- Questa mia fan fic si ambienta due anni dopo il college,
tutti nostri amici vivono a New York, compreso Dawson, che spesso svolge
viaggi oltre oceano per motivi cinematografici
-
- Joey si stiracchiò dolcemente, non voleva svegliarsi, non
voleva.
- Stava facendo un bellissimo sogno, era ancora bambina e
giocava nel fiume davanti a casa.
- Nel suo sogno lei stava su una zattera in mezzo a quel
fiume che conosceva così bene, e vicino a lei stavano i suoi amici di
infanzia.
- Eccoli lì, Pacey e Dawson. Il primo piccolo e paffuto,
troppo alto per la sua età e con una faccina strafottente che pochi hanno e il
secondo con una zazzera bionda è quell’aria di adulto “precoce” che non gli
permetteva di vivere appieno la sua infanzia.
- Dal canto suo, Joey portava una salopette stracciata e le
treccine, che il piccolo Pacey continuava a strattonare insistentemente.
- Il sole le aveva illuminato il viso e il sogno le si era
affievolito, era in quella fase in cui si deve scegliere tra svegliarsi e
dormire, si è in quella fase nella quale il sogno è più vago, ma ancora
recuperabile, ma la realtà ci permette di capire che è un sogno.
- Decise di svegliarsi a malincuore. Era così bello. Era così
reale.
- Appoggiò i piedi scalzi sulle piastrelle fredde, un brivido
la percosse.
- Joey si avvicinò mollemente verso la porta della camera.
- Fece le scale e si avviò in cucina, un profumo di caffè la
attirava profondamente, ed ecco lì, il suo amico e compagno che le stava
vicino ormai da sei mesi.
- - ben sveglia! – disse Dawson sorridendo
- Joey sorrise pensando che era proprio cambiato tutto.
- Davanti a lui vedeva un uomo, un ragazzo di bell’aspetto,
alto, slanciato che ormai non aveva niente a che fare con quel bambino che
giocava con lei sulla riva del fiume.
- Negli occhi però quel bambino biondo non era mai morto,
trascinando con se quella sensazione di essersi perso un passaggio della sua
vita, come se fosse stato sempre adulto.
- Dawson era sempre stato il suo più grande confidente,
l’amico fidato con cui dividere ogni momento.
- Quando si era dovuta tagliare le treccine lui era lì,
quando sua madre era morta lui era con lei, ogni tappa della sua vita aveva
vicina quello sguardo triste e sognatore.
-
-
- - il problema è che lo vedrai sempre e solo come un
fratello, ti devi rassegnare!- le disse una voce dall’altra parte della città.
- - Audrey!! – urlò scandalizzata lei. Era nella vasca da
bagno piena di bolle, il viva voce faceva risuonare la voce dell’amica in
tutta la stanza.
- - coniglietta non puoi continuare a mentirti… non puoi… -
- - ma di che razza stai parlando!? – disse lei sapendo in
cuor suo che l’amica aveva ragione.
- Il rapporto con Dawson si stava deteriorando. Tra loro non
c’era amore ma una sorta di famigliarità, come sorella e fratello. I due si
volevano molto bene, ed erano legati da un forte rapporto ma non c’era
passione.
- Joey si era incastrata in una relazione tappabuchi che si
era trasformata ben presto in un rapporto senza capo ne coda, tipico di
Dawson.
- I due non avevano bisogno d’amore, ma di famiglia, ma
l’amore era il pretesto per vivere insieme e dividere un vita.
- - Joey, tu hai bisogno di rompere – disse la vulcanica
Audrey
- - la fai facile, tu… - disse lei insaponandosi
- - il fatto è che non hai pratica, sei stata praticamente
sempre stata mollata tu, come con Pacey… - disse lei
- - ti sbagli, ho lasciato Dawson più di una volta… - disse
lei
- - probabilmente senza abbastanza successo visto che sei di
nuovo incastrata con lui -
- - il fatto è che non lo conosci abbastanza, tu non eri a
Capeside.. tu non .. -
- - non riattaccare con il fatto che non ho assistito alla
vostra amicizia froidiana perfavore.. – la zittì Audrey
- - però è la verità. Lui per me è stato tutto. Ci vogliamo
troppo bene. E io non me la sento di ferirlo -
- - devi farlo -
-
- Pacey corrugò la fronte perplesso.
- - ho ragione ma quella testona non mi vuole ascoltare!
Dawson è un bravissimo ragazzo, un bellissimo figliolo ma non va assolutamente
bene per una come Joey!- la scalpitante Audrey le urlava addosso
- - e poi non sono mai stata così d’accordo con questa teoria
delle anime gemelle, anzi quei due sono così simili che non fanno altro che
logorarsi a vicenda, un po’ come noi due.
- Le perone uguali non vanno bene insieme! Pacey! Pacey?? MI
STAI ASCOLTANDO??? – urlò gesticolando
- - certo.. uhm… - disse lui sconvolto.
- Non poteva crederci. Joey e Dawson in crisi. Erano una
coppia intaccabile, ormai erano mesi che stavano insieme e il loro benessere
era così terribilmente stabile che quasi innervosiva. Pacey sedeva sconvolto
sul tavolo della cucina senza parlare.
- - fammi capire: Joey si è accorta che il loro rapporto è
monotono e senza scopi? - chiese
-
-
- - esattamente – rispose alla stessa domanda Dawson
- Jen gli sedeva davanti sconvolta, stavano sorseggiando un
tazza di caffè in un bar di Manattan.
- - non ci posso credere. Scusami ma la notizia mi sconvolge.
Voi due eravate una coppia mito per noi. State insieme da più di 6 mesi e non
avete mai litigato. Siete un esempio. Almeno, lo eravate. Pacey ha relazione
veloci e frettolose con ragazze trovate al bar, Audrey idem, io non vedo un
ragazzo da mesi e Jack non trova niente di interessante. Voi vivete in una
grandissima favola, in un regno incantato dove non esiste niente che abbia a
che fare con dei litigi o con dei problemi, con la principessa Joshephine,
scrittrice e il principe azzurro Dawson che fa il regista. Ed adesso ci fate
crollare il mondo addosso in questa maniera? – disse Jen d’un fiato e
istericamente
- - non completamente. Diciamo che io non so come dirlo a
Joey, ma credo che anche lei percepisca questa sensazione. O almeno lo spero -
- - anche se a malincuore credo che la vostra relazione abbia
bisogno di una svolta…
-
- - …in altre parole: è il momento di darci un taglio –
concluse la frase Audrey dall’altra parte della città.
- - e se la vostra tesi non regge? – chiese Joey preoccupata
- - ascoltaci, se c’è veramente una situazione del genere,
anche Dawson la percepisce. E poi devi smetterla di nasconderti in questa
relazione. Lo sappiamo da sempre, io e te. Tu ti sei messa con lui per
dimenticare Pacey e lui si è messo con te per dimenticare Jen ma il problema
principale è che vi siete incastrati a vicenda… -
- Joey scrutò triste l’amica.
-
-
è il momento – si dissero Joey e Dawson.
-
-
- Casa di Leery
- I due si guardano.
- - ti devo dire una cosa… - si dicono all’unisono, ridono
- - prego.. – disse Dawson
- - bhe.. sai non è facile dirtelo, per questo sarà meglio
partire dall’inizio – disse Joey sedendosi e tenendo le mani di Dawson
- - sei.. anzi nove mesi fa noi due ci siamo baciati,
ricordi? -
- Dawson annuisce
- - bene, eravamo tutti e due profondamente depressi, Jen ti
aveva mollato e il mio rapporto con Pacey non decollava.. insomma era un
bacio… bello, per l’amor di dio, ma.. – Joey non trovava le parole
- - consolatorio. Joey ho capito cosa vuoi dire. E si da il
caso che sia proprio quello che voglio dirti io. Siamo così uguali da fare
schifo. L’abbiamo capita tutti e due. Non siamo anime gemelle. Cioè, lo siamo.
O lo saremo potuto essere. In realtà non credo che due anime gemelle debbano
essere insieme. Alla fine cosa pensi che sia un anima gemella? - chiede
- - bhe, di solito da piccola mi raccontavano la storia della
mela. Lo yin e lo yang. Due persone che si completano. E noi non siamo così.
Noi siamo uguali. Due cervelloni che riflettono e analizzano ogni sensazione
scappando dalle emozioni. Siamo come due fratelli illegittimi.- continuò Joey
- - esattamente. Stando insieme non cresciamo, al contrario…
regrediamo. Quando due persone stanno insieme si arricchiscono a vicenda e noi
nella nostra infanzia e adolescenza ci siamo così arricchiti a vicenda da non
capire di chi erano inizialmente le nostre qualità. Joey credo sia meglio
finirla di prenderci in giro. – disse Dawson felice di capire che anche Joey
era perplessa
- - mi sembra tutto così strano. Quando due si mollano si
soffre, almeno, quello mollato soffre. Noi invece ci siamo tolti un peso non
credi? -
- - il fatto è che ci siamo mollati a vicenda, è stata una
cosa reciproca. Tu come l’hai capito? – chiese Dwason sorridendo
- - non lo so. Forse l’ho sempre saputo. Non lo so – disse
Joey
- - sai. Io l’ho capito ripensando ad una cosa successaci
molto tempo fa. Dove ti vedi nei prossimi cinque anni? -
- - non lo so. Credo di non vedermi da nessuna parte. Non
vedo un futuro, vedo il vuoto. – disse lei
- - esattamente. Sai è molto triste la tua risposta, ma mi fa
capire una cosa. Molti anni fa ti feci la stessa domanda. Eri una quindicenne
splendida, con i capelli spettinati e i jeans troppo corti e ricordi cosa
rispondesti? – chiede Dawson
- - si… ti dissi che mi vedevo in un avventura amorosa, in
uno scavo archeologico, in una crociera… adesso inizio a capire.. – disse Joey
- - tu a quei tempi eri felice. O meglio, innamorata. Eri
innamorata di me. Ma io ero troppo stupido per non accorgermene. Quella era
una risposta da persona innamorata e sognatrice. Questa è una risposta di una
persona rassegnata e triste, ma tu devi essere felice. I tuoi occhi devono
ritornare a splendere. Tu devi tornare a splendere. E si vede che io non ti
faccio più questo effetto. -
- - ti voglio bene Dawson – disse lei abbracciandolo.
-
-
- - non ho idea di come abbiamo fatto a ridurci in questo
stato patetico! – scherzò Audrey mettendosi il rossetto
- - effettivamente queste feste tra donne sanno tanto di
ragazze senza appuntamento. Sono un offesa al femminismo. – disse Jen
-
-
mmm – tossì rumorosamente Pacey
-
-
sì.. Pacey lo sappiamo che non sei una
donna.. – disse Audrey
- era passato un mese da quando Joey aveva lasciato Dawson.
- - devo ammettere che prima di parteciparvi veramente mi
attiravano molto di più. Belle ragazze in piagiama succinti… ma credo che non
siamo il massimo -
- - non guardate me. Neanche a quindici anni facevo queste
cose – disse Joey sdraiandosi sul letto.
- - ricordo bene. Eri una femminista convinta e soprattutto
eri molto aggressiva. Una piccola gatta selvatica che tira fuori gli artigli
appena può – disse Jen scherzando
- - ecco un buon argomento. Vorrei sapere bene com’eravate
voi prima del college. E non attaccate con la storia degli amiconi perché
tanto non ci credo. Voglio la verità nuda e cruda – disse Audrey sistemandosi
sulla moquette
- - bhe… devo dire che all’inizio ci odiavamo cordialmente –
disse Joey
- - io non ti odiavo – si giustificò Jen
- - ma io sì. Tantissimo – disse Joey ridendo
- - si fa interessante… - disse Audrey
- - mettetevi nei miei panni. Sono una ragazzina anonima
cresciuta sulle rive del fiume e in mezzo a due ragazzi. Il piccolo Pacey e
Dawson. Io e Dawson dormivamo insieme ogni sabato. Io inizio a invaghirmi di
lui, inizia a piacermi sempre di più fino a quando arriva la qui presente Miss
Lindley che sconvolge tutto e con le sue minigonne e la sua testa bionda si
insinua profondamente nel mio piccolo quadretto famigliare rubandomi Dawson -
- - poi però lui ha scelto te – disse Jen ridendo
- - sì. Ma poi ci siamo mollati, siamo tornati insieme e poi
lasciati e poi quando volevo ritornare con lui Dawson mi ha gentilmente
rifiutata, chiedendomi di rivestirmi.. – disse Joey presa dalla foga del
momento ma accortasi subito di aver detto troppo..
- - COSA???!!! – urlarono Pacey e Jen all unisono
- - mmm segreti.. – sentenziò estasiata Audrey
- - la frase “ rivestirmi” implica il fatto che tu eri in
costume e voi al mare, vero? – disse Pacey sconvolto
- - vero?? – ripetè Jen
- - bhe… se vogliamo metterla così… ma avete mai visto me e
Dawson al mare? – disse Joey maliziosa
- - SCANDALO!!! – urlò Audrey
- - racconta tutto o te lo tireremo fuori con le tenaglie!! –
disse Jen ridendo
- Joey era molto in imbarazzo, c’era Pacey…
- - dai… a Pacey puoi raccontarlo.. anche lui ti ha vista
senza veli… - disse Audrey captando l’imbarazzo dell’amica
- - okay… allora ricordate la festa con le spogliarelliste
indetta da Dawson e Pacey? Era il periodo della sensuale Eve. Una specie di
top model vivente…
- - che si voleva portare a letto il nostro piccolo e
inesperto Dawson Leery – continuò Pacey
- - ero così disperata che per riconquistarlo mi sono
spogliata davanti a lui… ma con scarso successo… - disse Joey, i tre sono
sconvolti, la piccola e innocente Joey?
- - ecco perché era così sconvolto… - disse Pacey ripensando
alla faccia dell’amico
- - tu che credevi di detenere il primato di “ primo ragazzo
che ha visto Joey Potter senza veli”… - disse Jen ridendo
- - mi dispiace comunicarvi che… lo detengo comunque.. –
disse Pacey sornione
- - ma cosa dici? Noi ci siamo messi insieme molto dopo! –
disse Joey
- - credo proprio che Pacey non accetti il fatto di
restituire la statuetta degli oscar di Joey Potter… - disse Audrey sagace
- - ragazze, la mia statuetta sarà lì nel mio bell armadio
per molto perché voi ignorate un piccolo particolare: per un occhio aguzzo e
una mente sveglia è facile vedere senza veli un amica, anche se non sta con
te… - disse Pacey sorridendo.
- Joey è sconvolta e si chiede come il piccolo Pacey abbia
fatto ad eludere la guardia della sua versione quindicenne.
- - racconta – riuscì a dire
- - bhe… non arrabbiarti. Ricordi il nostro primo bacio? –
chiese Pacey sorridente
- - quello è successo dopo il mio incidente con Dawson… -
disse Joey, certo che lo ricordava. Era stato il bacio più significativo della
sua vita, secondo forse solo a il suo primo, ufficiale bacio con Dawson.
- - bhe.. non intendo quello. Ci sono stati ben due baci
precedenti, uno dei quali per volere di Dawson. Pensare che una volta Dawson
voleva che ci baciassimo mi fa ridere, adesso ci ammazzerebbe – Joey lo guardò
e lui la guardò. I due capirono che quella battuta era stata spiacevole,
soprattutto per il fatto che avevano spezzato più di una volta il cuore
all’amico.
- - comunque ricordo… eravamo andati a caccia di chiocciole…
e tu ad un certo punto mi hai detto che ero bella… - disse Joey sorridente.
Era stato il suo primo ufficiale complimento. Pacey sorrise a sua volta.
- Chiuse un attimo gli occhi ricollocandosi nella situazione.
Faceva freddo e quella coperta era spartana e pizzicava decisamente. Joey era
appena entrata in macchina, portava i lunghi capelli neri perfettamente
pettinati e aveva gli occhi lucidi. Lui era rimasto affascinato.
- J Bhe che c’è?
- P Niente
- J Come? Che significa quel sorrisetto? Ti sembro ridicola
forse?
- P No
- J o forse la mia sfortuna ti diverte un mondo o magari ti
piace semplicemente mettermi nelle situazioni più assurde solo per farmi
morire di imbarazzo
- P No, niente del genere, stavo solo pensando tra me e me
che quando perdi il controllo non sei per neinte male, ecco, diventi persino
bella
- J sorride “ portami a casa Jeeves
- P Subito Miss Daisy
-
-
- - e poi non so cosa ti sia saltato in testa hai chiesto a
Dawson il permesso per baciarmi, e lo hai fatto – disse Joey ridendo
- - come fai a saperlo?? – chiese Pacey
- - Dawson non è la tomba che credi… - disse lei
- - ma poi come ha fatto a passarti? – chiese Audrey
- - cosa? – rise Joey
- - bhe… mi sembra naturale. Se ricolloco quel bacio mi viene
in mente che ben poco tempo dopo ti sei messa con Dawson. Ma come ha fatto
Pacey a farsela passare. Insomma… ti voleva baciare, ciò implica il fatto che
non gli eri indifferente – si spiegò la bionda
- il sorriso di Joey si spense. Non aveva mai pensato di aver
ferito i sentimenti di Pacey in quel caso. Non aveva mai pensato che Pacey
avesse un cuore sotto quello strato di sarcasmo.
- - bhe… me la sono fatta passare… - disse Pacey triste
- silenzio.
- - allora, cosa stavi dicendo? – sdrammatizzò Jen
- - dicevo che io e Joey abbiamo “ inavvertitamente “ perso
la nostra imbarcazione a abbiamo dovuto attraversare il fiume come due idioti
per raggiungere la macchina, eravamo fradici, era inverno. Così ci siamo
spogliati e coperti con delle coperte vecchie – disse Pacey sorridendo
- - a distanza mi pare di ricordare – rimandò Joey
- - sì, io non vidi niente. Poi tu mi dicesti di andare a
riscaldare il motore e così feci. Si da il caso che la mia vecchia macchina
era fornita di due piccoli riflettenti cosi… -
- - chiamati comunemente specchietti retrovisori – rise Jen
- Joey non afferrò subito ma quando lo fece si imbufalì.
- - MI STAI DICENDO CHE HAI VISTO TUTTO???? – urlò pronta a
strangolarlo
- - dai Jo, ti ho vista ben più svestita di così… - disse
Pacey ammiccante
- - sì… ma è diverso… - disse Joey, le sembrava che la Joey
di una volta non sarebbe stata molto felice della notizia e pensava dovesse
rivendicarla.
- Iniziò a inseguire Pacey per tutta la stanza, il ragazzo
scappava e rideva, i due erano proprio come ai vecchi tempi.
- - calmati Potter! – disse lui fermandosi, lei non riuscì a
frenare e gli cadde addosso, i loro corpi si toccarono inavvertitamente per un
lungo secondo.
- Entrambi si toccarono imbarazzati, “ non chiudere li
occhi.. non farlo! “ si pregò mentalmente Joey ma l’istinto fu troppo forte, e
chiuse gli occhi sopraffatta da quel momento.
- Pacey, dalla sua altezza abbassò lo sguardo e vide Joey
chiudere gli occhi e inclinare le labbra, i due non si accorsero nemmeno che
nel loro piccolo momento avevano del pubblico, lui la cinse con le braccia,
poi un forte tossito di Jen li svegliò dalla magia di quel momento.
- Un po’ imbarazzati si staccarono entrambi increduli di
quello che era accaduto. Non poteva essere, dopo così tanti anni la loro
attrazione era ancora così forte.
-
-
- - adoro questo telefilm! – urlò Audrey felice
- - Joey non dirmi che stai piangendo! – disse Jen ridendo
- la ragazza era in lacrime.
- - non ci riesco, è troppo forte – disse lei tirando su col
naso.
- Era seduta sul letto, Pacey vicino che sdraiato appoggiava
i le gambe al suo grembo, Audrey con le gambe incrociate sedeva molle sulla
moquette e Jen giaceva tra i cuscini col telecomando in mano.
- - perché l’abbiamo fatto?- chiese Joey
- - perché visto che siamo in una simpatica rimpatriata tra
amici dovevamo assolutamente avere il lontano contributo di Dawson – disse Jen
prendendo un'altra cassetta
- - come fai Jen a vederlo così freddamente? – chiese Audrey
- - bhe… anche se Jessica è presente in tutte le puntate è
chiaro che la protagonista di “the creek” è Sam. – disse lei
- - allora che cosa volete? Sam e Colby che si molano, James
che si scopre gay o il mitico viaggio sulla True Love di Sam e Petey? – chiese
lei mostrando le sue innumerevoli cassette
- - bhe… ragazzi anche se è una bella sensazione crogiolarsi
negli anni degli amori propongo di vedere questo piccolo gioiellino che ho
portato con me… - disse Pacey estraendo una cassetta dallo zaino.
- - cos’è? – chiese Audrey avida di sapere
- - carissima Audrey con un migliore amico regista è facile
avere chicche niente male – disse infilando la cassetta nel lettore
-
- prima si vede sfuocato, pi si sentono delle voci.
- Ecco Dawson, Joey e Pacey di quattordici anni, il primo
indossa dei Jeans rattoppati e una t-shirt, Joey porta le trecce e una
saloppette e Pacey ha dei bermuda con maglietta.
- Dawson: sistema meglio quella telecamera! ( si vede il
dito del ragazzo che armeggia)
- Joey: possiamo cominciare?
- Dawson: mmm… credo di sì… 3…2…1… AZIONE!!!
- Dawson/Pacey/Joey: CIAO!!!!
- Dawson: questo messaggio va a noi quando avremo 24 anni,
ovvero tra dieci anni
- Pacey: quindi ciao Pacey del nuovo millennio!
Sicuramente sarai un fusto!
- Joey: ciao Joey! Spero che non vivrai a Capeside!
- Dawson: vorremmo mandarvi un messaggio in modo che vi
ricordiate sempre che prima di voi c’eravamo noi!!
- Joey: e ciò significa che voi dipendete da noi!
- Pacey: sì! Perché se noi ci uccidiamo, automaticamente
non ci sareste neanche voi!
- Dawson: abbiamo alcune richieste da farvi
- Pacey: prima richiesta: Pacey vuole una ragazza
bellissima e una Viper da guidare!
- Joey: Joey vuole un fidanzato dolce e premuroso
- Dawson: e Dawson vuole…
- Joey/ Dawson/Pacey: FARE IL REGISTA!!!!
- Joey: ma soprattutto vogliamo dirvi siamo amici! Amici
da sempre!
- Pacey: e dobbiamo continuare a esserlo! Capito?
- Gale: Joey??? È arrivata tua madre!!!
- Joey: devo andare! Ci vediamo domani ragazzi… e voi… ci
vediamo tra 10 anni!!
- Pacey: cioa Joey!
- Dawson: Pacey..
ti volevo dire che adesso sei un demente che continua a dare
fastidio a Joey
- Pacey: la SUA Joey
- Dawson: piantala!
- Pacey: sicuramente quando vedrete questa cassetta Joey e
Dawson saranno sposati! E avranno dei bambini!
- Dawson: io invece scommetto che tu starai con Joey
- Pacey: io?? Con Potter Josephine? Dovrai vedermi morto!
- Dawson: invece credo che siate fatti l’uno per l’altra,
due pecore nere, due sarcastici personaggi… vi vedo bene… dai Pacey spegni
quel coso…. Questa storia è una falsa…
- Pacey: si… ti raggiungo giù…
- Pacey: prima di scendere volevo dire l’ultima cosa:
Joey, se mi stai vedendo in questo momento, non avere paura di dire a Dwason
ciò che provi. Ti sembrerà una cosa da idiota visto che non faccio altro che
romperti le scatole ma credo che tu meriti qualcuno come Dawson a l tuo
fianco. Se in questo momento ti sta piacendo qualcuno… dillo. Non afre come
adesso che fai finta di niente…
- ( il piccolo armeggia con la telecamera, probabilmente
crede di averla chiusa..)
- Pacey: cmq credo che non starebbe male neanche con me…
- Dawson: Pacey!! Vuoi venire??
- ( il piccolo Dawson si siede sul letto)
- Pacey: allora…. Vogliamo parlare?
- Dawson: di cosa?
- Pacey: di una certa ragazza… di nome Joey…
- Dawson: non ricominciare con questa storia…
- Pacey: ma è cotta! E anche tu lo sei… almeno fa
qualcosa…
- Dawson: ma cosa dici!!??
- Pacey: Joey è così simpatica, è carina, è sarcastica…
non devi fartela sfuggire!
- Dawson: e chi potrebbe rubarmela?
- ( il piccolo Pacey lo guarda con sguardo ammicante)
- Dawson: non mi starai dicendo….
-
-
- Nel mondo reale..
- - okay… okay.. fine della visone! – disse Pacey alzandosi e
spegnendo il videoregistratore
- - ma Pacey! Nel punto più interessante! – di lamentò Audrey
- - ti assicuro che finisce qui… l’ho visto ieri sera… -
disse Pacey sdraiandosi sul divano
- - certo che eravate proprio un bel trio tu Dawson e Joey… -
disse Audrey
- suona il campanello
- - le pizze! Finalmente non ci vedevo più dalla fame! – urlò
Pacey glissando l’argomento.
-
-
- Notte, Joey dorme felice nel letto.
- Audrey: Joey!!!??
- La ragazza si rigira.
- Audrey: Joey!!! ( Audrey inizia a scuoterla)
- - cosa succede? – chiede Joey mezza addormentata
- - ho una cosa da farti vedere! – disse Audrey trascinandola
giù dal letto
- - ma sono le tre di notte! – disse Joey stiracchiandosi
- - ma la devi vedere adesso! – Audrey trascina l’amica per
le scale
- - si da il caso che questa notte mi sia svegliata e mi sono
rimessa a vedere quel filmato idiota di tu da piccolina. Guarda! – le due
erano arrivate alla tv e Audrey aveva azionato il videoregistratore
-
-
- Dawson: non mi starai dicendo…. Non ci posso credere…
- Pacey ( imbarazzato): senti… non esageriamo..
- Dawson: TU TI SEI PRESO UNA COTTA PER JOEY!!! Ma voi due
vi odiate! Lei è Joey, J-O-E-Y!!!
- Pacey: vorresti abbassare la voce? E poi non è una
cotta… la chiamerei più una sbandata..
- Dawson: ma cosa mi stai cercando di dire?
- Pacey: ti sto cercando di dire che dovresti starle più
vicino. Sua madre peggiora di giorno in giorno e ha bisogno di un amico… ma
forse anche di qualcos’altro..
- Dawson: e perché non provi a essere tu il suo
qualcos’altro?
- Pacey: perché lo devi essere tu! Lei ha una cotta per
TE! Lei è la TUA migliore amica! Lei ha bisogno di Te!!! Lei vuole TE!!
- Dawson: non preoccuparti per questo… Joey sa badare a se
stessa..
- Pacey: non ne sarei così sicuro….
- Dawson: approposito…
- La cassetta si blocca.
-
- Joey rimase sconvolta. Non poteva crederci.
- - commenti?- chiese Audrey soddisfatta dello stupore di
Joey.
- Joey si tirò indietro una ciocca di capelli, cercando di
trovare una risposta. Aveva un enorme confusione in testa, la storia con
Dawson, il contatto con Pacey ed adesso anche questa rivelazione… il tutto
condito con le occhiate invadenti di Audrey.
- - senti… non lo so – sentenziò Joey alzandosi in piedi
frettolosamente
- - E no! Carina tu non scapperai così. Vogliamo parlare del
fatto che tu hai chiuso gli occhi quando ti ha inavvertitamente sfiorato?
Vogliamo parlare di questo??!!! – disse Audrey trascinandola sul divano
- - no comment – disse lei odiando profondamente Audrey
- - senti, in questo momento sono single. E devo ammettere
che è una bella sensazione. Non lo sono stata per molto e non ho potuto
godermi il fatto di essere libera e spensierata. Adesso non ho voglia di
farcirmi la testa di tutti questi discorsi su quello che potrebbe accadere.
Voglio vivere il mio presente, e farlo senza incasinarmi la vita. Quindi, ti
prego di smetterla di stressarmi, perché adesso mi metterò queste ridicole
ciabatte ghepardate e andrò a continuare quel sogno che TU hai interrotto! – e
dicendo questo si eclissò dietro la porta a vetri.
-
- - ti vuoi sbrigare!!?? – urlò Jen da dietro la porta del
bagno
- - un attimo! – disse stressata Audrey uscendo dal bagno
- - era ora! – disse Pacey che stava dietro a Jen
- - sto iniziando a capire l’utilità di avere due bagni! -
continuò
- - bhe.. potevi svegliarti prima… - commentò Audrey
infilandosi una scarpa
- - si da il caso che mi sono svegliato cinque minuti dopo di
te, ma il bagno è stato misteriosamente occupato da 40 minuti! – urlò isterico
grattandosi la pancia
- - che succede qui? – chiese una voce addormentata spuntata
da dietro la porta a vetri
- - ecco la mia coniglietta ben sveglia! – disse Audrey
salutando Joey. La ragazza indossava una camicia mal allacciata e dei
pantaloni di una tuta, adebiti a pigiama.
- - ragazzi, io vado a lavorare! Questo week –end siete
liberi? – chiese aprendo il portafoglio
- - credo di sì.. – disse Joey stiracchiandosi
- - bene, perché do un concerto! E voi naturalmente siete
invitati! – disse estraendo due biglietti dal portafoglio e eclissandosi.
- Silenzio.
- - che tipo… - disse Joey sbadigliando.
- Pacey osservò Joey e non fece a meno di sorridere, i due
erano in una situazione estremamente imbarazzante, lui era mezza spettinato e
lui indossava dei boxer molto larghi e una canottiera stropicciata, lei invece
indossava una camicia mal allacciata che faceva intravedere la canottiera che
stava sotto.
- - aspetta un attimo…. – disse osservando meglio la camicia
- - questa è mia! – disse lui indicando la camicia
- - oopsss… - disse Joey colpevole
- - l’ho cercata per anni, ho iniziato a credere che fosse
stata rapita dagli alieni… e invece la qui presente Joey Potter la usava
regolarmente come pigiama! – disse
- - bhe.. in realtà non la uso come pigiama. Certe volte la
metto per stare in casa. Oggi mi ero portata dietro solo questa…- disse
indicandola, Pacey la guardava rapito.
- - bhe… se proprio la vuoi te la posso anche ridare… - disse
- - no! Mi fa piacere che l’abbia tu. Solo che mi chiedo come
fai ad averla – disse lui
- - risale alla True Love. Hai la memoria corta. La indossavo
sempre quando mancavano i vestiti, così alla fine me la sono portata a casa…
ed è sopravvissuta in questi anni… - disse lei alzandosi il colletto.
- - ragazzi, il bagno è tutto vostro! – urlò una sorridente
Jen spalancando la porta, Joey ci si infilò dentro prima che Pacey potesse
fermarla, per rivendicare il diritto di entrarvi per primo.
- - Hey! Era il mio turno! – disse lui battendo sulla porta
- - fai gli onori di casa! – disse Jen sparendo in cucina.
-
- È passata una settimana..
- Jen è sdraiata sul letto, ecco arrivare Jack.
- - Will! – disse sorridendo
- - Grace! – ribattè lui entrando in camera
- si abbracciarono.
- - Cosa mi racconta un affascinante ragazzo gay pieno di
cattive intenzioni? – disse legandosi i capelli in una coda
- - assolutamente niente. L’appuntamento di ieri a fatto
pena. Era un tipo unticcio. Sembrava si fosse immerso le mani nel grasso di
balena – disse lui bevendo da una bottiglia di latte
- - più che altro, tu, come mai mi hai chiesto di venire? –
disse
- - consulenza stilistica – disse sorridendo, Jack corrugò la
fronte perplesso
- - ho un appuntamento, e a cosa serve un amico gay se non
per consigliarmi come vestirmi?- disse lei
- - schiavista! – rispose lui aprendo l’armadio.
-
- Joey si stava asciugando i capelli quando il campanello
suonò.
- Stava cantando a squarciagola da qualche minuto, la musica
a manetta, la spazzola come microfono e il phono per fare l’effetto vento.
- Non si accorse del campanello.
- Pacey da fuori continuava a scampanellare con insistenza.
- Niente, anche lui sentiva a stento il campanello,
sopraffatto dalla musica.
- - Joey! Joey!- urlò. Niente.
- Decise di aprire la porta, lo fece con delicatezza.
- - permesso?? – disse introducendosi con imbarazzo
nell’appartamento.
- Si spostò verso il salone, quindi la vide. La ragazza stava
ballando e cantando con un phono e una spazzola in mano, era molto buffa.
Quando però Pacey spostò lo sguardo dal viso dell’amica al corpo, si tappò
subito gli occhi sconvolto. La ragazza era in mutande e reggiseno.
- - Joey! – urlò tenendo ben presse le mani sugli occhi.
- Finalmente la ragazza si accorse con un urletto della
presenza si Pacey, corse subito a indossare una vestaglia e a chiudere la
musica.
- - puoi aprire gli occhi se vuoi – disse
- il ragazzo sbirciò per assicurarsi del fatto che non ci
fosse alcun pericolo, quindi aprì gli occhi imbarazzato.
- - che ci fai qui? – disse lei iniziando ad asciugarsi i
capelli istericamente
- - bhe… si da il caso che dovevo venirti a prendere alle
sette – disse lui sorridendo
- - e sono le sei! – urlò Joey per farti sentire dal rumore
del asciugacapelli
- - no! È cambiato l’orario! – disse lui
- Joey si mise a ridere pensando alla figura che aveva appena
fatto.
- - okay.. dammi un minuto. Intanto vai in sala, fai come
fossi a casa tua! – disse eclissandosi in bagno.
- Pacey fu ben felice di allontanarsi dalla ragazza, la sua
vista l’aveva turbato.
-
- Jack siede sull tavolo della cucina, si apre la porta.
- - che ci fai qui? – disse Jen entrando.
- - non so… mi sono accorto di avere un doppione delle
chiavi, tu non c’eri e sono entrato. – disse sedendosi
- - non ti ricordavi dell’appuntamento? – disse lei levandosi
i tacchi
- - no! Come è andato? – chiese con finto interesse
- - bene! Bert è splendido! È veramente simpatico, carino,
sensibile e anche interessante! – disse lei felice
- - ahh… che bello – disse Jack con poco entusiasmo
- - cosa ti succede? – disse lei
- - niente.. – disse lui scostandosi
- - dimmi tutto.. – disse lei avvicinandosi
- - bhe… sembra stupido, ma mi sento inutile. – disse lui
- - tu non sei inutile Jack – disse lei
- - il fatto è che sono un ruolo secondario. L’ho capito
analizzando il telefilm di Dawson. James prima è il fratello di Linda, poi il
fidanzato inutile di Sam, quindi il migliore amico di Jessica. Sono come una
spalla. Mai il protagonista – disse lui
- - non è vero. E poi non c’è nulla di male.. – disse Jen
- - certo che c’è. Passo una vita anonima e triste. Sono un
bravo ragazzo, faccio il professore, non vado mai in vacanza, i miei
appuntamenti sono un fallimento. -
- - se ti stai riferendo all’uomo-grassodibalena devi
rassegnarti, ma non tutti sono così.. – disse lei
- - sai Jen, ho tanta paura di rimanere solo. Senza un
compagno, senza una famiglia, senza uno scopo – disse lui
- - tu non sarai mai solo. Ci sono Joey, Dawson, Pacey e
quella pazza di Audrey. E poi ci sono io. Sai… anche io spesso ho paura di
rimanere sola, ma quando penso a te so che non accadrà mai. Sai, ricordi la
sera che ci siamo visti per la prima volta? Quei pazzi di Andie e Dawson
volevano accoppiarci, e poi tu avevi baciato Joey. Quella sera io capii che tu
eri un bravo ragazzo, e ti dissi che avevi fatto la cosa giusta. E tra me e me
dissi” sarebbe bello averlo come ragazzo” e mi dissi che presto ti sarebbe
passata la cotta per Joey, e mi dissi “ questo, è l’uomo con cui passerò il
resto della mia vita”- disse lei sorridendo
- - sono cose che si dicono in gioventù… - disse lui
- - non mi sono sbagliata – disse lei
- - Jen, senti.. – iniziò Jack
- - non mi sono sbagliata – lo interruppe, continuò – perché
io potrò avere tutti i fidanzati che voglio, probabilmente scoprirò presto che
Bert è un travestito, oppure che non ha un dito al piede e potrei non vederlo
più ma se c’è una cosa che sono sicura di avere sempre
- quella è la tua amicizia. Perché so che non finirà mai – i
due si abbracciarono.
-
- - questo concerto è un vero sballo! – disse Pacey
- - sì!- rispose Joey sorseggiando una birra
- - vado un attimo al bagno, mi raccomando non perderti! Non
so cosa mi farebbe Audrey! – disse lui sparendo ben presto inghiottito dalla
folla.
- - hey… - un ragazzo molto carino sbucò tra la folla,
sedendosi con prepotenza vicino a Joey
- - hey.. – rispose lei poco convinta
- - ti posso offrire qualcosa? – disse lui sorridendo
ammiccante
- - come vedi sto già bevendo, a meno che tu non mi voglia
ubriacare per rimorchiarmi più facilmente – disse lei scocciata
- - simpatica… - disse lui
- - simpatico.. -
- - ricominciamo da capo. Piacere, sono Greg – disse lui
guardandola
- - piacere – disse lei
- - il tuo nome? – chiese lui
- - perché lo vuoi sapere? – chiese lei
- - di solito quando ci si conosce ci si scambia i nomi e
quindi di instaura una conversazione.. – replicò lui
- - perché mi vuoi conoscere? – disse lei
- - rispondi mai ad una domanda? – chiese Greg
- - come mi vorresti chiamare? -
- - non so.. a questo punto… che razza di domanda è? -
- - come si chiamava la tua prima amica femmina quando eri
piccolo? – chiese lei, divertendosi a prenderlo in giro
- - anche se non capisco perché sarà meglio risponderti.
Emily -
- - anche io – disse sorridendo
- - non ci credo -
- ( intanto Pacey che è tornato dal bagno si avvicina a Joey,
e rimane affascinato a guardarla discutere con Greg)
- - e invece sì. Emily Jefferson. Non mi credi? Vuoi vedere
il passaporto? – disse lei
- - no grazie. Ti credo, Emily. Perché sei così acida con me?
-
- - forse quando smetterai di guardarmi il fondoschiena ti
risponderò – disse lei andandosene scocciata.
-
- - allora ci vediamo domani sera? – disse Jen al telefono
- - certo, a presto – disse Pacey sorridendo al vuoto.
- Attaccò il telefono e si fece cadere sul divano.
- “ed ecco a voi la hit della
settimana!”
- disse la voce di Jen alla radio, ed ecco la canzone che
cantava Joey.
- Pacey sorrise, pensando a lei. si spaventò. Stava
succedendo una cosa che non doveva succedere. Prima quello sguardo al
pigiama-party, poi la gelosia al concerto.. per non parlare dell’incidente a
casa di Joey.
- Vederla così pimpante, sorridente, bella gli aveva fatto
risvegliare un vecchio sentimento che ormai credeva fosse chiuso nel
dimenticatoio.
- Quel maledetto sentimento, sembrava spuntasse fuori nei
momenti meno adatti.
- Era nato all’età di dodici anni ma era ancora immaturo, si
era riacceso nel secondo anno del liceo, proprio nel periodo dell’eterna
incertezza del giovane Dawson che doveva definire i sentimenti per la sua
migliore amica, si era spento presto, respinto. E quando la vita del giovane
liceale Pacey stava andando per il meglio era tornato prepotente,
costringendolo a perdere l’amicizia di Dawson. Si era risvegliato qualche
tempo prima, nel secondo anno di college, ma qualcosa non era funzionato. Ed
adesso, nel momento di maggior felicità, era circondato da amici, aveva
successo nel lavoro, si poteva definire un uomo felice e realizzato, eccolo
rispuntare a distruggere tutto.
- Non doveva assecondarlo, doveva spegnerlo prima che questo
fuoco si alimentasse, e doveva farlo al più presto.
-
- Jen, Joey e Pacey stavano in piedi, appoggiati al bancone
di un bar.
- -…. Quindi rischio di essere cacciata di casa! – disse
infuriata Joey
- - non ci posso credere. Qui ci vorrebbe un bel avvocato –
disse Jen sorseggiando il suo drink
- - non farmici pensare. Approposito, come abbiamo fatto a
finire in un bar per teen-ager? – chiese Joey indicando un rumoroso gruppo di
sedicenni mal truccate che ridacchiavano nella loro direzione
- - poverine! Un tempo sei stata anche tu come loro!- disse
Pacey guardandole
- - alla loro età sgobbavo e tra il mio patetico lavoro part
time e la scuola non avevo un momento da dedicare ai bar per teen-ager! –
protestò Joey innervosita dalle ragazzine sfacciate
- cameriera: ciao! Le ragazzine qui vicino mi chiedono di
riferirti questo messaggio: sei carino. Hai un bel fondoschiena. Vuoi uscire
con noi?
- La cameriera si allontanò lasciando allibito il povero
Pacey.
- - cosa?! – disse Jen scoppiando a ridere guardando la
faccia di Pacey
- - non so se prenderla come un complimento o un offesa –
disse lui, facendo un cenno alle ragazzine vocianti
- - quanto sono idiote – disse ingelosita Joey lanciando loro
uno sguardo gelido
- - almeno hanno apprezzato il mio scintillante fondoschiena
da maggiorenne – disse lui ridendo.
- Ragazzina: scusa, vuoi venire un attimo?
- Pacey un po’ sconvolto si diresse verso il gruppetto di
adolescenti dando le spalle alle amiche. Joey lo osservò, pensando che le
ragazzine non avevano tutti i torti.
-
- - signor Green, non può farmi questo! – urlò Joey
scaraventata fuori dalla porta.
- - mi dispiace signorina Potter ma ho le mani legate, ho già
provveduto a farle traslocare i mobili su un camion, ecco le chiavi – le disse
un uomo barbuto porgendole delle chiavi.
- - ma ci ripensi… perfavore… - lo pregò lei
- - non si ruffiani.. è inutile – disse lui burbero
- - ma signor Green, dove andrò? – disse lei
- - esistono delle cose chiamati hotel – disse lui cercando
di cacciarla
- - non ho i soldi.. – urlò esasperata lei
- - non mi vorrà dire che non ha degli amici? – disse lui
sorridendo e chiudendo la porta di quello che una volta era stato
l’appartamento di Josephine Potter.
- Si allontanò presto lasciando Joey sola nella tristezza.
- Tirò fuori il cellulare, digitando il numero.
- Tuuuu tuuuuu tuuuuuu
- “ rispondi Jen, ti prego “ sussurrò lei.
-
- Pacey era felice. Si era appena fatto una doccia, e ora
stava sdraiato sul divano, comodamente a guardare un inutile show televisivo.
Non aveva niente da fare quella sera, e neanche il giorno successivo. Era
sempre pieno di impegni, e per questo apprezzava molto le poche giornate in
cui poteva godersi del sano ozio.
- Suonò il campanello, Pacey si drizzò in piedi, aprì il
portafoglio, pronto a pregustarsi una pizza che aspettava da troppo.
- Ma quando aprì la porta non trovò il brufoloso ragazzo
della pizza a domicilio.
- Trovo una piangente Joey, bagnata come un pulcino,
sconvolta, scossa e profondamente triste.
- - Joey! Che cosa ci fai conciata così? – chiese lui
guardandola
- La ragazza scoppiò in un pianto isterico, quindi lo guardò,
iniziò a tirare sul col naso, e con una voce singhiozzata, bavosa e triste
balbettò:
- - io…. io… io ho cercato di c-c-c- chiamare Jen. M-m-ma non
c’era. Veramente. Non volevo disturbarti. ho… ho vagato per New York tutto il
tempo…. Ho fr-fr-freddo –
- Pacey la guardò, e preso da un istinto di tenerezza la
prese e l’abbracciò, fu un lunghissimo abbracciò.
-
- - calmati Jo! – disse Pacey
- i due sedevano sul divano, Joey ancora col cappotto e
bagnata era rannicchiata.
- - adesso come farò? N-n-non ho più una casa, non ho più
niente. Ho solo uno stupido, inutile, strapieno, camion – disse lei tirando su
col naso
- - non preoccuparti.. – disse lui, Joey si rannicchiò
addosso a lui e iniziò a piangere, lui iniziò a stringerla forte.
- - non preoccuparti.. adesso ci sono io… - disse
accarezzandole i capelli
- restarono a lungo tempo abbracciati.
- - Jo, sei fradicia, perché non vai a farti un bel bagno
caldo? Ti prenderai un accidente! – disse lui levandole il cappotto
- - e dove dormirò questa sera? E domani? – Joey era nel
panico
- - qui sciocca! Potrai rimanere qui finchè non troverai un
posto migliore. Ma adesso vai a farti un bagno.
-
- - 38 e mezzo! – disse Joey avvolta in una coperta
- - Joey! Mettiti addosso questi! – disse Pacey lanciandole
un maglione e dei boxer.
- ( Pacey si volta mentre Joey indossa i vestiti)
- - eccoti il the, ti farà bene. Potter, cosa mi combini?-
disse lui portandola verso il divano
- - Pacey, mi dispiace tantissimo, forse hai degli impegni.
Sei devi andare ad un appuntamento, fa niente. Troverò un posto.. – disse lei
starnutendo
- - mi offendi Potter, tu resti qui con me. Io non ti mollo,
poi ti sei beccata una bella febbre! -
- disse lui abbracciandola, i due restano avvinghiati l’uno
all’altra, poi Joey starnuta.
- - non dovresti starmi vicino.. o ti beccherai la febbre.. –
disse lei
- - ti assicuro che questa è l’ultima cosa che mi interessa..
– rispose Pacey.
-
- - cosa stai facendo? – chiede Joey vedendo Pacey che la
prende in braccio
- - ti porto a letto! – disse lui
- - il mio letto è il divano! – disse lei, ma ormai Pacey
l’aveva già adagiata sul suo letto matrimoniale.
- - non posso… - disse lei
- - hai la febbre, sarà meglio se dormi al caldo per oggi.
Non farmi arrabbiare. Resta qui e dormi! – disse lui rimboccandole le coperte
- - e tu dove dormirai? – chiese lei guardandolo
- - nel divano! forse non sembra ma pare molto comodo! –
disse lui sorridendole
- - dove vai? – chiese lei vedendolo attraversare il
corridoio
- - a letto! – disse lui, poi però la vede così indifesa e
decide di restare – starò qui ad aspettare che ti addormenti – disse lui
sedendosi sulla moquette
- - Pacey vieni qui sotto le coperte! Non ho paura di te! –
disse Joey ridendo per la prima volta
- lui si mette con un po’ di imbarazzo sotto le coperte, lei
rannicchiata a gatto appallottolato e lui disteso e pensoso.
- - buonanotte Joey -
- - buonanotte Pacey -
- silenzio
- - Pacey? – disse Joey
- - sì? – chiese lui
- - grazie. E scusami ancora. Ti ho rovinato la serata. Non
preoccuparti presto libererò il letto e potrai finalmente dormire solo –
disse.
- Pacey si soffermò a pensare che forse era felice di quello
che era successo. Forse era felice che Jen e Jack non fossero a casa. Forse
era felice di sentire quell’esile corpo freddo addormentarsi lì vicino.
-
-
- Pacey guardò fuori dalla finestra, nevicava.
- Era bello veder quei piccoli fiocchi di neve scendere dal
cielo candidi e rendere bianco il paesaggio.
- - è bellissimo – disse la voce di Joey
- - ciao dormigliona – disse Pacey guardandola
- - ciao – disse lei guardando Pacey. Si accorse di quanto
era bello. I capelli erano corti e spettinati, li occhi, più verdi che mai,
splendevano alla luce del sole.
- - ha provato la febbre?- le chiese lui
- - sì. 38, ma passerà – disse lei sedendosi sulla sedia
- - vai pure al lavoro, per questo pomeriggio si sarà
abbassata – disse bevendo un lungo sorso di caffè
- - sono passato a prenderti lo sciroppo, e resto qui – disse
lui estraendo un pacchetto dalla borsa della spesa che stava sistemando
- - Pacey.. non c’è bisogno di tutto questo. Me la cavo, sono
adulta e vaccinata ormai – disse lei leggendo la confezione di sciroppo
- - per me resterai sempre la piccola Joey, indifesa e
dolce.. – disse lui guardandola.
-
-
- Ciao! Questa è la segreteria telefonica di Joey Potter,
probabilmente non sono in casa perché sto facendo qualcosa di meglio, quindi
lasciate un messaggio dopo il bip
- - ciao coniglietta! Cosa ti è successo? È da due giorni che
ti cerco, e di te neanche l’ombra! Fatti sentire! – disse Audrey mettendo giù
la cornetta.
-
-
- Sono passati due giorni, Joey è finalmente guarita e
insieme a Pacey cerca ritrovare il camion dove stanno i suoi vestiti.
- - non ho ancora capito il perché. Perché siamo qui? – disse
Pacey aprendo con fatica il retro del camion
- - si da il caso che ho bisogno di vestiti! Non per
insultare i tuoi ma preferirei riavere capi vagamente della mia taglia! –
disse lei grattandosi la spalla di un enorme maglione
- - come vuoi! – disse lui ravanando tra li scatoloni
- - eccoli! – esultò lei aprendo una cassettiera
- - manca qualcosa? – disse lui avvicinandosi
- - tu finisci qui, io apro l’armadio! – disse lei
strisciando tra li innumerevoli mobili che occupavano il camion
- - okay… cosa devo… - disse Pacey arrivando alla cassettiera
e aprendola
- - .. prendere? – chiese imbarazzato accortosi di aver
scoperto il reparto intimo.
-
- - ma dove cavoli è finita?? – chiese Audrey
- - non ne ho idea! Hai provato a casa sua? – chiese Jen
- - certo. Non sono così paranoica – disse lei sorridendo e
aprendo il frigo dell’appartamento
- - hai chiamato Bessie? – chiese ancora Jen
- - non riceve notizie della sorella da settimane – disse
Audrey preoccupata
- - qualcos’altro? – chiese Jen
- - niente! Né un biglietto, un messaggio telefonico, un sms…
potrebbe essere stata rapita, magari in questo momento è in ostaggio, magari è
stata uccisa da una gang mafiosa, troveranno il suo corpo durante uno scavo a
central park.. – iniziò a elencare istericamente Audrey camminando per la
cucina
- - hey! Audrey, calma. Fai un bel respiro. Conosco Joey da
molti più anni di te, e se la sa cavare. Potrebbe essere impegnata in un
avventura amorosa, o ha un impegno di lavoro improvviso. Non preoccuparti, è
giovane, è bella, è intelligente. Si farà sentire, non preoccuparti.. – la
tranquillizzò Jen.
-
- - speriamo che questo sia migliore del precedente. Sembrava
una topaia adibita a sgabuzzino – disse Joey camminando frettolosamente per le
grandi strade newyorkesi
- - donna di poca fede. Ti assicuro che il prossimo sarà uno
schianto – disse Pacey seguendola felice
- - è da stamattina che dici questo, e poi si rivelano
fallimentari. Non ricordarmi quell’obbrobrio a Brooklyn perché potrei
rimettere. Aveva del sangue sulle pareti!- replicò lei sistemandosi la sciarpa
- - troverai l’appartamento giusto.. – disse Pacey
- - la verità è che con la mia disponibilità finanziaria
posso permettermi ben poco – disse lei scontrosa
- - non dire così… - disse Pacey cercando di tenere il passo
- - tutti avete fatto successo! Jen è una famosa giornalista
radio, Jack fa il professore con successo, tu gestisci un ristorante, Audrey
fa la cantante, per non parlare di Dawson che dirige uno dei telefilm di
maggior successo d’america! E io che ho frequentato uno dei college più
prestigiosi del paese e non ho uno straccio di appartamento! – disse lei
esasperata, camminava sempre più veloce senza accorgersi di dove andava, e
infatti urtò un passante.
- - hey! Brunetta sta più attenta la prossima volta! – disse
una voce famigliare
- - Audrey! – disse Joey guardando il volto del suo
interlocutore
- - coniglietta! Sono così contenta di vederti! – disse lei
abbracciandola forte
- - Audrey! Scusami! Mi ero completamente scordata di te! –
disse Joey
- - continua così! Scordati della tua povera amica Audrey che
stava passando giorni di terrore immaginandoti rapita da qualche malvivente!
Credevo fossi morta! – disse abbracciandola forte
- - se continuerai a strangolarmi in questo modo, ben presto
il tuo sogno diverrà realtà!- disse Joey.
- Si era completamente dimenticata di Audrey, si era
completamente dimenticata di tutti. La vicinanza con Pacey, la sua amicizia
erano così forti da farle dimenticare di avvisare li altri. cosa le stava
succedendo?
- - cosa ti è successo! Raccontatemi tutto! – disse lei
liberando l’amica dalla presa
- - sarà meglio farlo davanti ad una bella tazza di
cioccolata bollente! – commentò Pacey indicando un bar.
-
- - quel Signor Green, sempre detto che era un disgraziato! –
esclamò Audrey appoggiando la tazza vuota di cioccolata sul tavolino
- - ormai è acqua passata, meglio non pensarci. Sto già
pensando di affittare un altro appartamento. Pacey mi stava giusto aiutando a
trovarne uno. – disse Joey sorridendo
- - come vi sono sembrati? – chiese Audrey
- - bhe, diciamo che per il mio budget le cose non stanno
andando molto bene. Il mio capo non vuole darmi la promozione che desidero,
finchè stavo con Dawson tutto era diverso, era facile arrivare a fine mese,
dividere con qualcuno la spesa è tanto, ma da sola, con quel salario da fame,
faccio fatica -–disse Joey imbarazzata
- - perché non vai a vivere con qualcuno? Ci sono molte
inserzioni sul giornale! – disse Audrey sorridendo
- - sanno tanto di maniaci – disse Joey contrariata
- - vieni a vivere con me – disse Pacey. Era da un po’ che
taceva ascoltando le conversazioni delle amiche. E improvvisamente, la bocca
si era aperta da sola, contro il suo cervello. E il suo cervello non era
d’accordo. Invitare Joey a vivere con lui era un grave errore. Niente più
notti brave, disordine, scappatelle misteriose… niente più libertà. Inoltre
presto si sarebbero messi in gioco i sentimenti sconvolgendo tutto.
- - bella idea – disse Audrey sorridendo – che ne pensi? –
domandò all’amica.
- Joey non rispose, si limitò a sistemarsi una ciocca di
capelli dietro l’orecchio.
- Una voce dentro di lei avrebbe voluto gridare al mondo
SII!!! E iniziare a ballare in mezzo alla stanza. Ma il suo cervello, come al
solito, si opponeva.
- - non lo so… - disse lei guardando Pacey.
- “ revoca tutto! “ si disse Pacey “ di che non puoi, di che
ti sei dimenticato che devi ristrutturare la camera, dì che il frigo perde
acqua.. inventati una scusa! “ si pregò mentalmente, ma tutto quello che fece
fu annuire.
- - sarà una sistemazione provvisoria. Così potrai prenderti
più tempo per te stessa, per trovare l’appartamento giusto e forse per
ottenere quella promozione a cui aspiri tanto- si intromise Audrey
- i due annuirono titubanti.
- - allora è deciso. Witter e Potter che vivono insieme! –
disse Audrey sorridendo.
-
- Due settimane dopo…
-
- “ ti amo Sam”
- “ sei sicuro che non ti arrabbierai?”
- “ assolutamente no, io ti amo e aspetterò anche tutta la
vita, ma voglio che sia il momento giusto”
- “ ti ho mai detto quanto ti amo? “
- “ evidentemente no”
-
- - è finito?– disse Pacey dalla cucina
- Joey si alzò mollemente dal divano spegnendo la televisione
e raggiungendolo
- - non è possibile. Piangi ancora – disse Pacey sorridendo
- - non fare lo stupido! – disse lei sistemandosi a tavola
- - a che punto siamo con “the creek”, l’ennesima volta che
hai lasciato il nostro povero Colby? – chiese Pacey ironizzando
- - no. Siamo al periodo di confusione precedente alla prima
volta di Sam e Petey – disse lei guardandolo, Pacey la guardò ripensando a
quei momenti
- - è tardi, allora io vado a letto, ciao – disse lei
alzandosi e avvicinandosi a Pacey, gli baciò la guancia augurandoli la
buonanotte. Si allontanò eclissandosi dietro al porta a vetri di camera sua.
Pacey la osservò stranito toccandosi la guancia incandescente e pregando
mentalmente che tutto quel rossore fosse solo l’effetto della salsa chili.
-
- Notte, Pacey si rigira nel letto non riuscendo a dormire.
- “ Pacey, devi smetterla di pensare a lei, piantala!” si
ripetè. Ma non era facile. Da quando vivevano assieme erano successi così
tanti episodi imbarazzanti da non crederci. Il bucato per esempio durante il
quale doveva lavare i succinti capi d’abbigliamento della coinquilina. Oppure
il bagno e poi la notte. Non riusciva a dormire pensando a Joey che stava
nella camera accanto.
- “ non sta accadendo” si convinse “ non riesci a dormire
perché hai mangiato pesante e non sei agitato per Joey. Sei agitato perché hai
mal di pancia”.
-
- - sono così emozionata! E da tanto tempo che non ci vediamo
tutti!- disse Audrey camminando nervosamente per la casa
- - sì. Tra poco dovrebbero arrivare Jen e Jack – disse Joey
apparecchiando la tavola
- suonò il campanello.
- - devono essere loro! – disse Joey sorridendo e correndo ad
aprire la porta.
- Ma non erano loro, era Dawson.
-
- Dawson guardò Joey. Indossava una gonna viola appena sopra
il ginocchio e un maglioncino rosa. Era molto bella, si chiese mentalmente
perché si erano lasciati.
- “ non siete fatti per stare insieme” gli rispose una
vocina.
- - ciao Joey! Sei splendida!- disse lui abbracciandola
- - Dawson! Hey che eleganza! – disse lei prendendo il vino
che le porgeva l’amico
- - grazie. Lo chef apprezzerà molto – disse facendolo
accomodare
- - hey Dawson! Amico, è bello rivederti! – disse Pacey
abbracciandolo
- - ciao Pacey, come stai? -
- - bene, bene. A te non lo chiedo neanche. Il tuo telefilm
va a gonfie vele, Joey lo guarda ogni mercoledì – disse Pacey
- - Dawson Leery! Un mito tra noi! – disse Audrey baciandolo
sulla guancia
- - siete tutti splendidi amici! Joey, sei bellissima! Farti
riabbracciare! – disse lui avvicinandosi all’amica
- Pacey li guardò provando una sconosciuta sensazione allo
stomaco, e il tic di prendere a pugni il povero Dawson. “ cosa ti sta
succedendo?” si rimproverò, cercando di distrarsi guardando le patate nel
forno.
- Ecco il campanello.
- - vado io! – urlò Joey liberandosi dalla presa di Dawson e
raggiungendo a grandi falcate la porta
- - ciao! – disse Jen
- - Jack! Jen! Eccovi finalmente! – disse abbracciando i due
amici
- - cosa sono tutte queste smancerie? Ci siamo visti ieri! –
disse Jen levandosi il cappotto
- - è solo che… sono così felice di questa cena! – disse Joey
non capendo il motivo di tutta questa agitazione
-
- più tardi, a tavola.
- - la cena era squisita, sei veramente un grande chef –
disse Jack felice
- - veramente, quella salsa rosa era veramente buona, cos’
era? – disse Audrey massaggiandosi la pancia
- - sarà meglio che non te lo dica, te lo assicuro – disse
Pacey
- - sì.. la prima volta che l’ho assaggiata anche io la
consideravo adorabile.. ma quando ho visto di cosa era fatta… - disse Joey
sorridendo a Pacey
- - ha vomitato per un giorno intero, il bagno è stato
occupato per ore, mai dividere la casa con Joey Potter! – disse, ma poi si
accorse di aver parlato troppo.
- Il giorno prima si era messo d’accordo con Joey di non
accennare al fatto della convivenza, Joey sosteneva che Dwason si sarebbe
sentito in colpa, visto che era per colpa sua che non aveva più un aiuto
finanziario
- - cosa? – disse Dawson
- -… io vado a sparecchiare la tavola.. – disse Joey
alzandosi come morsa da un insetto e raggiungendo la cucina a velocità
paranormale, Audrey come tutta risposta si rovesciò un po’ divino addosso
- - opps… che sbadata! Vado a vedere cosa può fare Joey per
questo! – disse raggiungendo la cucina
- - come mai non l’hai detto a Dawson? – urlò travolgendo
l’amica
- - senti, non infierire.. – si giustificò lei iniziando a
mettere i piatti nella lavastoviglie
- - cosa mi nascondi? – disse lei
- - niente… assolutamente niente – rispose Joey
- - tu non me la conti giusta.. prima sparisci nel nulla
dimenticandoti di chiamarmi, poi vai a vivere con Pacey, e poi ti rifiuti di
farlo sapere a Dawson.. cosa ti sta succedendo? – urlò Audrey iniziando a
pulirsi istericamente la camicetta di seta
- - non me la sentivo di dirlo. Conosci Dawson, si sarebbe
sentito in colpa visto che è stata la mancanza del suo aiuto economico che mi
ha fatto sfrattare. E poi adesso vado a vivere con Pacey… assurdo. Avrebbe
subito capito qualcos’altro, vedendoci sotto chissà quale tresca.. – disse
Joey abbassando lo sguardo
- - perché, non è così? – chiese Audrey obbligando l’amica a
guardarla negli occhi
- ( intanto Pacey si era alzato e aveva raggiunto la porta a
vetri della cucina per cercare di capirci qualcosa, ma si era fermato prima,
ascoltando la conversazione)
- - cosa.. cosa stai dicendo? – rispose Joey scostando lo
sguardo
- - carissima Joey, conosco quello sguardo. Lo conosco
benissimo, quindi raccontamela giusta. Tu ti stai inevitabilmente invaghendo
di Pacey e lo stai facendo senza accorgertene. Quindi, se pensi che ci sia
qualcosa tra voi, dillo- disse Audrey sedendosi vicino al lavello
- - mettitelo in testa, tra me è Pacey non c’è niente. Siamo
solo due buoni amici che condividono una casa per motivi economici. Non è la
prima volta che dividiamo una casa, e mi dispiace se hai dei principi da
benpensante anglicana ma non c’è niente sotto – concluse Joey mentendo
spudoratamente.
- Dall’altra parte della porta a vetri, un ragazzo sentì un
dolore allo stomaco impercettibile ma doloroso.
-
- - bene ragazzi, vi saluto – disse Audrey infilandosi il
cappotto e baciando sulla guancia li altri
- - dove vai? – chiese Joey sperando intensamente di poterla
seguire
- - ad una festa, o meglio, un party signorile dove la mia
band esporrà il nostro nuovo disco, se vuoi venire.. – disse poco convinta
- - certo! – rispose lei felice infilandosi il cappotto.
- - allora ciao – continuò rivolgendosi a Dawson
- - vengo anche io.. se posso – disse lui sorridendo, felice
di condividere del tempo con Joey, non capiva perché ma tutte le volte che la
rivedeva non voleva lasciarla
- - anche io! – disse Jack autoinvitandosi
- - okay… e voi due? – disse Audrey riferendosi a Jen e
Pacey. Pacey che aveva già subito un brutto colpo, quando aveva visto Dawson
infilarsi il cappotto per seguire Joey si era avvilito ancor di più.
- - no.. io resto qui – disse triste
- - anche io… aiuterò Pacey a sistemare la cucina, voi andate
e divertitevi! – disse Jen captando il disagio dell’amico.
-
- Party dei Flebo, il gruppo di Audrey, mentre quest ultima è
assalita dai cronisti, Joey è da sola al banco del ponch.
- - ne vuoi altro? – chiese una ragazzo carino guardandola
- - no grazie – disse lei pensando
- - cosa ci fa una così bella ragazza da sola? – chiese lui
sorridendo, Joey scostò lo sguardo e notò che il ragazzo oltre che gentile era
molto, molto carino.
- - cerca di scappare dai soliti problemi- disse lei
guardandolo
- - i problemi bisogna affrontarli, non scappare – commentò
lui
- - pensiero profondo… ma tra il dire e il fare c’è di mezzo
il mare! – replicò Joey
- - sono sempre stato bravo con le parole… ma mai a fatti –
disse lui avvicinandosi
- - ti capisco.. -
- - come mai sei qui? – chiese lui
- - vedi quella ragazza bionda assalita dai giornalisti? –
disse Joey indicando Audrey
- - Audrey? La cantante dei Flebo? La conosci? – disse lui
seguendo lo sguardo di Joey
- - si da il caso che sia la mia migliore amica – commentò
lei guardandolo
- - wow! Grazie a lei avrai il lascia passare a molti
concerti! – disse lui esaltato
- - sì -
- - come ti chiami?- chiese lui
- - tu? – rispose lei guardandolo
- - ho fatto prima io la domanda – commentò lui avvicinandosi
- - Joey, Joey Potter – rispose lei
- - adoro le ragazze con nomi maschili – commentò lui
- - anche io.. – rise lei
- - io mi chiamo Jess Montgomery – disse lui sorridendo
- - piacere -
- - il piacere è mio -
- silenzio, i due si guardarono
- - allora, signorina Potter, mi vuole concedere questo
ballo? – disse lui porgendole il braccio
- - con grande piacere Mr Montgomery – rispose lei
sorridendo.
-
- - allora, mi vuoi dire cosa ti succede? – disse Jen
aiutando Pacey a sparecchiare
- - niente – disse lui raggiungendo la cucina
- - non mentirmi. Potrai mentire a Joey, a Dawson, agli
altri, e a te stesso, ma per favore, non mentirmi – disse Jen guardandolo
intensamente
- - cosa ti fa pensare che io stia mentendo? -
- - voglio essere sincera con te, Pacey. Ti conosco e conosco
Joey, ma soprattutto so riconoscere il tipico invagamento per Joey Potter, ne
ho visti così tanti da farmi venire la nausea, e mi dispiace dirlo, ma tu ne
sei affetto – disse Jen ammiccando
- - è così evidente? – domandò Pacey colpito nel profondo
- - non so… quel tuo guardarla mentre sorride, o sorridere
mentre sorride lei, per non parlare del fatto che ogni volta che vedi Dawson
varcare la soglia del metro di distanza da lei, inizi a stringere i pugni… ma
a parte questo, direi di no – disse lei sarcastica
- - non capisco cosa mi sta succedendo… tutto questo è..
sbagliato- disse lui
- - cosa intendi per sbagliato? -
- - come prima cosa viviamo insieme, e la prima regola per
una buona convivenza è non provare attrazione per la tua coinquilina – disse
lui sedendosi sul tavolo
- - effettivamente.. potresti provare a non pensarci – disse
Jen sorridendo
- - ci ho provato. Ci ho provato eccome. Ma è più forte di
me. La notte non riesco a dormire pensando che lei è nella stanza vicina e ti
assicuro che non è bello passare notti insonni – disse lui prendendo una mela
dal porta frutta e dando un morso
- - cosa devo fare Jen? – continuò
- - anche se di solito dispenso consigli.. in questo caso non
ho idea di cosa ti possa fare- disse lei
- - bella amica. Prima ti svelo l’anima e l’unica risposta
che ottengo è un non lo so? – disse lui mordendo la mela
- - è una situazione delicata, molto delicata. Prima di
buttarti a capo fitto in una relazione dovresti capire bene cosa provi per
lei. è amore, è un attrazione, è un amicizia… - disse Jen
- - è tutte e tre. O nessuna delle tre. O una delle tre. Oh…
non lo so- si lamentò lui buttando la mela nel cestino.
-
- - è stato divertente passare una serata con voi, miss
Potter – disse Jess
- - anche per me – rise Joey
- - bene, posso avere il tuo numero di telefono? – disse lui
sornione
- - certo… ecco – disse lei estraendo un biglietto da visita
dalla borsetta.
- Era felice di aver conosciuto qualcuno. Era giunto il
momento di scappare dal casino che stava combinando con Pacey e uscire con un
altro, almeno finchè non avesse chiarito i suoi sentimenti.
-
- Una settimana dopo….
- - non ci posso credere.. è sabato sera e invece che fare
compagnia al tuo vecchio Pacey.. esci con un altro!- disse indignato lui
seguendola per tutta la stanza.
- Joey si stava mettendo gli orecchini, era molto carina.
- È il nostro primo appuntamento, e per ora non lo posso
considerare nemmeno un amico – disse lei
- - Jess Montgomery. È un subdolo. Mai fidarsi di uno che
come cognome ha un elenco telefonico- disse Pacey guardando Joey
- - smettila. Puoi passarmi quella scarpa? – disse lei
- - stai attenta. È la tipica persona che conquista le
ragazze con l’educazione… - disse lui passando la scarpa a Joey
- - vuoi dire che è un difetto essere educati? – disse lei
infilandosi la scarpa
- - sì. Quando arriverà ti saluterà con un bacio, e il primo
commento che farà sarà.. sarà che sei uno schianto. E poi si insinuerà sempre
più vicino al tuo corpo, mettendoti il cappotto, poi aprendoti la portiera,
poi toccando la tua mano per offrirti del ponch.. .- disse Pacey seguendola
- - si da il caso che andremo al cinema. E a meno che non mi
sbagli di grosso il massimo che mi può offrire è un dozzinale pacchetto di pop
corn – disse lei scappando dalla Pacey dell’amico
- - ecco il campanello. Sarà lui, fallo accomodare con grazia
e instaura con lui una conversazione sul tempo finchè non finisco di truccarmi
– disse lei cacciandolo dalla sua camera.
-
- - allora come ti è sembrata la serata?- disse Jess
accompagnando Joey a casa
- - bhe.. devo ammettere che “ Man in black” è un film un po’
demenziale ma ha dei belli effetti speciali e Will Smith.. – disse ma fu
interrotta
- - non intendevo il film, parlavo di noi.. – disse lui
guardandola e avvicinandosi
- - ah… bella – disse Joey allontanandosi titubante
- - fantastica, sei splendida Joey – disse lui avvicinandosi
- - non capisco dove vuoi arrivare… - disse lei
allontanandosi
- - lascia che mi spieghi.. – disse baciandola, Joey lo baciò
poco convinta, ma lui inziò ad accarezzarla ovunque, Joey si scostò
- - cosa fai? – disse lui
- - scusami, ma non stai esagerando?- disse lei scostandosi
- - perché? Abbiamo passato una bella serata, ci siamo
divertiti, non ti pare? – chiese lui
- - sì… ma non me la sento- disse lei allontanandosi
- - non mi starai dicendo che io ho sprecato una serata per
niente? – disse lui tendendole il braccio
- - sono felice che tu la consideri una giornata sprecata.. –
commentò sarcastica lei
- - non dicevo questo.. ma pensavo finisse in un altro modo..
– disse lui accarezzandole il viso
- - in che modo? – chiese lei
- - lasciami entrare in casa.. – disse lui guardandola
sornione
- - no. Potresti andartene? Sono capace di aprire la porta da
sola, sai? – disse lei allontanandosi veloce
- - mi stai mollando? – sussurrò Jess
- - sì. Se pensi che sia una ragazza facile ti sbagli di
grosso- disse lei
- - pensavo fossi una ragazza che si vuole divertire, come
me. E invece mi sbagliavo – disse lui allontanandosi.
-
- Pacey era sdraiato in camera sua, sul letto, a guardare il
soffitto. Ormai era mezzanotte ma di Joey neanche l’ombra. Era preoccupato e
la aspettava trepidante. Eccola. Le chiavi nella toppa, Pacey si alzò di
scatto e si diresse verso l’entrata. Joey entrava goffamente.
- - hey! – disse Joey, se non fosse stata così sconvolta
sicuramente si sarebbe messa a ridere vedendo la scena che le si presentava
davanti. Un Pacey mezzo addormentato, tutto spettinato, in canottiera e boxer
con dei ciabattoni ridicoli, la guardava.
- - hey!- disse lui avvicinandosi
- - come è andata la serata? - chiese
- - bene… bene.. – mentì lei scostando il viso, Pacey si
avvicinò
- - ma tu stai piangendo.. - disse notando delle piccole
lacrime rigare il volto e facendo sciogliere il trucco
- - no, niente, è l’allergia – disse lei scostando il viso
- - cosa ti ha fatto quel bastardo? – chiese Pacey
- - niente! Pacey! È l’allergia! – disse lei
- - ti conosco abbastanza bene per poter affermare con
certezza che tu non sei allergica a niente -–disse lui guardandola
- - niente.. voi uomini siete tutti uguali, fate i simpatici,
chiedete il numero, ci chiamate, ci invitate al cinema, e poi pretendete di
portarci a letto.. – disse lei sorridendo
- - ha fatto così? E tu ci sei stata? – disse Pacey
avvicinandosi
- - no! Certo che no! Mi sono rifiutata! E lui se ne è
andato! Ma rimane il fatto che siete tutti dei disgraziati! – disse lei con
una risatina isterica
- Pacey tirò un sospiro di sollievo.
- - hey! Stai bene? – disse lui
- - certo, certo. Solo non riesco a capire il perché siete
tutti uguali – disse lei levandosi il cappotto
- - non fare di tutta l’erba un fascio, Potter. Io per
esempio ho aspettato nove mesi con te! – disse lui
- - sì, tu hai aspettato – concluse lei eclissandosi
sorridendo in camera sua
- - e ti amo per questo – continuò sussurrando a se stessa.
-
- - Joey, questa casa era splendida! Fantastica!
Assolutamente perfetta! – disse Audrey uscendo dall’appartamento
- - sì.. carina – commentò Joey
- - carina?! Era perfetta! Ti conviene prenderla al più
presto, se non vuoi che lo faccia io! – disse Audrey ridendo
- - non preoccuparti, non ho intenzione di farmi sfuggire
questo appartamento! È bello, economico, fantastico… ho già detto all’agente
che lo prendo!! – disse Joey
- - ma Joey, è fantastico! – urlò Audrey abbracciandola
- - adesso devi solo fare le valigie e dirlo a Pacey! –
continuò.
- “ già.. dirlo a Pacey!” si disse Joey con un po’ di
malinconia.
-
- - quindi te ne vai.. – disse Pacey cercando di nascondere
la malinconia
- - sì.. – rispose Joey guardandolo
- - bhe… hai fatto le valige? – chiese Pacey triste
- - sì… domani mi trasferisco – disse Joey
- - questa è la nostra ultima sera insieme – disse Pacey
- - temo di sì – disse lei.
- - okay.. allora cosa vuoi fare? – disse lui
- - non so… pizza e film? – chiese Joey sorridendo
- - che film? – chiese Pacey
- - ti sei dimenticato di che giorno è oggi? C’è “The creek”!!!-
disse lei sorridendo ed accedendo la tv, ecco la sigla.
- Il nome della puntata “ un impulso
irrefrenabile”.
-
-
- [Nella macchina di Petey]
- (Sam ha lo sguardo fisso fuori dal finestrino, e non guarda
Petey)
- Petey: Parlerai mai di nuovo? Andiamo, Sam, di qualcosa.
- Sam: (arrabbiata) Cosa vuoi che ti dica, Petey? Avevi
ragione? Avevi ragione, okay? Come sempre del resto. Petey Witter, l'unica
persona nella mia vita che ha sempre detto la verità.
- Petey: Questo non è del tutto giusto.
- Sam: Beh , mi hai detto quello che sarebbe successo.
- Petey: Che cosa, Sam? Che è successo laggiù?
- Sam: (dopo una pausa di silenzio) C'era un'altra ragazza.
- Petey: Oh, mi dispiace, Sam.
- Sam: Sai, ogni volta che li guardavo, non potevo fare a
meno di pensare, 'Ecco. Ecco la realtà, proprio come Petey mi ha detto. Questa
è la realtà. E ciò mi ha fatto ricordare ancora una volta quello che mi manca.
- Petey: Continua a cercare, e vedrai che lo troverai.
- Sam: No non succederà, insomma, non è evidente ora più che
mai? Non sono destinata a trovare l'amore.
- Petey: Perché, perché hai sedici anni e sei sola? Andiamo.
- Sam: No, perché ho sedici anni, e in tutta la mia vita ci
sono state solo due persone che mi hanno conosciuto davvero, Petey: Colby e-
- Petey: Questo AJ non può averti conosciuta davvero, ok? Non
mi importa cosa provavi per lui, lui non ti ha conosciuta bene perché se lo
avesse fatto, adesso non ti avrebbe lasciata andare via.
- Joey: (in tono profondo) Guarda che stavo per dire te,
Petey.
- (Petey le da un'occhiata. Lei sta guardando fuori dal
finestrino e sospira. Sospira anche lui con frustrazione)
- Petey: Okay. (Accosta la macchina sul bordo della strada)
- Sam: Sei completamente impazzito per caso?
- Petey: No, non completamente. O almeno non ancora.
- (Scende dalla macchina, scende anche lei mentre lui inizia
a camminare nervosamente verso di lei)
- Petey: (con sicurezza) Ok, che intendevi dire prima?
- Sam: Cosa?
- Petey: Quando hai parlato di me e di come io ti conosca
meglio di chiunque altro?
- Sam: Esattamente quello che ho detto, Petey, tu mi conosci,
okay? In un modo che nessun altro ha mai saputo fare a parte Colby-
- Petey: Non stiamo parlando di Colby adesso, stiamo parlando
di me. Insomma, non puoi continuare a farmi questo, Potter!
- Sam : Fare cosa? Bene, così io conto su di te e ti dico i
miei segreti, e improvvisamente-
- Petey: Mi hai chiamato nel bel mezzo della notte per
venirti a prendere, perché?
- Sam: Bè, mi dispiace di averti chiamato, pensavo che-
- Petey: Non sono arrabbiato perché mi hai chiamato, voglio
solo sapere PERCHE' mi hai chiamato.
- Sam: (incerta) Sei stato la prima persona che mi è venuta
in mente, Petey.
- Petey: (con urgenza di sapere) E quindi che significa
questo, Sam?
- Sam: Significa che, almeno suppongo, significa che posso
parlare con te, e tu sei sempre li pronto ad ascoltarmi-
- Petey: Non ti stanchi mai di parlare?
- Sam: No!
- Petey: (ansioso) Beh, io mi sono stancato di parlare-
- Sam: Io non sono stanca - io non so, io non-
- Petey: E non voglio farlo più.
- Petey: Che stai cercando di dire, Patey?
- Pacey: Jo, io non-
- Sam: Perché stai lì impalato, io non-
- (Non la fa finire di parlare, le prende d'impulso il viso
tra le mani e la bacia. La telecamera si sposta ad inquadrare l'acqua del
fiume...)
- titoli di coda, produttore esecutivo Dwason Leery.
-
- Pacey e Joey stanno piangendo.
- - non ci posso credere.. Pacey Witter che piange… - dice
lei sorridendo
- - quel ragazzo mi ha preso… è fantastico… mi sembra di
ritornare indietro nel tempo.. – disse Pacey spegnendo la tv
- - sì.. è assolutamente perfetto, e poi anche quei nostri
sosia sono perfetti.. mi sembra di essere lì.. – disse Joey asciugandosi le
lacrime e scostandosi, i due sono ad un palmo di naso, sono vicinissimi, la
tensione è forte… Pacey, sopraffatto da quei ricordi la prende e la bacia
delicatamente.
- silenzio
- - cosa.. cosa hai fatto?- disse Joey guardandolo
- - non lo so.. so solo che è sbagliato.. – disse Pacey
scostandosi
- - è terribilmente sbagliato – disse Joey guardandolo
- - è stata la foga del momento.. mannaggia a “the creek”! –
disse Joey allontanandosi
- - sì… è stato colpa di quello stupido telefilm! – disse
Pacey alzandosi in piedi
- - certo… perché tra noi non c’è niente, giusto? – disse
Joey
- - niente, nada, nulla… non so neanche perché è successo –
mentì Pacey
- - allora è storia passata giusto? – disse lei guardandolo
- - giusto! Eh eh eh! Sicuro! Allora.. buonanotte Joey! –
disse lui con una falsa risata scappando in camera sua.
-
- Mattina dopo.
- - allora hai preso tutto?- disse Jen
- - certo! – disse Joey poco convinta
- - quindi siamo pronti per partire! – disse Jen sorridendo
- - certo! -
- - sicura? – continuò l’amica sorniona
- - certo! Certo! – disse Joey
- - allora.. ti aspetto in macchina! – disse Jen intenzionata
a lasciare i due soli
- silenzio
- - bhe.. allora.. ciao – disse Pacey
- - sì.. grazie ancora di avermi ospitata – disse Joey
- - è stato un piacere – rispose prontamente Pacey come da
copione
- - allora.. vado.. – disse Joey avvicinandosi a Pacey, non
sapeva come salutalo… si scoccarono un po’ imbarazzati due baci sulla guancia
e Joey camminò verso la porta d’uscita guardando la casa.
- “ fai qualcosa” disse una fatidica vocina dentro Pacey, ma
il ragazzo rimaneva immobile a fissarla, ma doveva fare qualcosa, doveva avere
il coraggio di dirle la verità, doveva.
- Mentre la ragazza varcava la porta..
- - JO! Aspetta – disse lui
- - sì? – rispose speranzosa lei
- - ti devo dire una cosa… vedi.. io… tu…tu…. Tu hai bisogno
assolutamente di questo per la tua nuova casa! – disse lui infilandole in mano
un pupazzino che stava attaccato al telefono
- - ah.. grazie! – disse lei un po’ delusa ma nello stesso
tempo tirando un sospiro di sollievo
- - allora.. ciao – continuò uscendo dalla stanza
- - ciao Jo – disse Pacey malinconico guardando quella
ragazza che si accorse di amare.
-
- “ quanto sei stupido, idiota, idiota, idiota!” continuò la
vocina nella sua testa, era tutto il pomeriggio che lo tormentava con la
stessa tiritera e non voleva smetterla.
- La casa sembrava vuota senza le urla di Joey, Pacey si
diresse verso la camera, ormai vuota.
- Poteva sentire ancora il suo odore.
- “ vai da lei” continuò quell’odiosa vocina.
- Pacey per la prima vota nella sua vita la ascoltò,
infilandosi il cappotto.
-
- Joey sedeva triste nella sua nuova casa. Era stranamente
linda, pulita, ordinata, proprio il contrario della sua ex confusionaria
abitazione.
- Quando viveva con Pacey la casa era un disastro, cibo
cinese sparso per casa, panni sporchi in mezzo al bagno, puzza di hamburger
bruciacchiato, ma era una casa molto ospitale che anche nelle giornate più
nere metteva il sorriso.
- Non poteva starsene lì da sola in quella casa vuota e
triste, si disse Joey, doveva uscire.
- Si mise il cappotto e prendendo l’ascensore, si ritrovò in
una delle rumorose vie della grande mela.
- Solo fino a qualche mese prima la stava attraversando con
Pacey, lamentandosi degli appartamenti.
- Adesso era lì, sola come un cane.
-
- Suonò ancora una volta il campanello, niente.
- Probabilmente, Joey non era in casa, di disse.
- Prese l’ascensore triste e poi raggiunse la strada
trafficata di New York, decise che una passeggiata rinfrescante gli avrebbe
schiarito le idee.
- Camminò a lungo, senza avere una meta ben precisa, pensando
a Joey.
- Perché era successo? Si disse maledicendo il giorno in cui
aveva proposto di farla vivere in casa sua.
- Non doveva farlo, e lo sapeva bene, ma con il suo solito
impulsivo modo di essere si era cacciato nei guai.
- Era arrivato a Central Park.
- Dei bambini, ben imbacuccati giocavano a palle di neve,
delle coppiette innamorate di sbaciucchiavano felici.
- Pacey, avvilito si sedette in riva al laghetto, tirando dei
sassi.
- Chiudendo gli occhi si rivedeva bambino, mentre insieme a
Dawson scagliava i sassi nell’acqua.
- Quando aveva nove anni, se si riusciva a far saltare il
sasso cinque volte, si poteva esprimere un desiderio.
- Raccattò un sasso, niente, ne tirò un altro 1, 2, 3..
niente.
- Ne prese un altro e contò cinque salti
- - esprimi un desiderio – disse una voce accanto a lui
- - scusa? – disse Pacey guardando, c’era un bambino,
piccolino e paffuto che lo guardava a occhi spalancati, Pacey espresse un
desiderio “ fa che Joey sia qui”.
- - cosa hai desiderato? – chiese il bimbo
- - non si dice – disse lui
- - certo che si dice, si dice a chi ti ha detto di esprimere
il desiderio – rispose il bimbo
- - sicuro? – disse lui
- - certo, sono un esperto io – rispose il bimbo
- - ho chiesto che una persona sia qui – disse Pacey
- - una ragazza? Come si chiama? – chiese il bimbo sorridendo
- - Si chiama Joey.
- (sorride) E carina?
- -Non ti rispondo – diss epcey guardando il lago
- - descrivimela – disse il bimbo
- - Okay. (si piega verso di lui) E' così bella che ogni
volta che la guardi, ti tremano le ginocchia, il cuore ti si scioglie e
proprio in quel momento sai, senza riserve, che nell'universo c'è ordine e
valore.
- - E' molto carina.-
- - Sì.- rispose Pacey pensando a Joey
- - E dov'è? – chiese il bimbo
- - Adesso? Probabilmente adesso è fuori a divertirsi…- disse
lui
- una bambina con le treccine si avvicinò.
- - hey, Matt, vieni a giocare! – disse guardando male Pacey
- - sta zitta, Maggie! – rispose acido il bimbo
- - sta zitto tu! Non si parla con gli sconosciuti! – lo
rimbeccò lei, lui come tutta risposta le tirò le treccine.
- - hey! Stai fermo! Ti odio! – disse lei scappando via.
Pacey sorrise, gli sembrava di vedere lei e Joey a quei tempi.
- - a te piace Maggie? – chiese al bimbo
- - certo che no! – disse lui schifato
- - ti piacerà, ne sono sicuro – disse Pacey sorridendo
- - come fai a dirlo? – chiese il bimbo
- - perché anche io alla tua età dicevo così. Credimi – disse
Pacey
- - adesso devo andare. Ciao. E in bocca al lupo per quella
ragazza! – disse lui correndo
- - crepi! – urlò Pacey seguendolo con lo sguardo, il bimbo
correva e correva inseguendo Maggie che aveva in mano una palla. Passarono
davanti ad una giovane ragazza, travolgendola. Quella ragazza la conosceva
bene.
- Pacey si alzò in piedi benedicendo il laghetto e il sasso.
- - Potter! – disse avvicinandosi
- - Wtter – disse lei felice di vederlo
- - come mai qui? – continuò lei
- - potrei farti la stessa domanda – rispose lui
avvicinandosi e guardandola come se fosse la cosa più bella del mondo
- - non riesco a stare da sola in quel appartamento buio –
disse lei
- - perché? -
- - non lo so.. perché.. perché mi manca il tuo, ovvero il
nostro appartamento – disse lei
- - credevo non ti piacesse.. piccolo, in periferia.. – disse
lui
- - no.. è che mi manchi tu – disse lei guardandolo, ormai i
due erano vicinissimi
- - e ciò cosa significa? –
- - non lo so. – disse lei allontanandoti
- - a questo punto, Potter io ti devo dire una cosa. È mesi
che te la voglio dire quindi ti prego di non interrompermi. Io ti amo. Ti amo
e ti ho sempre amata, e ti amerò sempre. E so di non essere ricambiato quindi
probabilmente a questa dichiarazione succederà un momento di imbarazzo e io
sparirò non facendomi vivo per settimane… ma te la devo dire perché ogni volta
che ti guardo tutto ha più senso e il mondo sembra meno cattivo. E io mi sento
vivo, e non so perché tu mi fai questo effetto ma tutte le preoccupazioni se
ne vanno quando ci sei tu.. perché sei semplicemente.. – viene interrotto
- - non ti stanchi mai di parlare? – disse Joey guardandolo.
- Silenzio, Joey gli prende il viso e lo bacia.
- I due capirono che dovevano vivere insieme e che non
potevano separarsi