Sammy, forse è meglio di no, perché
se la bacio rischio di trasformarla in un ranocchio”
- “Basio” disse la bimba facendo il
broncio
- “Tutta tua figlia eh?” chiese Joey
vedendone la determinazione
- “Ok Sammy sta a guardare papà” disse
Pacey e si avvicinò a Joey e dolcemente le posò un bacio sulla fronte
mentre la bimba in braccio a joey batteva le manine tutta contenta
- “ok ora basta piccola peste” disse
prendendola in braccio
- “Mi guarderesti il locale che la porto a
casa, sarò di ritorno tra mezz’ora” chiese Pacey a Joey
- “Va pure, qui ci penso io” disse
sorridendo
- Appena Pacey se ne fu andato entrarono Jen
e Audrey che avevano assistito alla scena e le andarono incontro
- “Ciao Joey”
- “Ciao ragazze” le salutò
- “Allora com’è qua? Tutto a posto?”
- “Certo perché?” Jen e Audrey si
guardarono e fecero un cenno
d’intesa
- “Ok sparate cos’è successo?”
- “A noi niente, dovresti dircelo tu cosa
succede”
- “Anche qui è tutto regolare” disse
Joey guardandosi intorno, il locale era vuoto, era presto mancava un’ora
all’apertura
- “Ok, facciamo finta di nulla”
- “Cosa?” chiese Joey guardandole
interrogativamente
- “Abbiamo visto tutto” disse Audrey
- “Tutto cosa?”
- “Joey!”
- “non capisco cos’avete visto?”
- “Tu tra le braccia di Pacey” disse Jen
- Joey le guardò spalancando gli occhi e
rispose: “mi stava solo baciando”
- “Solo?” chiesero guardandola con occhi
spalancati
- “tu sei fidanzata” aggiunse Jen
- “lo so…”
- “lo sai e ti comporti così?” la
interruppe Audrey
- “No, io volevo solo..”
- “Ma come hai potuto farlo?” chiese Jen
- “Era un bacio sulla fronte!” disse
Joey
- “sulla fronte?” chiese Jen sorpresa
- “Ma certo, stavamo giocando con Sammy
quando lei mi ha dato un bacino e poi ha detto a Pacey che doveva darmelo
anche lui così l’ ha fatto” spiegò Joey
- “Certo che eravate parecchio appiccicati
per essere solo un bacio innocente” replicò Audrey sorridendo
maliziosamente
- “Ma quale appiccicati? C’era Sammy fra
me e lui” sbotto Joey
- “E ti dispiace eh?” la prese in giro
Pacey che era appena tornato
- “non ti ci mettere pure tu” lo pregò
Joey
- “Se vuoi essere più appiccicata
possiamo rimediare facilmente” disse sorridendo Pacey e l’abbracciò
stringendola a se
- “Pacey smettila” disse Joey ridendo
- “Ma come? Pensavo volessi stare più
attaccata a me”
- “No, non voglio,puzzi” disse ridendo e
approfittando di un momento di stupore di lui scappò via ridendo
- “Piccola peste” disse sorridendo e
incominciò a rincorrerla per tutto il locale mentre Jen e Audrey li
guardavano sorridendo e guardandosi si scambiarono un’occhiata come per
dire “GUAI IN VISTA”. Ma le cose, si sa, non succedono mai per caso, e
proprio in quel momento mentre Pacey rincorreva Joey per il locale, entrò
Dawson e la scena che vide non gli piacque. Entrò proprio mentre Pacey
aveva raggiunto Joey e l’aveva presa abbracciandola da dietro e le stava
sussurrando in un orecchio “ora non mi scappi più”. In
quell’abbraccio Joey si sciolse e Pacey ebbe un bagliore negli occhi che
però si spense subito e la lasciò andare. Per fortuna in quel momento
arrivò Jack che salutò tutti spezzando così l’atmosfera.
- “siamo fritti” disse sottovoce Audrey
a Jen
- “Già” rispose
- -.-.-.-.-.-.-.-
- “Ok allora facciamo così, a fine
serata, io rimango con la scusa di aiutare Pacey e tu invece torni con Joey
e ci parli e poi ci sentiamo per trarre le somme, ok?” disse Jen ad Audrey
- “Ok, troverò una scusa, sperando che la
beva e che non voglia andare con Dawson” rispose Audrey
- “ok andiamo prima che si insospettiscano
di questa assenza” disse Jen ed insieme tornarono dalgi altri
- -.-.-.-.-.-
- “Ok Jen spara” disse Pacey mentre
metteva in ordine il locale dopo la chiusura, erano rimasti soli secondo il
piano di Jen
- “Cosa?” chiese lei con fare
disinteressato
- “Oh, andiamo, ormai ti conosco no? So
cosa passa nella tua testa, e so che adesso stai rimuginando qualcosa, e so
che anche Audrey sta tramando, e dato che ha portato via Joey ne deduco che
tu mi voglia dire o far dire qualcosa” disse lui schiettamente mettendo
subito in tavola le carte
- “ok se la metti così ,allora veniamo al
dunque, cos’ hai intenzione di fare?”
- “Nulla”
- “Scusa? Guarda che io c’ero in questa
stanza mentre giocavate al gatto e al topo”
- “Appunto giocavamo”
- “Pacey, andiamo, se tu conosci me, io
conosco te”
- “Sì, e io ti dico che era solo un
gioco, lei si sposerà con Dawson, questo è quanto”
- “Non è questo che volevo sapere”
- “Jen, non mi va molto di parlarne, lei
sposerà Dawson perché crede che sia giusto così e io non farò nulla, è
chiaro?”
- “Perché?”
- “Ci sono già passato e sappiamo tutti
com’è finita”
- “Io intendevo dire perché non farai
nulla? Credi che riusciresti a convincerla?”
- “Sì” disse lui, una sillaba sola,
concisa, ma nella quale si racchiude tutta la sua vita. Jen lo guardò
meravigliata e lui non disse nulla
- “come fai ad esserne sicuro?”
- “Mettiamola così, se ho reputato che
non dovessi farlo sei anni fa, adesso è ancora più fuori luogo”
- “ma perché sei anni fa non hai fatto
niente?”
- “Perché lei stava scappando da me, e io
non avevo voglia di rincorrerla per tutta la vita, lei preferisce la
sicurezza, e tempo due mesi l’avrà”
- “Tu non credi che lo ami?”
- “Non ho detto questo”
- “E cosa volevi dire allora?” chiese
Jen confusa e Pacey sospirò
- “Quando me ne sono andato, l’ ho fatto
perché avevo capito che lei preferiva lui, le avrebbe offerto quella
sicurezza che io non potevo offrirle: il non soffrire. Perché lei sa che
per quanti giri viziosi possa fare lui è sempre lì e l’aspetterà
sempre, mentre ha visto che con me non funziona. Quando è finita, io non ho
fatto come Dawson, non sono andato avanti ignorando tutto, ho preso e sono
partito, mi sono allontanato da lei, e questo l’ ha fatta stare male, ha
sofferto soprattutto perché fra noi era finita anche se ci amavamo ancora,
e quando sono tornato, invece di
cercare di recuperare la storia ho scelto l’amicizia e ho iniziato la mia
storia con Audrey e lei ha accettato il tutto, ma quando abbiamo iniziato a
frequentarci, lei ha avuto paura, aveva paura che finisse di nuovo, e questa
volta sarebbe stato troppo, perciò ha deciso lei di troncare, così io l’
ho lasciata fare e me ne sono andato. Non cercherò di fermarla Jen, lo
potrei fare e ci riuscirei perché i sentimenti sono ancora lì, nonostante
tutti i Dawson e tutte le Annie di questo mondo, ma io ho anche una figlia a
cui pensare, a cui offrire un futuro sereno e lei questo non me lo può
offrire, la paura che ha adesso è solo mancanza di fiducia, io l’ ho
sconfitta, lei non ha ancora capito il suo problema figurati affrontarlo”
detto questo si avviò al bancone per finire di pulire
- “E’ la cosa più vigliacca che ho
sentito dire” rispose Jen guardandolo
- “Perché? Perché non cercherò di
aprirle gli occhi? o perché mi accontento di quello che ho adesso?”
- “mi sbagliavo non ti conosco più, il
Pacey che conoscevo io, non si sarebbe mai arreso, avrebbe fatto di tutto di
più, il Pacey che conoscevo noleggiava muri, faceva gare in barca, era
sempre presente. Questo è una brutta copia del mio amico”
- “Quel Pacey se ne è andato ben più di
sei anni fa potrei dire che è andato via circa 8 anni fa. Se ne andato per
la cerimonia dei diplomi.”
- “Quando lo ritrovi chiamami” disse lei
incredula scotendo la testa
- “Non lo troverò Jen, non lo farò”
disse Pacey sconsolato
- “Sai una cosa, io credo che basterebbe
un ballo per farvi capire l’errore che state commettendo”
- “Io invece credo che sia tu che non
capisci l’errore. Lo sbaglio non è lasciar stare, ma cercare di ritrovare
qualcosa che non è più, senza contare che questa volta le cose sono
diverse, c’è di mezzo un matrimonio e un’amicizia che ho finalmente
ritrovato Jen, non distruggerò tutto un’altra volta”
- “Hai ragione, non distruggerai tutto,
solo te e lei” disse lei e presa la borsetta se ne andò
- -.-.-.-.-.-.-.-
- “Allora Jen come è andata con Pacey?”
chiese Audrey la mattina dopo al bar
- “Male, si è arreso, ha detto che non
farà nulla”
- “ah”
- “E Joey?”
- “Joey dice che non è nulla che sono
solo amici, ma caso strano pensa continuamente a lui, quando vuol parlare di
lui inizia con Sammy e poi ci arriva per gradi, penso che abbia paura ad
ammetterlo, ma è ancora innamorata di lui”
- “Già e lo sai cosa è peggio?”
- “Cosa? Che non possiamo farci niente?”
- “no, il peggio è che lui la ama
ancora, sa che lei lo ama, ma la lascerà fare”
- “io dico di no, che ne dici se cerchiamo
di svegliare il vecchio Pacey?”
- “Ma Dawson?”
- “Credo che Dawson, già sappia, poi
appena Joey parlerà di figli crollerà tutto il loro bel rapporto, lui non
ne vuole avere, almeno per un bel po’ di tempo ancora”
concluse Audrey
-
- Pausa
-
- Infatti nello stesso momento dall’altra
parte della città c’erano Dawson e Joey che discutevano animatamente
- “Dawson, tu non capisci”
- “No, Joey, sei tu che non capisci, sono
nel momento Clou della mia carriera e un figlio è l’ultima cosa che
voglio adesso, cerca di capire, anche quella povera creatura crescerebbe
senza un papà accanto”
- “ma tu ci saresti, non sempre, ma ci
saresti”
- “Joey, mi spiace, ma su questo proprio
non mollo, niente figli almeno per adesso”
- “Dawson, io non posso accettarlo”
- “Joey, forse è meglio se ci prendiamo
una pausa”
- “Una pausa?”
- “sì, per capire se è giusto quello che
facciamo”
- “Dawson, ci stiamo sposando, cosa c’è
da capire?”
- “Joey tu vuoi un figlio, io no. Tu hai
tutti i diritti di volerlo e di veder realizzato il tuo sogno, ma anche io
ho tutti i diritti di vivere il mio, e questi due sogni ora sono
incompatibili”
- “Dawson, ma noi ci amiamo, non possiamo
mandare a monte un matrimonio così solo perché non andiamo d’accordo su
qualcosa”
- “Dammi retta Joey è meglio così. Il
mio essere Dawson Leery comprende anche il regista e il tuo essere Joey
Potter comprende l’essere madre”
- “Ma questo non significa che le due cose
non siano conciliabili, io posso aspettare”
- “E quanto? Un anno? Forse 2? E poi? Cosa
cambierà? Io vorrò sempre fare il regista”
- “Dawson, ma i registi hanno famiglia
sai? Possono farsela nessuno glielo impedisce”
- “Joey, credo che tu non voglia capire, a
volte io non rappresento la scelta più facile”
- a questa frase Joey rimase stupita
- “E con questo cosa vorresti dire?”
- “Niente, è meglio lasciar stare, adesso
io devo andare ti chiamerò appena torno da LA”
- “Dawson, pensaci”
- “Ok Joey” e per la prima volta in 5
anni se ne andò senza baciarla, ma solo salutandola con un cenno della
testa.
- -.-.-.-.-.-
- “Insomma siamo nei guai”concluse Jack
- “No, per niente, io