- [Scene: Un
negozio di elettronici. Pacey e Jack sono in piedi davanti a qualcosa
praticamente in estasi, mentre Joey è
- dietro di
loro e scuote il capo come per dire “che razza di cretini”
Pacey: Mio Dio, è stupenda.
Jack: Lo penso anch’io. (lett. Sarebbe “anch’io te lo posso
dire”..dato che il soggetto è donna, e Jack è gay..)
Pacey: E lei, lei si che sa come farti divertire, capisci cosa dico?
Jack: Puoi permettertela?
Pacey: Per favore, Jack, non rovinare questo momento parlando di soldi
Jack: stavo solo dicendo—
Pacey: Devo averla per forza, quindi posso permettermela. Lei..e tutti I
suoi giocattolini anche
[La telecamera ci fa capire che I due stanno parlando di una televisione..]
Pacey: [sospira]
Joey: Scusate, ma a che vi serve una cosa così grande? Insomma, è quasi
grottesca, senza contare il fatto che Emma sclererà quando le piazzerete
questa cosa in salotto
Pacey: Joey, non essere gelosa solo perchè lei sa fare delle cose che un
uomo non ha mai provato prima..
Joey: Ok, ora iniziate a spaventarmi. Sembra che sia una televisione ad aver
ingoiato una cittadina. Questa la più lampante dimostrazione del
capitalismo che io abbia mai visto
Jack: non parlare di cose che non puoi capire, Joey.
Vado a chiamare un commesso
Joey: non ci
sono cose migliori per potresti fare con I tuoi soldi?
Pacey: cosa, finanziare il tuo guardaroba?
Joey: beh, già che siamo nell’argomento. Acquisti gratuiti a parte, sono
davvero impressionata da te Pace
Pacey: hey, metti un vestito elegante ad uno stupido, e ti potrà cambiare
il mondo. Dà uno sguardo a tutti i posti dove si lavora con il commercio
Joey: non si tratta dei vestiti, e nemmeno di quei giocattolini elettronici.
Si tratta di come sei arrivato a questo punto. Insomma, sei andato lontano..
Pacey: non così lontano, spero.
Joey: sei davvero preoccupato di tutto quello che sta succedendo?
Pacey: certo. Però mi piace pensare che potrei tornare ad essere quella
persona che ero prima in qualunque momento, dato che secondo me, era davvero
una bella persona
Joey: lo sei ancora, Pacey. Sei sempre stato questo squinternato genio che
stava solo aspettando una possibilità per dimostrare cosa valeva. Ti è
solo capitato di immischiarti in un mondo in cui va tutto più velocemente.
Ma sono davvero orgogliosa di te.
Pacey: grazie, significa molto detto da te, Jo.
Joey: ma se pensi che mi siederò nel tuo appartamento e pagherò per vedere
quella cosa, ti sbagli di grosso
Pacey: puoi venire stasera . e lo sai, che festa è se non ci sei tu..
Joey: lo so. Credimi, verrò. Ho un grande bisogno di brindisi e libagioni
da quando Eddie se n’è andato per fare qualcosa per sè stesso..
Pacey: già, ma devi evitare tutta la questione “ho bisogno di supporto e
inspirazione”. Non funziona per te, insomma, ok? Non farmi rimpiangere il
mio orgoglio sentimentale
Joey: non lo faro
Pacey: quindi verrai questa sera. Farà bene alla tua anima, e significherà
molto per te se tu l’accetterai..come una delle tue amiche (si riferisce
alla Tv)
Joey: Oh, Dio. Gli abiti non mi ingannano. Se lo stesso vecchio adorabile
miserabile
Vado a dare un’occhiata agli iPods
[Scena: In cucina. Joey e Pacey sono in cucina che parlano della festa. Joey
riempie una coppa di patatine e Pacey guarda nel frigorifero]
Joey: bella festa, pace. Sono colpita.
Pacey: oh, grazie. Il merito è di bertha.
Joey: ti prego dimmi che non hai dato un nome alla tv.
Pacey: Ok. Vuoi un drink? abbiamo... acqua, succo, cocacola, la roba grassa
e verde che beve Emma, birra—
Pacey: Mm, dammi un drink. Qualcosa alla frutta e che stordisca.
[Pacey la guarda shockato]
Joey: non fare quello sguardo.
Pacey: quale sguardo?
Joey: come se volessi chiedermi chi sono e cosa ho fatto a Joey Potter.
[tira fuori del succo d’arancia e di mirtilli, prende la vodka e comincia
a preparare un drink per Joey]
Pacey: non stavo per dire nulla del genere. Stavo semplicemente preparandoti
un drink. E posso dirti che hai un aspetto meraviglioso stasera.
Joey: grazie. Mi sembrava fosse ora di fare una doccia.
Pacey: [ride] sai, ho sentito che le cose non ti sono andate bene
ultimamente, ma sono sicuro che ce la farai perchè ce la fai sempre.
Joey: Hmm. sai, sarò sempre quella che si sveglia presto, fa gli esami, si
dimentica del ragazzo che gli piace, accompagna la compagna di stanza in
clinica, giusto?perchè qualcuno deve pur fare queste cose, giusto? Sai una
cosa? Forse domani non lo farò e sarà qualcun altro a farlo.
Pacey: cosa faresti piuttosto?
Joey: di che piuttosto parli?
Pacey: beh... questo è un posto abbastanza sicuro pewr te, giusto? Quindi
sentiti libera, divertiti.
Joey: d’accordo. Questo è il piano. Nessuna scommessa.
[prende la bottiglia di vodka e ne versa ancora nel bicchiere]
[Scena: in un’altra stanza. Probabilmente dove dorme Emma. Joey e Pacey
entrano in camera e si siedono sul letto per stare un minuto lontani dalla
folla]
Joey: grazie.
Pacey: di nulla.
[lei riprende il drink e si siede]
Joey: sembra un ragazzo carino. Per cosa stanno le iniziali C.J.?
Pacey: non saprei dirlo.
Joey: Ah, spero che fra quei ragazzi vada bene.
Pacey: Hmm.
Joey: Pacey. Fra tutti quanti va bene. Jen e C.J., sai, la ragazza inglese e il
tipo volgare. Io non sono brava in questa cosa. Io—io allontano la gente
da me.
Pacey: No, questo non è vero.
Joey: Oh, no? allora perchè se ne vanno per mare o dall’altra parte del
paese o inseguono i loro sogni solo perchè ho detto loro di farlo? C’è
sempre qualcosa migliore di mè la fuori.
[comincia a formarsi una lacrima]
Pacey: Whoa. Credo che, forse la vedi dalla parte sbagliata. Forse è solo
che sei una donna talmente meravigliosa che fai avere voglia a questi
ragazzi di essere uomini migliori.
Joey: beh, non stiamo insieme.
Pacey: direi che è vero. [ridacchia] si. [sospira] già.
Joey: beh, non fare quella faccia triste. Qui stiamo parlando della mia vita
orribile. La tua è un successo.
[cerca di farlo sorridere mettendogli le dita ai lati della bocca]
Joey: Oh. Mi ero dimenticata. Sei ancora innamorato di me.
Pacey: [ridacchia] davvero?
Joey: Oh, ricordi? La cena infernale di Natale? È stato uno dei commenti
illuminati di Audrey.
Pacey: giusto. certo.
Joey: sei ancora innamorato di me. Deve essere penoso.
Pacey: Oh, lo è. Non hai idea delle fatiche che devo passare per mantenere
un’amicizia con una ragazza da favola come te. Non hai idea.
Joey: fa sentire soli.
Pacey: si è vero. Piango fino ad addormentarmi ogni sera, ma poi Jack ed io
ci coccoliamo. Questo addolcisce la pena. Lui è molto affettuoso.
Joey: [ride] Oh, Pace.
Sai una cosa? Sono una bella preda.
[si alza e si allontana dalla stanza, e Pacey la guarda andare via,
convenendo tra sè e sè.]
[Jen e CJ si alzano velocemente e vanno via.]
Joey: Oh, hey, whoa.
Questo non è... 7 minuti in paradiso.
Ragazzi dovete tornare qui.
Jack: vorresti baciare Jen eh.
Pacey: Ok, malgrado tutto, hanno perso il turno.
[si alza e gira la bottiglia, finisce su Joey che sorride]
Joey: Mmm. allora... [cerca in modo ubriaco di fare la sexy]doo-doo doo-doo
d’accordo. [sussurrando] dammene uno, pace.
[proprio quando Pacey sta per baciare Joey, Gus che era salito sulla TV
cade]
[Scena: stanza di Pacey. Pacey porta una Joey addormentata in braccio dalle
scale fin nella sua stanza, la porta vicino al letto e la adagia
delicatamente.]
Pacey: ed eccoci qui. casa, dolce...
Joey: già?
Pacey: già. Lo so, è un lungo viaggio dalla camera da pranzo.
Joey: è stato divertente. vedi, sono una ubriaca incantevole.
Pacey: lo sei davvero, Miss Potter.
[le toglie gli stivali]
Joey: ho parlato con tanta gente nuova stasera. La gente mi adora.
Pacey: e adorano quando racconti gli sporchi segretucci dei tuoi amici.
Joey: Huh?
Pacey: niente. Non importa.
[Joey sta per addormentarsi e le sue parole diventano sempre più sommesse]
Joey: e’ stata una festa magnifica, Pacey. Fino alla parte della tv in
frantumi.
Pacey: già, quella non è stata una bella parte.
Joey: mi spiace per la televisione.
Pacey: va bene. succede. E forse mi ci stavo affezionando troppo.
Joey: e non è il caso.
Pacey: No. ma sono contento che ti sei divertita. Te lo meritavi. E si
un’ubriaca adorabile e saggia, Miss Potter.
[Joey sorride e si sposta i capelli dal viso, prima che il braccio le ricada
sul letto per il sonno]
Pacey: avevi ragione su quello che hai detto prima. Non l’ho mai fatto
(ndr. Smettere di essere innamorato di te). Come avrei potuto? guardati.
[Joey si alza piano in modo ubriaco]
Joey: sai cosa non abbiamo più fatto?
[lei lo bacia]
Joey: è il tuo turno ora.
[lei ricade addormentata sul letto.]
Pacey: sogni d’oro, Joey.
[lui la bacia sulla fronte, e poi le sistema le coperte, primo piano di Joey
che sorride ad occhi chiusi... sfumata al nero.]
|
- Joey: Ohh.
[Pacey vede Joey spuntare da sotto il tavolo.]
Pacey: vuoi scusarmi solo un secondo?
ragazza: certamente.
Pacey: tesoro, non per ficcare il naso, ma... ti spiacerebbe dirmi che diavolo
ci fai lì sotto?
Joey: dipende. Ti spiacerebbe dirmi cosa ci fa la mano di quella ragazza
piazzata sopra al tuo ginocchio?
Pacey: scusami?
Joey: mi hai sentito. O forse vorresti che coinvolgessi l’intero tavolo, perchè
sono certa che il suo ragazzo ne sarebbe almeno marginalmente interessato.
Pacey: Ok, perfetto. Hai espresso il tuo punto. Che sarebbe quale, esattamente?
Joey: Pacey... voglio andare a casa. adesso. Sono stanca, irascibile, e so che
non hai letto le postille del nostro contratto di affitto-per-un-giorno, ma
scade esattamente fra 35 minuti, quindi forse sarebbe meglio se saltassi le
finezze e le chiedessi direttamente il numero di telefono?
Pacey: Ok, sorella calma. Andrà tutto bene.
Joey: lei pensa che io sia tua sorella?!
Pacey: Oh, ma guarda un po’? [getta una forchetta casualmente a terra, e
afferra joey facendola abbassare un po’ per non farsi sentire dalla ragazza]
Joey: Oh!
Pacey: non ti ho per caso menzionato che meravigliosa opportunità sia questa
per me di fare delle conoscenze di lavoro?
Joey: si. E’ così che mi hai risucchiato facendomi venire qui all’inizio,
ma sai una cosa? Abbiamo fatto conoscenze, abbiamo chiacchierato, e se non mi
porti a casa ora, in questo preciso istante, credo che miss qualchecosa lì non
sarà più interessata quando vedrà tua sorella sporgersi verso di te per darti
un bacio con la lingua che non hai mai ricevuto in vita tua
Pacey: 5 minuti, ce ne andremo fra 5 minuti
Joey: grazie.
Pacey: ottimo.
[si gira verso la bella ragazza. e Joey tenta ancora di recuperare la sua
scarpa.]
- [la ragazza se ne va e Joey sbuca di nuovo da sotto il tavolo.]
Joey: finalmente. Ho preso la scarpa. Era dall’altra parte del tavolo.
Pacey: davvero? benissimo. Quindi problema risolto, qualunque problema fosse.
Direi che dovremmo andare. Ok?
Joey: aspetta, Pacey. Fammi metter la scarpa.
Pacey: andiamo, Cenerentola.
Joey: [sospira] hai per caso un appuntamento di fuoco o cosa?
Pacey: No, ma una bellissima donna si è appena offerta di fare sesso con me,
senza legami sentimentali.
Joey: sei così carino quando ti illudi.
[Scena: in macchina di Pacey. Joey e Pacey hanno lasciato la festa e stanno
tornando a casa. Joey ii muove in maniera strana sul sedile.]
Joey: Pace...avrei una domanda.
Pacey: spara.
Joey: che diavolo sta succedendo al mio didietro adesso?
Pacey: si tratta dello scalda sedile, che è di serie in tutte le migliori
automobili tedesche.
Joey: Huh. La mia metà inferiore ti ringrazia per essere salito così in alto
nella scala socio-economica.
[passano oltre un’uscita dell’autostrada]
Joey: Pacey, quella appena passata non era l’uscita per andarsene da questa
periferia dimenticata da dio?
Pacey: si, lo era, ma faremo un piccolo pit stop (ndr. Questo non devo
tradurlo...si capisce no?
).
Joey: Pit stop?
Oh, no. forse non ho dato sufficiente rilievo
all’importanza che io vada a casa, a letto, e fuori da questi ridicoli vestiti
il prima possibile. Devo leggere un libro intero prima della lezione di Hetson.
Pacey: Ok, calmati. Questo ti farà tardare solo, tipo, 2 minuti.
Joey: cosa ti serve, comunque?
Pacey: serve?
Joey: già. Il motivo di questo pit stop? La cosa senza la quale non puoi
sopravvivere fino a domani?
Pacey: Uh, detersivo.
Joey: detersivo?
Pacey: si. detersivo.
Joey: Pacey, da quando ti conosco, non credo tu abbia fatto il bucato nemmeno
una volta.
[Scena: entrano nel parcheggio di un K-Mart (ndr. Enorme catena americana di
ipermercati. Escono dalla macchina e Pacey si incammina verso l’ingresso,
mentre Joey lo raggiunge velocemente.]
Pacey: Uh, non c’è bisogno che tu venga con me. Puoi aspettare in macchina.
Joey: ti aspetti seriamente che me ne stia qui fuori mentre tu entri nel
superstore più grande del mondo?
Pacey: giusto.
Joey: sbagliato! Fa freddo, ho paura, e se proprio vuoi saperlo, devo andare al
bagno.
Pacey: come è possibile che tu debba andare al bagno, 2 minuti fa non volevi
nemmeno fermarti.
Joey: vuoi litigare su questa cosa, o possiamo continuare la nostra scarpinata
di 10 miglia verso l’ingresso?
[finalmente raggiungono l’ingresso]
Joey: perchè abbiamo parcheggiato così lontano, comunque?
Pacey: ho appena speso 2 mesi e mezzo di stipendio per far mettere a posto casa
di Dawson. Pensi che voglia lasciarla (ndr. La macchina) nelle mani di quei
bravi e onesti cittadini?
[indica due ragazzi che corrono trascinando file di carrelli per il parcheggio.
Si ferma davanti alla porta automatica ma questa non si apre.]
Pacey: Nooo.
Joey: grandioso. E’ chiuso.
Pacey: non può essere chiuso. C’è ancora gente dentro.
[una delle porte vicino si apre, e una guardia sta facendo uscire dei clienti.]
Guardia: buona notte, gente. Guidate con prudenza.
[la guardia si accorge dei ragazzi che sono vicini con i carrelli alla sua
macchina]
Guardia: Hey! Che diavolo ci fanno degli imbecilli come voi qui fuori?! la Monte
Carlo! Attenti alla Monte Carlo (ndr. Modello della sua macchina)!
[corre fuori e Pacey finge di sbadigliare e afferra la porta prima che si
chiuda.]
Pacey: [sbadiglia]
[entrano rapidamente nell’iperstore]
Joey: Oh. Allora vado in—
Pacey: so dove devi andare.
[Scena: alle casse del k-mart. Pacey sia vvicina alle casse per pagare i
preservativi quando Joey gli si avvicina correndo. Lui mette velocemente i
preservativi in tasca prima che Joey li veda.]
Joey: eccoti. forza. andiam—
Pacey: Uh--Io—potresti aspettare un secondo?
Joey: No. mi servi.
Pacey: ti servo...per cosa? Non riesci ad andare al bagno da sola?
Joey: si. È esattamente così.
Pacey: cosa? Ok. p-puoi aspettar solo—
Joey: No. non posso. E perchè non eri al reparto detersivi?
Pacey: Ok. andiamo.
Joey: grazie.
Pacey: prego. Devi solo chieder nel modo giusto, sai?
Joey: che prepotente.
[Scena: fuori dal bagno. Pacey è poggiato la muro fuori dal bagno degli uomini,
perchè quello delle donne è fuori servizio e Joey sta usando quello dei
maschi. Joey esce dal bagno e Pacey si tira su dal muro dove era poggiato.]
Pacey: il tuo senso dell’avventura è così scarso che non potevi usare il
bagno senza essere accompagnata?
Joey: Pacey, la porta esterna non si chiude. Sarebbe potuto entrare qualcuno in
qualsiasi momento.
Pacey: e allora?
Joey: e allora... una chiacchierata da un bagno all’altro (ndr. Inteso come i
bagni dell’autogrill quelli aperti sotto con le porticine una accanto
all’altra) con uno sconosciuto nei bagni pubblici non è proprio
un’esperienza di vita che voglio avere, grazie.
Pacey: chi vuoi che entri? Non c’è nessuno qui. E l’intero iperstore
chiuderà comunque fra 5 minuti.
[cominciano a spengersi le luci.]
[Scena: l’ingresso. Joey e Pacey arrivano correndo alle porte di ingresso ma
sono chiuse. Dai vetri vedono la guardia e alcuni impiegati entrare nelle loro
macchine nel parcheggio.]
Joey: Oh, mio dio. Sono ancora qui. strilla. strilla. strilla.
Pacey: Hey!
Joey: Hey! signore! signore!
Pacey: Hey! Hey!
Joey: hey!
aiuto!
[la guardia entra in macchina senza vederli]
Joey: non può succedere. Dimmi che non sta succedendo.
Pacey: va tutto bene. Vedrà la macchina.
Joey: Pacey, abbiamo parcheggiato, tipo, in un altro cap (ndr. codice avviamento
postale).
Pacey: d’accordo, se dobbiamo cominciare ad indicare di chi è la colpa,
probabilmente dovremmo indicare la vescica che ci ha messo in questa situazione.
Joey: se ne sta andando.
Pacey: lo vedo anche io, grazie.
Joey: guarda. Sta entrando in macchina, e ci sta lasciando intrappolati qui.
[la guardia esce con la macchina dal parcheggio]
Joey: [sospira] Ok. Non panichiamo.
Pacey: chi sta panicando?
Joey: io sto panicando, Pacey. Questo non è esattamente il posto dove vorrei
essere ora. Devo leg—
Pacey: "devo leggere un libro intero." Lo so. Quand’è che non devi
leggere un intero libro? E giusto perchè lo sappia, neanche per me questa è la
situazione ideale.
Joey: bene, ascolta, cerchiamo di non lanciarci più frecciatine.
[Pacey cerca di aprire la porta con una spallata, ma senza successo.]
Joey: Ok. Sai cosa? Dobbiamo pensare con logica.
Pacey: giusto.
Joey: beh... questa è chiusa a chiave.
[rientrano nel negozio.]
[pubblicità]
[Scena: le casse. Joey è ad una delle casse e attacca il telefono che si trova
lì. Pacey la raggiunge provenendo da un’altra parte del k-mart.]
Pacey: Hey. Hey, avuto fortuna?
Joey: non sono telefoni veri.
Pacey: cosa intendi per, non sono telefoni veri?
Joey: [parlando nel telefono si sente la voce dagli altoparlanti.] pulizia in
corsia 4. pulizia in corsia 4. [sospira] sono solo citofoni interni. Possiamo
chiamare i magazzini, ma non possiamo comunicare con il mondo esterno. Ti prego
dimmi che hai trovato qualche uscita posteriore.
Pacey: No. nemmeno una che possiamo aprire, ma stavo pensando, c’è sempre il
tuo onnipresente cellulare.
Joey: nella mia borsa.
Pacey: grandioso.
Joey: in macchina.
Pacey: Hmm.
insieme: i telefoni pubblici!
Joey: penso siano—
Pacey: si.
[Scena: la sala intervallo degli impiegati.. Joey è al telefono pubblico che
cerca di parlare con la stazione di polizia. Pacey è seduto ad un tavolo
accanto ad aspettare.]
Joey: No, agente. Non...bloccati, tipo, nella neve, bloccati, come chiusi
dentro. [sospira] No. nessuna vita è in pericolo. Ma per favore non mi metta
ancora in attesa --
Pacey: [sospira] Ok, bene. Basta così. attacca. Chiameremo l’ambulanza.
Joey: non possiamo chiamare l’ambulanza.
Pacey: perchè no? Siamo bloccati qui dentro, no?
Joey: Pacey, siamo bloccati in una struttura tipo stalla gigante con quantità
massicce di cibo, vestiti, e le ultime novità di attrezzatura home video. Come
si potrebbe chiamarla emergenza? cioè, ci troviamo in qualche sorta di pericolo
di cui non mi rendo conto?
Pacey: si. Siamo in pericolo di portarti a casa troppo tardi, e non possiamo
permetterlo, giusto?
Joey: e da quando ti importa?
Pacey: importa di cosa?
Joey: portarmi a casa in orario?
Pacey: da...sempre. non voglio che tu trascuri i tuoi studi. Ci sono compiti
importanti che devi fare, libri da leggere. Che libro stai leggendo?
Joey: paura e delirio a Las Vegas.
Pacey: paura e delirio? Paghi $35,000 all’anno perchè ti venga detto di
leggere paura e delirio a Las Vegas? Puoi farlo nel tempo libero. Persino io
posso farlo nel mio tempo libero.
Joey: stai zitto. Sta succedendo qualcosa. Sta squillando..
Pacey: Ok. bene. Ti porterò a casa in un secondo.
Joey: beh, marciremo qui. Mi ha trasferito ad un risponditore automatico.
"prema uno per inoltrare un reclamo sul rumore. prema 2 per violazioni di
traffico." tieni. Ascolta tu.
[porge il telefono a Pacey e comincia a realizzare di avere freddo.]
Joey: posso avere il tuo cappotto? Sto congelando. Fa freddo qui.
Pacey: il mio cappotto? Che c’è che non va nel tuo cappotto?
Joey: il mio è solo carino. Non è stato creato per tenere qualcuno al caldo,
specialmente se questo qualcuno indossa solo un sottile strato di seta.
Pacey: Ok, va bene. Tieni questo per un secondo.
[le passa il telefono e mentre lei lo tiene poggiato all’orecchio lui le mette
il cappotto sulle spalle, poi riprende la cornetta]
Pacey: meglio?
Joey: grazie. Credo tu debba premere lo zero, vedi se riesci a farti passare in
linea una persona vera. Hai dei guanti per caso?
Pacey: No, non li ho por--pronto! si. Senta siamo bloccati in un enorme k-mart.
si, in realtà, ci siamo già parlati prima. Uh, pronto? No, la prego non mi
metta di nuovo in...attesa. dio!
[lei infila la mano nella tasca cercando i guanti e trova i preservativi, Pacey
è di spalle. Lo richiama bussandogli sulla spalla.]
Pacey: che c’è?
Joey: questi sono tuoi?
Pacey: quelli?
Joey: si. questi...profilattici che ho trovato nella tua tasca.
Pacey: [tossicchia] Oh. quelli. Uh, si. In realtà, lo sono. ma, senti, dovremmo
concentrarci sulla questione più importante qui.
Joey: questo è il motivo per cui ci siamo fermati? Pacey, siamo bloccati qui
perchè avevi quest’urgente bisogno di controllo delle nascite?
Pacey: si. Ok? Perchè io sono proprio questo tipo di ragazzo responsabile. Ma
dato che non credo che usciremo presto di qui, è una questione marginale,
quindi se— [sente qualcuno al telefono] Uh, pronto? pronto. pronto. si.
pronto. Ok. No. No, va bene. Se può essere così gentile da assicurarsi che
qualcuno ci richiami veramente. Il numero è 617-555-0189. grazie per—
[attacca il telefono quando realizza che hanno già attaccato]
Pacey: Ok. bene, almeno stiamo facendo progressi.
[Joey lo sta fissando]
Pacey: che c’è? Perchè mi guardi così?
Joey: si tratta della ragazza della festa, giusto? Eri ad un appuntamento con
me, e hai rimorchiato un’altra ragazza con un gusto nel vestire discutibile, e
poi saresti andato a casa sua—
Pacey: Whoa, whoa, whoa. rallenta. Io e te non avevamo un appuntamento. Che è
solo la prima delle molte cose inesatte di quella frase.
Joey: Pacey, la mia intera serata è rovinata.
Pacey: beh, nemmeno la mia serata sta esattamente andando secondo i piani.
Joey: rovinata! Per colpa di una qualche avventura di sesso?
Pacey: Ok, cerchiamo...solo... di chiamare un time out, perchè io e te... non
stiamo avendo veramente questa conversazione.
Joey: Oh, perchè?
Perchè non vuoi parlare di sesso con me?
Pacey: Ha! E tu vuoi parlare di sesso con me?
Joey: beh, no, ma... di solito non voglio parlare di sesso con nessuno.
Pacey: grazie per aver dimostrato il mio ragionamento. ora, se potessimo passare
oltre, credo che la nostra serata sarebbe molto molto più gradevole.
Joey: dopo avermi detto perchè non vuoi parlare di sesso con me.
Pacey: d’accordo, uno penserebbe che la cosa è ovvia, ma va bene. Forse ha
qualcosa a che fare con il fatto che sei così rilassata e calma e non critica
sull’argomento.
Joey: Oh, sai una cosa? Non sono d’accordo. Ok? ecco. L’ho detto. E mi
rifiuto di stare qui a fare finta che è tutto a posto, perchè è ridicolo.
Pacey: ti stai sentendo? Non puoi evitarlo! Questo è il motivo per cui non
parliamo di sesso. E’ addirittura il segreto della nostra intera amicizia.
Joey: mi sono persa nel tuo mare di pronomi.
Pacey: bene, ok. Siamo amici. giusto?
Joey: si.
Pacey: allora qual è il segreto della nostra amicizia duratura e senza
insicurezze? Cos’è la cosa che la fa andare avanti anno dopo anno dopo anno
dopo anno?
Joey: non siamo bravi ad incontrare gente nuova.
Pacey: sbagliato. Noi non parliamo di sesso, in nessuna circostanza,. Io potrei
anche farlo. Tu potresti anche pensare di farlo, ma non ne parliamo. In questo
modo evitiamo l’imbarazzo, e nell’evitare l’imbarazzo, siamo in grado di
mantenere la nostra amicizia. Vedi bene, è una misura preventiva. Ho risolto il
problema prima ancora che iniziasse.
Joey: ma, Pacey...se siamo davvero così buoni amici, perchè c’è imbarazzo
tanto per cominciare?
Pacey: perchè non tanto tempo fa, eravamo più che buoni amici, dico bene?
Joey: già, ma adesso non lo siamo più.
Pacey: ma questo non ha importanza. Il danno ormai è fatto.
Joey: che c’è, allora per quanto ti riguarda, sono stata a letto con te, e
poi ho imbrogliato me stessa ... e mi sono riverginizzata?
Pacey: nella mia mente? si.
Joey: Oh, quindi non sono mai stata a letto con Eddie o Dawson—
Pacey: Oh, te l’ho detto, non voglio sentir parlare di questo.
Joey: Ok, quindi fondamentalmente quello che stai dicendo è che l’unico modo
per continuare ad essere amici è mentire sulle proprie vite sessuali...
eliminando questo enorme aspetto delle nostre vite e.. facendo finta che non
esista?
Pacey: ha funzionato per te e Dawson.
Joey: che cosa?! Cosa hai detto?
Pacey: ho detto—
Joey: ho sentito cosa hai detto ma non posso credere alle mie orecchie.
Pacey: beh, c’è qualcosa di essenzialmente inesatto in questa affermazione?
Joey: N-- [ride] No.
Pacey: No. allora qual è il problema?
Joey: Pacey, ti è mai venuto in mente che magari non voglio vivere la mia vita
in questo modo... che forse sono cresciuta?
Pacey: lo sei davvero?.
Joey: cosa vorresti dire?
Pacey: significa, in parole povere, che non ti interessa con chi vado a letto.
Potrei aver fatto sesso con quella donna al tavolo proprio accanto a te, e tu
non avresti nemmeno battuto ciglio.
Joey: Pacey...sei andato a letto con la mia compagna di stanza per un anno
intero. Credo sia un po’ tardi per me cominciare ad essere... volubile
sull’argomento di te con le altre donne.
Pacey: non farmelo spiegare troppo semplicemente. Davvero non capisci di cosa
sto parlando?
Joey: No. non capisco. Davvero non capisco. cioè, tu si? Perchè io sono un
po’ confusa. cioè... sei arrabbiato perchè...io sono arrabbiata? Sei
arrabbiato...che io non lo sia? Sei arrabbiato che io non lo sia abbastanza? cioè—Pacey,
ci siamo lasciati... siamo passati oltre. Dovevo rimanere il resto della mia
vita a sentirmi infelice per il modo in cui le cose sono finite tra noi?
Pacey: Ok. bene, sai una cosa? Dato che ne parli, si. Un paio di mesi qui e là,
non avrebbero proprio guastato. cioè, non ti sto chiedendo la vita intera che
hai dedicato a sentirti male per Dawson, ma solo un paio di settimane.
Joey: incredibile! Pacey! Non posso vincere con te, vero? Credo proprio di no.
È come prendermi la testa e sbatterla su una roccia. cioè, chi ha fatto più
sesso? Chi è stato con chi più tempo? Non c’è una specie di calcolo da
maschio che puoi usare per capire chi ha vinto e lasciarmi fuori da questa cosa?
Pacey: giusto, perchè dio non voglia che parli di me e di te adesso.
Joey: non c’è nessun “me e te”, Pacey. Siamo passati oltre, e mi spiace
che non sono caduta in mille pezzi quando mi hai lasciato, ma sai una cosa? La
vita continua, anche se questo non è appagante per il tuo orgoglio di maschio.
Pacey: qui non si tratta del mio orgoglio.
Joey: No? davvero. E allora di che si tratta? cioè, perchè dovresti voler
tornare indietro a questa cosa? Perchè dovresti voler ripercorrere quella
strada che finisce solo con me e te che litigh—
Pacey: so dove finisce questa strada.
Joey: e allora che bene può uscirne? dimmelo. cioè, perchè, tutto d’un
tratto, vuoi rivisitare... qualcosa che è meglio sia lasciato...
[il telefono squilla]
Joey: beh, vuoi rispondere, o vogliamo finire questa cosa?
Pacey: potremmo vivere per mille anni, e non finiremmo mai questa cosa.
[risponde al telefono]
Pacey: pronto? beh, si. ovviamente, siamo ancora qui. No, no. non dobbiamo
andare in nessun posto, no?
[pubblicità]
[Scena: la sala intervallo. Pacey è ancora al telefono con la polizia.]
Pacey: beh, si, agente, mi rendo conto che probabilmente non siamo tra le vostre
priorità più alte, ma-- beh, no, non ero a conoscenza della situazione di
pioggia ghiacciata. Sono sicuro che causerà qualche incidente. Ok. bene,
continueremo a tenere duro qui. Se lei potesse mandarci qualcuno il prima
possibile, sarebbe magnifico. Grazie. Anche a lei.
[attacca il telfono.]
[sospira]
[Scena: Pacey e Joey camminano nel superstore vuoti. Joey è in giro e trova un
contenitore pieno di libri e comincia a rovistare tra i libri. Pacey è da
un’altra parte, nel reparto elettronica del negozio, vede una parete piena di
tv e poi una serie di telecamere e gli viene in mente un piano. Joey ha ormai
svuotato il contenitore di libri spargendoli in terra ed è lì seduta a
gaurdarli quando trova una copia del “diario di Bridjet Jones” e realizza
che esiste un film sul libro che deve leggere. Si avvicina allo stand dei dvd e
comincia a cercare ella fine trova una copia del dvd di “paura e delirio a Las
Vegas”.]
altoparlante: Joey potter, è desiderata al reparto elettronica. Joey potter in
elettronica, per favore.
[lei si incammina verso il reparto elettronica e vede tutte le tv accese e la
faccia di Pacey su tutti gli schermi che comincia a parlare.]
Pacey: è accesa questa cosa? Ok, dunque...ahem. Hey...sono io... ovviamente.
Dunque se potessi avvicinarti un pochino, e non preoccuparti, non morderò.
Vengo in pace. ascolta...io e te... dovremo stare qui per un po’. Per
parecchio, sembra. Quindi credo che sarebbe meglio se potessimo raggiungere una
qualche sorta di tregua. E per facilitare questa tregua, sono disposto ad
ammettere a te attraverso la telecamera, che si, in effetti, sono uno str*nzo, e
probabilmente già lo sai. Meglio della maggior parte della gente. E forse
meglio di chiunque sulla faccia della terra. Ma sto divagando. La mia proposta
è questa: che lasciamo il passato nel passato, dove comunque dovrebbe stare, e
che cerchiamo di tirar fuori il meglio da questa brutta situazione, e che ci
sentiamo a nostro agio. E per questo—ti ho comprato una cosa. beh, in realtà
non ti ho proprio comprato una cosa. Forse procurato sarebbe una parola
migliore, ma... comunque, capisci cosa intendo. E’ lì sul bancone. [lei
guarda verso il bancone e vede un pigiama con un paio di pantofole] non sono
proprio sicuro della taglia, perchè è da parecchio che non, ma ... possiamo
sempre cambiarlo. E, se accetti la mia proposta, avrai a disposizione, solo per
un periodo limitato, la facoltà di farmi fare una cosa che io non voglio
proprio fare. Che non si dica che non hai sempre questa facoltà, ma ho pensato
che questo è il modo in cui è cominciata questa serata infernale. Tu stai
facendo qualcosa per me che non volevi proprio fare... è a questo che servono
gli amici. Ok. Passo e chiudo.
[Pacey spunta da dietro l’angolo per raggiungerla]
Joey: so cosa voglio.
[cominciano a camminare fra le corsie. Joey sta cercando qualcosa e Pacey tenta
di starle dietro.]
Pacey: non dovrei toglierti quei vestiti?
Joey: più tardi.
[cammina da una corsia all’altra sempre cercando]
Pacey: beh, ti dispiacerebbe dirmi dov’è che --
Joey: più tardi.
Pacey: pensavo avessi detto che quelle scarpe ti stanno uccidendo.
[finalmente lei trova la corsia con i rasoi e si ferma]
Pacey: stai scherzando, vero?
Joey: hai detto "una cosa," Pacey.
Pacey: ho detto "una cosa che ti possa aiutare". In che modo ti aiuta
cambiare il mio aspetto fisico?
Joey: credimi, se non dovrò più vedere quella cosa sulla tua faccia, mi
considererò aiutata. tieni.
[gli da il rasoio]
Pacey: vuoi davvero farmi fare questa cosa.
Joey: si.
Pacey: Hmm. Dopo tutto quello che abbiamo passato insieme. Questo è quello che
conta per te, vero? Ok. [sospira] ma voglio che tu sappia una cosa. Non mi
arrenderò senza combattere.
Joey: ti prego.
[lui comincia a scappare]
Joey: Aah!
Pacey! Pacey. Pacey!
[lei lo ha
perso di vista e lo cerca]
Joey: Pacey?
[Pacey passa silenziosamente dietro di lei]
Joey: Pacey! Stai solo rimandando l’inevitabile.
[Pacey comincia a nascondersi nel reparto lingerie ma va a sbattere contro uno
stand di biancheria]
Pacey: Oh--
[sbatte]
Joey: sai, stai rendendo la situazione
peggiore. parecchio. Quando ti prenderò, chi lo sà quale altre parti del corpo
ti chiederò di radere. Pacey.
[Joey si ferma nel reparto Auto e le viene un’idea. Fa cadere una pila di
borchia in esposizione, cercando di attirare l’attenzione di Pacey.]
[schianto metallico]
Joey: Ow! Credo di aver sbattuto contro uno stand di accessori auto!
Oh...a-aiutami. Credo di sanguinare.
[Pacey si ferma e poi si gira per andare a vedere che stia bene.]
Joey: corsia 3-b! porta i cerotti!
Pacey: [sospira]
[Scena: reparto auto. Pacey arriva cercando Joey, e porta con se dei cerotti, ma
non la trova. Si gira per controllare la corsia, quando Joey spunta da dietro
con in mano una bomboletta di schiuma da barba puntata contro di lui tipo arma]
Joey: fossi in te non farei …
Pacey: Ohh!
Joey: …movimenti improvvisi.
Pacey: non oseresti.
Joey: lo farei. Non mi piace particolarmente il vestito che porti. Quanto ti è
costato? 5-600 $?
[comincia a girargli intorno]
Joey: muoviti. Uh-huh... muoviti all’indietro.
[Scena: il bagno degli uomini. Pacey è davanti al lavandino che si prepara per
radersi e Joey esce da uno dei bagni vestita con il pigiama, si è appena
cambiata.]
[i cardini della porta stridono]
Joey: Hey. Ti avevo detto di aspettarmi.
Pacey: l’ho fatto.
Joey: Ok. vai.
Pacey:
d’accordo, questa è la tua ultima possibilità di cambiare idea.
Joey: Pacey. È solo barba. Ti ricrescerà. Non che dovrebbe. Perchè è così
importante, comunque?
Pacey: beh, hai presente quando i giocatori di baseball non si cambiano i
calzini durante una serie di vittorie?
Joey: No.
Pacey: Ok, beh, non li cambiano perchè rispettano la serie di vittorie.
Joey: e tu ti percepisci come in uno stato di vittorie di fila.
Pacey: si.
Joey: causato da quella cosa che hai in faccia.
Pacey: si.
Joey: va bene. Mi arrendo.
Pacey: ti arrendi? Ti arrendi così facilmente.
Joey: già. Se significa così tanto per te, Pacey. cioè, non ho nessuna
intenzione di scherzare con una tradizione sportiva centenaria. Non vorrei che
perdessi... la tripla corona o qualunque cosa sia. Volevo solo vedere di nuovo
la tua faccia. È forse un crimine?
Pacey: No. quindi finisce così... fine della storia. E’ così facile.
Joey: già. Ma dovrai comunque cambiarti i calzini.
[Scena: più tardi nel superstore. Joey e Pacey sono seduti su sedie minuscole
in mezzo ad una delle corsie principlali e giocano a battaglia navale.]
Pacey: ho detto b-3.
Joey: Ok, va bene. Hai affondato la mia corazzata. Dichiaro ufficialmente di far
schifo a questo gioco.
Pacey: beh, non possiamo essere tutti maestri strateghi, dico bene? allora, che
si fa dopo? Allegro chirurgo? Risiko? Cosa preferisci?
[lei lo guarda]
Pacey: che c’è?
Joey: posso farti una domanda?
Pacey: certo. spara.
Joey: sei felice?
Pacey: io?
Joey: si. Cioè veramente felice, non superficialmente, tutti abbiamo la nostra
sana dose si felicità.
Pacey: perchè? Tu lo sei?
Joey: Mmm... si. Credo di esserlo. Ed è strano, perchè non c’è nulla di
spettacolare in questo momento nella mia vita. E’ solo che... [sospira] non lo
so. Credo di sentirmi diversa. tipo...ho sempre avuto questa tendenza a credere
che il cambiamento, quando avviene, può essere solo in peggio. Hai presente? E
ultimamente, mi sento che non è vero... che qualunque cosa mi aspetta... non
debba essere tanto male. E anche se lo è... non saperlo ancora... potrebbe
essere la parte positiva. Mmm...non lo so. [ridacchia] non so se ha senso quello
che dico.
Pacey: sembra che quello che stai cercando di dire... è che ti piace davvero
quel ragazzo.
Joey: "quel ragazzo"?
Pacey: si. Quell’ Eddie ragazzo.
Joey: si. Mi piaceva. ma...il passato... come si suol dire, è il passato. E
questo non cambia il fatto che non hai mai risposto alla mia domanda.
Pacey: non ne ho bisogno. cioè, come potrei non essere felice? Hai visto la mia
macchina, no?
Joey: Pacey!
Pacey: [ridacchia]
Joey: una risposta vera, per favore.
Pacey: una risposta vera? Ok, va bene. La risposta vera è questa. Attualmente
nella vita ho tutto quello che potrei desiderare. Eccetto una cosa.
Joey: e cosa sarebbe?
[Scena: il reparto ristorazione. Pacey è dietro al bancone che sparge del
formaggio fuso su un piatto pieno di nachos, e Joey lo guarda e scuote la testa
mentre beve una bibita.]
Joey: Nachos? Ti prego dimmi che non vuoi davvero mangiarli.
Pacey: beh, hai bocciato la mia idea sul crea-it-tuo-sundae.
Joey: beh, si, fa un po’ troppo freddo per i gelati.
Pacey: non è mai troppo freddo per i gelati.
Joey: Pacey, perchè sembra sempre che mangi nei momenti chiave del nostro
rapporto?
Pacey: non lo so. Questo è un momento chiave del nostro rapporto?
Joey: beh, lo sarebbe stato se mi avessi lasciato togliere quella cosa che hai
in faccia.
Pacey: è questo il tuo concetto di chiudere una faccenda?
Joey: che c’è? Abbiamo già stabilito che il tema della serata è tirar fuori
vecchie ruggini.
[lei gli porge il bicchiere]
Joey: posso averne ancora, per favore? Meno ghiaccio stavolta.
Pacey: meno ghiaccio. sai... credo che mi sia mancato il mio vero lavoro nella
vita.
Joey: lo stupido? (ndr. Questo gioco di parole è intraducibile: il ragazzo
addetto alle bibite in america si chiama “jerk soda” ma jerk vuol dire anche
stupido)
Pacey: Mm-hmm.
Joey: intendevo l’addetto alle bibite.
Pacey: so cosa intendevi. Ma non era proprio divertente. allora...posso offrirti
qualcos’altro? Un piccolo zucchero filato?
Joey: Uhh! disgustoso.
Pacey: vuoi
un pretzel (ndr. Ciambellina croccante salata)?
Joey: No. penso che quelli lì siano stati fatti quando ero ancora vergine.
Pacey: Oh, si. I bei vecchi tempi. Ma hai ragione. Dovremmo smetterla. Meglio
non riempirsi prima di aver saccheggiato la corsia delle caramelle.
Joey: Pacey, non possiamo mangiare dolci così tardi di sera. Ci marciranno i
denti.
Pacey: e allora li laveremo per bene. E se ci sentiamo in vena di follie,
useremo anche il filo interdentale. Perchè vedi questo è il bello di essere
chiusi in un k-mart. Puoi fare qualsiasi cosa in un Kmart. Ti puoi riempire di
dolciumi. Puoi rimediare alla tua igiene dentale. La verità è che mi comincia
a piacere talmente tanto questa idea, che potrei decidere di non andarmene mai
di qui.
Joey: Oh, mio dio. I compiti. andiamo. aspetta. Porta i popcorn.
[Scena: reparto elettronica. Joey e Pacey sono seduti di fronte ad uno dei
grandi schermi e guardano “paura e delirio a las vegas” che appare anche
sugli schermi di tutte le tv intorno. Bevono bibite e mangiano popcorn, il film
finisce.]
[ridacchiano tutti e due]
Joey: pensavo che questo film dovesse parlare del sogno americano.
Pacey: cosa c’è di più americano di invettive amare, paranoia dilagante, e
cadillac ciuccia-benzina?
Joey: quindi, che posso dire domani quando Hetson mi metterà alle corde?
Pacey: butta lì le parole "post modernista" e "soggettività"
nella stessa frase. Andrà bene.
Joey: sto cominciando a capire perchè sei così bravo nel tuo lavoro.
Pacey: Oh, davvero? E perchè mai?
Joey: perchè spari un sacco di ca++ate—
Pacey: Uh! ecco, non c’è bisogno di dirlo. Non si scherza con la mia fonte di
guadagno. forza. andiamo.
Joey: perchè?
Pacey: perchè mi sto annoiando a stare troppo seduto. Facciamo qualcosa di
movimentato.
Joey: No.
Pacey: No? questo è il mio turno di scelta, no?
Joey: ne abbiamo già parlato. Non ci saranno biciclette, roller, e nemmeno
lanci di dischetti da hockey sulla mia testa.
Pacey: Oh, ma andiamo. Quelli non erano veri dischetti da hockey. Erano
dischetti da indoor piccolini e di plastica.
Joey: Pacey, credo che lo scopo della serata sia di dover evitare ferite alla
testa.
Pacey: [sospira] Ok, va bene. C’è ancora qualcosa che possiamo fare.
[Scena: da un’altra parte nel superstore. Joey sta spingendo Pacey seduto su
una sedia da ufficio con le rotelle lungo una corsia.]
Joey: ti assicuro che non ti farò male.
Pacey: ora, come puoi assicurarmi una cosa simile su quello che stiamo per fare,
se non l’hai mai fatto prima?
[si fermano accanto ad un tavolino con schiuma da barba, un rasoio e una ciotola
piena d’acqua. ]
Joey: solo perchè non l’ho mai fatto prima non significa che non sarò brava
a farlo. Ero brava a fare sesso, no? scusa. Dimentica questa. Argomento
delicato. comunque...sai una cosa, se sei così preoccupato di una eventuale
perdita di sangue, puoi sempre farlo da solo, direi.
Pacey: beh, credo di aver già dimostrato che mi manca la volontà di ferro
necessaria per farlo.
Joey: bene. Ok. allora... la cosa importante da ricordare è stare fermi. E non
si parla.
[lei prende un asciugamano e glielo mette intorno al collo. Prende la testa di
lui e la piega indietro e afferra un paio di forbici. In tutto ciò lei è
seduta dietro di lui su una sedia + alta.]
Pacey: Whooh.
Joey: ultima possibilità di scappare.
Pacey: beh, è difficile dirti se voglio scappare dato che non ho il permesso di
parlare, no?
Joey: Oh. beh, sbatti le palpebre un paio di volte o roba simile.
Pacey: non è proprio una soluzione. Ciò presuppone che smetterò di sbattere
le palpebre. Chi è che smette mai di farlo? Davvero, è—
Joey: Ok. Stai zitto.
[comincia a tagliargli il pizzetto con le forbici]
[più tardi lei lo fa girare e ora si trovano uno di fronte all’altra, lei
prende due flaconi di schiuma da barba dal tavolino.]
Joey: normale... o al mentolo?
Pacey: dobbiamo fumare o rasarmi?
Joey: Pacey Witter—amico delle donne (ndr. Nei forum americani questa battuta
fa molto ridere ma non ho ancora capito il doppio senso se non uno di tipo
sessuale). Credo sia meglio procedere con quella per pelli sensibili.
[lei comincia ad applicare la schiuma in modo delicato]
Joey: Ok...
Pacey: Mmm... è tutto a posto. Non essere timida.
[lei comincia a spargere la schiuma sul viso con + convinzione.]
Pacey: Mmm. [ridacchia]
Joey: Ok...
Pacey:
[ride]
[lei afferra il rasoio e comincia a passarlo sul suo viso.]
Pacey: Ahem.
Joey: Ok. Questa
è più dura di quella sulle gambe. Anche se non troppo dissimile.
[passa velocemente sul mento e lo ferisce leggermente senza intenzione]
Pacey: Mhhh!
Joey: dalle ginocchia. scusa.
[lei si bacia un dito e poi lo mette sulla ferita]
Pacey: [ridacchia]
Joey: ecco. ciao, mento. Sei tornato.
Pacey: [ridacchia] beh...non sono mai andato veramente via.
Joey: davvero?
Pacey: Mm-mmm.
Joey: sembrava proprio di si.
[si guardano profondamente negli occhi e poi Pacey si avvicina di + e bacia Joey]
[Scena: riprende da dove l’avevamo lasciata. Pacey e Joey si stanno ancora
baciando, e Pacey si stacca lentamente, Joey rimane ad occhi chiusi e poi lo
guarda un po’ shockata, ma si capisce che le è piaciuto (ndr. Questa era
nello script giuro che non l’ho aggiunta io ;-).]
Joey: [sospira] e questo cos’era?
Pacey: non lo so. ma...ricordi quando hai detto che vuoi essere sorpresa dal
futuro?
Joey: si.
Pacey: Sorpresa.
Joey: come mai tu non sembri sorpreso?
Pacey: beh...forse perchè ho... avuto voglia di baciarti da quando ti ho vista
in quei vestiti.
[lei si guarda il pigiama che indossa]
Pacey: No. Um... non quei vestiti. quello... uh...il preced-- beh, cioè, non
che—
Joey: aspetta, aspetta, aspetta.
Pacey: [si schiarisce la voce]
Joey: hai avuto voglia di baciarmi per tutta la serata?
Pacey: si.
Joey: anche quando mi urlavi contro.
Pacey: [ridacchia] specialmente quando ti urlavo contro.
Joey: anche quando flirtavi con quella ragazza?
Pacey: si. Anche allora.
Joey: dunque... questo è... una specie di... recente e nuovo sviluppo nella tua
vita?
Pacey: volerti baciare? No. diciamo che è sempre lì... come...un rumore di
sottofondo, o... i servizi segreti o la minaccia di guerra nucleare, per quanto
mi riguarda. Un qualcosa a cui ti abitui.
Joey: e tutto ciò... non ti fa impazzire.
Pacey: beh, si e no.
Joey: quale delle due, Pace?
Pacey: Hmm. si.
Joey: spiegati.
Pacey: non so se riesco.
Joey: provaci.
Pacey: Ok. beh... [ridacchia] sarebbe corretto dire che non mi sono sentito molto
amico nei tuoi confronti ultimamente.
Joey: ti sei sentito più che un amico.
Pacey: si.
Joey: e l’unico modo per esprimere questa cosa era di litigare con me.
Pacey: credo che anche la risposta a questa domandi...sia si.
Joey: e perchè esattamente?
Pacey: non lo so.
Joey: devi pure sapere qualcosa.
Pacey: [sospira] quello che so è che... io e te siamo stati una delle poche
cose, forse l’unica cosa... che ha mai avuto completamente e totalmente senso
nella mia vita. Questo è quello che so.
Joey: sai che litigavamo costantemente.
Pacey: Oh, come non lo so?
Joey: e ci sono dei motivi per cui io e te non abbiamo funzionato. Cioè, motivi
validi. E-e... la mia vita è finalmente—
Pacey: esattamente come la volevi. Lo so. È folle, non è così?
Joey: Pacey, non so cosa dire. Um... sono lusingata. sono... confusa. Sono
sbalordita.
Pacey: stai sperando che non avessi detto nulla?
Joey: No. ho solo bisogno di... posso dormirci sopra?
Pacey: si. Penso si possa fare.
[Scena: nel reparto campeggio del superstore. Pacey e Joey sono stesi su due
sacchi a pelo su una pedana da esposizione. Joey è dentro al sacco a pelo,
Pacey invece è sdraiato sopra e fissa il soffitto]
Joey: Hey, Pace, hai—
Pacey: messotutto quanto a posto? si. Alcune cose però le dovremo pagare, come
i vestiti.
Joey: [sospira] Pacey, hai—
Pacey: se le prossime parole che usciranno dalla tua bocca sono “portato fuori
la spazzatura” avrò ufficialmente un assaggio di come sarebbe essere sposato
con te.
Joey: e?
Pacey: non è carino. [ridacchia]
Joey: volevo dire... è... lo sapevi?
Pacey: sapevo cosa?
Joey: che questo è un sogno che si realizza?
Pacey: quale parte?
Joey: tutto quanto.
[si mettono di fianco per stare uno di fronte all’altra]
Joey: quando io e te eravamo in barca... sognavo sempre che saremmo naufragati
da qualche parte. Hai presente, una... tipica isoletta tropicale con le spiagge
di sabbia bianca e.. stelle giganti sulle nostre teste. Non indosseremmo
vestiti, e ci... tufferemmo nelle onde tutto il giorno. E poi alla sera... la
luna sarebbe... beh, questa cosa gigante. E sarebbe sempre piena.
Pacey: mi piace questa fantasia. Io pescherei a mani nude... e accenderei il
fuoco senza fiammiferi.
Joey: accenderei io il fuoco.
[lui la guarda strano]
Joey: chi è stato attento alle lezioni di scienze?
Pacey: Ok. Ottimo motivo.
Joey: d’altra parte... è la mia fantasia. E credo di... non avertela mai
raccontata prima perchè è... [ridacchia] imbarazzante. Cioè capito? Per
niente originale.
Pacey: beh, credo avessi ragione su una cosa.
Joey: e sarebbe?
Pacey: ci sono circa un migliaio di ragioni per cui io e te non funzioneremmo
mai.
Joey: c’è una cosa nella colonna dei pro.
Pacey: e sarebbe?
[lei esce dal sacco a pelo e si avvicina a Pacey e lo bacia.]
Joey: non significa quello che credi.
Pacey: beh, allora che significa?
Joey: beh... significa che... beh, ho freddo.
Pacey: Oh.
[tirà su un lembo del sacco a pelo per coprirla]
Joey: e... che ci sto ancora pensando... e mi manchi, pace.
Pacey: anche tu mi manchi.
[lui la bacia sulla fronte e lei si rannicchia tra le sue braccia e lui la
stringe a sè]
[Scena: la mattina dopo. Le luci sono ormai accese nel superstore, e Pacey si
sveglia e Joey è rannicchiata tra le sue braccia.]
Pacey: [sbadiglia]
impiegato: amico... questo è proprio... inaccettabile.
[alza la testa e vede l’impiegato della sera prima che è accanto a loro]
Pacey: Um... Joey? Ahem!
Joey: altri 5 minuti.
Pacey: No, no. No. credo che adesso sia il momento giusto.
Joey: perchè?
[lei si rigira e vede l’impiegato e si alza velocemente]
impiegato: cioè...tipo... hai il permesso... di, tipo, provare le cose... ma il
manager sarà... tipo, la sua testa scoppierà.
Pacey: per questo—non c’è bisogno di chiamare il manager, perchè sai,
stavamo per andarcene.
[Pacey si tira su per fermarlo e raccogliere le loro cose]
impiegato: Hey.
Joey: Hey.
impiegato: allora, lei è... tipo, la tua ragazza?
Joey: No. andiamo a letto insieme qualche volta. È un problema per te?
[Joey gli passa accanto, e l’impiegato si gira verso Pacey con un enorme
sorriso.]
impiegato: molto bene.
[Scena: alle casse. Una cassiera passa gli oggetti che Joey e Pacey hanno
portato , non avendo capito che hanno passato la notte lì.]
Pacey: allora, finisce qui.
Joey: si, finisce qui.
cassiera: non c’erano etichette di sicurezza qui?
Joey: Oh. No. probabilmente dovreste controllare.
[lei porge alla cassiera il DVD che hanno visto la sera prima]
Joey: e questo.
cassiera: un DVD... aperto.
[Pacey porge alla cassiera il pacchetto di rasoi aperto]
Pacey: Oh. e, uh... anche questo.
cassiera: e un rasoi... aperto.
Pacey: [sospira e si tocca il mento]
cassiera: Ok, il totale è $98.15.
Joey: posso ridarti i soldi. La mia borsa è—
Pacey: ci penso io. Mi sembra un piccolo prezzo da pagare per un sogno che si
realizza.
cassiera: mi auguro abbiate trovato tutto ciò che cercavate oggi.
Pacey: beh...non tutto, ma abbiamo trovato quello di cui avevamo bisogno, che,
come sono sicuro lei sappia già, è altrettanto importante. In senso
spirituale. Perchè sa, se trovasse tutto quello di cui ha bisogno oggi stesso,
per quale motivo dovrebbe svegliarsi domani e rifare tutto di nuovo? Non ne
varrebbe la pena.
Joey: non si preoccupo. Ha il permesso del manicomio per un giorno. ma...in
tutta onestà, devo informarla che scriverò una lettera ai suoi capi su questa
cosa.
cassiera: davvero?
Joey: si. Perchè questo superstore... è perfetto così com’è. Non cambiate
nulla.
[la cassiera le consegna la busta, e Joey prende anche l’altra]
Joey: grazie.
cassiera: prego.
[si incamminano verso l’uscita.]
Pacey: casa?
Joey: casa. sai, potresti offrirti di portare almeno uan di queste.
Pacey: certo.
Joey: e mi farai guidare. giusto?
Pacey: guidare? La mia macchina? Ha ha! Ti sembra abbia perso conoscenza? Perchè
questa è l’unica circostanza per la quale guideresti la mia macchina.
Joey: non avresti questo problema se non mi avessi insegnato a guidare
dall’inizio.
Pacey: ma vedi, non ho un problema, perchè—
Joey: vedremo, Pace.
Pacey: vedrai come ti farò stare sul sedile posteriore se continui così.
|
[Scena: l’atrio del
dormitorio. Joey e Pacey stanno camminando verso la stanza di Joey dopo essere
stati a cena insieme in un ristorante elegante.]
Joey: quel posto era così
carino. C’erano asciugamani individuali nella toilette.
Pacey: davvero? Appoggiati
in ceste e simile?
Joey:
Mm-hmm.
Pacey: beh, se questa non è
la ciliegina sulla torta di un posto di classe non so cos’altro lo sia.
Joey: beh, sai decisamente
come si tratta una signora.
Pacey: beh, devo pur
spendere i miei soldi in qualcosa. [pausa imbarazzata] Oh, questa mi è uscita
proprio male. Perchè io e te non-n-non siamo solo qualcosa per cui io spendo
soldi. Non si tratta di possederti—ma lo farei lo farei, lo faccio (ndr.
Spendere soldi, insomma si è impappinato).
Joey: beh, e perchè pensi
che io stia con te?
Pacey: Ok. [ridacchia]
[tutti e due imbarazzati e
impappinati]
Joey: come va il lavoro,
Pace?
Pacey: Uh, sta andando
davverp bene, grazie. Ho avuto una promozione, veramente.
Joey: davvero? A che ruolot?
Pacey:
non...lo so.
Non c’è
un titolo, ma mi danno un ufficio, e, uh, una segretaria. Direi che è una
figata.
Joey: Ooh!
Pacey: già.
Joey: di lusso. Certamente
non vorrai più parlare con me dopo stasera. Quindi...
Pacey: vedi, lo sapevo che
avresti capito (ndr. Sarcastico).
Joey: non rifiutare una
ragazza quando è giù. sai, sono a corto di soldi, e mi hanno diminuito le ore
perchè sono tutti in spring break (ndr. Non devo tradurlo vero?), a bere
altrove.
Pacey: immagino voglia dire
che sei libera per cena il prossimo sabato.
Joey: beh, qualsiasi cosa
per un pasto gratis.
Pacey: per una donna di
classe come te, potrei anche aggiungere un dessert gratis.
Joey: devi avere intenzioni
serie con me.
Pacey: Ok, bene...
[si avvicinano entrambi per
baciarsi, ma si fermano poco prima e poi si guardano in modo imbarazzato.]
[tutti e due ridacchiano]
Pacey: credo che questo sia
il mio segnale. Allora me ne va...
Joey: Ok.
Pacey: per risparmiare. Um...
ti farò chiamare dalla mia segretaria per quanto riguarda la cena.
Joey: Pacey, è stata una
serata incantevole.
Pacey: anche per me.
Joey: buona notte.
Pacey: buona notte.
[Scena:
posto di lavoro di Pacey. Joey arriva in ufficio e ogni ragazzo seduto alla sua
scrivania si gira a guardarla praticamente sbavando. Pacey gira un angolo e la
vede.]
Pacey:
Jo. ciao!
A cosa
devo questo onore?
Joey: ti—ti ho portato un
regalo per l’inaugurazione del tuo ufficio. Non è che ti metti nei guai se
ricevi visite, vero?
Pacey: No, non. non se la
smetti di distrarre i ragazzi. Vorresti entrare nel mio ufficio?
Joey: come sei
professionale. allora, sono tutti al telefono. E’ questo che fai tutto il
giorno?
Pacey: e’ un po’ più
complicato di così. [afferra una cartellina da una scrivania] fammi prendere
quelli. Grazie, tom.
Joey: allora, cos’è che
ti rende così impegnato ora che hai bisogno di una assistente?
Pacey: non lo so, ma a dire
la verità, la tipa mi spaventa un po’.
[camminano fino alla porta
del nuovo ufficio di Pacey]
Pacey: Marcy? salve. Vorrei
presentarle la mia amica Jo.
Marcy: piacere di
conoscerla. Per sua informazione, per lei è stato rimandato il meeting alle
3:00, e Mr. Rinaldi è nel suo ufficio. E quando ha un minuto vorrei parlarle.
Pacey: parlarmi?
Marcy: non faccia il
superiore con me, Mr. Witter.
Pacey: mi spiace, signora.
io—può parlarmi adesso se vuole.
Marcy:
bene, Mr. Witter.
Se
proprio lo vuol sapere, Mr. Rinaldi mi ha licenziata, e me ne andrò alla fine
della giornata.
Pacey: [sospira]
[entrano nell’ufficio di P
e trovano Rich seduto sulla sedia di Pacey.]
Rich: la sto solo
ammorbidendo per te. Oh, chi è questa bellezza?
Joey: ti rendi conto che mi
trovo proprio qui?
Rich: e tu ti rendi conto
che era un complimento, vero?
Pacey: [ridacchia a disagio]
Rich, questa è Joey. Joey, ricordi Rich. e, Rich, per quale motivo,
esattamente, hai licenziato la mia segretaria?
Rich: beh, uh, ha provato a
cacciarmi dal tuo ufficio.
Pacey: beh, questo non
comporta invece un aumento di paga?
Rich: già, beh, non mi
piaceva il suo atteggiamento, Witter, o il suo taglio di capelli, per quanto me
ne importi. [ridacchia]
Joey: puoi licenziare le
persone perchè non ti piace il loro aspetto? Non è discriminazione?
Rich: fa parte del settore
risorse umane?
Pacey: No. No, no. È la
mia, uh... è una mia amica.
Rich: Oh. allora, uh, perchè
non sei a scuola oggi?
Joey:
sono in spring break.
Rich: cosa fai dalle 9 alle
5, Johnny?
Joey: Joey. Niente al
momento. Um...
Rich: io dico che passerai
le prossime due settimane impiegata qui. Conosci la roba da ufficio, giusto?
Perchè non organizzi la cosa, Witter.
[Rich se ne va, facendo una
piccola pausa nell’uscire, per squadrare il didietro di Joey.]
Joey: sta scherzando, vero?
Pacey: Rich? No, non ha
proprio molto senso dell’umorismo.
Joey: beh, quanto sarebbe la
paga?
Pacey: non lo so. Credo sia
sui, tipo, 600 dollari a settimana (ndr. Io ci andavo al volo ^^).
Joey: dici sul serio?
Pacey: davvero vorresti
farlo?
Joey: beh, devi ammettere,
Pace, voglio dire, il tempismo è perfetto. Sono al verde. Non ci vediamo quasi
più.
Pacey: già, ma starsene a
ciondolare vicino alla macchina del caffè non è proprio come un appuntamento,
dico bene?
Joey: chi vogliamo prendere
in giro, Pace? ora, sappiamo entrambi che il boss non ciondola vicino alla
macchina del caffè. Quello è il lavoro dell’assistente.
[gli aggiusta la cravatta
per tutto il tempo che gli parla]
Pacey: sei sicura che
saresti a tuo agio con la relazione di potere boss/segretaria?
Joey: sappiamo entrambi chi
è il boss qui.
Pacey: [ridacchia] beh, ok,
si. cioè, qual è il peggio che può succedere, giusto?
Joey: tranne me che prendo
il controllo della compagnia, niente. Quanto sarà divertente!
[Scena:
posto di lavoro di Pacey. Pacey entra dalla porta principale ed è raggiunto da
uno degli impiegati che lo ferma per dirgli qualcosa.]
uomo: Hey, Witter, ben
fatto. Veramente ben fatto.
Pacey: di che stai parlando?
uomo: la nuova assunta.
Pacey:
Oh. Joey.
[Pacey cammina e trova tutti
accalcati intorno alla scrivania davanti al suo ufficio. Guarda questo strano
fenomeno e si avvicina. Gli uomini si scansano e rivelano una Joey seduta alla
scrivania. Tutti i ragazzi stanno praticamente sbavandole dietro]
Pacey: Hey, Joe.
Joey: Oh. giorno, Pace.
Pacey: giorno. scusami.
Questi ragazzi ti stanno dando fastidio?
Joey: No. forse ci stanno
provando ma non posso dirlo esattamente. Qualcuno di voi ha frequentato il
college?
Uomo1: le stiamo solo
illustrando il nuovo lavoro, Pacey.
Uomo2: stai comoda, Joey?
cioè, questa mi sembra un po’ alta.
[l’uomo le si avvicina e
preme la leva che fa abbassare la sedia di un pochino.]
Joey:
Oh. Oh, whoa.
[ridacchia]
è davvero...super. grazie.
Pacey: beh, benissimo. Sono
contento che abbiamo sistemato la cosa. Ma dato che questa è la MIA segretaria,
perchè voi ragazzi non ve ne tornate ai vostri—
Joey: Ahem!
Pacey: sostituta in
ufficio—non è importante al momento. Ciò che è importante—è che non starà
qui per molto, perciò non vi ci affezionate troppo. addio.
[i ragazzi se ne vanno]
Joey: Neander-viscidi.
Pacey: mi dispiace per la
cosa.
[la scena taglia a poco dopo
e Pacey sta giocando con un gioco per dirigenti (ndr. È proprio scritto così
nello script...bah) che ha trovato sulla scrivania. Joey entra in ufficio.]
Pacey: cos’è questo?
Joey: Oh. Beh, quello è il
tuo regalo di inaugurazione dell’ufficio (uno di quei giochini dove ci sono
delle palline di acciaio in sospensione e facendone muovere una oscilla
l’ultima all’estremità contraria). Hai dimenticato di aprirlo ieri. Ho
pensato che dato che ora sei un vero professionista ed hai un ufficio tutto tuo,
ti meriti che dei gadget senza senso stiano sulla tua scrivania.
Pacey:
beh, grazie, miss potter.
Veramente
gentile da parte tua.
Joey: beh, sono la migliore
assistente mai esistita.
Pacey: certo che lo sei.
Sai, quando sono arrivato qui questa mattina, hai dimenticato di fare il caffè,
e mi piace iniziare una giornata con un tazza di caffè.
Joey: Oh. Oh, giusto. beh,
sei stato uno chef, giusto? Voglio dire, te lo puoi fare da solo.
Pacey: certo. già.
[Rich entra in ufficio.]
Pacey: puoi portare questo a
Tom per favore?
Joey: certo.
[Joey prende la cartellina
da Pacey e se ne va]
[Rich se ne va e Joey entra]
Joey: allora, vuole parlare
con te?
Pacey: stavi origliando?
Joey:
beh, si.
Sono la
tua assistente. È il mio lavoro. È ciò che devo fare.
Pacey:
Mm-hmm.
[Pacey comincia di nuovo a
giocare col giocattolo a palline.]
[Scena: ufficio di Pacey.
Pacey indossa le cuffiette per conversazione telefonica e sta parlando con un
suo cliente, mentre passeggia dietro alla scrivania.]
Pacey: capisco cosa stai
dicendo, Walter. Solo non sono intenzionato a spingere la cosa con forza.
Ascolta, non ho i numeri sottomano, ok? Si, quando? Ok, aspetta un secondo.
Fammi chiedere alla segretaria. Hey, Jo—
[Joey entra in ufficio con
una cartellina.]
Joey: stai cercando questa,
Mr. Witter?
Pacey: si, è esattamente
così. Quando è arrivata questa?
Joey: Um, beh, non volevo
inondarti di informazioni.
Pacey: bella pensata.
[sospira] Ok, Walter, ce l’ho proprio qui davanti. cavolo. Walter?
Joey: Oh, ho spinto un
bottone prima di venire qui. Pensavo fosse il pulsante di attesa.
Pacey: è tutto ok. Va bene.
Possiamo ricontattarlo. Ha ha. sai, Jo, sei una ragazza così intelligente,
onestamente pensavo che questo lavoro sarebbe stato un po’ più facile per te.
Joey: beh, diciamo che ne ho
fatta una questione di principio non imparare le abilità della segretaria.
Pacey: avresti potuto
accennarlo prima.
Joey: beh, se divento troppo
brava in questo, poi nessuno mi lascerà fare quello che voglio fare veramente.
Pacey: mi sembra molto
difficile da credere, Miss Potter.
[la donna misteriosa apparsa
in episodi precedenti entra nell’ufficio di Pacey.]
Pacey: ciao.
Sadia: ciao.
Pacey: che ci fai qui?
Sadia: beh, la tua
segretaria non era alla scrivania, spero sia ok—
Pacey: va bene. Lei è, uh,
è—lei è li.
Sadia: Oh. Ok, bene, tieni.
Non ti dispiace appendere questo per me, vuoi?
[porge il suo cappotto a
Joey]
Joey: ha un appuntamento,
signorina?
Sadia: beh, si. veramente,
si.
[Rich arriva nell’ufficio
di Pacey]
Rich: Uh, lei è Sadia Shaw,
pace, la reporter di cui ti parlavo prima.
Pacey: certamente.
Sadia: piacere di conoscerti
ancora. allora, immagino che le voci che ho sentito su di te siano vere, Pacey.
Stai certamente scalando la vetta in questo mondo.
Joey: quindi vuoi due vi
conoscete?
Sadia: non completamente, ma
immagino che l’intervista serva a questo.
Pacey: immagino di si.
[ridacchia]
Rich: [ride]
Pacey: Hey, possiamo
offrirti qualcosa per farti stare più comoda? Jo, ti dispiacerebbe portarci una
brocca di caffè?
Joey:
certamente, Mr. Witter.
Me
ne occuperò subito. Mi sbrigherò a farne un bel po’.
Sadia: [dolcemente] grazie.
Pacey: si, grazie.
[Joey li lascia ]
Pacey: perchè non ti
accomodi, mettiti pure comoda.
[Scena: ufficio di Pacey.
Sadia sta intervistando Pacey e Rich che sono tutti e due nell’ufficio di
Pacey.]
Sadia: dunque, Rich...
diresti che l’arrivo di Pacey e la tua crescita di profitti hanno avuto una
diretta correlazione?
Rich: beh, non esageriamo
qui. Sappiamo tutti quanto il mercato sia imprevedibile. È solo successo che
abbiamo cominciato a spingere un nuovo titolo in quel periodo, e ci ha fatto un
gran bene.
Sadia: stai parlando della
Stepatech.
Pacey: si, e per essere
precisi, sono stato il primo a proporre la Stepatech.
Rich: già, è corretto.
Pacey è stato il primo.
Joey all’interfono:
scusami, Pace. Uh, Jack sulla linea uno.
Pacey: va bene. Puoi
trattenere le mie chiamate. grazie.
Joey: anche del tuo compagno
di stanza?
Pacey: si, anche del mio
coinquilino.
Joey:
Oh, ok.
Errore
mio. Continuate pure.
Pacey: chiedo scusa per la
cosa. È il suo primo giorno.
Sadia: capisco. Questa
dev’essere una vera mossa birllante per te, Pacey, avere un’assistente. Ho
sentito dire che fino a poco tempo fa eri un cuoco.
Pacey: si, veramente. Mi
sono occupato per un po’ dell’industria alimentare, ma sono piuttosto—
[il telefono comincia a
stridere. e Pacey comincia a premere sui tasti, poi velocemente solleva il
ricevitore e riattacca facendo fermare lo stridìo]
Pacey: Ahem. I bottoni si
incastrano sull’apparecchio a volte. Chiedo scusa. Cosa stavo dicendo?
Rich: vorrei davvero
ricordarlo. Ero inchiodato.
[Joey arriva in stanza con
un vassoio di caffè]
Joey: caffè fresco?
Pacey: fantastico. Puoi
lasciarlo sulla scrivania.
Joey: Pacey ci mette
tonnellate di zucchero nel caffè. Altrimenti non riesce a berlo. Sa, mette lo
zucchero anche nei cereali alla frutta. Non è incredibile?
Pacey: Ah, ha! Va bene.
Grazie per il tuo aiuto, miss potter. È tutto.
Joey: e lei come lo prende?
Sadia: Uh, con un goccino di
panna – non grassa, se c’è, per favore. grazie.
Joey: certamente.
[Joey versa la panna su una
gamba dei pantaloni di Sadia.]
Joey: [senza fiato] Oh, dio!
[parlano tutti insieme]
Joey: Oh, mio dio. Mi
spiace, mi spiace.
Sadia: Ohh! Sai una cosa? Lo
prendo io.
Joey: mi spiace così tanto.
Sadia: ci penso io.
Rich: Witter, uh, perchè
non... continuiamo l’’intervista nel mio ufficio? Sono certo che sarai più
comoda lì. E’ molto più grande.
[Rich e Sadia escono
dall’ufficio di Pacey.]
Joey: è stato un incidente.
Pacey: davvero! Un
incidente. allora, perchè mi risulta così difficile crederci?
Joey: è meglio che tu vada.
Non vorrai perdere il tuo quarto d’ora di celebrità.
[Scena: ufficio di Pacey. È
la fine della giornata di lavoro e Joey entra in ufficio di Pacey e poggia un
documento sulla scrivania di Pacey che è seduto lì a pensare.]
Pacey: allora, cosa avevi
prima?
Joey: come conosci quella
donna?
Pacey: la reporter? L’ho
incontrata una volta... ad un ricevimento. Mesi fa. Non sapevo nemmeno il suo
nome.
Joey: perchè la cosa non mi
shocka?
Pacey: non siamo mai stati
ufficialmente presentati. Voglio dire, ti avrebbe ucciso comportarti
professionalmente oggi?
Joey: andiamo, Pacey. Voi
ragazzi siete maiali. cioè, secondo gli standard degli uomini delle caverne,
non sono il tipo professionale.
Pacey: e che tipo sarebbe?
Il tipo che può versare una tazza di caffè senza spargerlo sui muri? Perchè
tu non sei quel tipo.
Joey: un’assistente per te
è solo questo, vero? Solo una pollastra che versa del caffè.
Pacey: non avevo capito che
volevi essere una assistente in carriera.
Joey: perchè pensi che Rich
abbia licenziato Marcy? Perchè ha più di 30 anni. Hai mai fatto caso alle
assistenti che ci sono qui?
Pacey: credo non ci sia una
maniera giusta per rispondere a questa domanda.
Joey: sembrano le ragazze da
copertina in versione ufficio di là.
Pacey: credo di non averlo
mai notato. Perchè quando vengo qui, è per fare il mio lavoro. Nel quale ero
realmente davvero bravo fino a quando sei venuta qui e mi hai sabotato.
Joey: sii realistico, Pacey.
Tutto quello che ti chiedo è un po’ di rispetto e un po’ di gentilezza
umana.
Pacey: ma vedi, questo è
proprio il punto. Non devo rispettarti o essere gentile con te. Sei la mia
segretaria.
Joey: Oh, e questo sarebbe
il punto? Sei regredito—
Pacey: donna! Mi stai
rompendo la testa. Potresti solo accettare la cosa temporanea e venire qui con
un sorrisolo e forse un po’ di grazia?
Joey: No. non se hai
intenzione di trattare così le tue future assistenti. francamente, Pacey, sto
cominciando a capire il tuo soprannome.
Pacey: quale soprannome?
Joey: ti chiamano Witless
(ndr. Che in inglese significa stupido e chiaramente in opposizione al suo
cognome vero Witter) .
Pacey: chi è che mi chiama
Witless?
Joey: penso non sarebbe
professionale rivelare tale informazione.
Pacey: e dove era il
professionalismo quando versavi la panna sulla gamba della reporter?
Joey: Oh, per favore. Non
dire "reporter" come se non avessi stampato in mente il suo nome a
lettere di fuoco.
Pacey: sai, non credo questo
sia il posto giusto per esprimere la tua gelosia.
Joey: gelosa?! Per niente.
Ok, si. Posso aver avuto una sorta di caduta psicotica, ma è stato strano,
davvero, perchè... perchè mai dovrei essere gelosa?
Pacey: non lo so.
Joey: non è che saresti mai
attratto dal tipo di affari scaltro, giusto?
Pacey: beh, che importa?
Tanto non sei gelosa. giusto? Sai una cosa? Vorrei emettere delle scuse. Prendi
una lettera, vuoi?
[lei lo guarda, come non
credesse che è serio.]
Pacey: ti serviranno una
penna e della carta.
[lui le da una penna e dei
fogli.]
Pacey:
cara...Miss...Shaw...
è
stato...meraviglioso... vederti questo pomeriggio. No, no. torna indietro. È
stato incantevole vederti ancora. Tuttavia, vorrei cogliere questa opportunità
per chiedere scusa del comportamento della mia segretaria. Perchè, sai, è
nuova... e molto incapace.
[si alza e cammina verso di
lei mentre le detta la lettera.]
Joey: ho perso l’ultima
parte.era qualcosa di deficiente seguito da qualcosa di insensato.
[a questo punto lei mette giù
la penna e si alza dalla sedia piazzandosi di fronte a Pacey. Si fissano e poi
si saltano tra le braccia baciandosi passionalmente. Vanno verso il divano e si
stendono su si esso. Pacey si toglie la giacca di corsa e continuano a baciarsi
sul divano con passione, quando Rich entra nell’ufficio di Pacey.]
Rich:
sto, uh, uscnedo, Witter.
[i due si fermano e lo
guardano]
Rich: gesù, amico. Almeno
io ho aspettato una settimana con la mia.
[Rich scuote la testa e va
via, pacey guarda verso Joey.]
Pacey: maiali. Siamo tutti
maiali.
Joey:
Mm-hmm.
[Scena: Hell’s Kitchen.
Joey sta finendo il suo turno al bar quella sera, quando arriva Pacey e la
raggiunge.]
Joey: Hey,
Mr. Witter.
Cosa posso portarle?
Pacey: Oh, nulla, veramente.
Ho un debole per questa giacca.
Joey: non il migliore dei
primi giorni, devo ammetterlo.
Pacey: No. ma sono
dell’opinione che alcuni mondi non dovrebbero mai scontrarsi. In più, come
potrai più prendermi seriamente—
[Joey sta per portare un
grande vassoio nel retro ma Pacey la ferma.
Pacey: ci penso io—ora che
sai che i ragazzi mi chiamano witless?
Joey: già, e tutta la mia
scena di gelosia non ha messo in mostra le mie caratteristiche migliori.
Pacey: veramente, sai, mi è
piaciuta quella parte.
Joey: speravi solo che io e
lei ci saremmo messe a lottare.
Pacey: per che razza di uomo
mi hai preso?
Joey: credo di non essere
abituata alle lotte da ufficio. Sono più il tipo da attaccabrighe ubriaco.
Pacey: buono a sapersi,
veramente, perchè volevo dirtelo, non lasciare il tuo lavoro serale.
Joey: che vuoi dire?
Pacey: beh, intendo che in
nessuna circostanza voglio vederti più nel mio posto di lavoro, nonostante
quanto tu sia sexy in tessuto a righine.
Joey: mi stai licenziando?
Pacey: s-si, ma, cioè, t-ti
viene in mente una soluzione migliore?
Joey: tutto questo è per la
faccenda del caffè, Pacey? Perchè io posso fare il caffè. E posso servirlo e
tutto. Sono una cameriera professionale.
Pacey: non si tratta della
faccenda del caffè. Ok?
Joey: allora di cosa si
tratta?
Pacey: Jo, come ti aspetti
che mi concentri se mi giri intorno tutto il giorno?
Joey: davvero sono questa
grande distrazione, Pacey? cioè, la mia scrivania è fuori dal tuo ufficio. Non
mi vedi nemmeno.
Pacey: ma so che sei lì. E
non sarei arrivato a tanto lontano se fossi stata 5 passi distante da me tutto
il tempo. Non l’avrei fatto. credimi.
Joey: davvero? E come mai?
Pacey: Ok, adesso me la vuoi
proprio cavare di bocca, non è vero? bene. [sospira] non sarei stato in grado
di concentrarmi perchè ogni volta che sei a 5 passi da me o anche 25 passi...
c’è veramente una sola cosa che vorrei fare.
Joey: dilla.
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