- E se
Pacey e Joey,dopo l’inizio del college,si fossero rimessi
assieme?Bello,vero?Ma un giorno,tornando a Capeside,successe qualcosa.
- Adesso,a sette anni di distanza,inizia
questa storia.Buona lettura!
-
- L ' altro Pacey
- By
Crazy
-
- Joey era tornata al B&B,in una calda
giornata primaverile,e a prima vista l’aveva trovato immutato,come se il
piccolo edificio fosse rimasto immune dagli effetti del sole e dell’aria
salmastra.Il portico era stato tinteggiato di fresco e le tendine alle
finestre erano state cambiate.Fece un respiro profondo,come se volesse sentire
a pieno l’odore di casa,e a far ritornare alla mente tutti i ricordi della sua
adolescenza.Erano passati sette anni da quando aveva lasciato Capeside.
- Non aveva ancora bussato alla porta.
D’altronde nessuno sapeva del suo ritorno,dato che aveva perso i contatti con
tutti,compresa la sua famiglia.Il pensiero di avere vissuto sette anni lontano
dalla sua famiglia e dai suoi amici,la faceva soffrire tantissimo,ma sentiva
di aver fatto la cosa giusta.Anni prima era successo un apocalisse,e da quel
giorno decise di rompere i ponti col passato.
- In quell’istante le tornarono in mente le
parole che da piccola le diceva sua sorella:”Joey,spero soltanto che tua stia
correndo verso qualcosa,e non scappando da qualcosa” .Spesso la notte si
trovava a fissare il soffitto e a ricostruire nella sua mente le scene
familiari con Bessie e le tornava sempre in mente quella frase.Lei si diceva
che stava correndo verso qualcosa:verso la stabilità economica,verso un futuro
migliore,verso un uomo capace di darle tutto l’amore di cui aveva fatto a meno
per molti anni della sua vita.Ma solo in quel momento si rese conto che in
tutti quegli anni,non aveva fatto altro che scappare.Scappare da una storia
finita male,da una famiglia instabile,da un paese che le stava stretto.
- Posò a terra le valige,e dopo aver preso il
coraggio sufficiente,bussò alla porta. C’era un gran silenzio,e pensava che
non ci fosse nessuno.Ma dopo qualche secondo la porta si aprì.Lì davanti a
lei,c’era un bambino bellissimo,che doveva avere su per giù nove anni.In un
lampo capì che quell’ometto che aveva davanti era il suo Alexander.Lo stesso
bambino che l’aveva fatta stare sveglia molte notti,lo stesso che le aveva
fatto andare male i compiti di chimica,lo stesso che aveva cullato milioni di
volte. E adesso era lì,davanti a lei.
- “Ciao!” sibilò Joey commossa.
- “Ciao!Chi sei?” venne spontaneo chiedere ad
Alex.
- “Non ti ricordi di me,vero?”
”No…” rispose triste il bambino,come a sentirsi in colpa per questo.
- “Oh…” si leggeva il dispiacere nella voce
di Joey,dato che le aveva fatto da mamma spesso,in assenza di Bessie.Poi
continuò: “Come potresti,piccolino…dimmi,la tua mamma è in casa?” chiese
dolcemente,asciugandosi le lacrime.
- “Si…ora la chiamo!”
- Il piccolo andò in cucina dalla madre:
- “Mamma,fuori c’è una signora,che vuole
parlare con te…”
”Amore,chi è?”
”Non lo so…”
- “Vai di là tu,che la mamma ora torna.”
- Quando Bessie arrivò alla porta,si sentì
quasi mancare.Aveva lì davanti a se,la sorella che non vedeva da sette anni.La
sua Joey…
- Inizialmente Joey ebbe paura di come
potesse reagire la sorella,ma dopo qualche istante di freddo imbarazzo,si
abbracciarono.
- “Joey!” gridò Bessie,e l’abbraccio stretta.Entrambe
erano commosse.Senza aggiungere altro,Bessie le fece cenno di entrare.Quando
Joey entrò,le sembrava di essere in un sogno.Erano anni che non rivedeva
quelle pareti,quei mobili,il calore del B&B.C’era qualche piccola modifica,ma
il suo divano,il suo camino e il suo baule,erano sempre lì ad aspettarla.Dopo
essersi guardata intorno si sedette e Bessie fece lo stesso.
”Joey…mamma mia…quanto tempo!”
”Si…e credimi non avrei voluto…ma non so neanche io come,sono passati-
- “…sette anni!” la completò la sorella.
- “Si…ecco…i giorni sono diventati
settimane,le settimane mesi,e i mesi anni…sembra essere passato un secolo…”
- “Ma perché Joey?Mai una telefonata,una
lettera…pensavamo che non ti avremmo rivista più!Nessuno in città,sperava più
in un tuo ritorno…” disse commossa Bessie.
- “Ho passato dei brutti periodi Bessie,e non
mi è affatto facile spiegartelo…”
”Perché non hai mai cercato di metterti in contatto con noi,se stavi così
male?” cercò di capire lei.
- “Forse perché le ferite brucavano
ancora,perché quello che era successo non mi andava via dalla mente…o forse
perché non ne ho avuto il coraggio…Non lo so…”
”Cosa ti è successo Joey?Non ti riconosco più…Eri una ragazza solare,piena di
vita,con mille sogni per la testa e ora…”
”Beh,forse erano solo illusioni,non sogni…”
”Si,ma tu ci credevi veramente…perché hai perso tutto,cosa ti ha fatto di così
terribile la vita?”
”Mi ha reso indifferente credo…ma dopo quello che ho passato è quasi un
sollievo…”
”Jo…cos’è successo?”
”Beh…ecco è difficile da dire…io adesso vivo a Chicago.Ho un lavoro,una casa.Tanti
amici…ma non ostante questo sono caduta in un periodo di depressione…ho smesso
di mangiare,di uscire,di parlare;poi degli amici mi hanno aiutata e sono
riuscita a rialzarmi…-disse versando qualche lacrima -ho passato i giorni più
bui della mia vita,e l’unica cosa che riusciva a tenermi in vita,in quei
giorni,eravate voi.Era la mia famiglia,i miei vecchi amici,la mia Capeside.
Così…ho deciso di tornare alle origini e…”
”Se solo tu ci avessi resi partecipi della tua vita,Joey…è terribile quello
che ti è successo!Avremmo potuto aiutarti!”
”Perché?” chiese di botto Jo.
”Perché cosa?” la sorella non capiva.
- “Perché hai detto a Pacey,quello che doveva
essere solo una mia cosa?”
”Joey,ma di che parli?”
”Avanti,lo so che glielo hai detto…il giorno dopo mi ha chiesto di
sposarlo…secondo te come mai?”
”Ehi,frena!Pacey ti ha chiesto di sposarlo?”
- “Si,e tu gli hai detto di farlo!”
”Joey,io non ho detto un bel niente a Pacey. E se ti riferisci a quella storia
là,io non ne ho mai aperto bocca con nessuno!Nemmeno con Bodie!”
”…oddio!” le crollò il mondo addosso.Tutto quello da cui credeva di essere
scappata,era solo la sua fantasia.Non c’era niente di reale nelle ragioni che
l’avevano spinta a fuggire.
”Oh,Joey…ora capisco…” disse la sorella abbracciandola,commossa.
- “Ho bruciato i miei anni migliori…mi siete
mancati da morire,Bessie!” Joey,stretta fra le braccia della sorella,era in
lacrime.
- ”Basta piangere!Adesso quello che conta è
che sei con noi,e che non ci lascerai di nuovo..” disse sorridendole,e
abbracciandola.
-
- Era finalmente riuscita a liberarsi di
tutto il dolore che le invadeva il cuore da tempo.Era tornata nella sua
cittadina,dalla sua famiglia…gli restavano gli amici.Forse il passo più
difficile,ma di sicuro doveroso.Non sapeva immaginarseli ventiseienni,ma
sapeva che sarebbero stati sempre i sui Jack,Dawson,Jen e naturalmente Pacey.
Si,Pacey…il ragazzo da cui in tutti quegli anni sentiva di essere scappata…
-
- “Dai,raccontami cosa è successo qua in mia
assenza…” cercò di allontanare il discorso dalla sua vita,Joey.
- “Ne sono successe tante di cose…” disse
Bessie ridendo “Hanno aperto un nuovo cinema…adesso anche a Capeside c’è un
multisala…” A Joey scappò un sorriso.Era il desiderio della ‘ Joey adolescente
‘ quello di avere anche nella sua città un multisala.
- “Noi siamo sempre rimasti in contatto con
tutti…Gale,che si è risposata…”
- “Davvero?Che bello…” rispose entusiasta Jo.
- “Si…e poi i tuoi amici naturalmente…Jen
–fece una piccola pausa- è incinta…è al primo mese…”
- “Mamma mia che belle notizie…il padre chi
è?”
”Credo che tu non lo conosca…si chiama Thomas.Si è trasferito a Capeside
cinque anni fa,con la sua famiglia.Ora Jen e Thomas vivono insieme.
Sai,qualche volta vengono anche qua a trovarmi! Poi c’è Jack…lui si vede poco
in città.Lavora a Providence e fa la sponda tutti i giorni…” Bessie ad un
tratto si fermò non sapendo se era il caso di andare avanti.
- “Ah..e degli altri che mi dici?” chiese
impaziente Joey.Non sembrava darle fastidio l’argomento.
- “Emh…Dawson passa la maggior parte del suo
tempo fra il cinema,dato che è uno dei proprietari,e Los Angeles…ha inseguito
il suo sogno,e l’ ha raggiunto.Fa il regista…-fece nuovamente una pausa per
capire se poteva andare avanti.
- “E di Pacey,che mi dici?” Tutta questa
chiarezza spiazzò Bessie,ma rispose con tranquillità.
- “Pacey…beh,è sempre lui…è sempre quel
ragazzo che sa stupirti ogni giorno che passa,pronto a darti una mano in ogni
occasione…è bello sapere che c’è!Ha aperto un locale al porto,e lo puoi
trovare lì tutti i santi giorni,a lavorare.”
”Perché pensi che io ci andrò?”
”Joey,tu devi andarci…non sono la sola ad aver sentito la mancanza di un
familiare…”
”Bessie,è finita.Per sempre!Orami la mia vita è un viaggio senza ritorno!”
”Lo so che fa male,Joey,ma sono passati sette anni.Tutti noi meritiamo una
spiegazione e credo che lui sia il primo della lista…”
”Non ho voglia di vedere nessuno per ora…”
”Non sei pronta?”
”No,non ne ho il coraggio…” rispose abbassando lo sguardo.
- “Beh,trovalo piccola mia…pensa se fosse
stato lui ad abbandonarti…”
”L’ ha già fatto una volta…”
”Allora puoi capire benissimo come si senta…”
- “Cercherò di sistemare le cose,Bessie.Ma
non penso che farà bene a nessuno dei due.Troppo tempo è passato,troppe cose
sono accadute…sarà solo un imbarazzante incontro fra persone che un tempo si
conoscevano…”
”No,sarà l’incontro fra due persone che si amavano…” Joey accennò ad un
sorriso malinconico,e si voltò,imbarazzata delle lacrime che solcavano il suo
viso.
-
- Joey era chiusa in una stanza.Quella che
una volta era la sua,ma che adesso era una delle tante del B&B.Sentì nel cuore
qualcosa…un sentimento di paura e rabbia.Il desiderio di tornare da
lui,correre per il molo,e abbracciarlo stretto.Poi i ricordi di quel maledetto
ultimo giorno a Capeside.Allora ecco la rabbia.Con tutta la forza cercava di
reprimere quella voglia di rivederlo,ma fu inutile.Ad un tratto si alzò dal
letto,si vestì e andò via.
- Era arrivata al porto.Il suono dei
pescherecci,i gabbiani,il sole splendente,le fecero ricordare il meglio di
se,l ’adolescenza:l’innocenza,la paura.Tutto a quel tempo era nuovo per lei.Adesso
era marchiata da un passato troppo duro.
- Si guardò in torno.Tanta gente che
passava,ignara di tutto quello che lei portava dentro.Sentimenti troppo
difficili da esprimere.Poi diede uno sguardo a un insegna:Leery ’s Fresh Fish.Sembrava
che nulla fosse cambiato da quel giorno lontano. Sentì il bisogno di entrare,e
cercare in quel locale,qualche ricordo in grado di farla sentire bene.
-
- La porta era aperta me il locale era
deserto. A quell’ora era ovvio.Poi udì dalla cucina delle voci,allora disse:
- “Si può?C’ è nessuno?” Gail,che era in
cucina,sentì quella voce e corse verso la sala.
- “Oh mio Dio,non ci credo…la piccola Joey è
tornata!” gridò mentre correva ad abbracciarla.
- “Si sono io…” disse Jo contenta di
riabbracciare quella che aveva sempre considerato come una seconda madre.
- “Ma quanto tempo è passato?”
”Sette anni!”
”Sette anni…a me sembra una vita intera.Cosa ti ha riportato qua?” chiese un
po’ stupita.
- “E’ difficile da spiegare.Ho passato dei
brutti momenti. Così ho deciso di tornare alle radici.”
”Tesoro,mi dispiace tanto. Sai,molte volte ci siamo chiesti dove fossi finita
in questi anni…”
”Un po’ qua un po’ là.Ma l’importante è trovarmi qua adesso.”
”Si,hai ragione tesoro…bene,adesso che farai?”
”Penso che resterò qua per parecchio tempo…ho bisogno di prendermi una pausa
dal mondo,e Capeside mi sembra il posto giusto!”
”Già!Beh,ma dobbiamo festeggiare il tuo ritorno…”
”No,Gail davvero!E poi non ho ancora parlato con nessuno.Le uniche persone che
sanno della mia presenza siete tu e Bessie.Dammi un po’ di tempo.”
”Va bene…come vuoi.Con Dawson cosa devo fare?”
- “Preferirei se tu non gliene
parlassi…vorrei essere io a dirglielo,se non ti dispiace…”
”No,ti capisco,cara.Va bene!”
- “Grazie Gail!” disse abbracciandola
nuovamente.”Beh,io ora vado…prometto di tornare presto a trovarti!”
”Va bene,Joey!Mi fa davvero tanto piacere sapere che sei tornata!”
- “Si…beh,anche a me fa piacere essere
tornata…ciao!” Si voltò e andò via.
-
- Dopo aver incontrato Gail,sentì che il
primo passo era stato fatto.Il suo cuore era più leggero,e parte del dolore
era ormai svanito.In realtà il dolore di Joey non era dovuto solo ai brutti
periodi passati a Chicago,ma i sette anni lontani dal suo mondo.Quelle
vie,quelle persone…ormai facevano parte di lei,e nessuna lite o delusione era
in grado di farle dimenticare i bei momenti passati con le persone più
speciali della sua vita.
-
- Joey stava ancora passeggiando per il
molo,ricordando ogni singolo istante collegato a quel posto. Amori,amicizie…di
tutto.Ad un tratto si ritrovò nell’angolo più speciale della banchina:il
vecchio attracco della true love.Quando si guardò intorno,si stupì ed era
quasi arrabbiata con se stessa,per essere arrivata fino a lì.Si diede un
occhiata in giro,poi si sedette su una vecchia panchina di legno dove molti
anni prima sedeva con il suo amore.Era tardo pomeriggio e il cielo era di un
colore molto intenso.Il sole stava tramontando.Joey decise di restare lì e di
guardare scomparire il sole,prima di andare via.Mentre il suo sguardo vagava
alla ricerca di mille particolari,ecco una sagoma familiare.Era lontana da
lei,ma era certa che non si stava sbagliando.Era certa che quella sagoma in
fondo al molo che come lei stava osservando il tramonto,era colui da cui lei
era scappata in tutti quegli anni.Era certa che quella sagoma era Pacey.
-
- Per un attimo fu presa dal panico,per paura
di essere vista.Non sapeva se correre da lui,o se correre semplicemente.Correre
via.Lontano da tutto ciò che poteva farla soffrire. Così,lentamente si
alzò,diede un ultimo sguardo a Pacey e al mare,e andò via.Non era ancora
pronta ad affrontare il dolore di rivederlo.Sapeva che sarebbe scoppiata a
piangere,così si evitò ed evitò a Pacey,tutto ciò.Il suo animo fu nuovamente
invaso dalla tristezza.Come poteva fare tutto questo a Pacey?L’unico che
l’aveva amata veramente,e che lei aveva mai amato veramente.
- Nella sua mente di nuovo quelle immagini.Fotogrammi
di una memoria marchiata dalla sofferenza. I suoi ultimi giorni a Capeside…gioia,amici,divertimento…poi
ecco l’ultimo:dolore,delusione e paura.In fondo al cuore si sentiva ancora in
colpa per averlo abbandonato.Aver abbandonato i suoi amici,la sua famiglia e
l’unico ragazzo,ormai un uomo,che aveva avuto davvero senso nella sua vita.In
tutti quegli anni a Chicago sentiva di aver perso qualcosa,qualcuno.Solo
rivedendo Pacey,né capì il significato.
-
- “Bessie,sono a casa!” annunciò entrando.
- “Oh ciao Joey!Sono al telefono con Bodie,dice
che vuole parlare con te!”
- “Bodie?Certo,passamelo subito!”
- “Bodie ci sei?Ecco,un attimo che ti passo
Jo!”
”Pronto?” fece Jo,quasi urlando.
- “Eih!Tu,mi ricordo di questa voce…sei la
donna delle pulizie?”
”Fa meno lo spiritoso!Dopo anni,è solo questo che mi devi dire?”
”No,devo dirti bentornata!Bessie mi ha detto che hai passato dei brutti
momenti,e spero che tornando a Capeside,tu possa ritrovare la felicità!” disse
l’unica voce che in quel momento poteva rassicurarla.
- “Grazie Bodie!Spero tanto che sia così.”
”Adesso però basta malinconia!Che mi racconti?Lì come vanno le cose?”
”Beh,tu comincia col dirmi dove sei!Perché non sei qua ad occuparti della tua
famiglia brutto mascalzone!” cominciò a giocare lei.
- “Come Bessie non te l’ ha ancora detto?Ci
siamo lasciati!” continuò lui.
- “Ah,ecco perché oggi girava per casa un bel
biondino,mezzo nudo…ora capisco!”
”Biondino?Eih,aspetta nel mio contratto non stava scritto che avrei dovuto
sopportare le insolenze di una cognata impicciona!”
”Contratto?Quale contratto?Bodie mi vuoi dire dove sei?”
- “Beh,in questo momento in mezzo
all’oceano…”
”Mangime per pesci?”
”No,su una nave,che si trova sull’oceano…”
”Ah,ora va meglio!Beh,e che ci fai?”
”Ci lavoro!Sono il cuoco di una nave da crociera che ha salpato da Providence
due mesi fa!”
”Due mesi fa?Scusa,quando hai intenzione di tornare?Vedi che se non fai in
fretta,io scappo di nuovo!” disse quasi ridendo.
- “Non me lo perdonerei
mai!Beh,tranquilla,ancora pochi giorni e rivedrai il tuo caro cognato!”
”Lo spero bene!Qua hai una moglie,un figlio e ora pure me…datti una mossa!”
”Si,tornerò presto!Dimmi,hai già parlato con Alex?”
”Non proprio…”
”Dovresti spiegargli che sei sua zia…o no?”
”Si,beh…stasera ci farò un pensierino!”
”Va bene Jo!Ora ti lascio perché ho parecchio da fare…salutami Bessie,e dà un
bacio ad Alex da parte mia!”
”Ciao Bodie!”
-
- Era sera,e avevano finito di cenare da un
po’.Tutti e tre erano sul divano e guardando la tv stavano facendo quattro
chiacchiere.
- “Emh…Alex,vieni qua!”
”Che c’è?”
”Beh,siediti vicino a me!Devo dirti una cosa importante…”
”Cosa devi dirmi?”
”Beh,tu non ti ricordi chi sono io?” cominciò Joey un po’ triste.
”No,ma ho visto delle foto di te con la mia mamma…”
- “Si,hai ragione…beh,io e la tua mamma siamo
sorelle…”
”Davvero?” chiese stupito il bambino.
- “Si,si davvero!E questo significa che io
sono tua zia…e che tu sei mio nipote!”
”Wow..allora anch’io avrò una zia tutta per me?”
”Si!” disse lei sorridendo. Alex era entusiasta all’idea.
- “Bene,allora devi conoscere i miei
amici!Ogni volta si vantano di avere le zie più belle…ma tu sei la più
bella!Sono sicuro che appena ti vedranno resteranno di sasso!”
- “Ah si?E dimmi…chi sono i tuoi amici?”
chiese,immaginandosi che nella lista ci sarebbe stata la sorellina di Dawson.
”Andrew,Lily,Grag…”
- “E chi sono?” chiese guardando Bessie e
aspettando una risposta.
- “Andrew è il figlio dei Sanders.Sono la
famiglia che ha comprato la casa di Jen. Lily penso tu sappia chi sia-Joey
fece cenno di si col capo-e Grag,ecco…non te l’avevo ancora detto…-Joey si
sentì morire.Solo in quel momento pensò che Pacey in tutti quegli anni si
potesse essere fatto una famiglia.La cosa la paralizzava- è il nipotino di
Pacey,nonché figlio di Gretchen!”
”Gretchen?Perché non me l’ hai detto subito che era tornata in città?”
”Beh,pensavo ci fosse qualcosa di più importante…”
- “Beh,domani andrò a trovarla!Dove sta?”
”Nella vecchia casa sulla spiaggia…ecco perché non te l’avevo detto…io non
sapevo se…si,insomma,se…”
”Ho capito Bessie!Non preoccuparti!” disse lei rassicurandola.
”Comunque lavora al ristorante con Pacey e il marito.”
- “Allora prenderò due piccioni con una
fava…”
”Si…beh,spero solo che tu lo faccia presto!” disse Bessie abbassando lo
sguardo.
-
- Un nuovo giorno a Capeside.Il secondo per
Joey. L’aspettava una dura giornata.Era decisa più che mai,ad andare a cercare
i suoi vecchi amici,e dando uno sguardo al cielo,si convinse che era la
giornata giusta.Il sole splendeva,e si sentì decisa a rincontrare i suoi
vecchi amici.Dopo aver fatto colazione e quattro chiacchiere con Alex e Bessie,uscì.Non
sapeva ancora bene,dove sarebbe andata,ma sapeva che voleva ritrovare i suoi
amici.
- Nel vano tentativo di trovare qualcuno per
le strade,Joey cominciò a girare le vie di Capeside. Passò dalla videoteca
dove un tempo lavoravano Pacey e Dawson:non c’era nessuno.Ciò la rese un po’
triste.Quel piccolo negozio,le ricordava i suoi quindici anni,e anche se non
aveva mai avuto un valore particolare,trovarlo vuoto,senza né Dawson né Pacey
dietro il bancone,era triste.Quante volte era corsa in quel negozio per
cercare Dawson,quante?O quante volte tornando a casa la sera,dando un occhiata
a Pacey che sistemava il negozio,si sentiva protetta.Ormai il suo animo era
pervaso dalla tristezza.Si disse che era meglio andare avanti.
- Ecco un altro tonfo nel cuore.Si trovava
davanti il negozio di dischi. L’unico negozio di dischi della città,fino a 7
anni prima.Adesso era solo uno dei tanti,e forse il più sguarnito.Nello stesso
momento in cui stava per passare oltre,uscì dalla porticina del negozio una
faccia conosciuta.
- “Emh…scusa!” balbettò lei.
- “Si?Mi dica?” chiese il volto amico.
- “Tu sei Drue Valentine?” chiese un po’
imbarazzata.
- “Si…aspetta tu…io ti conosco!”
”Sono Joey!” disse infine guardandolo negli occhi.
- “Ma certo!Joey Potter,la sarcastica e
pungente brunetta che vive al di là del fiume!” disse abbracciandola stretta.
“Quanto tempo…”
”Si,forse troppo!”
”Beh,per tornare a Capeside non è mai tardi!” disse sorridendo.
- “Allora Drue…che fai di bello?”
”Al momento ero venuto a comprare un cd…”
- “E più in generale?” chiese sorridendo.
- “Gestisco lo Yotch Club di mia madre.Dopo
il college,sono tornato qua,e ho preso le redini. E tu?Che fai?”
- “Io?Beh,dopo un travagliato periodo di
vita,vissuta a Chicago,lavorando come scrittrice,sono tornata qua in preda al
panico,e con un gran bisogno di rivedere vecchia gente!”
- “Posso capire come ti senti…anch’io ho
passato un periodo così a New York…-si guardarono negli occhi-Beh,perché non
ci andiamo a prendere un caffè?”
”Si,mi sembra una buona idea!” rispose sorridendo.
- Era elettrizzata.Vedere dopo così anni Drue,e
trovarlo così diverso,le fece capire quanto tempo era passato dal suo ultimo
giorno in città.Prima era solo un ragazzino viziato e presuntuoso,che non
perdeva occasione per provarci con qualsiasi ragazza.Adesso era un uomo,e da
quei pochi minuti in cui avevano parlato,capì che era cambiato.Tutto era
cambiato.
-
- [al bar]
- “Allora Potter?-disse prendendole una
mano-dove eri finita?Lo sai che ci hai fatto stare in pensiero tutti?”
- “Ah davvero?-chiese sorridendo-anche a te?”
”Certo!Nessuno qua si è mai spiegato la tua fuga improvvisa!”
”A volte neanche io me la spiego…” disse guardando nel vuoto.
- “E adesso che sei tornata?Neanche ora te lo
spieghi…”
”Beh,ora ho capito molte cose che sette anni fa non capivo…”
”Ti va di parlarne?” chiese dolcemente Drue.Joey si sentì in un certo
senso,protetta dalla sua presenza,e decise che era arrivato il momento di
svuotarsi di tutti quei sentimenti troppo a lungo repressi,e di aprire il suo
cuore ad un amico pronto ad ascoltarla.
- “Beh…non saprei davvero da dove
cominciare…”
”Dal motivo per cui te ne sei andata…cos’è successo di così grave da farti
scappare via,e farti dimenticare del bene che tutti ti vogliamo…”
”Drue,io non me ne sono dimenticata!Ho solo messo da parte la mia vecchia
vita,e ho iniziato una nuova pagina…solo che più andavo avanti e più mi
voltavo indietro…ho capito che la cosa non funzionava,e allora sono tornata!”
- “Non sai che gioia è rivederti,per me….”
Joey,era un po’ imbarazzata. Drue non le era mai stato vicino come lo era
adesso.
- “Grazie…beh,un amico che mi ascolti è
proprio quello di cui ho bisogno!” disse sorridendo.
- “Io sono qua!Con me puoi essere sincera!”
disse confortandola.
- “Ecco…all’età di diciannove anni…sono
rimasta incinta…” disse abbassando lo sguardo.
- “Joey,noi non…”
”Si,lo so!L’unica a cui ho dovuto dirlo è stata mia sorella…Non la prese
affatto bene,e mi consigliò,se non volevo fare la sua vita,di abortire.Io ero
in preda al panico…”
”Ma…il padre?” disse quasi intimorito.
- “Pacey!-rispose lasciando cadere qualche
lacrima-era Pacey il padre!”
”Dai…Joey,non piangere!” disse asciugandole le lacrime che scorrevano nelle
sue guance.”Senti,ti va di fare quattro passi?” le propose lui.
- “Si…” disse tra un singhiozzo e l’altro.
- Una volta fuori dal bar,continuarono la
discussione.
- “Io non volevo dirlo a Pacey,se prima non
avessi preso una decisione…e avevo detto a Bessie,di non dirglielo.Ma lei capì
che non me la sentivo di abortire e che avrei portato avanti la gravidanza
probabilmente.Ma io e Pacey non eravamo sposati…e almeno qualcosa di buono
voleva farlo per me!Non voleva che anch’io avessi un figlio da un uomo con cui
non ero sposata.Non ostante io le avessi detto che non volevo dirlo a Pacey,almeno
per il momento,la cosa deve esserle sfuggita,dato che il giorno dopo Pacey mi
chiese di sposarlo…Io ero terribilmente arrabbiata.Non avrei mai voluto che la
mia vita finisse lì,in una piccola città,per una decisione non mia!Ero solo al
primo mese,e ne avevo altri due,prima di prendere la mia decisione.Ero
arrabbiata con mia sorella…ero arrabbiata con Pacey…ero arrabbiata con me
stessa.Ma col tempo tutto questo rancore è scomparso.Nel mio cuore,ho
perdonato mia sorella,ho perdonato Pacey….l’unica che non riesco a perdonare è
me stessa!Non posso perdonarmi di non aver detto al ragazzo che amavo,che
dentro di me,portavo il frutto del nostro amore…Non posso perdonarmi di essere
scappata come una vigliacca,senza dare notizie di me…e anche adesso che sono
tornata….continuo a non perdonarmi…anche per un altro motivo…tutto questo che
ti ho raccontato,è solo quello che credevo io,prima di chiarire con Bessie…lei
non ha detto nulla a Pacey,e io mi sento così in colpa,che l’unica cosa che
vorrei fare e tornare indietro nel tempo,o piangere fino alla fine dei miei
giorni…ancora non ho deciso…” ormai stava piangendo. Drue l’abbracciò.
- “…ci hai fatto stare così in pensiero,Potter.Abbiamo
pensato al peggio…”
”Anch’io…oltre ad abortire,ho tentato di farla finita…ero depressa,e non
vedevo la luce del giorno da settimane.Ma per fortuna avevo trovato dei grandi
amici a anche a Chicago,che mi hanno aiutata,e mi hanno consigliato di tornare
qua.Il mio dolore,la mia rabbia,le mie sofferenze,erano dovute solo alla mia
fuga…”
- Drue d’istinto le disse:”Dovresti
parlargli…Io e te non eravamo grandi amici allora,ma ti giuro che ho sofferto
in questi anni…non posso neanche immaginare cos’ ha passato lui!”
”Ho paura…e poi lui in sette anni si sarà rifatto una vita,e io-
- “No!” disse seccamente lui. “Non si è
rifatto un bel niente!Se vedessi il suo locale lo capiresti!E poi sembra un
vedovo…Per questo devi parlargli…” lei lo guardò con affetto,e rispose:”Cosa
dovrei vedere nel locale?”
”Devi andarci,se vuoi saperlo!”
”Verrai con me?”
- “Certo!Se questo ti fa sentire meglio,verrò
con te!”
- Joey gli prese la mano,e si avviarono in
silenzio.Quel silenzio complice di un amicizia e di tanti valori,fino a quel
momento accantonati.
-
- Stavano passeggiando per le vie di Capeside,facendo
quattro chiacchiere.
- “…e così mia madre mi ha dato le chiavi del
regno!”
- “Immagino che adesso rimorchierai il
doppio!” disse punzecchiandolo.Le ragazze erano sempre state il suo punto
debole.
- “Ah,Joey!Non sai come sono cambiate le cose
qui a Capeside. E oltre alle cose,anche le persone.”
”Lo so!” disse prendendo per mano Drue.Ormai quello che passeggiava con
lei,era un uomo,non più il ragazzo che aveva lasciato anni prima.
- “Adesso la mia vita è molto più
tranquilla:ho abbandonato definitivamente droghe,alcol e ragazze sbagliate!Ho
una bella casetta in centro,un attività che mi rende felice e l’amore di una
bella ragazza.”
”Davvero?E chi è la fortunata?”
- “Si chiama Kimberly!L’
ho conosciuta al college.Se adesso non sono lo sbarbatello che hai lasciato
qua sette anni fa,è anche grazie a lei.” Disse emozionato.
- “Conoscerò questa meraviglia?”
- “Penso di si!Lavora con Pacey!E’ la sua
commercialista.”
”Non so perché,ma mi è passata la voglia di conoscerla…” disse per scherzare.
- “Dai,non sarà così difficile!”
”Beh,lo spero…dimmi,sei rimasto in contatto con il vecchio gruppo?”
”Sai,per quanto piccolo sia il paese,e per quanti ragazzi siano fuggiti a
gambe levate da questo buco,dopo il liceo,frequentiamo gente diversa.Non siamo
più un gruppo. E questo ormai da molto!Ci salutiamo se ci incontriamo in
giro,e un paio di volte all’anno capita che io e Kim riceviamo qualche invito
da parte di Pacey e Gretchen,ma niente di più!Ormai del gruppo…non esiste più
niente!” disse con un pizzico di malinconia.
- “Sai,è triste…quando sei giovane credi che
tutto sia immortale,che tutto duri in eterno,e che le cose non cambieranno
mai!Forse è proprio questa la bellezza di essere giovane…”
- “Si,è vero!Chi l’avrebbe mai detto che
della comitiva più affiatata di Capeside,non sarebbe rimasto più niente?”
”Forse è anche meglio…o forse è la cosa più brutta che potesse capitare…non
so!” disse ancora una volta guardando nel vuoto.Si decifrava nella sua
espressione tanta tristezza e rimpianto.Ad un tratto si fermarono.
- “Che c’è?Perché ci siamo fermati?”
”Ecco…qua abita Jen…” disse guardando un palazzo molto carino,di tre piani.
- “Wow! – disse Jo con il cuore a mille –
allora eccoci qua…” era tesa come una corda di chitarra.
- “Jo,rilassati!Vedere i tuoi vecchi
amici,non è quello che volevi?E allora…bussiamo!”
Drue suonò il campanello di casa,e dal citofono si sentì la voce di Jen:
”Chi è?”
”Ciao Jen,sono Drue!Mi apri?”
”Che è successo?”
”Niente…ho una sorpresa per te!”
- “Va bene,ma niente colpi al cuore,sono una
donna incinta!Se hai fuochi d’artificio o cose simili,resta pure fuori!” disse
ridendo,e premendo il tasto dell’apertura del portone.
- “Dai,saliamo!” disse Drue prendendo Jo per
mano.
- “Allora Drue,cos ’hai di tanto urgente da
dirmi?” chiese senza guardare chi c’era con lui.
- “Eccoti la tua sorpresa Lindley!” disse
scansandosi e facendo passare Joey.
- “Joey!!!”
gridò Jen a squarciagola.
- “Ciao Jen!” si limitò a dire Joey,emozionantissima.
- “Oddio!Quand’è che sei tornata?”
chiese,tenendola ancora stretta.
- “Ecco…due giorni fa!”
- “Oh Signore!Jo,ti avevamo dato per
dispersa!-fece una piccolissima pausa e disse- ma entrate!Che ci facciamo
sull’uscio?Accomodatevi!”
- [nel salotto di casa]
- “Jen,hai una casa bellissima!” si
complimentò Joey.
- “Si?Ti piace?L’abbiamo arredata io e Thomas!”
- “Thomas,eh?” chiese maliziosamente.
- “Ah,già,tu non lo sai!Viviamo insieme da
parecchio ormai,e sono pure incinta,e-
- “Lo so già!Bessie mi ha aggiornato su
tutto!” disse sorridendo. Jen sembrava,negli anni,aver perfezionato la sua
logorrea.
- “Oh,ma parlami di te!Sei tu quella che si è
volatilizzata!”
- “Ecco…niente di piacevole,ti assicuro!Fino
a qualche giorno fa vivevo a Chicago!Poi,mi sono decisa a tornare,dato che la
mia vita era molto simile a quella di un vegetale…”
”Mi spiace,Joey!” disse sinceramente provata.
- “Eih,ma adesso basta!Sono tornata da
voi,dovreste essere felici…”
”E lo siamo!” rispose Drue.
- “A proposito Jen…-iniziò Joey- ma che gli
date da mangiare a questo qui?Sembra un'altra persona!”
- “E lo è!” disse guardando Drue negli
occhi.”E’ la sorpresa più piacevole della mia vita,questo losco individuo.Dopo
il tuo ritorno ovviamente…”
”Eih,sono già al secondo posto?” protestò scherzosamente.
”Mi spiace,ma il femminismo non morirà mai…” rispose ironica.
- “Allora Jen?Che mi racconti di bello?”
”Ah…beh,mi sento la donna più felice del mondo…un ragazzo bellissimo di cui
sono pazzamente innamorata e un terzo inquilino qua dentro…” disse carezzando
la sua pancia.
- “Mi fa piacere saperti felice…in tutti
questi anni,pensando a voi,avevo sempre il timore che qualcuno potesse stare
male…o avere dei problemi…forse è proprio per questo che sono tornata…..”
- “…beh,sai Joey…c’è chi non è stato
fortunato come me….ed è di queste persone che devi prenderti cura ora che sei
tornata…” la imbarazzava un po’ doverle dire quelle cose,ma era la verità.
- “Jen,se è di Pacey che cerchi di parlarmi-
- “Si!” la interruppe con sincerità.
- “Eh…infatti…se può farti sentire meglio,è
lui che stavamo andando a trovare…”
”Allora andate!Non voglio essere io a farvi perdere del tempo…”
”Scherzi!A me ha fatto tanto piacere rivederti…dopo così tanti anni…”
”Joey,anche a me!Noi due uno di questi pomeriggi possiamo farci una bella
chiacchierata come ai vecchi tempi…ma adesso c‘è una priorità,e si chiama
Pacey!Andate…io sono sempre qua…”
”Sentito Joey?non ci vuole più fra i piedi –disse Drue scherzando- meglio
andare…”
”Va bene!Ma ci conto,eh!” disse Joey alzandosi e avviandosi insieme a Drue
vicino la porta.
- “Promesso!” disse sorridendo.
- “Ciao Jen!” disse ormai fuori la porta.
- “Ciao Joey!” rispose sorridendo a Drue e
chiudendo la porta.
-
- Erano arrivati nei pressi del porto.Nessuno
dei due aveva pronunciato una parola.La tensione era troppa e non c’erano
argomenti di cui parlare in quel momento,se non la paura negli occhi di Joey.
- “Joey….” sibilò Drue “…dovresti andare da
sola…il locale è quello laggiù,con l’insegna azzurra…” era dispiaciuto di non
poterla accompagnare come avrebbe voluto Joey,ma doveva fare questo passo da
sola.
- Joey era soprappensiero e fu interrotta
dalla voce di Drue.
- “Oh,siamo già arrivati?” chiese.
- “Si,ed è ora che io vada via…vorrei
accontentarti Jo,ma è un passo che devi dare da sola…” Lei lo guardò con occhi
languidi e infine disse:
”Va bene…grazie di tutto Drue,sono davvero felice di averti incontrato questa
mattina…hai reso la mia giornata migliore!”
- “Di niente,Joey Potter,pungente brunetta
che vive al di là del fiume!” rispose sorridendo.Si voltò e andò via.
-
- Doveva fare quel passo da sola,ripeté nella
sua mente.Era davvero impaurita.Cosa avrebbe detto a Pacey?La verità l’avrebbe
ucciso. O forse era arrivato il momento di cambiare?Di lasciarsi alle spalle
quelle inutili menzogne,dette solo per proteggere gli altri.In quel momento si
ricordò di Gretchen…molti anni prima,le aveva fatto un discorso del
genere…solo ora Joey si rese conto di quanto avesse ragione.
- Il locale era sempre più vicino. I battiti
del suo cuore aumentavano a ogni passo che faceva.Le tremavano le gambe,quasi.
- Nella testa aveva mille pensieri,e proprio
in quell’istante si ricordò di Drue “Se vedessi il suo locale….” Era proprio a
pochi passi dall’entrata quando alzò gli occhi verso l’insegna.Un colpo al
cuore…nell’insegna azzurra,dominava una scritta lampeggiante:True Love.
- Per un attimo chiuse gli occhi.Sapere che
Pacey in tutti quegli anni aveva continuato a pensare a lei,la faceva sentire
ancora peggio.La faceva sentire ancora più in colpa.Li riaprì.
- In lontananza vide un uomo che la fissava.Ad
un tratto gridò:
- “Joey!!” anche se non era vicinissimo il
grido si sentì forte.Stava urlando a squarciagola il suo nome…quell’uomo era
Pacey.
- Lui cominciò a correre,facendosi strada fra
i passanti.In sette anni,ogni singolo giorno della sua vita,aveva sperato di
vederla tornare.Adesso il suo sogno era realtà,e non se lo sarebbe fatto
scappare.
- Lui era sempre più vicino.Lei era
paralizzata.Non sapeva cosa fare,cosa gli avrebbe detto…ma quando ormai era
vicino,dimenticò le sue paure,e aprì le braccia,per provare di nuovo quella
dolce sensazione di essere stretta dal suo abbraccio. I loro corpi erano
vicini,stretti l’uno all’altro.Nessuno dei due,riusciva a dire niente
.L’emozione era troppa,e troppo forte.Stringere di nuovo quel corpicino,fragile,dolce,era
la sensazione più piacevole del mondo,pensò Pacey.Sentire l’odore della sua
pelle.Sentire il battito del suo cuore.Sentire che la sua Joey,era di nuovo
con lui.Avrebbe voluto dirle l’unica parola che gridava nella sua mente,ma non
poteva.Non poteva dirle “Ti amo” non poteva!Non sarebbe stato giusto.Se lei
avesse avuto una sua vita?Non era proprio il caso.
-
- Nessuno dei due sembrava volersi
staccare,ma l’abbraccio finì.Si guardarono negli occhi.Nessuno dei due sapeva
cosa dire.
- “Ahm…” balbettò emozionato Pacey.
- “Ehh!” sospirò Joey.Non era imbarazzo
quello,solo emozione.
- “Sai,forse è meglio se uno di noi due si
decide a dire qualcosa…” disse Pacey ridendo.Era come se nulla fosse cambiato.Quella
complicità di un tempo,sembrava non essere mai svanita.
- “Entrare…” disse Joey “…vorrei entrare…”
- “Prego!” disse Pacey scansandosi e
lasciandole libera l’entrata.
-
- [dentro il locale]
- “Gretchen -urlò Pacey- se ti dicessi che
c’è qui con me non mi crederesti mai!” Gretchen,allora,fece capolino da una
stanza.Vide Joey.
- “Oh mio Dio!Joey!!” disse correndo ad
abbracciarla.
- “Gretchen!Come sono felice di vederti…”
- Lì,in quel locale,con quella gente,si
sentiva veramente in famiglia.
- “Anch’io!Sei uno splendore Joey!”
- Per la prima volta,nessuno le aveva chiesto
dov’era stata,con chi e perché.
- “Grazie…”
- Vi fu un attimo di silenzio.Si guardarono
tutti negli occhi per un istante.
- “Ahm…Ho saputo che ti sei fatta una
famiglia…” iniziò Joey.
”Oh,si…quei rumori che senti,provengono dalla cucina dove il mio amato Jim si
diletta…”
”Si,e poi c’è il piccolo-
- “Grag…” Pacey non fece in tempo a finire di
parlare,che fu subito completato da Joey.
- “Ma sentila,sa più cose lei,di noi!” disse
ridendo Pacey.Sembrava aver ritrovato la felicità.
- “Immagino che tua sorella sia una gran
chiacchierona…” disse Gretchen.
- “Già!Mi ha fatto il resoconto su tutti
voi!” rispose sorridendo.
- “E di me,cosa ti ha detto?” chiese Pacey.
- “A te,lo dico dopo…” disse facendo una
smorfia.
- “Vedo che non hai perso il tuo sottile
senso dell’umorismo…” protestò Pacey.
- “E tu hai perso il senso dell’estetica
Pacey!Cos’è quella robaccia lì sul mento?” chiese,riferendosi al suo pizzetto.
- “Questo?Non ti permettere Potter!Ne vado
piuttosto orgoglioso!”
”Si,poverino…” lo compatì Gretchen.
- “Gretchen,non c’è un certo Jim di là che ha
costantemente bisogno della tua presenza?” disse Pacey.
- “Si…è meglio che io vada ora…vi lascio in
santa pace!E’ stato un piacere Joey!” disse sorridendole.
- “Anche per me Gretchen…e non temere,verrò
presto a trovarti!”
”Ci conto!” disse infine,prima di sparire dalla sala.
- “Ehm…ti va di fare quattro passi?” propose
Pacey
- “Certo…con piacere!” rispose dolcemente.Era
arrivato il momento di fare un po’ di chiarezza.
-
- “E così ora hai un locale tutto tuo…”
”Si,è la mia tana…”
”Non è che vuoi fare concorrenza al Leery ’s Fresh Fish?” chiese sorridendo.
”Noi lavoriamo soprattutto la sera come pub…di giorno la clientela non è mai
tanta…”
”Oh…capisco…”
- Ad un tratto Pacey uscì le mani dalle sue
tasche,e prese la mano di Joey,intrecciando le sue dita a quelle di Joey.
- “E così,tu sei scappata via…” iniziò
lui,senza alcun tono severo,come si sarebbe immaginata.
- “Già….” Si limitò a dire lei.
- “Sai,se non sei pronta a parlarmene,ti
capisco…vorrei solo sapere se riguarda anche me…” chiese con molta
delicatezza.
- “Si,Pacey!Riguarda te,riguarda noi…ma io
vorrei-
- “Shhh!” disse poggiandole un dito sulle
labbra. “Ogni cosa al suo tempo…Non c’è fretta,Joey!Quando ti sentirai pronta
ne parleremo…”
- Joey non resistette e fece scorrere una
piccola lacrima sul suo viso.Lui l’asciugò e l’abbracciò stretta.Non gli
importava perché era andata via,gli importava solo averla lì adesso.Poterla
stringere,potergli mostrare l’uomo che era diventato,e l’amore che ancora
aveva dentro di se.
- “Grazie Pacey!” rispose lei,dolcemente.Lui
le sorrise.
- “Senti,ti porto a casa mia!” le propose
euforico.”Ci beviamo qualcosa,facciamo quattro chiacchiere,ci vediamo un DVD…quello
che vuoi!”
Sembrava tenerci molto,così Joey,sorrise e rispose:
- “Ma certo…”
”Fantastico!” esultò lui.Poi si fermò ad osservarla.
- “Che c’è? -chiese Joey- perché mi guardi
così?”
- “Lo sai,Joey…sei bella da togliere il
fiato…”
- Lei abbassò lo sguardo imbarazzata.
- “E non fare quella faccia,come se stessi
parlando di un'altra persona!” disse sorridendole. “E’ la verità!E lo dico con
piena sincerità,perché è solo un dato di fatto…” spiegò accuratamente
lui.”Dai,predo le chiavi,e andiamo!”concluse.
-
- Era tutto bellissimo.Non credeva che
ritornare a Capeside e rivedere colui da cui lei era fuggita,fosse così
piacevole.Lui era bellissimo.
- Aveva capito fin dal primo istante che
chiederle dove fosse stata e il perché della sua fuga,era l’ultima cosa che
voleva sentirsi dire. E infatti non pronunciò niente che potesse infastidirla.Santo
cielo,si disse,ma perché mai sono scappata? Qua c’è un uomo così dolce,e io me
ne scappo via?Che stupida che sono!
-
- “Eih,Potter?Che c’è?Hai una faccia
pensierosa!” disse lui tornando fuori da Jo
- “Infatti,Pacey!Riflettevo un po’…”
”Oh…”
”Andiamo?” chiese.
- “Certo…andiamo!” sorrise lui.
- “Qual è la tua macchina,fra tutte queste?”
chiese Jo,vicini a un parcheggio.
- “Quella blu là in fondo”
- “Una BMW?Complimenti Pacey!”
”Ah…un lusso ogni tanto ci vuole,no?…beh,a dir la verità la sto ancora finendo
di pagare…rateizzazione!”
- “Ottima scelta!” disse sorridendo.
- “Si… -rispose come se Jo lo stesse
prendendo in giro- grazie!”
-
- Le sembrava di vivere un sogno.Tra loro due
era come un tempo.Quel sarcasmo nei loro discorsi aleggiava sempre,pure se
erano passati quei maledetti sette anni.Rimpiangeva ogni secondo di più di
essere fuggita.
-
- [casa di Pacey]
- “Oddio,tu vivi qui?” chiese sbalordita,
- “Si…” sibilò lui.
- “Ma non ci viveva tua sorella?”
- “Oh,no!Per lei questa casa è troppo
piccola!Sta due isolati più in là!”
”Bessie mi aveva detto che viveva qua…”
”A proposito di Bessie…non mi hai ancora detto cosa ti ha raccontato sul mio
conto…” disse insospettito.
- “Ti monteresti troppo la testa,se te lo
dicessi…” disse lei guardandosi intorno.
- “Fai un prova!Se mi monterò la testa vorrà
dire che sono ancora quello stupido ragazzo impulsivo…”
”Tu non lo sei mai stato,Pacey!” disse Joey,fermando il suo sguardo su di lui.
- Lui la guardò profondamente.Era così
bella,pensò.
- “Allora…. –balbetto emozionato- puoi stare
certa che non reagirò male!”
- “Mi ha detto che sei un bravo ragazzo…che
su di te si può contare…e che stupisci tutti,di giorno in giorno” concluse con
fermezza.
- “Devo stringere la mano a tua sorella!”
disse con un sorriso 32 denti.
- “…ah,beh…lo farai molto presto…non ho la
macchina e-
- “Ti accompagno io!” disse prontamente. Joey
esitò un attimo.
- “Grazie!”
- “Beh…siamo appena arrivati…devi già andare
via?”
”Oh,no…tranquillo!”
”Bene…-un attimo di silenzio- ahm…credo non ci sia bisogno di farti fare il
giro della casa…” sorrise.
- “No,infatti!Stavo giusto guardandomi
intorno…è molto carina come l’ hai arredata…è tutto merito tuo,o…” chiese
mascherando l’ansia nella risposta di Pacey.
- “Non c’è nessun altra…” rispose secco Pacey.Era
inutile nascondersi dietro a metafore e simili.
- “Scusa…non volevo-
- “Joey!Va tutto bene…non aver paura ad
essere sincera con me.Lo sai che non c’è niente che tu non possa dirmi o
chiedermi” la incoraggiò.
- “E solo che…ecco,immaginavo di trovarti
rabbioso…e tutta questa situazione mi fa sentire ancora più in colpa…”
”Quale situazione Joey?”
- “Tu,Pacey!”
”Io cosa?” lui continuava a non capire.
- “Sei così dolce,gentile…e io invece sono
stata terribilmente egoista e sono scappata senza darti una spiegazione…”
”Non c’è niente di cui devi sentirti in colpa,Joey!”
”Si,invece!” cominciava ad avere gli occhi lucidi.
- “Senti…so di averti fatto una proposta
esagerata…non avrei mai dovuto…ho distrutto quell’equilibrio che si era
formato tra noi…e capisco benissimo che tu non ti sentissi pronta…e che tra
noi ha cambiato tutto ma…”
”No,Pacey!” disse lei poggiandogli un dito sulle labbra,proprio come aveva
fatto lui poco prima. I suoi occhi si stavano lentamente riempiendo di
lacrime.
”Joey…” sussurrò lui in attesa che lei continuasse,intimorito da cosa mai
potesse rivelargli.
- “Pacey,c’è qualcosa che tu devi sapere…e
credimi non è affatto facile dirtelo per me…” lui si sedette davanti a lei,e
le strinse le mani,per cercare di tranquillizzarla.
- “Ecco…a diciannove anni…quando stavamo
insieme…io…-una lacrima scese dal suo viso- ..io rimasi incinta…” aspettò un
attimo per vedere la reazione di Pacey.Lui la guardava in attesa che
continuasse.
- “…mia sorella voleva che abortissi…io ero
confusa e non sapevo come comportarmi…le avevo detto di non dirti niente
perché ancora non avevo preso la mia decisione…e…pensavo che la tua proposta
fosse legata a questo,ma solo ora capisco che non è così,e mi sento uno
schifo…” piangeva.Lui si alzò in piedi e l’abbraccio.
- “Joey…ascoltami –disse prendendo fra le
mani,il suo viso- probabilmente hai fatto la cosa giusta….eravamo troppo
giovani…io non so che futuro avrei potuto dare ad un bambino,a quell’età.Avrebbe
cambiato le nostre vite…Non so come sarebbe stato avere un figlio Jo…e per
questo non posso essere arrabbiato come pensi.Non so davvero come avrei
reagito…probabilmente bene,ma non so dirtelo ora…Quello che però posso dirti è
che quello è il nostro passato.Hai fatto la tua scelta,Joey…non sentirti in
colpa per questo!Io ti sarò sempre accanto,non ostante tutto!Ora però,devi
cercare di essere forte…e mi dispiace da morire,se tu hai pensato che la mia
proposta fosse legato a questo,perché…Joey…io ti amavo…e davvero,non riesco ad
essere arrabbiato con te…non ci riesco!”
- Joey era incinta?si chiedeva fra se e
se,mentre le diceva quelle cose. Chissà come sarebbe stato avere un figlio…o
magari era una bambina!In cuor suo sapeva che avrebbe dato a suo figlio tutto
ciò che poteva e che non esserne stato messo al corrente,lo faceva stare male.Ma
sicuramente per Joey era stato molto più difficile.Era inutile dirle che gli
sarebbe piaciuto avere un figlio,dato che lei,ne era certo,ne soffriva più di
lui della sua scelta. Non avrebbe fatto altro che incrementare il suo
dolore.Joey in quel momento era molto debole e fragile,e non l’avrebbe aiutata
sapere che avrebbe voluto quel figlio e che l’avrebbe voluta sposare.Non
ora,non in questa situazione.Invece cercava con tutto se stesso di confortarla
e aiutarla a perdonare se stessa…faceva soffrire anche lui vederla così,e
sapeva che Jo aveva bisogno del suo appoggio.
- “Pacey,non dire così solo perché -
- “Jo!E’ la verità…eravamo troppo piccoli per
una responsabilità del genere…e so che è stata dura per te,prendere una
decisione così importante…probabilmente,saremmo arrivati a questa decisione
anche insieme!Non darti colpe che non hai…” cercò di confortarla,come poteva.
- “Grazie,Pacey!” disse stringendolo forte a
se.Lei sapeva benissimo che Pacey sarebbe stato un padre perfetto. E glielo
stava dimostrando.Era così buono,così comprensivo…aveva capito che in quel
momento,stava cercando di non farla sentire in colpa,ma sapeva anche che
quando si sarebbe sentita meglio,avrebbero dovuto affrontare l’argomento con
più calma,esaminando bene il tutto. Intanto,Pacey era a conoscenza.Non sapeva
come avrebbe reagito,ma al momento sembrava comprensivo e per niente
arrabbiato.Questo la faceva ben sperare.
- “Dai,Joey…bevi un po’ d’acqua…” disse
avviandosi verso la cucina.Lei lo seguì in silenzio.Cosa mai avrebbe potuto
dirgli per sistemare le cose?Niente.Pacey versò delicatamente l’acqua nel
bicchiere e glielo porse con dolcezza.Dopo aver finito di bere,Joey lo
abbracciò nuovamente.Stretta fra le sue braccia si sentiva subito meglio.Poi
asciugò le ultime lacrime ed entrambi si sedettero sul divano,senza mai
staccarsi,uniti in un abbraccio profondo.Erano lì,in quella casa avvolta nel
silenzio,stretti l’uno all’altra,in silenzio.Non c’erano parole da dire in
quel momento,solo tanto bisogno di riflettere e stare insieme.Gli anni che
avevano trascorso lontani l’uno dall’altra avevano rafforzato il loro legame.Era
tutto perfetto in quel momento.Ma il loro abbraccio finì e si sedettero uno
vicino all’altro.Joey era rannicchiata in un angolino del divano,con il mento
poggiato sulle ginocchia.Aveva ancora gli occhi arrossati per i pianti.Pacey
era seduto vicino a lei,con la schiena poggiata allo schienale e le gambe
allungate in avanti.Era molto pensieroso e nessuno dei due aveva voglia di
parlare in quel momento.
-
- Era passato parecchio tempo,ed erano ancora
in quella casa.Poi Joey incrociò lo sguardo di Pacey e lui le disse:
- “Emh…Joey,si sta facendo tardi.Forse è
meglio che io ti riaccompagni a casa”
- “Si,va bene” si limitò a dire lei.Non
avevano neppure la forza di parlare.
-
- [B&B Potter]
- “Eccoci qua…” accennò Jo.
- “Già…” rispose imbarazzato Pacey.
- “Se ti va,puoi restare a cena…” gli propose
lei.
- “E’ meglio che io torni al mio locale…ma
sarà per un'altra volta,promesso!”
- “Come preferisci…allora…ci vediamo Witter!”
lo salutò scendendo dalla macchina.Lui le sorrise.Aspettò di vederla
scomparire dalla porta e fece retromarcia. Andò via.
-
- [Joey-Bessie]
- “E così ha saputo tutto…” concluse Joey.
- “Non mi sembra che sia andata così male…”
”No,affatto!Ma sono triste ugualmente…”
”C’è qualcosa che posso fare per te,Jo?” chiese dolcemente
- “Non credo ci sia niente da fare al momento.Solo
aspettare…credo che aspettare sia l’unica soluzione!”
- “Forse parlare di nuovo vi potrà servire…”
”Bessie…a parole è difficile spiegartelo,ma…tra noi va già bene così…”
- “Joey,credimi…lo so come vanno i rapporti
complicati,perché anche io ci sono passata,ma…non permettere che il tempo
passi senza che voi due andiate avanti…è logorante per tutte e due,e non
risolve niente!” cercò di spiegarle Bessie.
- “Credimi,vorrei avere la forza per farlo,ma
credo di aver esaurito le mie scorte,al momento.Non ho più forze…”
”Ma,hai visto che hai fatto oggi?Hai parlato con Pacey!Voglio dire,se questo
non significa che sei forte,allora non so davvero che concetto tu abbia di
forza!” cercò di farle acquistare sicurezza in se.Joey sorrise
- “Davvero?”
- “Ma certo,Joey!Sei la ragazza più forte che
io abbia mai conosciuto!”
Joey l’abbracciò forte. Com’era bello avere di nuovo la comprensione di una
persona cara,come Bessie.
-
- Nuovo giorno a capeside.Quando Joey si alzò
Bessie e Alexander erano già usciti.Le avevano lasciato un biglietto vicino il
frigo.
-
-
Ciao Joey!
-
Io e Alex siamo andati a fare compre!Torniamo
prima di pranzo!
-
- Oggi doveva assolutamente rivedere il suo
amico.Il suo migliore amico:Dawson.Sarebbe passata prima dal ristorante di
Gale e poi da casa,se non l’avesse trovato.Questo era il programma della
mattinata.
-
- [porto di Capeside – Leery’s Fresh Fish ]
- Joey stava passeggiando. L’aria primaverile
non era del tutto calda.Un maglioncino era sempre utile.In fondo la strada
vide Gretchen che apriva la saracinesca del suo locale. Sorrise.Sentiva di
essere in famiglia. Poi diede un occhiata al locale di Gale.Era tutto chiuso.Decise
allora di dirigersi verso casa Leery.Prima di andare via cercò con lo sguardo
Pacey.Ma c’era solo la sorella al locale.Allora prese un taxi e si fece
accompagnare da Dawson.
- [casa Leery]
- Appena rivide quelle mura,sentì una fitta
al cuore.Come d’istinto rivolse lo sguardo alla vecchia casa di Jen.Ora lì
viveva altra gente.In fondo al suo cuore era dispiaciuta.Le sarebbe piaciuto
tornare a Capeside e trovare tutto per come l’aveva lasciato.Ma in fondo anche
lei era cambiata,e come lei anche il mondo esterno.Fece qualche passo,fino ad
avvicinarsi alla porta d’ingesso.Bussò.C’era molto silenzio in casa.Stava
quasi per andare via,quando arrivò ad aprire Gale.
- “Joey!” esclamò contenta Gale.Joey
l’abbracciò.
- “Ero venuta qua,perché al locale è tutto
chiuso…”
”Si,hai ragione…oggi è il nostro giorno di chiusura!Dai,entra…”
- “Grazie…”
”Allora,Joey…come mai mi cercavi?”
- “A dir la verità cercavo Dawson…è in casa?”
”No,tesoro!Dawson è partito ieri pomeriggio per Los Angeles…” sembrava
dispiaciuta.
- “Oh,che peccato…speravo tanto di poterlo
rivedere…emh,sai dirmi quando torna?”
”Domattina credo sarà di ritorno!”
- “Oh,così presto?” chiese sorridendo.
- “Si,fa và e vieni spesso.Oggi aveva una
riunione,per questo è partito.Non sta mai via molto!”
- “Bene,allora ripasso domani…”
”Va bene,cara…ah,Joey!”
- “Si?”
”Coma va?Stai bene?”
”Si...sto molto meglio.Rivedere tutti i miei amici,essere di nuovo a Capeside…ha
giovato alla mia salute!” sorrise.
- “Mi fa piacere!” mentre parlavano si
avvicinarono alla porta.Joey aprì,e sull’uscio:
”Mi raccomando…voglio che per Dawson sia una sorpresa!”
”Va bene…saluta Bessie da parte mia!”
”Ok,grazie!Ciao…”
-
- Joey riprese a passeggiare per Capeside.La
temperatura era ottimale e non voleva perdere nemmeno un secondo di quella
città,di quelle persone,di quell’atmosfera.
- Era sul ciglio della strada quando si
avvicinò un auto. All’inizio Joey non si voltò,non voleva dare corda a
chiunque la stesse seguendo.Poi sentì un colpo di sirena,e capì di chi si
trattava:il vecchio Doug!Si voltò,e capì di avere ragione. Doug accostò la
macchina e scese ad abbracciarla.
- “Joey!” disse stringendola.
- “Agente Witter!Quanto tempo…ti trovo
davvero in forma Doug!”
- “Anche tu sei splendida,ma questo da
sempre!” le sorrise.
- “Che piacere rivederti!Non temere,anche tu
mi sei mancato!”
”Non lo metto in dubbio…certo,c’è un componente della mia famiglia che magari
ti è mancato di più,ma mi accontento di sapere che anche io nel mio piccolo,ti
sono mancato!” aveva sempre quel sorriso.
- “Già…beh,ovviamente tu ti riferisci a
Gretchen!” scherzò Joey.
- “Oh,si certo!” le tenne corda lui.”Amh,senta
signorina Potter…dove,il mio bolide,può accompagnarla?Non vorrei che la capiti
qualcosa di spiacevole in queste strade frequentate solo da aitanti poliziotti
e camionisti ultra cinquantenni!” disse col piglio del poliziotto.
- “Grazie Doug!Beh,accompagnami al molo.E’ lì
che stavo andando.Devo parlare con tua sorella!”
- “Solo con lei?” indagò.
- “Si,agente Witter!” sorrise salendo in
macchina.
-
- [molo di Capeside]
- “Eccoci arrivati!” disse Doug fermando la
macchina.
- “Grazie mille Doug!”
- “Di niente!E’ sempre un piacere,signorina
Potter!” scherzò sorridendo.
- “Ciao!” salutò infine,scendendo dalla
macchina.
- Si guardò un attimo intorno. Gretchen era
proprio davanti il locale.Si avvicinò a lei.
- “Gretchen!” la chiamò sorridendo Joey.
- “Eih,Joey!Come mai da queste parti?”
”Niente…ricordi che ti avevo promesso che sarei passata?”
- “Si,e credimi,mi fa molto piacere,ma è un
brutto momento…”
- “Che succede?”
Le grida provenienti dal locale,spiegarono tutto. Gretchen non sembrò nemmeno
farci caso.Era evidente che la gente che urlava da dentro,lo stava già facendo
da parecchio.
- “Ma chi c’è lì dentro?”
”Chi vuoi che ci sia?” chiese un po’ alterata.Non ce l’aveva con Joey,ma con
Pacey.
- “Oddio!” ed entrò decisa.Percorse il locale
a tempo di record. Arrivò alle cucine.Pacey aveva un occhio nero e stava
urlando contro un ragazzo poco più grande di lui.Decise di intervenire.
- “Pacey!” gridò andando verso di lui,per
accertarsi delle sue condizioni.
- “Joey,che ci fai qui?” chiese stupito.
- “C’è tempo per spiegare!Ma che è successo
al tuo occhio?”
”Chiedilo a questa sotto specie di essere umano…” bofonchiò rivolto al
ragazzo.
- “Eih,tu…fai meglio a tenere chiusa quella
bocca,se non vuoi che faccia un occhio nero anche a quella puttana!” urlò il
ragazzo.Pacey a quelle parole perse il controllo.
- “Cosa hai detto?” gli urlò contro,mentre lo
teneva per il collo,sbattendolo al muro.Joey corse verso Pacey per fermarlo.
- “Pacey,sta calmo,per piacere!”
- “Ok,basta!Scusami Pacey!Chiedo scusa anche
a te…” disse rivolto a Joey.
- “Visto?A chiesto scusa…ora lascialo!” lo
pregò Joey.Pacey lo guardò male,ma poi ascoltò Joey.
- “Andiamo,lascialo perdere!Vieni un po’ di
là con me!” gli propose.
- [stanza accanto]
- “Dai,calmati..” disse facendogli una
carezza sulla spalla.
- “Non lo sopporto!Prima o poi li sbatto a
tutti fuori!” disse ancora furioso.
- “Chi?Sbatti fuori chi?” chiese.
- “Jim! Jim e
Gretchen!”
“Quello di là era Jim?“ era piuttosto stupita.
- “Si. E se non la smette di bere come una
spugna,chiamo Doug e gli faccio fare una passeggiatina al penitenziario!”
”Ma com’è possibile?Voglio dire…hanno un figlio,Gretchen è una ragazza con la
testa sulle spalle…” non riusciva a capire,come Gretchen si fosse cacciata in
quel guaio.
- “Si,Joey!Forse l’ultima volta che l’ hai
vista lo era!Ma da quando è tornata dal college,con questo bello imbusto al
seguito,il mio locale fa sempre più debiti!”
”Pacey?” chiese stupita,come se stesse dicendo delle cose assurde.
- “Si,Joey!Qua non è così rosa e fiori come
un tempo!Mi piacerebbe dirti che niente è cambiato,che mia sorella è una brava
ragazza e che non mi importa nulla che tu mi abbia nascosto di essere
incinta,ma sai che c’è?Io sono stufo di tutto questo!Del pattume che mi passa
davanti gli occhi ogni giorno;di soffrire in silenzio,di non avere più la
forza per affrontare un altro giorno!”
- Joey si sentì ferita dalle parole di Pacey.
- “Pacey,se mi cerchi,sai dove trovarmi!”
detto questo,andò via.Era inutile cercare di calmarlo.In realtà non era
arrabbiata con Pacey per quello che aveva detto,ma per il modo in cui glielo
aveva detto.
- Lui rimase lì. Fermo. Immobile. Shockato.Se
l’era presa con la persona sbagliata,e se ne era accorto solo ora.Si sedette a
terra versando qualche lacrima,pentendosi di quello che aveva detto.Non vedeva
Joey da anni,e quella era l’accoglienza che meritava?No di certo!
-
- [pomeriggio-molo di Capeside]
- “Gretchen io vado via!Torno più tardi!”
”Dove vai?”
”Ho da fare!Badate voi al locale!”
”Va bene…ci vediamo più tardi!”
- Pacey stava andando a parlare con Joey.Dovevano
chiarire!
- [B&B Potter]
- Pacey scese dalla sua BMW,e bussò alla
porta. Aprì Joey,che nel vederlo non disse nulla,lo fece solo entrare.
- “Emh…” balbettò Pacey.Joey lo fissava.
- “Ecco,io ti devo una spiegazione…”
continuò.
- “Pacey,non mi devi nessuna spiegazione!Lo
so che eri arrabbiato!Non mi devi nessuna spiegazione…sono solo andata
via,perché ho capito che avevi bisogno di stare un po’ da solo!”
”No,Joey!Io ero arrabbiato,è vero,ma ho detto delle cattiverie gratuite,e me
le potevo risparmiare!Tornarci sopra non farà bene a nessuno dei due,ma…io
sono contento così.Ho te,e questo mi basta!Hai fatto la scelta giusta Joey…”
Si abbracciarono.Un abbraccio profondo,dolce.Proprio come Pacey.
- “Pacey…in questi anni ho capito molte
cose…Una di queste,è che senza alcune persone io non posso vivere…il pensiero
di aver voltato le spalle a tutti voi,a te,alla mia famiglia…al futuro…” lo
guardò negli occhi.
- Lui si avvicinò a lei,sempre di più,fino a
quando non prese il suo viso fra le mani,e la baciò.Un bacio dolce,romantico.Ad
un tratto la sentì allontanarsi.
- “No…questo…emh…non possiamo…io non…” le
mancavano le parole.Fissava il pavimento,indietreggiando.Pacey non seppe cosa
fare.Fuggire era l’unica soluzione che gli veniva in mente.
- Nella sua mente non faceva che ripetersi
che aveva rovinato tutto.Prima quella stupida lite al suo locale,ora quel
bacio dato nel momento sbagliato.La sua vita stava andando a rotoli.Di nuovo
quel maledetto istinto,che lo aveva sempre fatto cacciare nelle situazioni più
complicate e assurde.
-
- [Giorno dopo-B&B Potter]
- Joey si era svegliata con comodo quella
mattina.La giornata precedente era stata molto stressante,così preferì
riposarsi.Non appena sveglia,si vestì in fretta e furia e andò via.Quella
mattina avrebbe finalmente potuto rivedere il suo amico,Dawson,che era di
ritorno da Los Angeles.Arrivata a casa Leery,bussò ala porta e andò ad aprire
Gale.
”Ciao Gale!”
”Ciao Joey!Dai,entra…”
”Grazie!Emh,Dawson è tornato?” chiese impaziente.
- “Si,è di sopra!Si dev ’essere addormentato
sul letto,era parecchio stanco stamattina!” rispose sorridendo.
- “Ti dispiace se vado io di sopra?Voglio
fargli una sorpresa!”
- “Certo!Vai pure!” la incoraggiò Gale.
- Joey percorse le scale.Quando era più
piccola,non usava mai quei gradini,ma preferiva arrampicarsi dai pioli di una
scala metallica,fuori dalla finestra di Dawson.Ora era cambiato tutto.
- Joey aprì la porta e trovò Dawson steso sul
letto,con la camicia appena sbottonata e ancora i calzini messi.Era così dolce
e vederlo dormire le fece tornare alla mente tutte quelle notti passate
insieme,da bambini. Notò subito i capelli:lunghi.Li aveva fatti crescere di
nuovo. A giudizio di Joey,gli stavano meglio così. I capelli corti non
rendevano giustizia alla sua bellezza.
- “Eih…dormiglione…apri gli occhi…” le
sussurrò lei. Dawson bofonchiò qualcosa,assorto nei suoi sogni.
- “Apri gli occhi…sono io…” continuò a
sussurrargli.Ad un tratto Dawson si voltò.
- “Ah,andiamo bene!Se continui così dovrò
chiamare i marine,per farti alzare!” sbuffò lei,scherzando. Dawson allora si
rigirò,aprì gli occhi,e la fisso estasiato.
- “Joey?Cosa…questo è un sogno?” si accertò
lui.
”No,no che non lo è!Sono io in carne ed ossa!” sorrise
- Dawson l’abbracciò subito.Poi fece un
sospiro profondo.
- “Joey,non sai quanto mi sei mancata!”
”Anche tu,Dawson!”
- “Ma quando sei tornata?”
”Qualche giorno fa…”
”Mia madre non mi ha detto niente…”
- “Oh,chissà come mai…” disse con la faccia
seria.
- “Tu,brutta mascalzona!Hai comprato il
silenzio di mia madre?” chiese ridendo.
- “Si,per un cheesburgher!Non è stato
difficile poi…” rise.
- “Oh,Joey!Non mi sembra nemmeno vero-si
fermò un attimo guardandola negli occhi- …dobbiamo festeggiare!” propose
- “Non so se sono ancora pronta…” cominciò
rattristandosi.
”Niente scuse Potter!Stasera al mio locale,e avviserò tutti i nostri amici!”
”Beh,se proprio insisti…”
- “Insisto!” sorrise.
- “Va bene…” accettò infine.
- “Lo sapevo che alla fine la mia Joey
tornava nella sua tana in riva al fiume!”
- “E io sapevo che il mio Dawson era qua ad
aspettarmi!”
- Entrambi si guardarono negli occhi.Si
abbracciarono nuovamente.
-
- [sera-Leery Fresh Fish]
- “No, quel tavolo mettilo più a destra!”
disse Gale
- “Mamma,là ci và il carrellino!” protestò il
figlio.
- “Va bene,allora dì a Carlos di cominciare a
preparare…manca poco ormai!”
- “Si può?” chiese il primo ospite.
- “Jack!Amico mio!Entra pure…” sorrise Dawson.
- “Sono in anticipo,vero?”
- “Solo di pochi minuti,non preoccuparti…”
”Sono il solito paranoico!Temevo di trovare traffico sulla 22esima,allora sono
partito con un po’ d’anticipo da Providence!” spiegò lui.
- “Hai fatto bene!Gli altri arriveranno fra
poco…”
- Neanche finì di parlare.
- “Leery!Il mio organizzatore di
feste,preferito!” scherzò Drue,entrando a braccetto con Kim.
- “Drue Valentine e signora!Siete i benvenuti
nel mio umile locale!” tenne il gioco.
- “Ciao Jack!” lo salutò Drue.
- Passarono una decina di minuti
chiacchierando del più e del meno.
- “E’ qua il mega party in onore di Sharone
Stone?” chiese Pacey [n.d.C. vedi 1.00 Emotion in Motion]
- “Pacey,vecchio mio…” lo salutò Jack.
- “Come va Jack?” chiese lui sorridendo.
- “Non c’è male…”
- “Dawson Leery...adesso ti metti pure ad
organizzare festini?” continuò andando verso l’amico.
- “Eh,si…Lo sai,no?L’aria di Los Angeles mi
fa male!” sorrise abbracciandolo.
- “La nostra reginetta non è ancora
arrivata?”
- “Non ancora…ho parlato cinque minuti fa con
Bessie,ha detto che si sta ancora preparando…”
”Beh,è comprensibile…si vorrà fare bella per me!” sorrise Jack.Anche gli altri
si misero a ridere.
- “Ciao Drue!” salutò.
- “Ciao Witter…bel vestito amico!”
sorrise.Pacey si guardò addosso e poi si mise a ridere anche lui.
- “Avevo finito le camicie,dovete capirmi…non
ho nessuna bella signora che mi fa il bucato!Eh,Kim?” sorrise.
- “Nemmeno io gli faccio il bucato,Pacey.La
lavanderia è un dono divino!” scherzò lei.
- “Beh,non hai tutti i torti…” concordò lui.
- Ad interrompere le chiacchiere,fu l’entrata
di un altro ospite.
- “Salve!” salutò Gretchen.Con lei c’era
anche Jim.
- “Ciao Gretchen!Sei uno schianto!” disse
Jack,andandola ad abbracciare.
- “Grazie…”
- “Ciao Jim!” salutò
Dawson.
- “Ciao Dawson…allora,come va?”
- “Bene…va tutto bene,grazie!E a voi?”
”Non c’è male!” disse dandogli una pacca sulla spalla e dirigendosi verso i
tavolo del rinfresco.
- “Amh,Gretchen,per favore…puoi dire a Jim,che
dovrebbe aspettare tutti gli ospiti rima di iniziare a bere?” chiese un po’
imbarazzato Dawson.
- Gretchen si girò verso Jim,poi alzò gli
occhi,e andò verso di lui.
- Dawson la seguì con la coda dell’occhio,e
la osservò mentre discuteva con Jim.Gli disse qualcosa,lui rise e tornò in
mezzo a loro. Dawson fece un sospiro di sollievo.
- “Dawson…vecchio mio…come se la passa il mio
regista preferito?” chiese Gretchen.
- “Il lavoro va piuttosto bene…se ci fosse
una ragazza vicino a me,sarebbe molto meglio,ma non si può avere tutto dalla
vita!” scherzò.
- “Come,un bel biondino come te,non ha ancora
trovato una bella ragazza?”
”No…e non credo di essere il solo…anche tuo fratello è nelle mie stesse
condizioni…”
”Si,ma per lui è diverso…”
”Che vuoi dire?”
- Gretchen si accorse di aver toccato un
tasto dolente,e cercò di rimediare.
- “Niente…solo…che siete diversi!” sorrise
falsamente.
- “Perché ho l’impressione che volessi dire
qualcos’altro?” si insospettì.
- “Dawson,avanti,lo sai che non intendevo-
- “Cosa?Non intendevi,cosa?”
”Senti,vado a prendere una boccata d’aria.Qua dentro fa troppo caldo per me!”
- Pacey vide la situazione e capì che avevano
avuto una discussione. Così,quando vide Gretchen allontanarsi,si avvicinò a
Dawson.
- “Eih,amico,tutto bene?”
”Si…” mormorò lui.
- “E allora come mai Gretchen è andata via?”
”Perché voi Witter avete un dna particolare…”
”Dawson,ma che ti prende?Di che parli?”
”Pacey,è meglio non proseguire questa conversazione…”
- “Cosa?Non credo che ti stia chiedendo
qualcosa di strano.Stiamo avendo una normale conversazione,mi spieghi che ti
prende?” disse calmissimo.
”Lo sai…”
”Lo so,cosa?”
”Di cosa stavamo parlando…tu lo sa!Perché è l’argomento della nostra
vita,qualcosa di eternamente presente in entrambi e che ci porta sempre a
spiacevoli conclusioni,quindi,per amor del cielo,finiamola qui!”
”Dawson,si tratta di-
- “Joey!Si tratta di Joey,Pacey!E io non ho
nessuna intenzione di parlare di questo con te,perché non faremmo altro che
scontrarci,litigare e io non lo voglio!”
”Nemmeno io lo voglio,Dawson,ma non può essere sempre così…non è possibile che
ogni volta che si parla di Joey,o restiamo in silenzio,o litighiamo!Dovremmo
sforzarci di trovare una soluzione,perché…Dio!Non voglio rivivere ciò che ha
reso le nostre vite un inferno!”
”Perfetto…eccoti qua la soluzione,Pacey…” e si allontanò.Pacey rimase a
guardarlo allontanare.Si avvicino Jack,allora.
- “Piuttosto suscettibile il nostro Dawson,eh?”
iniziò Jack.
”Non è una novità per me…ma bisogna capirlo,lavora tanto,e ha sempre i nervi
tesi!”
”Sei un suo amico,Pacey,perché dovrebbe prendersela con te?”
- “Ci sono alcuni argomenti per cui non
rientro nel canone dell’amico fidato!”
”Ancora lei,vero?”
- Pacey fece un sospiro che fece intendere di
si.
- “Sai,forse dovreste davvero parlarne..”
”Jack,se ne parliamo litighiamo!Io non voglio litigare col mio migliore
amico!”
”Lo so,ma non lo capisci?E’ tutto rancore quello!”
”Jack,è un brutto periodo per me,per il mio locale,per la mia vita…
ultimamente molte cose hanno fatto tornare alla mente dei ricordi dolorosi,e
la fatidica lite con Dawson sarebbe la ciliegina sulla torta!Sai che c’è?
-sorrise- Io non voglio né la ciliegina né la torta!”
- “Ti capisco,amico…” disse dandogli una
pacca sulla spalla.
- Mentre al Leery ‘s Fresh Fish si respirava
una aria carica di tensione,arrivò Jen.
- “Salve ragazzi!” entrò sorridendo.Con lei
c’era anche Thomas.
- “Eih,Lindley!” corse ad abbracciarla Pacey.
- “Pacey,che piacere vederti!Come va?”
”Ah,bene…” disse,ma Jen non ne fu convinta. Passò a salutare tutti gli altri
presenti,poi chiese:
- “Dov’è Dawson?”
”Ah,credo sia andato a prendere una boccata d’aria!” rispose subito Jack.
- “Che mi sono persa?” chiese sospettosa.
- “Lindley,lo sai come sono i nostri
amici,no?” ridacchiò Pacey.
- “Oh,si.Meno male che ci sei tu Pacey!”
tenne il gioco.
- “Ecco,visto?Thomas,io starei attento!Questa
donna è perdutamente innamorata di me!” Si misero tutti a ridere.Finalmente
rientrò anche Dawson.
- “Avevo sentito una voce amica…”
sorrise,andando verso di lei.
- “Dawson!Oh,meno male che sei arrivato…senza
di te questo locale andrebbe a rotoli!” scherzò.
- “E’ vero!”
- “Oh,Jen,così si monterà la testa!” protestò
Jack.
- “No,il nostro Dawson ha la testa sulle
spalle…” intervenne Thomas.
- “Oh,ciao Thomas!” lo salutò Dawson.
- “Io sono Gretchen!Non c’eravamo ancora
presentati!” si intromise lei,smorzando un po’ la tensione.
- “Piacere,Thomas!” rispose stringendole la
mano.
- “E quello laggiù al telefono,è Jim,mio
marito!” gli spiegò.
- Ancora una volta le futili chiacchiere di
circostanza presero il sopravvento.
-
- Finalmente arrivò la festeggiata.Era
vestita con un abito molto elegante,ma allo stesso tempo semplice,come tutto
quello che faceva parte di lei. Bello,elegante,ma semplice.
- “E’ permesso?” chiese sorridendo,dopo
essere entrata.
- “Joey!” corse a salutarla Dawson.
- “Ciao Dawson!” sorrise.
- “Pensavamo che non venissi più,Joey!”
sorrise Jack,andandola a salutare.
- “Jack!Quanto tempo che non ci vediamo!” era
quasi commossa.
- “Tieni a bada le lacrime Jo,non vorrei che
mi rovinassi il vestito!” scherzò Jen,stringendola.
- “Vedrò di fare il possibile!” sorrise.
- “Ciao Gretchen!” la salutò timidamente.Lei
rispose,e sorrise.Sembrava essere tornata la vecchia Gretchen,non quella che
il giorno prima era al locale.Con la coda dell’occhio vide Jim,ma non pensò
nemmeno lontanamente di andarlo a salutare.
- “Ah,Joey…voglio presentarti una persona…”
disse Jen.
- “Lui è Thomas!” continuò,avvicinandosi a
lui.
- “Piacere di conoscerti,Joey!Jen mi ha
parlato spesso di te!”
”E’ un piacere anche per me!” sorrise lei.
- Da quando era entrata,Pacey era sempre
rimasto in disparte.La guardava, con gli occhi pieni d’amore,ma allo stesso
tempo di sofferenza.Era così felice di poter di nuovo posare il suo sguardo su
di lei,ma il ricordo di quello che aveva fatto il giorno prima,lo faceva
arrabbiare.Si era comportato come uno stupido,e non aveva il coraggio di
unirsi alla mischia,per i saluti.
- “Scusa Lindley,te la rubo per un momento…”
disse Drue,prendendo sotto braccio Joey.
”Va bene,ma falla tornare sana e salva!” ghignò lei.
- Si allontanarono lentamente lungo il
locale,fino ad arrivare in una delle terrazze.
- “Quella..-le sussurrò – è la ragazza che ti
dicevo…”
”Kim?” chiese.
- “Si,è proprio lei!”
”Beh,non c’è che dire è una bella ragazza!” sorrise.
- “Dai,vieni che te la presento!”
- Arrivati vicino Kim:
- “Amore,questa è Joey,la ragazza di cui ti
parlavo!”
”Oh,ciao Joey piacere di conoscerti!”
”Piacere mio. Drue mi ha tanto parlato di te!” sorrise.
- “Non tiene mai la bocca chiusa,questo
qua!” scherzò.
- “Eh già…”
”Calme signore!” le rimproverò scherzosamente.
- Il tempo scorreva,e ancora una volta le
loro discussioni avevano toccato la vetta dell’inutilità.Parlavano tutti del
più e del meno,e Joey veniva continuamente sballottata da una persona
all’altra,per recuperare delle amicizie sopite,e per conoscere tutti coloro
che ora facevano parte della vita dei suoi amici.
-
- Finalmente era riuscita a sfuggire alla
morsa di tutte quelle chiacchiere e presentazioni,così era uscita in terrazza
per respirare un po’ di aria sana.
- “Eih!” sentì mormorare malinconicamente.
- “Pacey!” era sorpresa. “Che ci fai qua?”
- “Credo sia il posto migliore della festa.Ci
sei,ma nessuno ti vede.Ha un ché di magico” spiegò.
- “E come mai non vuoi essere visto?”
”Per evitare di essere risucchiato dalla voragine delle chiacchierate di
circostanza.Ho già salutato i miei amici,questo mi basta”
”E…come mai,non hai salutato me?” chiese timidamente.
”Non volevo rovinarti la festa…” rispose sempre con quel velo di
tristezza,come se sentisse di essere d’impaccio a Joey.
- “Ma che dici?”
”Ho sempre rovinato tutto…la mia vita,e anche la tua…volevo lasciarti dei
momenti belli,fra i tuoi ricordi!”
”Pacey,perché sei così,stasera?”
”Sai Joey,per un periodo,ho pensato che stare con te,fosse l’obbiettivo della
mia vita.Sentivo che tra di noi c’era qualcosa di speciale.Poi come uno
stupido ti ho lasciata,a quel ballo.Due anni dopo,mi hai dato l’opportunità di
rimediare,e ho sentito di nuovo quell’emozione. Quando sei andata via,ho
smesso di sentire questa sensazione.Ho capito che era tutto perso per sempre.
Sapevo,in fondo al mio cuore,che io ti avrei sempre amata,ma che non saresti
stata più mia.Quello che però non sapevo,e che saresti tornata.Niente mi ha
mai reso così felice,niente mi ha mai fatto piangere per la gioia,come
rivederti.Ma dentro di me,nascosto da qualche parte,c’è un lato della mia
persona che ha ancora sedici anni:impulsivo,stupido,casinista. Ed è il lato
che ho sempre cercato di reprimere.Non so come mai,ieri,non sono riuscito a
tenerlo a freno.Per questo ti ho baciata.Per questo ho rovinato tutto,e per
questo,ora,sto cercando disperatamente di chiederti scusa.”
- “Pacey,non devi-
- “Aspetta,c’è ancora un'altra cosa che
voglio dirti.Anche se questo mi fa soffrire,perché credimi,non c’è persona al
mondo a cui io tenga,più di te,ma è arrivato il momento di chiudere il nostro
capitolo.Abbiamo avuto il nostro tempo,ma ho capito che ormai non c’è più
niente che ci lega,se non i ricordi,e il fatto che ti amerò per sempre.Ma ora
basta,dopo quello che è successo ieri ho finalmente realizzato che –fa una
piccola pausa- ..che credevo ci fosse qualcosa in serbo per noi,ma…è evidente
che non è così.”
- “Pacey,ora fa parlare me:quella parte che
tu dici di reprimere,è la parte migliore di te.E’ quella persona fantastica di
cui mi sono innamorata,quando avevo diciassette anni.Ed è la stessa persona
che ha amato l’altra Joey. Ricordi?Lo dicesti tu stesso.Hai definito quella
parte di me,che è corsa dietro una barca,alle nozze di Gale,quella che si è
messa a cantare a squarciagola su un palco,”l’altra Joey”.Beh,adesso quello
che voglio dirti è che quel sedicenne che vive dentro te è “l’altro Pacey” –
sorrise - .Anch’io ho fatto l’errore di reprimere quella parte di me,ma tu mi
hai fatto capire che sono sempre io.Che stia a sgobbare sui libri,in giro per
gli Stati Uniti,o su una barca in mezzo l’Oceano,quella sono sempre io. E lo
stesso vale per te.Tu sei sempre e comunque Pacey.Quel ragazzo che anni fa mi
comprò un muro –entrambi sorrisero,guardandosi negli occhi- ,che mi regalò
l’estate più bella di sempre,che ha condiviso il momento più importante della
mia vita,in uno chalet di montagna,lo stesso ragazzo che sette anni fa,mi ha
chiesto di sposarlo.Io amo te,Pacey Witter,e amo anche “l’altro Pacey” .E se
ieri le mie paure mi hanno bloccato,oggi l’altra Joey ha deciso di fare
questo…”
- Lentamente si avvicinò a lui,poggiò la
fronte contro la sua e,guardandosi prima negli occhi,lo baciò.Era qualcosa di
magico,di indescrivibilmente bello.Era Pacey.
- Quando le loro labbra si
separarono,continuarono a guardarsi negli occhi.Pian piano rientrarono in
sala,senza mai parlare .I loro sguardi e sorrisi bastavano.Le parole non
servivano in quel momento,avrebbero solo reso banale,quel momento stupendo che
stavano vivendo.
-
- [dentro]
- “Eih,finalmente siete tornati voi due?”
sorrise Gretchen.
- “Eccoci qua…” sibilò Pacey.
- “Joey,dov’eri finita?Cercavamo te,per
iniziare!” chiese Dawson.Joey girò lo sguardo verso Pacey e si scambiarono un
sorriso complice.
- “Ero andata fuori un attimo.Tutte queste
presentazioni,mi hanno frastornata!”
- “Umh…ok,ma adesso che ne dite di andare a
tavola?”
”Ottima idea amico!” sorrise Jack.
- “Ma non cambi mai McPhee?Pensi sempre a
mangiare!” lo rimproverò scherzosamente Jen.
- Quando erano tutti seduti,e i camerieri
avevano ero gia passati con le portate,Dawson si alzò,per fare un brindisi:
- “Scusate,vorrei fare un brindisi –tutti
alzarono i bicchieri- a Joey!La mia migliore amica.Non so come ho fatto in
questi anni senza di te –sorrise- un brindisi agli anni passati insieme a
tutti voi!Che la vita possa darti solo felicità,Joey!” mentre lo diceva guardò
per un attimo Pacey.Lui capì e sorrise.
- “Cin cin!” dissero tutti.
- “Ah,scusate!Non per essere
ripetitivo,ma…lasciatemi essere ripetitivo!-tutti si misero a ridere- Anch’io
voglio fare un brindisi!A Joey,perché è la persona migliore che conosca!…A
tutti voi per essere qua,e per esserci stati sempre. A Dawson,in primo luogo
perché è il mio migliore amico,e poi perché ha organizzato questa festa,che mi
ha permesso di riabbracciare i miei più cari amici!Cin cin!”
- “Bravo Pacey!” gli sussurrò Jen,che era
seduta vicino a lui.
- Erano tutti occupati in
conversazioni,questa volta,meno banali,quando Joey si alzò.
- “Scusate,vado un momento fuori!” disse
alzandosi.Pacey la guardò con aria interrogativa,ma lei gli fece capire che
era tutto ok.
-
- Era davanti il Leery ’s Fresh Fish,con i
gomiti poggiati al parapetto in legno.Era andata lì per riflettere.Aveva
finalmente scacciato le sue paure,ed era riuscita a parlare con sincerità a
Pacey.Questo era davvero importante per lei.
- “Potter,tutta sola al freddo?”
”Drue,Drue Valentine,continui sempre a importunare le belle ragazze?” scherzò
- “Si,non mi smentisco mai vero?” sorrise.
- “Nessuno si smentisce,nemmeno io…”
- “Tieni,metti questo…” le poggiò la sua
giacca sulle spalle.
- “Grazie!”
- “Allora…come va?”
”Sai,per la prima volta da quando sono tornata,posso dire bene!”
”Mi fa piacere!-fece una piccola pausa- …con Pacey,come va?”
”Ho chiarito tutto.Non mi sembra ancora vero!” sorrise emozionata
- “E’ bello vederti felice,Joey!…sai,anche
Dawson ha capito la situazione…”
”Dici?” chiese un po’ preoccupata.
- “Perché mai avrebbe guardato Pacey,allora,mentre
ti augurava la felicità?”
”E’ bello vederli così. Insomma,per anni ho sofferto,pensando di essere stata
io l’unica colpevole per la rottura della loro amicizia.Rivederli amici,mi da
un enorme sollievo.”
”Sai Joey,credo che Pacey e Dawson,per tutta la vita saranno amici,ma non
riusciranno mai a parlare di te,con serenità.E’ contro la loro stessa indole.”
- “Ed è un male?”
”No,è più che normale,anzi. Vedi,loro,ognuno a modo suo,ti amano. E sono
sicuro che questo fa paura,ma è qualcosa che non cesserà mai di esistere!”
- “Sai,anch’io,in un certo senso li amo
entrambi:amo Dawson,con l’innocenza e la purezza di quando avevo quindici anni.Ma
vedi,è un amore naturale,un riflesso incondizionato.Non ho controllo su
l’affetto che provo per lui,proprio perché è l’amore che si prova per un
fratello,per un familiare.Di certo non scorderò mai i momenti passati con
lui,ma quello che ci legherà per la vita,è solo amicizia.Ma Pacey…Pacey è
tutto un altro discorso…il nostro è un amore speciale,profondo,passionale.E’
tutto ciò che incarna il vero amore.Ed emozioni di questo genere non si
possono ignorare,non puoi passarci sopra.Per questo ho deciso di viverle…”
- “Allora,la piccola brunetta che vive al di
là del fiume,ha fatto la sua scelta?”
”Credo di averla fatta tanto tempo fa,in realtà,ma è così.Io ho scelto,e ho
scelto Pacey…”
- In quel momento entrambi si voltarono,e
videro davanti la porta del ristorante Pacey.
- “Il tuo amore ti cerca,vi lascio soli!”
sorrise Dure.
- “Ah,la giacca!” fece per sfilarsela.
- “Tienila pure!Più tardi me la restituirai!”
”Grazie!” Drue la guardò negli occhi,sorrise,e rientrò nel locale.
- Pacey attraversò la strada e si avvicinò a
Joey:
”Cosa c’è?”
”Niente,sto bene!”
”Sei andata via…”
”Avevo voglia di riflettere,non c’è niente che non va!”
”Ne sei sicura?”
”Si,e sai…per la prima volta,posso veramente dire che è tutto ok. Insomma,tu e
Dawson,io e Dawson,e finalmente io e tu!”
”Il triangolo è scomparso,dici?”
”Esisterà sempre,Pacey!E’ dentro di noi…ma per come sta andando la
serata,credo che ormai non sia più qualcosa di reale!”
- “E noi?”
”Beh,noi siamo reali…” disse sfiorando ancora una volta le sue labbra.
- “Mmm,ottima verifica! –sorrise- fammi
ricontrollare…” disse baciandola.
- “Ci credi,ora?” sorrise lei.Lui fece cenno
di si col capo.
- “Ho paura di una cosa però…” disse Pacey.
”Cosa?”
”Di rientrare nello stereotipo della noia…voglio dire,tu sei la mia ragazza
del liceo…” ghignò.
- “E’ vero…tu sei il mio ragazzo del liceo…”
- “Forse è meglio se lasciamo perdere…”
continuò scherzando.
- “Hai ragione…è stato solo un attimo di pura
follia!” ribatté ridendo.
- “Già!” l’assecondò.
- “E io che pensavo che mi amassi veramente…”
”Naa!”
- E prendendosi per mano,rientrarono nel
locale,dai loro amici.Gli amici con cui erano cresciuti,con cui avevano
condiviso parte della loro vita. E poi loro…Pacey e Joey.Ancora una volta
insieme,ma questa volta…per sempre!
- fine
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