Puzzle

by elis

Dopo aver trascorso un mese in quella meravigliosa città, ora, aveva bisogno di un posto comune, un posto che le ricordasse tutti i momenti felici della sua vita, prima di ritornare a Boston, e quale posto migliore se non, Capeside.

Il taxi era appena arrivato all’aeroporto, il conducente le prese le sue valige, e le chiese -Dove la porto?-- Fece un sorriso, chiese un attimo gli occhi, respirò profondamente –Capeside-

Tutto uguale, proprio come nei suoi sogni. Il cielo limpido, gli alberi che danzano al suono del vento, le nuvole che corrono accanto alla macchina e il fiume. La macchina gialla costeggiava il fiume, ogni tanto riusciva ad intravedere il suo riflesso, in quello specchio d’acqua. Quanto le era mancato. Le era mancato tutto di quel posto, il fiume, gli alberi, l’aria frizzante e le persone.

-Siamo giunti a destinazione, signorina- le disse il taxista mentre posava le valige sul prato.

-La ringrazio- le disse Joey, porgendogli i soldi per il viaggio. Prese le valige in mano, sentì la macchina che si allontanava, si guardò intorno, -Bed and Breakfast Potter-. L’insegna della sua casa si faceva spazio in mezzo ad un cespuglio. Casa.

Bussò alla porta…-Bessie, vai tu ad aprire, io sono nello scantinato-...il suo giardino…-Ma io sono a fare i letti!-…i suoi fiori…-Comunque sia, sei più vicina tu alla porta, che io-…la sua staccionata…-Vai tu, è un ordine, sei un mio dipendente, quindi fila!-…la sua sedia…-Va bene, va bene, con te Bessie non si può mai scherzare!-…la sua porta…-Joey!-…il suo Pacey.

 

 

 

-P…pacey…-

-Joey!- ripeté il suo nome con il sorriso sulla bocca

Joey era stordita, ma dopo un attimo si riprese -Pacey!- questa volta anche lei lo accolse con un dolcissimo sorriso. Pacey la prese e l’abbracciò. Non si ricordava più, la sensazione di benessere che provava quando era a contatto con lei. Joey chiuse gli occhi, e per un attimo si perse.

La guancia di Pacey non si decideva di staccarsi dai capelli di lei, ora era lei che comandava. Il suo volto continuava a muoversi facendo delle carezza alla spalla di Joey. Joey riusciva a sentirlo, e l’unica cosa che riusciva a fare, in quel momento di smarrimento, era stringerlo il più forte possibile, circondò le sue braccia al suo torace…immergendo il suo nasino nella maglietta blu di Pacey. Quell’interminabile attimo fu interrotto da lui.

-Joey, cosa ci fai qui? Non dovresti essere a goderti la tua bella vacanzina parigina?-

-Sai com’è Pace, i ragazzi parigini non sono così belli…-

-giusto, giusto- fece Pacey annuendo con il capo -pensavo che la tua vacanza fosse una gita di istruzione…ma vedo che ti sei istruita in altra maniera- Joey così frizzante e allegra, da quanto tempo era che non la vedeva così?

-E hai portato un piccolo regalino al piccolo Pacey?- chiese supplichevole

-certo! Come a tutti…ma sinceramente, non ho la minima idea di dove li abbia messi. Aspetta che disfi la valigia-

-Joooooooooey!- Joey fu investita completamente da sua sorella, che l’abbracciò così forte da farle mancare il fiato -Cosa ci fai qui…-…

Di nuovo a casa. Di nuovo a Capeside. Di nuovo quell’aria frizzante. Di nuovo quello strano batticuore…

-E così Pace, visto che i tuoi hanno deciso di non ospitarti più, e la casa al mare, ormai è stata affittata da altre persone, hai chiesto a Bessie un lavoro, in cambio di vitto, alloggio e qualche extra. Esatto?- concluse Joey

-Esatto! È troppo intelligente questa ragazza- disse Pacey mettendo un braccio sulle spalle di Joey

-Mmm, quindi, fatemi capire…Pacey dove dorme?-

-Bhè, ecco, vedi, gli ospiti sono tanti, le camere poche…- Joey incominciava  a guadare male sua sorella -Andiamo Joey, l’unica stanza libera era la tua…non potevo dire di no a Pacey, e poi mi serviva proprio un aiuto dopo che sei andata al college!-

Joey continuò a fissare Bessie, passando il suo sguardo su Pacey, che cercava di estraniarsi dalla conversazione, guardando da tutt’altra parte

-Quindi io dove dormirei? Sul divano?- chiese Joey, con la paura di sapere già la risposta

-no, no, c’è proprio una stanza libera…però se vuoi -sfrattare- il tuo amico Pacey dalla sua…cioè, tua camera…puoi farlo. Decidi tu- finì Bessie.

Pacey tirò fuori il labbro inferiore e riuscì a farsi venire gli occhi lucidi…era proprio un bravo attore!

-Penso che dormirò nell’altra stanza…non voglio “sfrattare” Pacey-

 -Essì, questa ragazza è proprio intelligente!- fece alla fine Pacey, mettendo nuovamente il braccio intorno alle spalle di Joey

 

 

Non è possibile, torno dopo un mese, e mi trovo sfrattata da camera mia! Il colmo pensò Joey. Già, questa non era proprio l’accoglienza che si aspettava. Come se si fosse assentata e subito sostituita. Ma cosa vado a pensare. non mi hanno sostituita e intanto continuava a disfare i bagagli.

Pacey era appoggiato allo stipite della porta con le braccia incrociate, che la fissava, quasi divertito. Joey si voltò –Vedo che sei divertito da questa situazione-

-No, affatto. Anzi mi dispiace che vi dia così tanto disturbo-

-Non dire sciocchezze. Se avessi avvertito prima, magari la mia camera era pronta…per l’uso-

-Uso? E che uso ne avresti fatto, escluso il dormire e lo specchiarti come una piccola principessina-

Joey lo guardò tremendamente male, stava forse per nascere una di quelle battaglie verbali all’ultimo sangue? Alla Pacey e Joey? A quell’idea, Joey sorrise.

-Pacey, Pacey, non penserai che io non sappia utilizzare in altro modo la mia camera.-

-Non lo penso affatto…lo dico-

-Eppure pensavo di averti dimostrato il contrario-

-Mmm, quando? Questo piccolo particolare proprio mi è sfuggito- si scostò dalla porta e cominciò a camminare verso Joey. –Ma forse ti stai riferendo a quel piccolo flirt che abbiamo avuto circa un anno fa?- Pacey rideva. Joey lasciò fare le sue valige, incrocio le braccia e assunse il suo solito sorrisino –Già, proprio quello. Quel piccolissimo flirt, se lo possiamo considerare un flirt, io direi quasi una piccola distrazione. Secondo me qualcuno ci aveva fatto una magia- Entrambi sorridevano, da quanto non avevano questi -discussioni-, da quanto non si lanciavano frecciatine, da quanto non si sentivano così complici? Pacey appoggiò una mano alla ringhiera del letto –Quella era pura magia- Joey si fece un attimo seria a quelle parole. Il sole inondava la camera, accarezzando il volto di Pacey. Si sentivano gli uccellini cinguettare e si sentiva il profumo dell’erba. Ci fu un attimo di silenzio, forse troppo lungo per quella situazione.

-Joey, mi potresti dare una mano a preparare il pranzo?- Bessie richiamò l’attenzione e interruppe quel silenzio. Pacey tolse la mano dal letto e si grattò la testa, Joey si schiarì un attimo la voce.

-Arrivo!- e si diresse verso la porta –anche se qui abbiamo il nostro tutto fare- si girò verso Pacey sorridendogli. Lui ricambio con estrema dolcezza il suo sorriso. Joey sparì dietro la porta, Pacey si guardò un attimo smarrito intorno quando sentì alle sue spalle una voce –Ah, Pace, potresti prendere nella mia camera la mia maglietta rossa? Per piacere- era Joey –Certo-

 

 

 

Certo che devo sempre agire in maniera impulsiva! Pacey camminava nel corridoio Eppure mi è venuto così spontaneo era sempre più serio In quel momento, vedendola, mi è ritornato il batticuore il passo si faceva sempre più affrettato Sarà il fatto che non la vedo da tanto tempo e annuì, ma non era molto convinto oppure… si fermò, era arrivato davanti alla camera di Joey. Rimase affascinato, eppure era da qualche giorno che ogni notte dormiva in quella camera, ma ora, era come se l’avesse vista per la prima volta. Si accorse della sua semplicità, della sua eleganza, della sua bellezza. Semplice, elegante…bella Scosse la testa. Ma cosa gli stava succedendo tutta ad un tratto? Cosa devo fare? Ah, sì, la maglietta, la maglietta. Già, ma dov’è? Aprì un cassetto, e…la trovò! Ragazzi che intuito.

Prese la maglietta e cominciò a guardarsi intorno. Guardò lo specchio e notò una foto…Cosa poteva essere, se non la foto di Joey e Dawson? Cercò qualcos’altro di lei. Tamburellò le sue dita sulla superficie del mobile. Un orsacchiotto di peluche, una bambola in porcellana, un mazzo di fiori, un libro la Sirenetta Prese in mano l’oggetto e lo aprì al punto dove si trovava il segnalibro la sirenetta non riusciva a distogliere lo sguardo dalla nave e dal suo bel principe, le lanterne erano spente e i razzi non illuminavano più il cielo e il cannone aveva smesso di sparare ma il mare divenne inquieto e tra le onde si udì un suono lamentoso…sorrise. Rimise il segnalibro al suo posto, chiuse il libro e lo ripose sopra il mobiletto. Qualcosa era tornato, un batticuore, un sentimento…un amore. Ma ancora era troppo presto, ancora non se ne sarebbe accorto. –Joey ma lo sai che la tua camera è un completo caos…- Mentre il sole illuminava la foto di Dawson e Joey e il libro, Pacey chiuse la porta e il suo cuore.

 

 

 

Notte. Le notti a Capeside sono uniche. Il manto blu del cielo, le stelle che formano immagini, l’aria frizzantina e profumata e il suono dell’acqua. Joey era seduta sul pontile e fissava il fiume. Non riusciva a vedere la sua figura, era troppo buio, riusciva a vedere solo il nero, nero come era la sua mente, completamente nera, piena di confusione e tormento. Le gambe a penzoli dondolavano, i capelli si muovevano al ritmo del vento. –Jo- come mai lui riusciva a richiamare a se tutta la luce? –Sei assorta in qualche pensiero profondo?- Lei sorrise. Pacey le si avvicinò e si sedette accanto a lei –Magari vorresti condividere la tua saggezza con me?- La guardava negli occhi. –E’ questo posto. Ho fatto di tutto per staccarmene, non vedevo l’ora, ma…quell’ora è arrivata e mi manca talmente tutto questo. E’ tutto per me, ho vissuto gli anni più belli della mia vita…- Joey scostò lo sguardo ma Pacey non smetteva mai di fissarla -…ho provato dolori per mia madre e mio padre…-  il suo sguardo era rivolto verso il fiume -…ho scoperto l’amicizia grazie Dawson…- continuava a muovere la gambe -…e ho trovato l’amore – voltò lo sguardo verso Pacey.

–Ora sembra tutto scomparso e mi manca così tanto- alzò la testa per osservare le stelle.

-Jo, ci rendiamo conto delle cose belle solo quando le abbiamo perse. Tu non le hai perse, ma smarrite. Forse è proprio questo posto, riesce a farti accadere delle cose meravigliose o forse sono solo le persone- Entrambi guardavano le stelle per loro il momento si era fermato, ma il fiume continuava a scorrere, il vento continuava a soffiare e le stelle continuavano a brillare.

-Pacey, ancora non abbiamo parlato di questa estate-

-Vorresti sapere cosa è successo dopo la mia dichiarazione a Audrie all’aeroporto?- Joey scosse la testa come segno di affermazione –Curiosona! Ma dopo tocca a te- si mise a sedere un po’ più comodo –Bhè, un’intera estate con Audrie, mi ha fatto conoscere meglio la sua persona. Abbiamo passato tanto di quel tempo insieme…ma tutto quel tempo non mi ha fato avvicinare a lei, anzi, il contrario. Ho scoperto un’altra Audrie, e non mi è piaciuta. Non era spontanea e meravigliosa come sempre-

-Dimenticando per un istante che stiamo parlando della mia compagna di stanza…cosa intendi fare?-

-Oh, quello che dovevo fare l’ho già fatto, cioè lo abbiamo fatto. Entrambi ci siamo accorti che non eravamo le persone che credevamo di essere, così ci siamo lasciati- il suo sguardo era triste

-Pacey, mi dispiace. Mi dispiace tantissimo- Jo non sapeva cosa fare, era talmente addolorata per lui, lo abbracciò, cercando di infondergli tutta la sua amicizia.

-Ti ringrazio. Ma per fortuna siamo rimasti amici. E tu?-

-Io? Non ho visto Dawson per tutta l’estate, abbiamo avuto due vite separate, proprio come l’anno scorso. Poi, un bel pomeriggio, arriva una telefonata, avremo parlato per ore e ore, della nostra estate di cosa avevamo fatto dei bei tempi, alla fine mi ha detto che aveva conosciuto un’altra ragazza- fece un sospiro –così, è finita. Ed è difficile poter riprendere la nostra storia, ha talmente così tante crepe…e poi non so nemmeno se io voglio ricominciare. Alla fine della telefonata, quando ho chiuso la comunicazione, mi sentivo così leggera, così…libera- Pacey la guardo e cercò di dargli un po’ di conforto.

-Un’estate terrificante!-

-Già, ma in compenso Parigi è stata bellissima!

-Si? Quanti ragazzi hai affascinato con la tua bellezza?-

-Non quanti avrei voluto…-

La luna li guardava con la complicità delle stelle. Un molo e due ragazzi. Ma non era proprio così che era cominciato tutto?

 

 

 

-Pacey! Ancora non hai fatto le valige? Com’è possibile?- Joey correva per l’ingresso del B&B. Bussò alla porta di camera -sua-. Nessuno rispondeva Stai a vedere che sta ancora dormendo. Io lo strozzo! Aprì la porta, e ciò che aveva immaginato si era materializzato di fronte a lei -Pacey, svegliati!- Scostò le coperto dal corpo mezzo assonnato. –Ma Joey, è l’alba, io ho bisogno di dormire- cercava di coprire gli occhi con le mani –Pacey, forse non ricordi che oggi dobbiamo, come dire, tornare a Boston?- Pacey spalancò gli occhi, immobile, e si ricordò all’improvviso di una cosa –Accidenti, non è che me ne ero dimenticato, ma solo accantonato nella mia mente!- cercò di scusarsi Pacey

-Va bene, va bene, ma fra un’ora si parte-

-Va bene signora!- e così dicendo saltò fuori da letto...

 

 

 

-Bessie noi andiamo- Joey aveva quasi i lucciconi agli occhi

-Sorellina, fatti sentire più spesso- Bessie stava, invece, piangendo -E tu...- si voltò indietro per guardare un Pacey intento a ingoiare l'ultimo boccone di frittella -...stai attenta a mia sorella, e non combinare troppi guai-

-Bessie, pensavo che dopo questo mese avessi avuto più fiducia in me- rispose Pacey con un sorriso

Si salutarono all'uscio della porta, Pacey prese in mano le valige, mentre Joey si sedette nel posto davanti alla macchina.

-Ehi tu, cosa vorresti fare?- disse Pacey appena aprì lo sportello

-Guidare- A quelle parole il ragazzo rise

-Stai forse scherzando? Questa è la mia macchina...e non vorrei arrivare a Boston con una ruota bucata-

-Vorresti dire che non so guidare?-

-Non ho detto proprio niente, sei te che sei giunta a questa conclusione- mentre parlava, Pacey cercava di far spostare Joey dal posto di giuda

-Mio caro, guarda che mi hai insegnato te a guidare, quindi se credi che io non sappia farlo è colpa tua- così dicendo, si mise nel posto accanto al guidatore e si mise la cintura. Pacey, non sapeva come rispondere...chiuse lo sportello, accese il motore -Io sono un ottimo insegnante è che l'allieva lascia un pò a desiderare- e partirono.

 

 

 

Joey guardava fuori dal finestrino, esausta dopo aver discusso con Pacey chi fosse l'incapace a guidare, e cercando di difendersi, tutte le volte che lui tirava fuori la storia -non riusciva a fare nemmeno un metro, che la macchina si spengeva-. Esausta, ma felice. In sottofondo una canzone, e fuori dal finestrino un quadro in movimento. Ad un tratto vide il cartellone che avvertiva di essere usciti da Capeside. Joey sospirò

-Cosa c'è?- chiese Pacey

-Niente, il nuovo anno scolastico che si avvicina, un nuovo capitolo che si sta aprendo-

-Non capisco il motivo della tua tristezza, a te piace Boston!- Pacey distoglieva ogni tanto lo sguardo dalla strada per guardare Joey

-Si, mi piace, ma tutte le volte che c'è un ritorno, c'è sempre un chiarimento con qualcuno. Basta pensare a due anni fa, iniziato il nuovo anno scolastico, io cercavo di riavvicinarmi a Dawson, l'anno scorso, dopo la nostra vacanza...- Pacey fissava la strada -...dovevo chiarirmi con Dawson- TUM, un colpo al cuore. Pacey respirò profondamente

-E ora un altro discorso con Dawson?- lo disse con senza troppo entusiasmo

-Già...- TUM, un altro colpo al cuore, ancora più forte, ancora più doloroso. Ma cos'era? -...e non so come sarà la mia reazione appena lo vedrò...tutte le volte che lo incontro penso a cosa ho passato con lui, e mi sembra di essere al sicuro- TUM

-Tutte le volte?- voleva saperlo

-No, c'è stata un'unica volta. Ma quella volta non avevo bisogno di pensare al passato, avevo davanti un futuro meraviglioso, con un ragazzo meraviglioso-

Pacey, distolse velocemente lo sguardo dalla strada per guardarla...per vedere se ciò che aveva detto era vero oppure tutta una sua fantasia. Ma lei lo guardava e gli sorrideva...era tutto vero.

TUM

Due ragazzi al ciglio della strada che cercavano di cambiare una ruota.

-Poi che è che è incapace a guidare?- disse Joey che cercava di trovare la ruota di scorta

-Non è colpa mia se c'era un sasso appuntito in mezzo alla strada!- cercava di difendersi

-Dovevi vederlo...ecco, tieni- e gli rotolò addosso la ruota.

Dopo che Pacey armeggiò un pò con la macchina, si alzò, scosse un pò la camicia per togliere la terra

-Possiamo ripartire?- Joey era un pò impaziente, domani ci sarebbe stata l'inizio delle elezioni, e doveva ancora fare delle commissioni

-C'è un piccolissimo problema...- il volto di Joey si incupì -...anche la ruota di scorta è forata-

Un attimo di silenzio. E ora?

-Va bene, non c'è problema basta andare alla stazione più vicina e tornare  Boston-

-Ecco, il fatto è che qui non c'è una stazione vicina...-

-Cosa? E allora cosa facciamo?-

-Prima di tutto chiama un carroattrezzi, dopo che ci avranno portato la ruota di scorta ripartiremo, tranquilla, ti porterò alla tua destinazione-

Prese il cellulare, e chiamo il carroattrezzi più vicino -Pronto?...-

Joey, stranamente era tranquilla, forse sapeva di contare su Pacey, che lui avrebbe sistemato tutto

-Joey! Allora, verranno, ma...domani mattina..- Joey stava per dire qualcosa, ma Pacey non gli diede il tempo di replicare -...ma mi hanno detto che qui vicino c’è un motel, staremo lì stanotte e domani mattina prenderemo la macchina per tornare il più velocemente possibile a Boston, e così riuscirai ad iniziare in perfetto orario le tue lezioni-

-Ma…-

-Niente ma. Fidati- Certo che mi fido… –Ti fidi di me, vero?- …ma da soli… -Vero?- …io e Pacey, da soli… -Jo?- …Pace…

-Ma certo che mi fido-

 

 

-Due stanze, per piacere- Pacey per farsi perdonare avrebbe offerto lui questo pernottamento

-Due? No, mi spiace, non ne abbiamo- rispose la signora. Joey era seduta su un divanetto, che guardava Pacey e la signora, cercando di capire cosa si stessero dicendo.

-Mi è rimasta una sola camera…-

-Perfetto prendiamo quella-

-…una camera matrimoniale-

Pacey si voltò un attimo per guardare Joey.

-Signore?- Pacey era assente –Signore?- Da soli…io e Joey, soli –Signore? Allora prende la camera?- …soli…

-Eh? Oh, sì certo. La ringrazio- e prese la chiave. Si avvicino verso Joey.

-Jo, c’è un altro piccolissimo intoppo- si mise a sedere –Non hanno stanze, cioè non hanno due camere singole, solo una matrimoniale. Va bene lo stesso?- Joey era rimasta di stucco. Non sarebbe successo niente, ma poi cosa doveva succedere? Loro due erano amici, buoni amici Si, ma allora perché sono così agitata?

-Certo che va bene- scostò lo sguardo da quello di lui

-Sicura? Altrimenti io posso tornare in macchina e passare la notte lì-

-Ma no, non ci sono problemi- Pacey sembrava quasi mortificato, come se la colpa di tutto questo fosse sua, ma non era sua. –Pace, tranquillo, mi va bene così- si alzò e prese lo zainetto –Allora, vogliamo andare?-

Sembrava veramente che a lei non importasse assolutamente niente quella situazione. Sarebbero stati per tutta la notte,da soli, insieme, nella stesso letto. Fece un sorriso e la raggiunse.

 

-Io a destra- dissero entrambi.

-Jo, starò io a destra- Joey lo guardò con un'aria di sfida -Ah si? Sicuro?- e posò lo zainetto

-Certo che sono sicuro. Sono sempre stato io a destra- si avvicinò al letto

-Le cose possono cambiare...- e si mise a sedere sul lato destro del letto.

-Dici che possono cambiare?- la guardò -Alcune cose però non cambiano...- si avvicinò sempre di più a lei -Non possono cambiare, perchè ti entrano dentro, diventano parte di te...- era sempre più vicino. Sempre di più. Si chinò...talmente vicino che i loro respiri si confusero. -...e di sicuro questo...- l'espressione sempre più seria. Joey era come immobilizzata -...questo ancora non è cambiato- Incominciò a fargli il pizzicorino.

-Pace, pace. Smettila! Dai!-

-Chi starà alla destra del letto?- disse Pacey continuando a solliticare Joey

-Mi arrendo. Tu!- smise di tormentare Joey, e vittorioso si mise a sedere accanto a lei

-Vittoria. Lo sapevo che alcune cose non cambiano mai- disse soddisfatto di sè. Joey si ricompose e volse lo sguardo verso terra.

-E' vero. Alcune cose non cambiano e non cambieranno mai- lo guardò -e per fortuna-

Si avvicinò a lui, questa volta più vicino di prima. Lo baciò (sulla guancia).

-E questo?- disse Pacey stupito toccandosi la guancia

-Questo per dirti grazie. Grazie di non essere cambiato, grazie di essere qui- Joey abbassò nuovamente lo sguardo imbarazzata, e giocando con le sue dita -grazie di avermi riportato per un momento a quei tempi, in cui tutto era bello. Era bello perchè c'eri tu-

Pacey prese la sua mano e le diede un bacio sulla fronte-Questo per dirti che ti ringrazio anche io, per tutto e per quella persona stupenda che sei-

-Quindi questo significa che...-

-...che io sono felice di averti ritrovato e...mi sei mancata-

-Mi sei mancato anche tu-

 

Pacey e Joey stavano camminando per il corridoio del motel, dopo una cena.

-Pacey prometto che una volta tornati al campus ti rendo ogni spicciolo- disse Joey quasi dispiaciuta

-Jo, non importa. Tutto questo è offerto dalla ditta Pacey Witter-

-Ma...-

-Niente ma! Quando ti ricapiterà mai che ti offra qualcosa di mia spontanea volontà?-

-Bhè, se la metti su questo lato, allora...mi servirebbe una macchina nuova- disse sorridendo. Anche lui sorrise complice

-Ti stai allargando- e le diede un colpetto con l'anca

-Pacey!-

Arrivarono davanti alla porta. Pacey l'aprì ed entrarono. Si prepararono silenziosamente ad andare a dormire. Ognuno immerso nei propri pensieri e nei propri sentimenti.

-Così io vado a...-

-...si Pace, vai a destra- finì Joey

-Se proprio insisti- e così si mise sotto le coperte. Lo raggiunse dopo pochi minuti Joey.

-Notte-

-Notte-

Non dormirono. Non ci riuscirono. Erano troppo agitati. Pacey guardava il soffitto al buoi. Joey gli dava le spalle.

-Jo?- provò Pacey

-..mmm?- rispose Joey, cercando di assumere un'aria assonnata.

-Stai dormendo?-

-Si. Sto sognando che un certo ragazzo mi stia svegliando- cercando di tagliare corto

-Ah, allora ti lasco dormire- disse sconfitto

Passarono altri minuti, si sentiva solo il rumore delle lancette e i respiri regolari di loro due. Joey non riusciva proprio a dormire, il cuore batteva così forte che gli faceva male.

-Pace?-

-si?- disse mentre cambiò posizione

-non rieco a dormire- disse, cercando aiuto. Si girò verso di lui.

-Non riesci a dormire?- Lei annuì. Pacey allargò le braccia, facendole segno di avvicinarsi. -Vieni qui- Joey non discusse, si avvicinò. Lui le circondò le braccia. Restarono abbracciati, in quel letto, il tempo nuovamente si fermò. Pacey riusciva a sentire i battiti del cuore di Joey ed erano veloci, come i suoi. Sentiva il suo respiro contro il collo. Con la mano le prese la testa, in modo da stringerla di più. La sentiva. Sentiva tutto di lei. Anche le sue emozioni. Erano uguali.

Joey si era rannicchieta accanto a lui. Sentiva le sue braccia intorno. Stava bene. Sentiva le labbra di lui sulla sua fronte e la sua mano che le accarezzava i capelli.

-Qui si sta bene- disse

-Anche io sto bene-

Joey alzò lo sguardo ed incontrò quello di lui. Riusciva a catturarla, completamente. Gli venne in mente all'improvviso, chiaro come un raggio di sole: ti amo. Come si faceva a non amarlo? Come aveva fatto a non amarlo per tutti questi mesi? Come aveva fatto a vivere senza di lui? Ti amo. Talmente tanto che tutte le volte che ti guardo, voglio baciarti, voglio abbracciarti, voglio dirti cento, mille volte quanto è grande il mio amore. Ti amo. Nuovamente, più di prima e completamente. Tutto. Amo tutto di te. Pacey, ti amo.

Non riusciva a dirlo. Era paralizzata. Intanto lui la guardava. La sua mano passò dalla testa alle sue guance, accarezzandole. Il suo naso si avvicinò a quello di lei. Le sue labbra sfiorarono quelle di lei. Ma si fermò.

-Forse...- era come terrorizzato, quello che provava lo terrorizzava. Tutto questo era talmente forte, quello che sentiva, che gli faceva paura.

-...si, forse è meglio...-

-...già- Entrambi non riuscivano a pensare lucidamente.

-Però, Pace, posso restare così?- disse supplichevole

-Certo- e la strinse più forte -e io posso continuare ad abbracciarti?-

-Non smettere mai-

 

 

-Siamo arrivati. Sei pronta per il tuo primo giorno di scuola...sono così orgoglioso!- disse Pacey, ironizzando

-Mi farò valere!-

Pacey tirò fuori dal baule le valige di lei...stava per prenderle e portarle dentro al campus quando Joey lo fermò -Forse è meglio che le porti io-

-Posso anche accompagnarti. Non ce la farai mai a portarle tutte tu-

-Pace, ce la faccio. Sono forzuta- e gli fece vedere le braccia

Pacey sorrise.

-Grazie di avermi accompagnata, e grazie per questi giorni-

-Non c'è di chè. Sono stato bene anche io. Ci vediamo tra qualche giorno. E poi ci sono le cene a casa di Jen-

-Certo. Come potrei dimenticarle- si schiarì la voce -Bene-

-Bene- rispose Pacey

-Allora ci vediamo-

Joey prese la borsa che teneva Pacey, e si avvio, mentre lui la vedeva allontanarsi.

 

 

-Coniglietta! Sei tornata!- gridò di felicità Audrie

-Audrie! Ti sono mancata, dì la verità!- era felice di rivederla

-Da impazzire. Non riuscivo a resistere da sola in questa buia e triste stanza-

Mentre Joey disfava la valigia, Audrie non smetteva di parlare, di raccontare la sua estate.

-...e così, alla fine ci siamo lasciati- finì Audrie.

-Lo so- Audrie la guardò stupita

-E come faresti a saperlo?-

-Bhè, io e Pacey ci siamo incontrati a Capeside. Abbiamo passato un pò di tempo insieme e mi ha detto cosa è successo tra di voi-

-Ah- era rimasta un pò male

-Cosa c'è?-

-No, niente. E...non è successo niente?- voleva sapere

-In che senso?-

-Joey! Non fare l'ingenua. Voi due, di nuovo insieme, di nuovo a Capside-

Smise di disfare la valigia. Era arrivata l'ora di parlare. Si mise a sedere sul ciglio del letto, accanto a lei

-Audrie...posso essere brutalmente sfacciata?-

-Sicuro! Dobbiamo essere sempre sincere noi due-

-Tu...come dire, ami ancora Pacey?-

-Posso essere brutalmente sincera?- Joey annuì, aveva paura. Audrie scosse la testa -No. Quest'ultimo mese mi sono chiarita le idee. Gli voglio un gran bene, anzi, un bene enorme, ma non lo amo. Non più-

Joey tirò un sospiro di sollievo. -Mmm, allora devo capire che è successo qualcosa a Capeside- e gli diede qualche colpetto alla spalla

-Gia. Ma non abbiamo fatto niente. Avevo troppa paura di farti soffrire, e poi...devo ancora parlare con Dawson-

-Joey Potter che cerca di non fare gli stessi errori-

-No, mai più. Ho sofferto troppo, tutti hanno sofferto troppo. E non è giusto-

Audrie la guardava parlare e sorrideva. La vedeva gesticolare, non smetteva di parlare, le parole gli scorrevano addosso, e non smettevano.

-Jo...-

-Si?-

-...lo ami?-

-Se lo amo?- si fermò...stette in silenzio per qualche secondo...sorrise -si...totalmente, completamente. E'...è...la mia aria, senza di lui non posso respirare...è, la mia acqua, quando non c'è la mia gola, la mia bocca, sente la sua mancanza...è, la mia metà. Non riesco a vivere, se lui non c'è-

Audrie l'abbracciò -Sono felice. Felice per te. Credimi-

-Grazie Audrie-

Un altro passo era fatto.

 

-Jen! Mia salvatrice. Donna dalle grandi facoltà...-

-Pacey, cosa vuoi?- lo fermò Jen

-Ehm, sai, il tuo caro, vecchio, fedele amico di tanti anni...-

-Pacey! Cosa vuoi?-

-Ok, ok. Non so dove dormire. Potresti ospitarmi per qualche notte?- cone le mani giunte e con gli occhioni, Pacey cercava di convincere Jen.

-Solo se laverai i piatti e solo se non combinerai guai...-

-Ma io non combino mai e ripeto mai guai- Jen lo guardò male... -Pacey, vuoi dormire qui?-

-Va bene. Donna crudele, non combinerò guai e laverò i piatti-

-Perfetto...è così facile mettersi daccordo- e cominciò a salire le scale -Ah, un' ultima cosa...dormirai sul divano-

Pacey sbardito guardò il divano...-No, ma come? Un tuo vecchio amico, lo lasci qui al freddo, in quel minuscolo posticino...-

-Pacey, non ti sento!-

Si rassegnò e si mise a sedere sul divano -Perfetto...-

 

Dawson bussò alla porta di Jen.

-Dawson! Amico- lo accolse Pacey, felicissimo di rivedere il suo vecchio amico

-Pacey! Di nuovo a Boston-

-Già, non riesco a separarmi dai miei amichetti del cuore-

-In realtà è venuto qui perchè è l'unico posto in cui può dormire- intervenne Jack

-Non è vero. L'ho fatto esclusivamente per stare vicino a voi, per non perderci in questa giungla d'asfalto-

-E' diventato sentimentalista il nostro amico- rispose Dawson con il sorriso sulle labbra

-Voi continuate pure a ridere sulle mie disgrazie...io vado a finire di cucinare il mio capolavoro...prima che Jen mi bruci tutto-

-Guarda Pacey che ti ho sentito!- Si sentì urlare Jen dalla cucina. Pacey, rivolto a Dawson e Jack -Ha un'udito d'acciaio-

Dawson si guardò intorno -Siamo tutti?-

-No, dovrebbero arrivare...- si senti suonare il campanello -...Joey e Audrie-

 

-Dawson!- fece Joey appena lo vide -Il mio regista preferito-

Si abbracciarono -Joey, sei sempre più bella-

-Ehi, ci sono anche io- fece Audrie per farsi notare

-Ma certo Audrie...come potrei non averti notato-

Joey rideva, era felice. Ritrovare i suoi amici, i suoi vecchi amici, come ai vecchi tempi, però mancava qualcuno...

-Ragazzi, cos'è questo baccano?- fece capolino Pacey dalla cucina, intento ad asciugarsi le mani con uno strofinaccio -...Audrie, come al solito-

-Come al solito? Cosa vorresti dire?- replicò Audrie, un pò sorpresa a vederlo

-Io? Niente. Solo che ti fai riconoscere-

-Ma...- Audrie non sapeva come replicare, poi vide il suo sguardo, sereno e felice. Era giunto il momento del saluto...

-Ciao Audrie- disse Pacey

-Ciao Pacey- si abbracciarono. Forse quel gesto serviva per non creare uno spiacevole imbarazzo. Con un semplice gesto riuscirono a dirsi -sto bene...-

Joey li guardava da lontano, accanto a Dawson. Aveva assistito a tutta la scena...e lo aveva visto, serono, i suoi occhi erano così felici nel rivedere Audrie. Si sentiva...gelosa. Ma cosa vado a pensare! Gelosa. Figuriamoci. COntinuava a guardarli. QUesta volta parlavano serenamente. Che stupida, voglio mentire a me stessa.

-Ragazze, siete arrivate!- arrivò improvvisamente Jen. Si salutarono.

Pacey si fece un attimo da parte, la vide, sempre così bella, così solare. Perchè non mi guarda? Perchè sta così vicino a Dawson? Ti supplico guardami...

-E' pronto! Quindi tutti a tavola!- disse Jen

Pacey a quelle parole scostò il suo sguardo e il suo pensiero da Joey. -Come è pronto? Dovo ancora...-

-Non ti preoccupare, c'ho pensato io!- disse Jen battendo la mano contro il petto

-Perfetto...lo avevo preparato con tanto amore...e ora sarà tutto da buttare- Pacey fece lo sguardo triste e rassegnato

-Pacey! Guarda che io sono brava...-

-Certo...-

Tutti si avviarono verso la sala da pranzo. Joey si tolse il cappotto, e lo guardava...non l'aveva salutata, non l'aveva guardata. Niente. Come era possibile? Tutto quello che era successo. Volevo solo una conferma, Pace. Solo una. Ero pronta a parlare con Dawson, a chiudere qualsiasi cosa...

 

Joey entrò in sala da pranzo per ultima, tutti ormai erano seduti, esclusa Jen che era andata a prendere da mangiare. Si guardò un pò intorno, per vedere qual'era il posto in cui si doveva sedere. Vide una mano alzata...era quella di Pacey

-Joey! Qui, qui-

Grazie. Grazie, Pacey. Bastava solo un segno. Uno. Sorrise.

Pacey mosse la sedia per farla sedere -Ciao- la salutò con un sorriso, completamente diverso da quello rivolto a Audrie...era pieno d'amore.

Improvvisamente il suo cuore accellerò. Aveva paura che lui potesse sentirlo, potesse percepire la sua emozione.

Joey si mise a sedere -Ciao...-

Si guardarono -...pensavo non mi avessi vista- fece Joey quasi alterata

-Non potrei. Anche se solo volessi. In ogni piccolo istante la tua bellezza invade quello che ti circonda, e credimi, è impossibile non accorgersi di te...-

Il cuore batteva sempre più forte, la mano tremava dall'emozione. Dovette metterla sotto la tovaglia, per non farsi accorgere. Non sapeva nemmeno come reagire, come rispondere, come...

Sentì improvvisamente la mano di Pacey sulla sua. Quel suo tocco caldo. La strinse più forte. Le loro dita si intrecciarono, come se fossere un'unica cosa. Non tremava più, ora non più. Joey prese la mano di lui con tutte e due le mani, la porto sempre più vicino alle sue labbra -...grazie...- e la baciò.

Si tennero per mano per qualche minuto, cercando di infondere all'altro il proprio amore.

 

La serata trascorse velocemente. Parlarono di vecchi ricordi e fecero nuovi progetti. Ognuno raccontò come aveva passato la loro estate. Con molta discrezione tutti cercarono di evitare l' argomento -estate di Audrie e Pacey-, anche se loro due ne parlavano con molta tranquillità. Era giunta la fine della serata. Jen ordinò a Pacey di lavare i piatti. Jack e Joey si offrirono volontari per aiutarlo. Audrie tornò al dormitorio per dover studiare almeno una parte della prima lezione. Toccava a Dawson.

-Bene ragazzi. Anche io vorrei aiutarvi, ma domani mi devo svegliare presto-

-D'accordo amico- Pacey l'abbracciò, e disse a sottovoce -...domani ti dovrei parlare-

Dawson annuì con la testa e gli diede una pacca sulla spalla. Salutò gli altri

-Dawson- disse Joey prima che chiedesse la porta -ti accompagno per un pezzo di strada- e prese il cappotto

-Va bene-

Pacey li guardava...guardò Jack -Chi lava più piatti vince?-

-No, mio caro, non mi freghi...-

 

-Come va?- disse Joey per rompere il silenzio

-Jo, da quando in qua devi usare una frase fatta per parlare con me?-

Joey abbassò lo sguardo e continuò a camminare. Dawson sorrise.

-Io sto bene. E tu?-

-Bene...-

Continuarono a camminare, sempre in silenzio. Joey non sapeva come cominciare, come spiegargli, nuovamente, quello che stava succedendo. Dawson cercò di iniziare una conversazione

-Allora, come ti è andata l'estate?-

Bingo! Ha preso proprio il mio punto dolente...

-Bene. Mi sono divertita un sacco a Parigi...è sempre stato il mio sogno. Te?...-

-Io?- sorrise -Ti ho già detto, vero, di aver conosciuto una ragazza...-

-...già-

-Come mai non riesco a parlare liberamente con te, quando si tratta di un'altra ragazza?- disse impacciato Dawson.

-Non saprei. Forse per quello che abbiamo passato. In fondo ci siamo amati...siamo andati avanti sempre insieme, uno accanto all'altro-

-Giusto...ma forse è tempo di staccarsi. No?- Joey a quelle parole si fermò.

-Io non voglio perderti...-

Dawson la guardò -Jo, non sto dicendo di allontanarci, non potrei sopportarlo, ma solo di...non so come spiegarlo...-

-...di non guardare più al passato?- finì Joey

-Si. Il passato, cioè il nostro passato, è così vincolante...non ci permette di andare avanti.-

-Dawson, lo sai vero che ti voglio bene e che non riuscirei mai e poi mai, a perderti come amico- Joey guardò Dawson

-Certo, piccola Jo- si abbracciarono -...ti volgio bene...-

Era giunto il momento... ripresero a camminare.

-Dawson...-

-Si?-

-Questa estate, non sono stata solo a Parigi- rallentò il passo -sono tornata a Capeside-

-Veramente? Io avevo pensato di ritornarci-

-Già. Ho trovato Pacey lì...e ho passato molto tempo con lui...- mise la mani in tasca -l'aria di Capside, tutto il tempo passato insieme- levò le mani dalla tasca e cominciò a gesticolare -abbiamo ricordato il passato...-

-Jo? Cosa vuoi dirmi?-

-Io non volgio fare gli stessi errori...perchè non riuscirei a sopportare il dolore che ho provato anni fa-

-Jo?- Joey distolse lo sguardo dal suo.

-Mi sono innamorata- disse tutto di un fiato. Dawson rimase in silenzio per un attimo. Quell'attimo interminabile. Come avrebbe reagito, cosa avrebbe pensato, la loro amicizia era andata perduta?

-Veramente?- Joey annuì. Dawson sorrise -Vermante?- L'abbracciò -Vermente? Oh, Joey sono così felice!- Ora tocca a lei...

-Veramente?- disse stupita

-Ma certo! Come potrei non essere felice di te, di lui...di voi due! Insomma...si, forse dovrei abituarmi a voi due...ma che dico! E' bellissimo- Joey lo guardava sbalordita

-Forse non dovrei reagire così?- Joey scosse la testa -Forse ti aspettavi una reazione tipo...Ahhhhh! Come hai potuto!- rise -No, no, anche io non voglio fare gli stessi errori di due anni fa, e non voglio che nessuno soffra-

-Dawson veramente tu...-

-Ma certo Joey!- e l'abbracciò di nuovo. Joey si strinse ancora di più a Dawson.

-Grazie-

-Ecco di coasa voleva parlarmi Pacey prima...-

-Cosa?-

-Niente...Allora, come stanno esattamente le cose...cioè, lui ti ricambia?...-

-Vedi, è una cosa complicata, forse...Ma parliamo della tua ragazza!...-

Ricominciarono a camminare, frizzanti e amici più di prima. Un altro passo era fatto.

 

Joey respirò profondamente. Fece per bussare alla porta di Jen, ma esitò per un attimo. Ci riprovò e questa volta con successo. Nessuno andò ad aprirla. Forse non mi avranno sentita. Notò che la porta era aperta ed entrò...

Era tutto buio, si vedevano solo le luci dello stereo e si sentiva in sottofondo una musica rilassante. Trovò strano tutto questo....ma non dovevano lavare i piatti?

Poi guardò meglio e vide che qualcuno era sdraiato sul divano. Si avvicinò piano piano e si chinò per vedere meglio chi fosse. Era Pacey che dormiva. Quello stupido si è dimenticato di spengere lo stereo...a quest'ora!

Prese una coperta che si trovava sulla poltrona e lo mise addosso a lui. Pacey aprì un attimo gli occhi.

-Oh, scusami, ti ho svegliato- disse imbarazzata Joey

-No, mi ero un attimo appisolato. Sapevo che saresti ritornata...hai saltato i tuoi piatti!- disse sorridendo. Si mise a sedere e fece segno a Joey di sedersi accanto a lui.

-Già. Sono brava a saltare i miei doveri...ma dove sono gli altri?- Pacey la guardò un attimo male

-Bhè, sono a letto...sai sei stata molto tempo fuori con il tuo amico Dawson...-

-Pace! Abbiamo parlato- Pacey appoggiò la schiena al divano

-Lo so- Si alzò davanti a lei. Le porse la mano -Mi permette questo ballo?-

-A quest'ora?- disse stupita Joey

-Dai! E' solo un ballo...prometto che non ti pesterò i piedi-

-So che sei un ottimo ballerino- gli prese la mano e si avvicinò a lui. Ci fu un attimo di imbarazzo, Joey non sapeva dove mettere le mani, ma Pacey l'aiutò.

-Scusami...- disse Joey

-Non ti preoccupare...questa...questa non è la canzone...-

-Sì, è la canzone dell'anti-ballo-

Pacey sorrise -Te lo ricordi?-

Joey si fermò un attimo, lo guardò negli occhi -Sai, una certa persona una volta mi disse....mi ricordo tutto- Pacey sorrise -Doveva essere una persona intelligente- e ripresero a ballare

-Certo, fino a quando non mi spezzò il cuore- disse Joey

-Oh, forse anche il suo cuore era in mille pezzi e non voleva andarsene, non voleva lasciare l'amore della sua vita, non voleva, perchè, ipoteticamente parlando, l'amava ancora...- la strinse più forte -...e l'ama ancora-

Joey si strinse ancora di più a lui. Non voleva staccarsi. Sentiva il suo battito, veloce come il suo. La sua mano l'accarezzava, le sue parole la confortavano. Stava così bene.

Pacey era completamente immerso in lei. Annusò il suo profumo, si avvicinò ai sui capelli. Sentiva il suo cuore. La sentiva. Accarezzò la sua spalla. Sprofondò con il naso nei suoi capelli. Sapeva di buono. Disse quasi senza voce, come se volesse accarezzarla con le parole e tranquillizzarla -...ti amo...-

Joey a quel suono le tremarono le gambe, il suo cuore le cominciava a far male, e l'unica cose che riusciva a fare era abbracciarlo, non farselo scappare. Mai più.

-...Pace...- lo guardò negli occhi. Era buoi, ma riusciva a vederli. -...Pace...- si avvicinò a lui. Non aveva più paura. Sapeva che tutto ciò che provava poteva solo fare bene -...Pace...- Lui si chinò in avanti, posò una mano sulla sua testa, e le loro labbra si incontrarono. In mezzo alla stanze, con il sottofondo di una canzone lenta, due anime di baciarono. Joey circondò le braccia intorno al suo collo, e non riuscì a smettere di baciarlo. Era così felice. Poteva esistere un sentimento così forte? Una lacrima le cadde. Non riusciva a smettere di piangere, era troppo forte. Pacey la sentì, e si scostò da lei, chiedendogli con lo sguardo cosa le stava accadendo. -...Pace...- Pacey le asciugò le lacrime con un dito. Lei gli prese la mano. -...ti amo...- Lui sorrise. Il suo sguardo si fece ancora più dolce. Si erano ritrovati. L'amore trova sempre la sua meta. Come in un puzzle...l'amore è composto da due pezzi...ognuno dei quali non ha senso da solo, ma una volta insieme, possono formare una cosa bellissima.

Si abbracciarono...ormai l'amore li ha trovati, e questa volta, sì, questa volta...sarà per sempre.