Sesta Serie

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INTERNO. STANZA DEL DORMITORIO DI JOEY E AUDREY - GIORNO
[Pacey è sdraiato sul letto di Audrey che si massaggia gli occhi, quando Joey entra nella stanza. Audrey è in bagno con la porta chiusa. Poi Pacey si alza e si avvicina a Joey.]
Joey: Ehi, tu.
Pacey: Oh, Joey. Grazie a Dio. Ascolta, adesso non è il momento giusto, ma non importa cosa succede nei prossimi 30 secondi, o cosa faccio, tu non vuoi che io venga a stare da voi. Capito? Solo—
[Audrey esce dal bagno.]
Pacey: Ciao.
Audrey: Joey Potter! [le due si abbracciano] Come vivo e respiro.
Joey: La mia nemica. Bentornata.
Audrey: Grazie. Ehi, può, uhm, Pacey stare con noi per un paio di giorni?
Joey: Uhm ... uh, sai una cosa? Ora non è proprio il momento giusto. Uh ... ho tantissimo da studiare, e, beh, voglio dire, tu conosci Pacey. Lui si comporta come un bambino. Se non ottiene abbastanza attenzione, inizia a fare i capricci, e poi si mette a ruttare, a scoreggiare, ed il suo pessimo-- è disgustoso, davvero.
Audrey: E non lo so.
Pacey: Ehi, io sono qui.
Joey: Scusa, non posso accettare.
Audrey: Capisco. Va bene, beh, sembra che dovrai convivere con Grams, amigo.
Pacey: Beh, è fantastico. Sai, dopo tutto quello che abbiamo passato assieme, Joey, pensavo saresti stata più gentile. Sono davvero offeso.
Joey: Beh, se la metti in questo modo—
Pacey: Oh, no. No, no, no. Non cercare di farti perdonare. Il danno è fatto. Andiamo, Liddell.
Audrey: Oh, ehi! Che fai stasera?
Joey: Beh, non lo so. Possiamo uscire e festeggiare.
Audrey: Ah, tu vuoi festeggiare il mio ritorno al Worthington? Che dolce, Joey.
Joey: Giusto, perchè questa è l'unica cosa che possiamo festeggiare.
Audrey: E' ovvio. Va bene, beh, a più tardi, coniglietto.

INTERNO. HELL'S KITCHEN - SERA
Joey è in piedi davanti al juke box con uno sguardo minaccioso.]
Joey: E' così ingiusto. Quando si sentirà la mia canzone?
Pacey: Beh, forse l'ha rifiutata perchè per questa sera abbiamo sentito abbastanza canzoni rock per ragazzine, grazie tante.
Joey: Vai al diavolo.
Pacey: Rowr. [Pacey le da un morso sul braccio.]
Joey: Pacey. Ottuso. Adesso vorresti giustificare te stesso?
Pacey: Esattamente perchè dovrei volerlo fare?
Joey: Questa mattina. Un certo frenetico desiderio di non essere confinato in un certa camera del dormitorio con una certa tettona bionda con cui hai trascorso l'intera estate.
Pacey: Oh, quello.
Joey: Si, quello.
Pacey: Ti ricordi la nostra particolare estate insieme?
Joey: Mi ricordo.
Pacey: Ok, bene. Ti ricordi che quando siamo tornati eravamo come due piccioncini e proprio non volevamo che l'estate finisse?
Joey: Parla per te, ma ... mi ricordo qualcosa.
Pacey: Diciamo che per il bene dell'argomento io non sono affatto scontento che quest'estate stia finendo. Questo non vuol dire che non mi sia divertito, perchè l'ho fatto, assolutamente. E' solo che ogni notte a Hollywood c'è un diverso party con diversi amici e la 'Audrey di Hollywood' è un po'...
Joey: Stancante.
Pacey: In una parola, si.
Joey: Guarda, io qui mi trovo in difficoltà, perchè ... vedi, la parte di me che si dia il caso sia una tua cara amica e amante di un tempo dice, ehi, la vita è troppo breve. Devi fare ciò che ti rende felice, giusto? Ma poi l'altra parte di me, quella si dia il caso sia una cara amica di Audrey e sua compagna di stanza dice, sai una cosa? Tu spezzale il cuore, e io ti spacco la faccia. Capito?
Pacey: Ho capito.
Joey: Andiamo.

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Non ci sono dialoghi tra P&J
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Non ci sono dialoghi tra P&J
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Non ci sono dialoghi tra P&J
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Non ci sono dialoghi tra P&J
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Non ci sono dialoghi tra P&J
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Non ci sono dialoghi tra P&J
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Non ci sono dialoghi tra P&J
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Non ci sono dialoghi tra P&J
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Audrey: Oh, sai, grazie, Gale, davvero, ma penso di aver appena cominciato. Almeno qualcuno di voi si rende conto di quanto incredibilmente ipocrita sia questa piccola riunione? Voglio dire, forse sono troppo allegra a causa di un piacevole e potente cocktail di vodka e antidolorifici – e grazie, comunque, Gale, per gli antidolorifici--, ma mi sembra di vedere le cose un po’ più chiaramente di ognuno di voi. Dawson. Pacey. Ragazzi voi vi odiate, non è vero? Non sarete mai in grado di—di riparare questa piccola spaccatura che esiste fra voi due, quindi perchè disturbarsi con la messa in scena? e Dawson e Joey, [Audrey ride] eccovi qui, tutti e due, tutti cresciuti e così compiaciuti di voi stessi, e ognuno con il rispettivo partner al fianco, e mentre, sapete, vi concedo che sembra molto carino, la verità è che ragazzi voi avete finalmente fatto sesso, ma non avete ancora fatto I conti con la faccenda, e nessuno di voi due sarà in grado di avere una relazione con qualcun altro se prima non fate i conti con le vostre caxxate una volta per tutte—per quanto riguarda te, Pacey, mi spiace davvero che la Audrey Hepburn seduta accanto a te ti abbia spezzato il cuore tanti anni fa, e che ti abbia impedito di volerti coinvolgere in una relazione adulta, ma sai una cosa? Ma vedi di crescere. Buon Natale, gente spregevole. addio.
[si alza e se ne va arrabbiata.]
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Non ci sono dialoghi tra P&J
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Non ci sono dialoghi tra P&J
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Non ci sono dialoghi tra P&J
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[Scene: Un negozio di elettronici. Pacey e Jack sono in piedi davanti a qualcosa praticamente in estasi, mentre Joey è 
dietro di loro e scuote il capo come per dire “che razza di cretini”
Pacey: Mio Dio, è stupenda.
Jack: Lo penso anch’io. (lett. Sarebbe “anch’io te lo posso dire”..dato che il soggetto è donna, e Jack è gay..)
Pacey: E lei, lei si che sa come farti divertire, capisci cosa dico?
Jack: Puoi permettertela?
Pacey: Per favore, Jack, non rovinare questo momento parlando di soldi
Jack: stavo solo dicendo—
Pacey: Devo averla per forza, quindi posso permettermela. Lei..e tutti I suoi giocattolini anche
[La telecamera ci fa capire che I due stanno parlando di una televisione..]
Pacey: [sospira]
Joey: Scusate, ma a che vi serve una cosa così grande? Insomma, è quasi grottesca, senza contare il fatto che Emma sclererà quando le piazzerete questa cosa in salotto
Pacey: Joey, non essere gelosa solo perchè lei sa fare delle cose che un uomo non ha mai provato prima..
Joey: Ok, ora iniziate a spaventarmi. Sembra che sia una televisione ad aver ingoiato una cittadina. Questa la più lampante dimostrazione del capitalismo che io abbia mai visto
Jack: non parlare di cose che non puoi capire, Joey.
Vado a chiamare un commesso

Joey: non ci sono cose migliori per potresti fare con I tuoi soldi?
Pacey: cosa, finanziare il tuo guardaroba?
Joey: beh, già che siamo nell’argomento. Acquisti gratuiti a parte, sono davvero impressionata da te Pace
Pacey: hey, metti un vestito elegante ad uno stupido, e ti potrà cambiare il mondo. Dà uno sguardo a tutti i posti dove si lavora con il commercio
Joey: non si tratta dei vestiti, e nemmeno di quei giocattolini elettronici. Si tratta di come sei arrivato a questo punto. Insomma, sei andato lontano..
Pacey: non così lontano, spero.
Joey: sei davvero preoccupato di tutto quello che sta succedendo?
Pacey: certo. Però mi piace pensare che potrei tornare ad essere quella persona che ero prima in qualunque momento, dato che secondo me, era davvero una bella persona
Joey: lo sei ancora, Pacey. Sei sempre stato questo squinternato genio che stava solo aspettando una possibilità per dimostrare cosa valeva. Ti è solo capitato di immischiarti in un mondo in cui va tutto più velocemente.
Ma sono davvero orgogliosa di te.
Pacey: grazie, significa molto detto da te, Jo.
Joey: ma se pensi che mi siederò nel tuo appartamento e pagherò per vedere quella cosa, ti sbagli di grosso
Pacey: puoi venire stasera . e lo sai, che festa è se non ci sei tu..
Joey: lo so. Credimi, verrò. Ho un grande bisogno di brindisi e libagioni da quando Eddie se n’è andato per fare qualcosa per sè stesso..
Pacey: già, ma devi evitare tutta la questione “ho bisogno di supporto e inspirazione”. Non funziona per te, insomma, ok? Non farmi rimpiangere il mio orgoglio sentimentale
Joey: non lo faro
Pacey: quindi verrai questa sera. Farà bene alla tua anima, e significherà molto per te se tu l’accetterai..come una delle tue amiche (si riferisce alla Tv)
Joey: Oh, Dio. Gli abiti non mi ingannano. Se lo stesso vecchio adorabile miserabile
Vado a dare un’occhiata agli iPods
 

[Scena: In cucina. Joey e Pacey sono in cucina che parlano della festa. Joey riempie una coppa di patatine e Pacey guarda nel frigorifero]

Joey: bella festa, pace. Sono colpita.
Pacey: oh, grazie. Il merito è di bertha.
Joey: ti prego dimmi che non hai dato un nome alla tv.
Pacey: Ok. Vuoi un drink? abbiamo... acqua, succo, cocacola, la roba grassa e verde che beve Emma, birra—
Pacey: Mm, dammi un drink. Qualcosa alla frutta e che stordisca.
[Pacey la guarda shockato]
Joey: non fare quello sguardo.
Pacey: quale sguardo?
Joey: come se volessi chiedermi chi sono e cosa ho fatto a Joey Potter.
[tira fuori del succo d’arancia e di mirtilli, prende la vodka e comincia a preparare un drink per Joey]
Pacey: non stavo per dire nulla del genere. Stavo semplicemente preparandoti un drink. E posso dirti che hai un aspetto meraviglioso stasera.
Joey: grazie. Mi sembrava fosse ora di fare una doccia.
Pacey: [ride] sai, ho sentito che le cose non ti sono andate bene ultimamente, ma sono sicuro che ce la farai perchè ce la fai sempre.
Joey: Hmm. sai, sarò sempre quella che si sveglia presto, fa gli esami, si dimentica del ragazzo che gli piace, accompagna la compagna di stanza in clinica, giusto?perchè qualcuno deve pur fare queste cose, giusto? Sai una cosa? Forse domani non lo farò e sarà qualcun altro a farlo.
Pacey: cosa faresti piuttosto?
Joey: di che piuttosto parli?
Pacey: beh... questo è un posto abbastanza sicuro pewr te, giusto? Quindi sentiti libera, divertiti.
Joey: d’accordo. Questo è il piano. Nessuna scommessa.
[prende la bottiglia di vodka e ne versa ancora nel bicchiere]

[Scena: in un’altra stanza. Probabilmente dove dorme Emma. Joey e Pacey entrano in camera e si siedono sul letto per stare un minuto lontani dalla folla]
Joey: grazie.
Pacey: di nulla.
[lei riprende il drink e si siede]
Joey: sembra un ragazzo carino. Per cosa stanno le iniziali C.J.?
Pacey: non saprei dirlo.
Joey: Ah, spero che fra quei ragazzi vada bene.
Pacey: Hmm.
Joey: Pacey.
Fra tutti quanti va bene. Jen e C.J., sai, la ragazza inglese e il tipo volgare. Io non sono brava in questa cosa. Io—io allontano la gente da me.
Pacey: No, questo non è vero.
Joey: Oh, no? allora perchè se ne vanno per mare o dall’altra parte del paese o inseguono i loro sogni solo perchè ho detto loro di farlo? C’è sempre qualcosa migliore di mè la fuori.
[comincia a formarsi una lacrima]
Pacey: Whoa. Credo che, forse la vedi dalla parte sbagliata. Forse è solo che sei una donna talmente meravigliosa che fai avere voglia a questi ragazzi di essere uomini migliori.
Joey: beh, non stiamo insieme.
Pacey: direi che è vero. [ridacchia] si. [sospira] già.
Joey: beh, non fare quella faccia triste. Qui stiamo parlando della mia vita orribile. La tua è un successo.
[cerca di farlo sorridere mettendogli le dita ai lati della bocca]
Joey: Oh. Mi ero dimenticata. Sei ancora innamorato di me.
Pacey: [ridacchia] davvero?
Joey: Oh, ricordi? La cena infernale di Natale? È stato uno dei commenti illuminati di Audrey.
Pacey: giusto. certo.
Joey: sei ancora innamorato di me. Deve essere penoso.
Pacey: Oh, lo è. Non hai idea delle fatiche che devo passare per mantenere un’amicizia con una ragazza da favola come te. Non hai idea.
Joey: fa sentire soli.
Pacey: si è vero. Piango fino ad addormentarmi ogni sera, ma poi Jack ed io ci coccoliamo. Questo addolcisce la pena. Lui è molto affettuoso.
Joey: [ride] Oh, Pace.
Sai una cosa? Sono una bella preda.
[si alza e si allontana dalla stanza, e Pacey la guarda andare via, convenendo tra sè e sè.]

[Jen e CJ si alzano velocemente e vanno via.]
Joey: Oh, hey, whoa. Questo non è... 7 minuti in paradiso. Ragazzi dovete tornare qui.
Jack: vorresti baciare Jen eh.
Pacey: Ok, malgrado tutto, hanno perso il turno.
[si alza e gira la bottiglia, finisce su Joey che sorride]
Joey: Mmm. allora... [cerca in modo ubriaco di fare la sexy]doo-doo doo-doo d’accordo. [sussurrando] dammene uno, pace.
[proprio quando Pacey sta per baciare Joey, Gus che era salito sulla TV cade]

[Scena: stanza di Pacey. Pacey porta una Joey addormentata in braccio dalle scale fin nella sua stanza, la porta vicino al letto e la adagia delicatamente.]

Pacey: ed eccoci qui. casa, dolce...
Joey: già?
Pacey: già. Lo so, è un lungo viaggio dalla camera da pranzo.
Joey: è stato divertente. vedi, sono una ubriaca incantevole.
Pacey: lo sei davvero, Miss Potter.
[le toglie gli stivali]
Joey: ho parlato con tanta gente nuova stasera. La gente mi adora.
Pacey: e adorano quando racconti gli sporchi segretucci dei tuoi amici.
Joey: Huh?
Pacey: niente.
Non importa.
[Joey sta per addormentarsi e le sue parole diventano sempre più sommesse]
Joey: e’ stata una festa magnifica, Pacey. Fino alla parte della tv in frantumi.
Pacey: già, quella non è stata una bella parte.
Joey: mi spiace per la televisione.
Pacey: va bene. succede. E forse mi ci stavo affezionando troppo.
Joey: e non è il caso.
Pacey: No. ma sono contento che ti sei divertita. Te lo meritavi. E si un’ubriaca adorabile e saggia, Miss Potter.
[Joey sorride e si sposta i capelli dal viso, prima che il braccio le ricada sul letto per il sonno]
Pacey: avevi ragione su quello che hai detto prima. Non l’ho mai fatto (ndr. Smettere di essere innamorato di te). Come avrei potuto? guardati.
[Joey si alza piano in modo ubriaco]
Joey: sai cosa non abbiamo più fatto?
[lei lo bacia]
Joey: è il tuo turno ora.
[lei ricade addormentata sul letto.]
Pacey: sogni d’oro, Joey.
[lui la bacia sulla fronte, e poi le sistema le coperte, primo piano di Joey che sorride ad occhi chiusi... sfumata al nero.]

615
Joey: Ohh.
[Pacey vede Joey spuntare da sotto il tavolo.]
Pacey: vuoi scusarmi solo un secondo?
ragazza: certamente.
Pacey: tesoro, non per ficcare il naso, ma... ti spiacerebbe dirmi che diavolo ci fai lì sotto?
Joey: dipende. Ti spiacerebbe dirmi cosa ci fa la mano di quella ragazza piazzata sopra al tuo ginocchio?
Pacey: scusami?
Joey: mi hai sentito. O forse vorresti che coinvolgessi l’intero tavolo, perchè sono certa che il suo ragazzo ne sarebbe almeno marginalmente interessato.
Pacey: Ok, perfetto. Hai espresso il tuo punto. Che sarebbe quale, esattamente?
Joey: Pacey... voglio andare a casa. adesso. Sono stanca, irascibile, e so che non hai letto le postille del nostro contratto di affitto-per-un-giorno, ma scade esattamente fra 35 minuti, quindi forse sarebbe meglio se saltassi le finezze e le chiedessi direttamente il numero di telefono?
Pacey: Ok, sorella calma. Andrà tutto bene.
Joey: lei pensa che io sia tua sorella?!
Pacey: Oh, ma guarda un po’? [getta una forchetta casualmente a terra, e afferra joey facendola abbassare un po’ per non farsi sentire dalla ragazza]
Joey: Oh!
Pacey: non ti ho per caso menzionato che meravigliosa opportunità sia questa per me di fare delle conoscenze di lavoro?
Joey: si. E’ così che mi hai risucchiato facendomi venire qui all’inizio, ma sai una cosa? Abbiamo fatto conoscenze, abbiamo chiacchierato, e se non mi porti a casa ora, in questo preciso istante, credo che miss qualchecosa lì non sarà più interessata quando vedrà tua sorella sporgersi verso di te per darti un bacio con la lingua che non hai mai ricevuto in vita tua
Pacey: 5 minuti, ce ne andremo fra 5 minuti
Joey: grazie.
Pacey: ottimo.
[si gira verso la bella ragazza. e Joey tenta ancora di recuperare la sua scarpa.]
 
[la ragazza se ne va e Joey sbuca di nuovo da sotto il tavolo.]
Joey: finalmente. Ho preso la scarpa. Era dall’altra parte del tavolo.
Pacey: davvero? benissimo. Quindi problema risolto, qualunque problema fosse. Direi che dovremmo andare. Ok?
Joey: aspetta, Pacey. Fammi metter la scarpa.
Pacey: andiamo, Cenerentola.
Joey: [sospira] hai per caso un appuntamento di fuoco o cosa?
Pacey: No, ma una bellissima donna si è appena offerta di fare sesso con me, senza legami sentimentali.
Joey: sei così carino quando ti illudi.

[Scena: in macchina di Pacey. Joey e Pacey hanno lasciato la festa e stanno tornando a casa. Joey ii muove in maniera strana sul sedile.]

Joey: Pace...avrei una domanda.
Pacey: spara.
Joey: che diavolo sta succedendo al mio didietro adesso?
Pacey: si tratta dello scalda sedile, che è di serie in tutte le migliori automobili tedesche.
Joey: Huh. La mia metà inferiore ti ringrazia per essere salito così in alto nella scala socio-economica.
[passano oltre un’uscita dell’autostrada]
Joey: Pacey, quella appena passata non era l’uscita per andarsene da questa periferia dimenticata da dio?
Pacey: si, lo era, ma faremo un piccolo pit stop (ndr. Questo non devo tradurlo...si capisce no? smile.gif).
Joey: Pit stop? Oh, no. forse non ho dato sufficiente rilievo all’importanza che io vada a casa, a letto, e fuori da questi ridicoli vestiti il prima possibile. Devo leggere un libro intero prima della lezione di Hetson.
Pacey: Ok, calmati. Questo ti farà tardare solo, tipo, 2 minuti.
Joey: cosa ti serve, comunque?
Pacey: serve?
Joey: già. Il motivo di questo pit stop? La cosa senza la quale non puoi sopravvivere fino a domani?
Pacey: Uh, detersivo.
Joey: detersivo?
Pacey: si. detersivo.
Joey: Pacey, da quando ti conosco, non credo tu abbia fatto il bucato nemmeno una volta.

[Scena: entrano nel parcheggio di un K-Mart (ndr. Enorme catena americana di ipermercati. Escono dalla macchina e Pacey si incammina verso l’ingresso, mentre Joey lo raggiunge velocemente.]

Pacey: Uh, non c’è bisogno che tu venga con me. Puoi aspettare in macchina.
Joey: ti aspetti seriamente che me ne stia qui fuori mentre tu entri nel superstore più grande del mondo?
Pacey: giusto.
Joey: sbagliato! Fa freddo, ho paura, e se proprio vuoi saperlo, devo andare al bagno.
Pacey: come è possibile che tu debba andare al bagno, 2 minuti fa non volevi nemmeno fermarti.
Joey: vuoi litigare su questa cosa, o possiamo continuare la nostra scarpinata di 10 miglia verso l’ingresso?
[finalmente raggiungono l’ingresso]
Joey: perchè abbiamo parcheggiato così lontano, comunque?
Pacey: ho appena speso 2 mesi e mezzo di stipendio per far mettere a posto casa di Dawson. Pensi che voglia lasciarla (ndr. La macchina) nelle mani di quei bravi e onesti cittadini?
[indica due ragazzi che corrono trascinando file di carrelli per il parcheggio. Si ferma davanti alla porta automatica ma questa non si apre.]
Pacey: Nooo.
Joey: grandioso.
E’ chiuso.
Pacey: non può essere chiuso. C’è ancora gente dentro.
[una delle porte vicino si apre, e una guardia sta facendo uscire dei clienti.]
Guardia: buona notte, gente. Guidate con prudenza.
[la guardia si accorge dei ragazzi che sono vicini con i carrelli alla sua macchina]
Guardia: Hey! Che diavolo ci fanno degli imbecilli come voi qui fuori?! la Monte Carlo! Attenti alla Monte Carlo (ndr. Modello della sua macchina)!
[corre fuori e Pacey finge di sbadigliare e afferra la porta prima che si chiuda.]
Pacey: [sbadiglia]
[entrano rapidamente nell’iperstore]
Joey: Oh. Allora vado in—
Pacey: so dove devi andare.

[Scena: alle casse del k-mart. Pacey sia vvicina alle casse per pagare i preservativi quando Joey gli si avvicina correndo. Lui mette velocemente i preservativi in tasca prima che Joey li veda.]

Joey: eccoti. forza. andiam—
Pacey: Uh--Io—potresti aspettare un secondo?
Joey: No. mi servi.
Pacey: ti servo...per cosa? Non riesci ad andare al bagno da sola?
Joey: si. È esattamente così.
Pacey: cosa? Ok. p-puoi aspettar solo—
Joey: No. non posso. E perchè non eri al reparto detersivi?
Pacey: Ok. andiamo.
Joey: grazie.
Pacey: prego. Devi solo chieder nel modo giusto, sai?
Joey: che prepotente.

[Scena: fuori dal bagno. Pacey è poggiato la muro fuori dal bagno degli uomini, perchè quello delle donne è fuori servizio e Joey sta usando quello dei maschi. Joey esce dal bagno e Pacey si tira su dal muro dove era poggiato.]

Pacey: il tuo senso dell’avventura è così scarso che non potevi usare il bagno senza essere accompagnata?
Joey: Pacey, la porta esterna non si chiude. Sarebbe potuto entrare qualcuno in qualsiasi momento.
Pacey: e allora?
Joey: e allora... una chiacchierata da un bagno all’altro (ndr. Inteso come i bagni dell’autogrill quelli aperti sotto con le porticine una accanto all’altra) con uno sconosciuto nei bagni pubblici non è proprio un’esperienza di vita che voglio avere, grazie.
Pacey: chi vuoi che entri? Non c’è nessuno qui. E l’intero iperstore chiuderà comunque fra 5 minuti.
[cominciano a spengersi le luci.]

[Scena: l’ingresso. Joey e Pacey arrivano correndo alle porte di ingresso ma sono chiuse. Dai vetri vedono la guardia e alcuni impiegati entrare nelle loro macchine nel parcheggio.]

Joey: Oh, mio dio. Sono ancora qui. strilla. strilla. strilla.
Pacey: Hey!
Joey: Hey! signore! signore!
Pacey: Hey! Hey!
Joey: hey! aiuto!
[la guardia entra in macchina senza vederli]
Joey: non può succedere. Dimmi che non sta succedendo.
Pacey: va tutto bene. Vedrà la macchina.
Joey: Pacey, abbiamo parcheggiato, tipo, in un altro cap (ndr. codice avviamento postale).
Pacey: d’accordo, se dobbiamo cominciare ad indicare di chi è la colpa, probabilmente dovremmo indicare la vescica che ci ha messo in questa situazione.
Joey: se ne sta andando.
Pacey: lo vedo anche io, grazie.
Joey: guarda. Sta entrando in macchina, e ci sta lasciando intrappolati qui.
[la guardia esce con la macchina dal parcheggio]
Joey: [sospira] Ok. Non panichiamo.
Pacey: chi sta panicando?
Joey: io sto panicando, Pacey. Questo non è esattamente il posto dove vorrei essere ora. Devo leg—
Pacey: "devo leggere un libro intero." Lo so. Quand’è che non devi leggere un intero libro? E giusto perchè lo sappia, neanche per me questa è la situazione ideale.
Joey: bene, ascolta, cerchiamo di non lanciarci più frecciatine.
[Pacey cerca di aprire la porta con una spallata, ma senza successo.]
Joey: Ok. Sai cosa? Dobbiamo pensare con logica.
Pacey: giusto.
Joey: beh... questa è chiusa a chiave.
[rientrano nel negozio.]

[pubblicità]

[Scena: le casse. Joey è ad una delle casse e attacca il telefono che si trova lì. Pacey la raggiunge provenendo da un’altra parte del k-mart.]

Pacey: Hey. Hey, avuto fortuna?
Joey: non sono telefoni veri.
Pacey: cosa intendi per, non sono telefoni veri?
Joey: [parlando nel telefono si sente la voce dagli altoparlanti.] pulizia in corsia 4. pulizia in corsia 4. [sospira] sono solo citofoni interni. Possiamo chiamare i magazzini, ma non possiamo comunicare con il mondo esterno. Ti prego dimmi che hai trovato qualche uscita posteriore.
Pacey: No. nemmeno una che possiamo aprire, ma stavo pensando, c’è sempre il tuo onnipresente cellulare.
Joey: nella mia borsa.
Pacey: grandioso.
Joey: in macchina.
Pacey: Hmm.
insieme: i telefoni pubblici!
Joey: penso siano—
Pacey: si.

[Scena: la sala intervallo degli impiegati.. Joey è al telefono pubblico che cerca di parlare con la stazione di polizia. Pacey è seduto ad un tavolo accanto ad aspettare.]

Joey: No, agente. Non...bloccati, tipo, nella neve, bloccati, come chiusi dentro. [sospira] No. nessuna vita è in pericolo. Ma per favore non mi metta ancora in attesa --
Pacey: [sospira] Ok, bene. Basta così. attacca. Chiameremo l’ambulanza.
Joey: non possiamo chiamare l’ambulanza.
Pacey: perchè no? Siamo bloccati qui dentro, no?
Joey: Pacey, siamo bloccati in una struttura tipo stalla gigante con quantità massicce di cibo, vestiti, e le ultime novità di attrezzatura home video. Come si potrebbe chiamarla emergenza? cioè, ci troviamo in qualche sorta di pericolo di cui non mi rendo conto?
Pacey: si. Siamo in pericolo di portarti a casa troppo tardi, e non possiamo permetterlo, giusto?
Joey: e da quando ti importa?
Pacey: importa di cosa?
Joey: portarmi a casa in orario?
Pacey: da...sempre. non voglio che tu trascuri i tuoi studi. Ci sono compiti importanti che devi fare, libri da leggere. Che libro stai leggendo?
Joey: paura e delirio a Las Vegas.
Pacey: paura e delirio? Paghi $35,000 all’anno perchè ti venga detto di leggere paura e delirio a Las Vegas? Puoi farlo nel tempo libero. Persino io posso farlo nel mio tempo libero.
Joey: stai zitto. Sta succedendo qualcosa. Sta squillando..
Pacey: Ok. bene. Ti porterò a casa in un secondo.
Joey: beh, marciremo qui. Mi ha trasferito ad un risponditore automatico. "prema uno per inoltrare un reclamo sul rumore. prema 2 per violazioni di traffico." tieni. Ascolta tu.
[porge il telefono a Pacey e comincia a realizzare di avere freddo.]
Joey: posso avere il tuo cappotto? Sto congelando. Fa freddo qui.
Pacey: il mio cappotto? Che c’è che non va nel tuo cappotto?
Joey: il mio è solo carino. Non è stato creato per tenere qualcuno al caldo, specialmente se questo qualcuno indossa solo un sottile strato di seta.
Pacey: Ok, va bene. Tieni questo per un secondo.
[le passa il telefono e mentre lei lo tiene poggiato all’orecchio lui le mette il cappotto sulle spalle, poi riprende la cornetta]
Pacey: meglio?
Joey: grazie. Credo tu debba premere lo zero, vedi se riesci a farti passare in linea una persona vera. Hai dei guanti per caso?
Pacey: No, non li ho por--pronto! si. Senta siamo bloccati in un enorme k-mart. si, in realtà, ci siamo già parlati prima. Uh, pronto? No, la prego non mi metta di nuovo in...attesa. dio!
[lei infila la mano nella tasca cercando i guanti e trova i preservativi, Pacey è di spalle. Lo richiama bussandogli sulla spalla.]
Pacey: che c’è?
Joey: questi sono tuoi?
Pacey: quelli?
Joey: si. questi...profilattici che ho trovato nella tua tasca.
Pacey: [tossicchia] Oh. quelli. Uh, si. In realtà, lo sono. ma, senti, dovremmo concentrarci sulla questione più importante qui.
Joey: questo è il motivo per cui ci siamo fermati? Pacey, siamo bloccati qui perchè avevi quest’urgente bisogno di controllo delle nascite?
Pacey: si. Ok? Perchè io sono proprio questo tipo di ragazzo responsabile. Ma dato che non credo che usciremo presto di qui, è una questione marginale, quindi se— [sente qualcuno al telefono] Uh, pronto? pronto. pronto. si. pronto. Ok. No. No, va bene. Se può essere così gentile da assicurarsi che qualcuno ci richiami veramente. Il numero è 617-555-0189. grazie per—
[attacca il telefono quando realizza che hanno già attaccato]
Pacey: Ok. bene, almeno stiamo facendo progressi.
[Joey lo sta fissando]
Pacey: che c’è? Perchè mi guardi così?
Joey: si tratta della ragazza della festa, giusto? Eri ad un appuntamento con me, e hai rimorchiato un’altra ragazza con un gusto nel vestire discutibile, e poi saresti andato a casa sua—
Pacey: Whoa, whoa, whoa. rallenta. Io e te non avevamo un appuntamento. Che è solo la prima delle molte cose inesatte di quella frase.
Joey: Pacey, la mia intera serata è rovinata.
Pacey: beh, nemmeno la mia serata sta esattamente andando secondo i piani.
Joey: rovinata! Per colpa di una qualche avventura di sesso?
Pacey: Ok, cerchiamo...solo... di chiamare un time out, perchè io e te... non stiamo avendo veramente questa conversazione.
Joey: Oh, perchè? Perchè non vuoi parlare di sesso con me?
Pacey: Ha! E tu vuoi parlare di sesso con me?
Joey: beh, no, ma... di solito non voglio parlare di sesso con nessuno.
Pacey: grazie per aver dimostrato il mio ragionamento. ora, se potessimo passare oltre, credo che la nostra serata sarebbe molto molto più gradevole.
Joey: dopo avermi detto perchè non vuoi parlare di sesso con me.
Pacey: d’accordo, uno penserebbe che la cosa è ovvia, ma va bene. Forse ha qualcosa a che fare con il fatto che sei così rilassata e calma e non critica sull’argomento.
Joey: Oh, sai una cosa? Non sono d’accordo. Ok? ecco. L’ho detto. E mi rifiuto di stare qui a fare finta che è tutto a posto, perchè è ridicolo.
Pacey: ti stai sentendo? Non puoi evitarlo! Questo è il motivo per cui non parliamo di sesso. E’ addirittura il segreto della nostra intera amicizia.
Joey: mi sono persa nel tuo mare di pronomi.
Pacey: bene, ok. Siamo amici. giusto?
Joey: si.
Pacey: allora qual è il segreto della nostra amicizia duratura e senza insicurezze? Cos’è la cosa che la fa andare avanti anno dopo anno dopo anno dopo anno?
Joey: non siamo bravi ad incontrare gente nuova.
Pacey: sbagliato. Noi non parliamo di sesso, in nessuna circostanza,. Io potrei anche farlo. Tu potresti anche pensare di farlo, ma non ne parliamo. In questo modo evitiamo l’imbarazzo, e nell’evitare l’imbarazzo, siamo in grado di mantenere la nostra amicizia. Vedi bene, è una misura preventiva. Ho risolto il problema prima ancora che iniziasse.
Joey: ma, Pacey...se siamo davvero così buoni amici, perchè c’è imbarazzo tanto per cominciare?
Pacey: perchè non tanto tempo fa, eravamo più che buoni amici, dico bene?
Joey: già, ma adesso non lo siamo più.
Pacey: ma questo non ha importanza. Il danno ormai è fatto.
Joey: che c’è, allora per quanto ti riguarda, sono stata a letto con te, e poi ho imbrogliato me stessa ... e mi sono riverginizzata?
Pacey: nella mia mente? si.
Joey: Oh, quindi non sono mai stata a letto con Eddie o Dawson—
Pacey: Oh, te l’ho detto, non voglio sentir parlare di questo.
Joey: Ok, quindi fondamentalmente quello che stai dicendo è che l’unico modo per continuare ad essere amici è mentire sulle proprie vite sessuali... eliminando questo enorme aspetto delle nostre vite e.. facendo finta che non esista?
Pacey: ha funzionato per te e Dawson.
Joey: che cosa?! Cosa hai detto?
Pacey: ho detto—
Joey: ho sentito cosa hai detto ma non posso credere alle mie orecchie.
Pacey: beh, c’è qualcosa di essenzialmente inesatto in questa affermazione?
Joey: N-- [ride] No.
Pacey: No. allora qual è il problema?
Joey: Pacey, ti è mai venuto in mente che magari non voglio vivere la mia vita in questo modo... che forse sono cresciuta?
Pacey: lo sei davvero?.
Joey: cosa vorresti dire?
Pacey: significa, in parole povere, che non ti interessa con chi vado a letto. Potrei aver fatto sesso con quella donna al tavolo proprio accanto a te, e tu non avresti nemmeno battuto ciglio.
Joey: Pacey...sei andato a letto con la mia compagna di stanza per un anno intero. Credo sia un po’ tardi per me cominciare ad essere... volubile sull’argomento di te con le altre donne.
Pacey: non farmelo spiegare troppo semplicemente. Davvero non capisci di cosa sto parlando?
Joey: No. non capisco. Davvero non capisco. cioè, tu si? Perchè io sono un po’ confusa. cioè... sei arrabbiato perchè...io sono arrabbiata? Sei arrabbiato...che io non lo sia? Sei arrabbiato che io non lo sia abbastanza? cioè—Pacey, ci siamo lasciati... siamo passati oltre. Dovevo rimanere il resto della mia vita a sentirmi infelice per il modo in cui le cose sono finite tra noi?
Pacey: Ok. bene, sai una cosa? Dato che ne parli, si. Un paio di mesi qui e là, non avrebbero proprio guastato. cioè, non ti sto chiedendo la vita intera che hai dedicato a sentirti male per Dawson, ma solo un paio di settimane.
Joey: incredibile! Pacey! Non posso vincere con te, vero? Credo proprio di no. È come prendermi la testa e sbatterla su una roccia. cioè, chi ha fatto più sesso? Chi è stato con chi più tempo? Non c’è una specie di calcolo da maschio che puoi usare per capire chi ha vinto e lasciarmi fuori da questa cosa?
Pacey: giusto, perchè dio non voglia che parli di me e di te adesso.
Joey: non c’è nessun “me e te”, Pacey. Siamo passati oltre, e mi spiace che non sono caduta in mille pezzi quando mi hai lasciato, ma sai una cosa? La vita continua, anche se questo non è appagante per il tuo orgoglio di maschio.
Pacey: qui non si tratta del mio orgoglio.
Joey: No? davvero. E allora di che si tratta? cioè, perchè dovresti voler tornare indietro a questa cosa? Perchè dovresti voler ripercorrere quella strada che finisce solo con me e te che litigh—
Pacey: so dove finisce questa strada.
Joey: e allora che bene può uscirne? dimmelo. cioè, perchè, tutto d’un tratto, vuoi rivisitare... qualcosa che è meglio sia lasciato...
[il telefono squilla]
Joey: beh, vuoi rispondere, o vogliamo finire questa cosa?
Pacey: potremmo vivere per mille anni, e non finiremmo mai questa cosa.
[risponde al telefono]
Pacey: pronto? beh, si. ovviamente, siamo ancora qui. No, no. non dobbiamo andare in nessun posto, no?

[pubblicità]

[Scena: la sala intervallo. Pacey è ancora al telefono con la polizia.]
Pacey: beh, si, agente, mi rendo conto che probabilmente non siamo tra le vostre priorità più alte, ma-- beh, no, non ero a conoscenza della situazione di pioggia ghiacciata. Sono sicuro che causerà qualche incidente. Ok. bene, continueremo a tenere duro qui. Se lei potesse mandarci qualcuno il prima possibile, sarebbe magnifico. Grazie. Anche a lei.
[attacca il telfono.]
[sospira]

[Scena: Pacey e Joey camminano nel superstore vuoti. Joey è in giro e trova un contenitore pieno di libri e comincia a rovistare tra i libri. Pacey è da un’altra parte, nel reparto elettronica del negozio, vede una parete piena di tv e poi una serie di telecamere e gli viene in mente un piano. Joey ha ormai svuotato il contenitore di libri spargendoli in terra ed è lì seduta a gaurdarli quando trova una copia del “diario di Bridjet Jones” e realizza che esiste un film sul libro che deve leggere. Si avvicina allo stand dei dvd e comincia a cercare ella fine trova una copia del dvd di “paura e delirio a Las Vegas”.]

altoparlante: Joey potter, è desiderata al reparto elettronica. Joey potter in elettronica, per favore.
[lei si incammina verso il reparto elettronica e vede tutte le tv accese e la faccia di Pacey su tutti gli schermi che comincia a parlare.]
Pacey: è accesa questa cosa? Ok, dunque...ahem. Hey...sono io... ovviamente. Dunque se potessi avvicinarti un pochino, e non preoccuparti, non morderò. Vengo in pace. ascolta...io e te... dovremo stare qui per un po’. Per parecchio, sembra. Quindi credo che sarebbe meglio se potessimo raggiungere una qualche sorta di tregua. E per facilitare questa tregua, sono disposto ad ammettere a te attraverso la telecamera, che si, in effetti, sono uno str*nzo, e probabilmente già lo sai. Meglio della maggior parte della gente. E forse meglio di chiunque sulla faccia della terra. Ma sto divagando. La mia proposta è questa: che lasciamo il passato nel passato, dove comunque dovrebbe stare, e che cerchiamo di tirar fuori il meglio da questa brutta situazione, e che ci sentiamo a nostro agio. E per questo—ti ho comprato una cosa. beh, in realtà non ti ho proprio comprato una cosa. Forse procurato sarebbe una parola migliore, ma... comunque, capisci cosa intendo. E’ lì sul bancone. [lei guarda verso il bancone e vede un pigiama con un paio di pantofole] non sono proprio sicuro della taglia, perchè è da parecchio che non, ma ... possiamo sempre cambiarlo. E, se accetti la mia proposta, avrai a disposizione, solo per un periodo limitato, la facoltà di farmi fare una cosa che io non voglio proprio fare. Che non si dica che non hai sempre questa facoltà, ma ho pensato che questo è il modo in cui è cominciata questa serata infernale. Tu stai facendo qualcosa per me che non volevi proprio fare... è a questo che servono gli amici. Ok. Passo e chiudo.
[Pacey spunta da dietro l’angolo per raggiungerla]
Joey: so cosa voglio.
[cominciano a camminare fra le corsie. Joey sta cercando qualcosa e Pacey tenta di starle dietro.]
Pacey: non dovrei toglierti quei vestiti?
Joey: più tardi.
[cammina da una corsia all’altra sempre cercando]
Pacey: beh, ti dispiacerebbe dirmi dov’è che --
Joey: più tardi.
Pacey: pensavo avessi detto che quelle scarpe ti stanno uccidendo.
[finalmente lei trova la corsia con i rasoi e si ferma]
Pacey: stai scherzando, vero?
Joey: hai detto "una cosa," Pacey.
Pacey: ho detto "una cosa che ti possa aiutare". In che modo ti aiuta cambiare il mio aspetto fisico?
Joey: credimi, se non dovrò più vedere quella cosa sulla tua faccia, mi considererò aiutata. tieni.
[gli da il rasoio]
Pacey: vuoi davvero farmi fare questa cosa.
Joey: si.
Pacey: Hmm. Dopo tutto quello che abbiamo passato insieme. Questo è quello che conta per te, vero? Ok. [sospira] ma voglio che tu sappia una cosa. Non mi arrenderò senza combattere.
Joey: ti prego.
[lui comincia a scappare]
Joey: Aah!
Pacey! Pacey. Pacey!
[lei lo ha perso di vista e lo cerca]
Joey: Pacey?
[Pacey passa silenziosamente dietro di lei]
Joey: Pacey! Stai solo rimandando l’inevitabile.
[Pacey comincia a nascondersi nel reparto lingerie ma va a sbattere contro uno stand di biancheria]
Pacey: Oh--
[sbatte]
Joey: sai, stai rendendo la situazione peggiore. parecchio. Quando ti prenderò, chi lo sà quale altre parti del corpo ti chiederò di radere. Pacey.
[Joey si ferma nel reparto Auto e le viene un’idea. Fa cadere una pila di borchia in esposizione, cercando di attirare l’attenzione di Pacey.]
[schianto metallico]
Joey: Ow! Credo di aver sbattuto contro uno stand di accessori auto! Oh...a-aiutami. Credo di sanguinare.
[Pacey si ferma e poi si gira per andare a vedere che stia bene.]
Joey: corsia 3-b! porta i cerotti!
Pacey: [sospira]

[Scena: reparto auto. Pacey arriva cercando Joey, e porta con se dei cerotti, ma non la trova. Si gira per controllare la corsia, quando Joey spunta da dietro con in mano una bomboletta di schiuma da barba puntata contro di lui tipo arma]

Joey: fossi in te non farei …
Pacey: Ohh!
Joey: …movimenti improvvisi.
Pacey: non oseresti.
Joey: lo farei. Non mi piace particolarmente il vestito che porti. Quanto ti è costato? 5-600 $?
[comincia a girargli intorno]
Joey: muoviti. Uh-huh... muoviti all’indietro.

[Scena: il bagno degli uomini. Pacey è davanti al lavandino che si prepara per radersi e Joey esce da uno dei bagni vestita con il pigiama, si è appena cambiata.]
[i cardini della porta stridono]
Joey: Hey. Ti avevo detto di aspettarmi.
Pacey: l’ho fatto.
Joey: Ok. vai.
Pacey: d’accordo, questa è la tua ultima possibilità di cambiare idea.
Joey: Pacey. È solo barba. Ti ricrescerà. Non che dovrebbe. Perchè è così importante, comunque?
Pacey: beh, hai presente quando i giocatori di baseball non si cambiano i calzini durante una serie di vittorie?
Joey: No.
Pacey: Ok, beh, non li cambiano perchè rispettano la serie di vittorie.
Joey: e tu ti percepisci come in uno stato di vittorie di fila.
Pacey: si.
Joey: causato da quella cosa che hai in faccia.
Pacey: si.
Joey: va bene. Mi arrendo.
Pacey: ti arrendi? Ti arrendi così facilmente.
Joey: già. Se significa così tanto per te, Pacey. cioè, non ho nessuna intenzione di scherzare con una tradizione sportiva centenaria. Non vorrei che perdessi... la tripla corona o qualunque cosa sia. Volevo solo vedere di nuovo la tua faccia. È forse un crimine?
Pacey: No. quindi finisce così... fine della storia. E’ così facile.
Joey: già. Ma dovrai comunque cambiarti i calzini.
[Scena: più tardi nel superstore. Joey e Pacey sono seduti su sedie minuscole in mezzo ad una delle corsie principlali e giocano a battaglia navale.]

Pacey: ho detto b-3.
Joey: Ok, va bene. Hai affondato la mia corazzata. Dichiaro ufficialmente di far schifo a questo gioco.
Pacey: beh, non possiamo essere tutti maestri strateghi, dico bene? allora, che si fa dopo? Allegro chirurgo? Risiko? Cosa preferisci?
[lei lo guarda]
Pacey: che c’è?
Joey: posso farti una domanda?
Pacey: certo. spara.
Joey: sei felice?
Pacey: io?
Joey: si. Cioè veramente felice, non superficialmente, tutti abbiamo la nostra sana dose si felicità.
Pacey: perchè? Tu lo sei?
Joey: Mmm... si. Credo di esserlo. Ed è strano, perchè non c’è nulla di spettacolare in questo momento nella mia vita. E’ solo che... [sospira] non lo so. Credo di sentirmi diversa. tipo...ho sempre avuto questa tendenza a credere che il cambiamento, quando avviene, può essere solo in peggio. Hai presente? E ultimamente, mi sento che non è vero... che qualunque cosa mi aspetta... non debba essere tanto male. E anche se lo è... non saperlo ancora... potrebbe essere la parte positiva. Mmm...non lo so. [ridacchia] non so se ha senso quello che dico.
Pacey: sembra che quello che stai cercando di dire... è che ti piace davvero quel ragazzo.
Joey: "quel ragazzo"?
Pacey: si. Quell’ Eddie ragazzo.
Joey: si. Mi piaceva. ma...il passato... come si suol dire, è il passato. E questo non cambia il fatto che non hai mai risposto alla mia domanda.
Pacey: non ne ho bisogno. cioè, come potrei non essere felice? Hai visto la mia macchina, no?
Joey: Pacey!
Pacey: [ridacchia]
Joey: una risposta vera, per favore.
Pacey: una risposta vera? Ok, va bene. La risposta vera è questa. Attualmente nella vita ho tutto quello che potrei desiderare. Eccetto una cosa.
Joey: e cosa sarebbe?

[Scena: il reparto ristorazione. Pacey è dietro al bancone che sparge del formaggio fuso su un piatto pieno di nachos, e Joey lo guarda e scuote la testa mentre beve una bibita.]

Joey: Nachos? Ti prego dimmi che non vuoi davvero mangiarli.
Pacey: beh, hai bocciato la mia idea sul crea-it-tuo-sundae.
Joey: beh, si, fa un po’ troppo freddo per i gelati.
Pacey: non è mai troppo freddo per i gelati.
Joey: Pacey, perchè sembra sempre che mangi nei momenti chiave del nostro rapporto?
Pacey: non lo so. Questo è un momento chiave del nostro rapporto?
Joey: beh, lo sarebbe stato se mi avessi lasciato togliere quella cosa che hai in faccia.
Pacey: è questo il tuo concetto di chiudere una faccenda?
Joey: che c’è? Abbiamo già stabilito che il tema della serata è tirar fuori vecchie ruggini.
[lei gli porge il bicchiere]
Joey: posso averne ancora, per favore? Meno ghiaccio stavolta.
Pacey: meno ghiaccio. sai... credo che mi sia mancato il mio vero lavoro nella vita.
Joey: lo stupido? (ndr. Questo gioco di parole è intraducibile: il ragazzo addetto alle bibite in america si chiama “jerk soda” ma jerk vuol dire anche stupido)
Pacey: Mm-hmm.
Joey: intendevo l’addetto alle bibite.
Pacey: so cosa intendevi. Ma non era proprio divertente. allora...posso offrirti qualcos’altro? Un piccolo zucchero filato?
Joey: Uhh! disgustoso.
Pacey: vuoi un pretzel (ndr. Ciambellina croccante salata)?
Joey: No. penso che quelli lì siano stati fatti quando ero ancora vergine.
Pacey: Oh, si. I bei vecchi tempi. Ma hai ragione. Dovremmo smetterla. Meglio non riempirsi prima di aver saccheggiato la corsia delle caramelle.
Joey: Pacey, non possiamo mangiare dolci così tardi di sera. Ci marciranno i denti.
Pacey: e allora li laveremo per bene. E se ci sentiamo in vena di follie, useremo anche il filo interdentale. Perchè vedi questo è il bello di essere chiusi in un k-mart. Puoi fare qualsiasi cosa in un Kmart. Ti puoi riempire di dolciumi. Puoi rimediare alla tua igiene dentale. La verità è che mi comincia a piacere talmente tanto questa idea, che potrei decidere di non andarmene mai di qui.
Joey: Oh, mio dio. I compiti. andiamo. aspetta. Porta i popcorn.

[Scena: reparto elettronica. Joey e Pacey sono seduti di fronte ad uno dei grandi schermi e guardano “paura e delirio a las vegas” che appare anche sugli schermi di tutte le tv intorno. Bevono bibite e mangiano popcorn, il film finisce.]

[ridacchiano tutti e due]
Joey: pensavo che questo film dovesse parlare del sogno americano.
Pacey: cosa c’è di più americano di invettive amare, paranoia dilagante, e cadillac ciuccia-benzina?
Joey: quindi, che posso dire domani quando Hetson mi metterà alle corde?
Pacey: butta lì le parole "post modernista" e "soggettività" nella stessa frase. Andrà bene.
Joey: sto cominciando a capire perchè sei così bravo nel tuo lavoro.
Pacey: Oh, davvero? E perchè mai?
Joey: perchè spari un sacco di ca++ate—
Pacey: Uh! ecco, non c’è bisogno di dirlo. Non si scherza con la mia fonte di guadagno. forza. andiamo.
Joey: perchè?
Pacey: perchè mi sto annoiando a stare troppo seduto. Facciamo qualcosa di movimentato.
Joey: No.
Pacey: No? questo è il mio turno di scelta, no?
Joey: ne abbiamo già parlato. Non ci saranno biciclette, roller, e nemmeno lanci di dischetti da hockey sulla mia testa.
Pacey: Oh, ma andiamo. Quelli non erano veri dischetti da hockey. Erano dischetti da indoor piccolini e di plastica.
Joey: Pacey, credo che lo scopo della serata sia di dover evitare ferite alla testa.
Pacey: [sospira] Ok, va bene. C’è ancora qualcosa che possiamo fare.

[Scena: da un’altra parte nel superstore. Joey sta spingendo Pacey seduto su una sedia da ufficio con le rotelle lungo una corsia.]
Joey: ti assicuro che non ti farò male.
Pacey: ora, come puoi assicurarmi una cosa simile su quello che stiamo per fare, se non l’hai mai fatto prima?
[si fermano accanto ad un tavolino con schiuma da barba, un rasoio e una ciotola piena d’acqua. ]
Joey: solo perchè non l’ho mai fatto prima non significa che non sarò brava a farlo. Ero brava a fare sesso, no? scusa. Dimentica questa. Argomento delicato. comunque...sai una cosa, se sei così preoccupato di una eventuale perdita di sangue, puoi sempre farlo da solo, direi.
Pacey: beh, credo di aver già dimostrato che mi manca la volontà di ferro necessaria per farlo.
Joey: bene. Ok. allora... la cosa importante da ricordare è stare fermi. E non si parla.
[lei prende un asciugamano e glielo mette intorno al collo. Prende la testa di lui e la piega indietro e afferra un paio di forbici. In tutto ciò lei è seduta dietro di lui su una sedia + alta.]
Pacey: Whooh.
Joey: ultima possibilità di scappare.
Pacey: beh, è difficile dirti se voglio scappare dato che non ho il permesso di parlare, no?
Joey: Oh. beh, sbatti le palpebre un paio di volte o roba simile.
Pacey: non è proprio una soluzione. Ciò presuppone che smetterò di sbattere le palpebre. Chi è che smette mai di farlo? Davvero, è—
Joey: Ok. Stai zitto.
[comincia a tagliargli il pizzetto con le forbici]

[più tardi lei lo fa girare e ora si trovano uno di fronte all’altra, lei prende due flaconi di schiuma da barba dal tavolino.]
Joey: normale... o al mentolo?
Pacey: dobbiamo fumare o rasarmi?
Joey: Pacey Witter—amico delle donne (ndr. Nei forum americani questa battuta fa molto ridere ma non ho ancora capito il doppio senso se non uno di tipo sessuale). Credo sia meglio procedere con quella per pelli sensibili.
[lei comincia ad applicare la schiuma in modo delicato]
Joey: Ok...
Pacey: Mmm... è tutto a posto. Non essere timida.
[lei comincia a spargere la schiuma sul viso con + convinzione.]
Pacey: Mmm. [ridacchia]
Joey: Ok...
Pacey: [ride]
[lei afferra il rasoio e comincia a passarlo sul suo viso.]
Pacey: Ahem.
Joey: Ok.
Questa è più dura di quella sulle gambe. Anche se non troppo dissimile.
[passa velocemente sul mento e lo ferisce leggermente senza intenzione]
Pacey: Mhhh!
Joey: dalle ginocchia. scusa.
[lei si bacia un dito e poi lo mette sulla ferita]
Pacey: [ridacchia]
Joey: ecco. ciao, mento. Sei tornato.
Pacey: [ridacchia] beh...non sono mai andato veramente via.
Joey: davvero?
Pacey: Mm-mmm.
Joey: sembrava proprio di si.
[si guardano profondamente negli occhi e poi Pacey si avvicina di + e bacia Joey]

[Scena: riprende da dove l’avevamo lasciata. Pacey e Joey si stanno ancora baciando, e Pacey si stacca lentamente, Joey rimane ad occhi chiusi e poi lo guarda un po’ shockata, ma si capisce che le è piaciuto (ndr. Questa era nello script giuro che non l’ho aggiunta io ;-).]

Joey: [sospira] e questo cos’era?
Pacey: non lo so. ma...ricordi quando hai detto che vuoi essere sorpresa dal futuro?
Joey: si.
Pacey: Sorpresa.
Joey: come mai tu non sembri sorpreso?
Pacey: beh...forse perchè ho... avuto voglia di baciarti da quando ti ho vista in quei vestiti.
[lei si guarda il pigiama che indossa]
Pacey: No. Um... non quei vestiti. quello... uh...il preced-- beh, cioè, non che—
Joey: aspetta, aspetta, aspetta.
Pacey: [si schiarisce la voce]
Joey: hai avuto voglia di baciarmi per tutta la serata?
Pacey: si.
Joey: anche quando mi urlavi contro.
Pacey: [ridacchia] specialmente quando ti urlavo contro.
Joey: anche quando flirtavi con quella ragazza?
Pacey: si. Anche allora.
Joey: dunque... questo è... una specie di... recente e nuovo sviluppo nella tua vita?
Pacey: volerti baciare? No. diciamo che è sempre lì... come...un rumore di sottofondo, o... i servizi segreti o la minaccia di guerra nucleare, per quanto mi riguarda. Un qualcosa a cui ti abitui.
Joey: e tutto ciò... non ti fa impazzire.
Pacey: beh, si e no.
Joey: quale delle due, Pace?
Pacey: Hmm. si.
Joey: spiegati.
Pacey: non so se riesco.
Joey: provaci.
Pacey: Ok. beh...
[ridacchia] sarebbe corretto dire che non mi sono sentito molto amico nei tuoi confronti ultimamente.
Joey: ti sei sentito più che un amico.
Pacey: si.
Joey: e l’unico modo per esprimere questa cosa era di litigare con me.
Pacey: credo che anche la risposta a questa domandi...sia si.
Joey: e perchè esattamente?
Pacey: non lo so.
Joey: devi pure sapere qualcosa.
Pacey: [sospira] quello che so è che... io e te siamo stati una delle poche cose, forse l’unica cosa... che ha mai avuto completamente e totalmente senso nella mia vita. Questo è quello che so.
Joey: sai che litigavamo costantemente.
Pacey: Oh, come non lo so?
Joey: e ci sono dei motivi per cui io e te non abbiamo funzionato. Cioè, motivi validi. E-e... la mia vita è finalmente—
Pacey: esattamente come la volevi. Lo so. È folle, non è così?
Joey: Pacey, non so cosa dire. Um... sono lusingata. sono... confusa. Sono sbalordita.
Pacey: stai sperando che non avessi detto nulla?
Joey: No. ho solo bisogno di... posso dormirci sopra?
Pacey: si. Penso si possa fare.

[Scena: nel reparto campeggio del superstore. Pacey e Joey sono stesi su due sacchi a pelo su una pedana da esposizione. Joey è dentro al sacco a pelo, Pacey invece è sdraiato sopra e fissa il soffitto]

Joey: Hey, Pace, hai—
Pacey: messotutto quanto a posto? si. Alcune cose però le dovremo pagare, come i vestiti.
Joey: [sospira] Pacey, hai—
Pacey: se le prossime parole che usciranno dalla tua bocca sono “portato fuori la spazzatura” avrò ufficialmente un assaggio di come sarebbe essere sposato con te.
Joey: e?
Pacey: non è carino. [ridacchia]
Joey: volevo dire... è... lo sapevi?
Pacey: sapevo cosa?
Joey: che questo è un sogno che si realizza?
Pacey: quale parte?
Joey: tutto quanto.
[si mettono di fianco per stare uno di fronte all’altra]
Joey: quando io e te eravamo in barca... sognavo sempre che saremmo naufragati da qualche parte. Hai presente, una... tipica isoletta tropicale con le spiagge di sabbia bianca e.. stelle giganti sulle nostre teste. Non indosseremmo vestiti, e ci... tufferemmo nelle onde tutto il giorno. E poi alla sera... la luna sarebbe... beh, questa cosa gigante. E sarebbe sempre piena.
Pacey: mi piace questa fantasia. Io pescherei a mani nude... e accenderei il fuoco senza fiammiferi.
Joey: accenderei io il fuoco.
[lui la guarda strano]
Joey: chi è stato attento alle lezioni di scienze?
Pacey: Ok. Ottimo motivo.
Joey: d’altra parte... è la mia fantasia. E credo di... non avertela mai raccontata prima perchè è... [ridacchia] imbarazzante. Cioè capito? Per niente originale.
Pacey: beh, credo avessi ragione su una cosa.
Joey: e sarebbe?
Pacey: ci sono circa un migliaio di ragioni per cui io e te non funzioneremmo mai.
Joey: c’è una cosa nella colonna dei pro.
Pacey: e sarebbe?
[lei esce dal sacco a pelo e si avvicina a Pacey e lo bacia.]
Joey: non significa quello che credi.
Pacey: beh, allora che significa?
Joey: beh... significa che... beh, ho freddo.
Pacey: Oh.
[tirà su un lembo del sacco a pelo per coprirla]
Joey: e... che ci sto ancora pensando... e mi manchi, pace.
Pacey: anche tu mi manchi.
[lui la bacia sulla fronte e lei si rannicchia tra le sue braccia e lui la stringe a sè]

[Scena: la mattina dopo. Le luci sono ormai accese nel superstore, e Pacey si sveglia e Joey è rannicchiata tra le sue braccia.]

Pacey: [sbadiglia]
impiegato: amico... questo è proprio... inaccettabile.
[alza la testa e vede l’impiegato della sera prima che è accanto a loro]
Pacey: Um... Joey? Ahem!
Joey: altri 5 minuti.
Pacey: No, no. No. credo che adesso sia il momento giusto.
Joey: perchè?
[lei si rigira e vede l’impiegato e si alza velocemente]
impiegato: cioè...tipo... hai il permesso... di, tipo, provare le cose... ma il manager sarà... tipo, la sua testa scoppierà.
Pacey: per questo—non c’è bisogno di chiamare il manager, perchè sai, stavamo per andarcene.
[Pacey si tira su per fermarlo e raccogliere le loro cose]
impiegato: Hey.
Joey: Hey.
impiegato: allora, lei è... tipo, la tua ragazza?
Joey: No. andiamo a letto insieme qualche volta. È un problema per te?
[Joey gli passa accanto, e l’impiegato si gira verso Pacey con un enorme sorriso.]
impiegato: molto bene.

[Scena: alle casse. Una cassiera passa gli oggetti che Joey e Pacey hanno portato , non avendo capito che hanno passato la notte lì.]

Pacey: allora, finisce qui.
Joey: si, finisce qui.
cassiera: non c’erano etichette di sicurezza qui?
Joey: Oh. No. probabilmente dovreste controllare.
[lei porge alla cassiera il DVD che hanno visto la sera prima]
Joey: e questo.
cassiera: un DVD... aperto.
[Pacey porge alla cassiera il pacchetto di rasoi aperto]
Pacey: Oh. e, uh... anche questo.
cassiera: e un rasoi... aperto.
Pacey: [sospira e si tocca il mento]
cassiera: Ok, il totale è $98.15.
Joey: posso ridarti i soldi. La mia borsa è—
Pacey: ci penso io. Mi sembra un piccolo prezzo da pagare per un sogno che si realizza.
cassiera: mi auguro abbiate trovato tutto ciò che cercavate oggi.
Pacey: beh...non tutto, ma abbiamo trovato quello di cui avevamo bisogno, che, come sono sicuro lei sappia già, è altrettanto importante. In senso spirituale. Perchè sa, se trovasse tutto quello di cui ha bisogno oggi stesso, per quale motivo dovrebbe svegliarsi domani e rifare tutto di nuovo? Non ne varrebbe la pena.
Joey: non si preoccupo. Ha il permesso del manicomio per un giorno. ma...in tutta onestà, devo informarla che scriverò una lettera ai suoi capi su questa cosa.
cassiera: davvero?
Joey: si. Perchè questo superstore... è perfetto così com’è. Non cambiate nulla.
[la cassiera le consegna la busta, e Joey prende anche l’altra]
Joey: grazie.
cassiera: prego.
[si incamminano verso l’uscita.]
Pacey: casa?
Joey: casa. sai, potresti offrirti di portare almeno uan di queste.
Pacey: certo.
Joey: e mi farai guidare. giusto?
Pacey: guidare? La mia macchina? Ha ha! Ti sembra abbia perso conoscenza? Perchè questa è l’unica circostanza per la quale guideresti la mia macchina.
Joey: non avresti questo problema se non mi avessi insegnato a guidare dall’inizio.
Pacey: ma vedi, non ho un problema, perchè—
Joey: vedremo, Pace.
Pacey: vedrai come ti farò stare sul sedile posteriore se continui così.

616
[afferra la giacca e si dirige verso la porta . la pare e ci trova Joey davanti che stava proprio per bussare.]
Joey: [schiarisce la voce] momento sbagliato? Stavi per uscire.
Pacey: Uh, no. è... un momento cosmico. Stavo uscendo per venire ad incontrarti.
Joey: davvero?
Pacey: si. già. io, uh, speravo proprio di poter stare alla porta in modo imbarazzante, che mi pare, uh, huh, stia andando perfettamente bene per me.
Joey: non è imbarazzante, Pacey.
[lungo silenzio]
Joey: [sospira] che ne dici se entro in casa?
Pacey: grande idea. accomodati. Uh...posso offrirti qualcosa? Vuoi qualcosa da bere?
Joey: Uh, no, sto bene.
Pacey: hai, uh, hai fame?
Joey: sai cosa sarebbe carino?
Pacey: Pizza? divertente. Stavo proprio pensando anch’io alla pizza.
Joey: sarebbe carino se la smettessimo entrambi di essere così garbati.
Pacey: Oh. sai, veramente, sono proprio contento che tu l’abbia detto, perchè ho avuto intenzione di maltrattarti emotivamente da settimane. Volevo solo essere sicuro che fossi preparata.
Joey: Pacey.
Pacey: Ok, la smetto. [ridacchia]
Joey: ti penti?
Pacey: di quale parte?
Joey: ti penti di avermi detto ciò che mi hai detto?
Pacey: credo che veramente... dipenda dal fatto se tu ti sia pentita di averlo sentito o meno.
Joey: è difficile pentirsi di aver ascoltato qualcosa che era già nei recessi della tua mente. Ma... credo di pentirmi della realtà inteso come... concetto generale.
Pacey: davvero?
Joey: ti ricordi quei libri da bambino tipo “scegli la tua avventura”?
Pacey: beh...[ridacchia]... tu ed io sappiamo che sono stato ufficialmente ignorante fino alle medie.
Joey: giusto. Ok. beh... io li ricorso, ma... baravo nel leggerli. Ogni volta che un capitolo non andava nella direzione che volevo, non lo finivo nemmeno. Tornavo semplicemente indietro fino a che non.. avevo il finale felice.
Pacey: già. Tutti fanno così.
Joey: si, ma non è esattamente il modo più realistico di vivere la proprio vita.
Pacey: ma--aspetta, cosa ti fa pensare che un solo passo falso rovinerà la nostra intera relazione?
Joey: il passato.
Pacey: si. Come era una volta. Joey...sono serio. Siamo più grandi ora. Voglio dire, non è che me correrò via dalla porta se non mi piace la tua scelta.
Joey: Ok. bene, allora... di cosa hai paura tu?
Pacey: perchè cioè—l’intera... faccenda della possibilità è davvero un mero imbroglio.
Joey: non mi piace questo capitolo. È troppo negativo.
Pacey: beh...credo forse che sto solo cercando di tirar fuori gli scenari peggiori possibili, perchè voglio essere sicuro che sei cresciuta abbastanza per stare insieme senza avere la necessità di ripetere il nostro passato. Perchè... mi piacerebbe davvero guardare al nostro futuro.
[lei siede sullo schienale del divano e lui prende una sedia dal bancone e ci si mette a cavalcioni stando di fronte a lei.]
Joey: vuoi ripartire da zero.
Pacey: beh...si e no. vorrei solo che le mie offese precedenti non mi fossero rinfacciate.
Joey: Beh...cioè, siamo d’accordo che io e te abbiamo... lo sai.. detto cose – e fatto cose.. di cui ci siamo pentiti, ma... siamo cambiati, dico bene?
Pacey: già. si.
Joey: [sospira]
Pacey: [sospira] allora esco... per pensare un po’ a delle cose. e... tu penserai a delle cose. Ed è meglio che tu vada ora prima che perda la capacità di pensare chiaramente a qualcosa.
Joey: bene...ok. ma... Pace, non lo so. cioè, non pensi che... tutto ciò sia troppo delicato per essere affrontato senza un piano?
Pacey: un piano. beh... uh, sai, Io. [ridacchia] apprezzo il fatto che sei una schiava della struttura, ma non sono così sicuro di come si faccia ad organizzare le decisioni che cambiano la vita.
Joey: q.quello che volevo dire...
Pacey: [ridacchia]
Joey: è che... capisci... io potrei chiamarti, o tu potresti chiamare me e vedere come—
Pacey: giusto. Come se tu avessi bisogno di una scusa.
[sono ormai vicini l’uno all’altra, Pacey si avvicina lentamente per baciarla, ma appena prima che le labbra si tocchino, Joey si gira.]
Joey: dovrei andare.
Pacey: [tossicchia] certo. [ridacchia] [sospira]
Joey: che ne pensi della pizza?
Pacey: beh, sarebbe una faccenda totalmente diversa.

[Scena: stanza del dormitorio di Joey. Joey entra nella sua stanza e lancia il cappotto sul bordo del letto, poi ci si butta sopra e fissa il soffitto. Dopo qualche secondo, Joey si gira e prende il telefono e comincia a digitare. Risponde la segreteria del cellulare di Pacey.]

Joey: [sospira] ciao, sono io. Allora, pensavo che avrei avuto una risposta quando ho alzato la cornetta, ma non è stato così. Poi ho pensato che mi sarebbe venuto in mente qualcosa mentre parlavo, ma --heh—nessuna fortuna. Um... Pace... credo che il problema sia cercare di capirci qualcosa da soli. Io—Io penso che forse dovremmo.. farlo insieme, capisci? e... sai quando si dice se potessi rifare una cosa da capo cosa cambieresti? Beh... probabilmente cambierei un sacco di cose... ma sono anche molto fortunata ad averne la possibilità. e... credo che quello che voglio dire è che non ti guarderò per poi pensare a quello che è successo. Ti... ti guarderò pensando a tutto quello che potrebbe essere. Chiamami. Ciao.

617
[Scena: l’atrio del dormitorio. Joey e Pacey stanno camminando verso la stanza di Joey dopo essere stati a cena insieme in un ristorante elegante.]

Joey: quel posto era così carino. C’erano asciugamani individuali nella toilette.
Pacey: davvero? Appoggiati in ceste e simile?
Joey: Mm-hmm.
Pacey: beh, se questa non è la ciliegina sulla torta di un posto di classe non so cos’altro lo sia.
Joey: beh, sai decisamente come si tratta una signora.
Pacey: beh, devo pur spendere i miei soldi in qualcosa. [pausa imbarazzata] Oh, questa mi è uscita proprio male. Perchè io e te non-n-non siamo solo qualcosa per cui io spendo soldi. Non si tratta di possederti—ma lo farei lo farei, lo faccio (ndr. Spendere soldi, insomma si è impappinato).
Joey: beh, e perchè pensi che io stia con te?
Pacey: Ok. [ridacchia]
[tutti e due imbarazzati e impappinati]
Joey: come va il lavoro, Pace?
Pacey: Uh, sta andando davverp bene, grazie. Ho avuto una promozione, veramente.
Joey: davvero? A che ruolot?
Pacey: non...lo so. Non c’è un titolo, ma mi danno un ufficio, e, uh, una segretaria. Direi che è una figata.
Joey: Ooh!
Pacey: già.
Joey: di lusso. Certamente non vorrai più parlare con me dopo stasera. Quindi...
Pacey: vedi, lo sapevo che avresti capito (ndr. Sarcastico).
Joey: non rifiutare una ragazza quando è giù. sai, sono a corto di soldi, e mi hanno diminuito le ore perchè sono tutti in spring break (ndr. Non devo tradurlo vero?), a bere altrove.
Pacey: immagino voglia dire che sei libera per cena il prossimo sabato.
Joey: beh, qualsiasi cosa per un pasto gratis.
Pacey: per una donna di classe come te, potrei anche aggiungere un dessert gratis.
Joey: devi avere intenzioni serie con me.
Pacey: Ok, bene...
[si avvicinano entrambi per baciarsi, ma si fermano poco prima e poi si guardano in modo imbarazzato.]
[tutti e due ridacchiano]
Pacey: credo che questo sia il mio segnale. Allora me ne va...
Joey: Ok.
Pacey: per risparmiare. Um... ti farò chiamare dalla mia segretaria per quanto riguarda la cena.
Joey: Pacey, è stata una serata incantevole.
Pacey: anche per me.
Joey: buona notte.
Pacey: buona notte.

[Scena: posto di lavoro di Pacey. Joey arriva in ufficio e ogni ragazzo seduto alla sua scrivania si gira a guardarla praticamente sbavando. Pacey gira un angolo e la vede.]

Pacey: Jo. ciao! A cosa devo questo onore?
Joey: ti—ti ho portato un regalo per l’inaugurazione del tuo ufficio. Non è che ti metti nei guai se ricevi visite, vero?
Pacey: No, non. non se la smetti di distrarre i ragazzi. Vorresti entrare nel mio ufficio?
Joey: come sei professionale. allora, sono tutti al telefono. E’ questo che fai tutto il giorno?
Pacey: e’ un po’ più complicato di così. [afferra una cartellina da una scrivania] fammi prendere quelli. Grazie, tom.
Joey: allora, cos’è che ti rende così impegnato ora che hai bisogno di una assistente?
Pacey: non lo so, ma a dire la verità, la tipa mi spaventa un po’.
[camminano fino alla porta del nuovo ufficio di Pacey]
Pacey: Marcy? salve. Vorrei presentarle la mia amica Jo.
Marcy: piacere di conoscerla. Per sua informazione, per lei è stato rimandato il meeting alle 3:00, e Mr. Rinaldi è nel suo ufficio. E quando ha un minuto vorrei parlarle.
Pacey: parlarmi?
Marcy: non faccia il superiore con me, Mr. Witter.
Pacey: mi spiace, signora. io—può parlarmi adesso se vuole.
Marcy: bene, Mr. Witter. Se proprio lo vuol sapere, Mr. Rinaldi mi ha licenziata, e me ne andrò alla fine della giornata.
Pacey: [sospira]
[entrano nell’ufficio di P e trovano Rich seduto sulla sedia di Pacey.]
Rich: la sto solo ammorbidendo per te. Oh, chi è questa bellezza?
Joey: ti rendi conto che mi trovo proprio qui?
Rich: e tu ti rendi conto che era un complimento, vero?
Pacey: [ridacchia a disagio] Rich, questa è Joey. Joey, ricordi Rich. e, Rich, per quale motivo, esattamente, hai licenziato la mia segretaria?
Rich: beh, uh, ha provato a cacciarmi dal tuo ufficio.
Pacey: beh, questo non comporta invece un aumento di paga?
Rich: già, beh, non mi piaceva il suo atteggiamento, Witter, o il suo taglio di capelli, per quanto me ne importi. [ridacchia]
Joey: puoi licenziare le persone perchè non ti piace il loro aspetto? Non è discriminazione?
Rich: fa parte del settore risorse umane?
Pacey: No. No, no. È la mia, uh... è una mia amica.
Rich: Oh. allora, uh, perchè non sei a scuola oggi?
Joey: sono in spring break.
Rich: cosa fai dalle 9 alle 5, Johnny?
Joey: Joey. Niente al momento. Um...
Rich: io dico che passerai le prossime due settimane impiegata qui. Conosci la roba da ufficio, giusto? Perchè non organizzi la cosa, Witter.
[Rich se ne va, facendo una piccola pausa nell’uscire, per squadrare il didietro di Joey.]
Joey: sta scherzando, vero?
Pacey: Rich? No, non ha proprio molto senso dell’umorismo.
Joey: beh, quanto sarebbe la paga?
Pacey: non lo so. Credo sia sui, tipo, 600 dollari a settimana (ndr. Io ci andavo al volo ^^).
Joey: dici sul serio?
Pacey: davvero vorresti farlo?
Joey: beh, devi ammettere, Pace, voglio dire, il tempismo è perfetto. Sono al verde. Non ci vediamo quasi più.
Pacey: già, ma starsene a ciondolare vicino alla macchina del caffè non è proprio come un appuntamento, dico bene?
Joey: chi vogliamo prendere in giro, Pace? ora, sappiamo entrambi che il boss non ciondola vicino alla macchina del caffè. Quello è il lavoro dell’assistente.
[gli aggiusta la cravatta per tutto il tempo che gli parla]
Pacey: sei sicura che saresti a tuo agio con la relazione di potere boss/segretaria?
Joey: sappiamo entrambi chi è il boss qui.
Pacey: [ridacchia] beh, ok, si. cioè, qual è il peggio che può succedere, giusto?
Joey: tranne me che prendo il controllo della compagnia, niente. Quanto sarà divertente!

[Scena: posto di lavoro di Pacey. Pacey entra dalla porta principale ed è raggiunto da uno degli impiegati che lo ferma per dirgli qualcosa.]

uomo: Hey, Witter, ben fatto. Veramente ben fatto.
Pacey: di che stai parlando?
uomo: la nuova assunta.
Pacey: Oh. Joey.
[Pacey cammina e trova tutti accalcati intorno alla scrivania davanti al suo ufficio. Guarda questo strano fenomeno e si avvicina. Gli uomini si scansano e rivelano una Joey seduta alla scrivania. Tutti i ragazzi stanno praticamente sbavandole dietro]
Pacey: Hey, Joe.
Joey: Oh. giorno, Pace.
Pacey: giorno. scusami. Questi ragazzi ti stanno dando fastidio?
Joey: No. forse ci stanno provando ma non posso dirlo esattamente. Qualcuno di voi ha frequentato il college?
Uomo1: le stiamo solo illustrando il nuovo lavoro, Pacey.
Uomo2: stai comoda, Joey? cioè, questa mi sembra un po’ alta.
[l’uomo le si avvicina e preme la leva che fa abbassare la sedia di un pochino.]
Joey: Oh. Oh, whoa. [ridacchia] è davvero...super. grazie.
Pacey: beh, benissimo. Sono contento che abbiamo sistemato la cosa. Ma dato che questa è la MIA segretaria, perchè voi ragazzi non ve ne tornate ai vostri—
Joey: Ahem!
Pacey: sostituta in ufficio—non è importante al momento. Ciò che è importante—è che non starà qui per molto, perciò non vi ci affezionate troppo. addio.
[i ragazzi se ne vanno]
Joey: Neander-viscidi.
Pacey: mi dispiace per la cosa.
[la scena taglia a poco dopo e Pacey sta giocando con un gioco per dirigenti (ndr. È proprio scritto così nello script...bah) che ha trovato sulla scrivania. Joey entra in ufficio.]
Pacey: cos’è questo?
Joey: Oh. Beh, quello è il tuo regalo di inaugurazione dell’ufficio (uno di quei giochini dove ci sono delle palline di acciaio in sospensione e facendone muovere una oscilla l’ultima all’estremità contraria). Hai dimenticato di aprirlo ieri. Ho pensato che dato che ora sei un vero professionista ed hai un ufficio tutto tuo, ti meriti che dei gadget senza senso stiano sulla tua scrivania.
Pacey: beh, grazie, miss potter. Veramente gentile da parte tua.
Joey: beh, sono la migliore assistente mai esistita.
Pacey: certo che lo sei. Sai, quando sono arrivato qui questa mattina, hai dimenticato di fare il caffè, e mi piace iniziare una giornata con un tazza di caffè.
Joey: Oh. Oh, giusto. beh, sei stato uno chef, giusto? Voglio dire, te lo puoi fare da solo.
Pacey: certo. già.
[Rich entra in ufficio.]
Pacey: puoi portare questo a Tom per favore?
Joey: certo.
[Joey prende la cartellina da Pacey e se ne va]

[Rich se ne va e Joey entra]
Joey: allora, vuole parlare con te?
Pacey: stavi origliando?
Joey: beh, si. Sono la tua assistente. È il mio lavoro. È ciò che devo fare.
Pacey: Mm-hmm.
[Pacey comincia di nuovo a giocare col giocattolo a palline.]

[Scena: ufficio di Pacey. Pacey indossa le cuffiette per conversazione telefonica e sta parlando con un suo cliente, mentre passeggia dietro alla scrivania.]

Pacey: capisco cosa stai dicendo, Walter. Solo non sono intenzionato a spingere la cosa con forza. Ascolta, non ho i numeri sottomano, ok? Si, quando? Ok, aspetta un secondo. Fammi chiedere alla segretaria. Hey, Jo—
[Joey entra in ufficio con una cartellina.]
Joey: stai cercando questa, Mr. Witter?
Pacey: si, è esattamente così. Quando è arrivata questa?
Joey: Um, beh, non volevo inondarti di informazioni.
Pacey: bella pensata. [sospira] Ok, Walter, ce l’ho proprio qui davanti. cavolo. Walter?
Joey: Oh, ho spinto un bottone prima di venire qui. Pensavo fosse il pulsante di attesa.
Pacey: è tutto ok. Va bene. Possiamo ricontattarlo. Ha ha. sai, Jo, sei una ragazza così intelligente, onestamente pensavo che questo lavoro sarebbe stato un po’ più facile per te.
Joey: beh, diciamo che ne ho fatta una questione di principio non imparare le abilità della segretaria.
Pacey: avresti potuto accennarlo prima.
Joey: beh, se divento troppo brava in questo, poi nessuno mi lascerà fare quello che voglio fare veramente.
Pacey: mi sembra molto difficile da credere, Miss Potter.
[la donna misteriosa apparsa in episodi precedenti entra nell’ufficio di Pacey.]
Pacey: ciao.
Sadia: ciao.
Pacey: che ci fai qui?
Sadia: beh, la tua segretaria non era alla scrivania, spero sia ok—
Pacey: va bene. Lei è, uh, è—lei è li.
Sadia: Oh. Ok, bene, tieni. Non ti dispiace appendere questo per me, vuoi?
[porge il suo cappotto a Joey]
Joey: ha un appuntamento, signorina?
Sadia: beh, si. veramente, si.
[Rich arriva nell’ufficio di Pacey]
Rich: Uh, lei è Sadia Shaw, pace, la reporter di cui ti parlavo prima.
Pacey: certamente.
Sadia: piacere di conoscerti ancora. allora, immagino che le voci che ho sentito su di te siano vere, Pacey. Stai certamente scalando la vetta in questo mondo.
Joey: quindi vuoi due vi conoscete?
Sadia: non completamente, ma immagino che l’intervista serva a questo.
Pacey: immagino di si. [ridacchia]
Rich: [ride]
Pacey: Hey, possiamo offrirti qualcosa per farti stare più comoda? Jo, ti dispiacerebbe portarci una brocca di caffè?
Joey: certamente, Mr. Witter. Me ne occuperò subito. Mi sbrigherò a farne un bel po’.
Sadia: [dolcemente] grazie.
Pacey: si, grazie.
[Joey li lascia ]
Pacey: perchè non ti accomodi, mettiti pure comoda.

[Scena: ufficio di Pacey. Sadia sta intervistando Pacey e Rich che sono tutti e due nell’ufficio di Pacey.]

Sadia: dunque, Rich... diresti che l’arrivo di Pacey e la tua crescita di profitti hanno avuto una diretta correlazione?
Rich: beh, non esageriamo qui. Sappiamo tutti quanto il mercato sia imprevedibile. È solo successo che abbiamo cominciato a spingere un nuovo titolo in quel periodo, e ci ha fatto un gran bene.
Sadia: stai parlando della Stepatech.
Pacey: si, e per essere precisi, sono stato il primo a proporre la Stepatech.
Rich: già, è corretto. Pacey è stato il primo.
Joey all’interfono: scusami, Pace. Uh, Jack sulla linea uno.
Pacey: va bene. Puoi trattenere le mie chiamate. grazie.
Joey: anche del tuo compagno di stanza?
Pacey: si, anche del mio coinquilino.
Joey: Oh, ok. Errore mio. Continuate pure.
Pacey: chiedo scusa per la cosa. È il suo primo giorno.
Sadia: capisco. Questa dev’essere una vera mossa birllante per te, Pacey, avere un’assistente. Ho sentito dire che fino a poco tempo fa eri un cuoco.
Pacey: si, veramente. Mi sono occupato per un po’ dell’industria alimentare, ma sono piuttosto—
[il telefono comincia a stridere. e Pacey comincia a premere sui tasti, poi velocemente solleva il ricevitore e riattacca facendo fermare lo stridìo]
Pacey: Ahem. I bottoni si incastrano sull’apparecchio a volte. Chiedo scusa. Cosa stavo dicendo?
Rich: vorrei davvero ricordarlo. Ero inchiodato.
[Joey arriva in stanza con un vassoio di caffè]
Joey: caffè fresco?
Pacey: fantastico. Puoi lasciarlo sulla scrivania.
Joey: Pacey ci mette tonnellate di zucchero nel caffè. Altrimenti non riesce a berlo. Sa, mette lo zucchero anche nei cereali alla frutta. Non è incredibile?
Pacey: Ah, ha! Va bene. Grazie per il tuo aiuto, miss potter. È tutto.
Joey: e lei come lo prende?
Sadia: Uh, con un goccino di panna – non grassa, se c’è, per favore. grazie.
Joey: certamente.
[Joey versa la panna su una gamba dei pantaloni di Sadia.]
Joey: [senza fiato] Oh, dio!
[parlano tutti insieme]
Joey: Oh, mio dio. Mi spiace, mi spiace.
Sadia: Ohh! Sai una cosa? Lo prendo io.
Joey: mi spiace così tanto.
Sadia: ci penso io.
Rich: Witter, uh, perchè non... continuiamo l’’intervista nel mio ufficio? Sono certo che sarai più comoda lì. E’ molto più grande.
[Rich e Sadia escono dall’ufficio di Pacey.]
Joey: è stato un incidente.
Pacey: davvero! Un incidente. allora, perchè mi risulta così difficile crederci?
Joey: è meglio che tu vada. Non vorrai perdere il tuo quarto d’ora di celebrità.

[Scena: ufficio di Pacey. È la fine della giornata di lavoro e Joey entra in ufficio di Pacey e poggia un documento sulla scrivania di Pacey che è seduto lì a pensare.]

Pacey: allora, cosa avevi prima?
Joey: come conosci quella donna?
Pacey: la reporter? L’ho incontrata una volta... ad un ricevimento. Mesi fa. Non sapevo nemmeno il suo nome.
Joey: perchè la cosa non mi shocka?
Pacey: non siamo mai stati ufficialmente presentati. Voglio dire, ti avrebbe ucciso comportarti professionalmente oggi?
Joey: andiamo, Pacey. Voi ragazzi siete maiali. cioè, secondo gli standard degli uomini delle caverne, non sono il tipo professionale.
Pacey: e che tipo sarebbe? Il tipo che può versare una tazza di caffè senza spargerlo sui muri? Perchè tu non sei quel tipo.
Joey: un’assistente per te è solo questo, vero? Solo una pollastra che versa del caffè.
Pacey: non avevo capito che volevi essere una assistente in carriera.
Joey: perchè pensi che Rich abbia licenziato Marcy? Perchè ha più di 30 anni. Hai mai fatto caso alle assistenti che ci sono qui?
Pacey: credo non ci sia una maniera giusta per rispondere a questa domanda.
Joey: sembrano le ragazze da copertina in versione ufficio di là.
Pacey: credo di non averlo mai notato. Perchè quando vengo qui, è per fare il mio lavoro. Nel quale ero realmente davvero bravo fino a quando sei venuta qui e mi hai sabotato.
Joey: sii realistico, Pacey. Tutto quello che ti chiedo è un po’ di rispetto e un po’ di gentilezza umana.
Pacey: ma vedi, questo è proprio il punto. Non devo rispettarti o essere gentile con te. Sei la mia segretaria.
Joey: Oh, e questo sarebbe il punto? Sei regredito—
Pacey: donna! Mi stai rompendo la testa. Potresti solo accettare la cosa temporanea e venire qui con un sorrisolo e forse un po’ di grazia?
Joey: No. non se hai intenzione di trattare così le tue future assistenti. francamente, Pacey, sto cominciando a capire il tuo soprannome.
Pacey: quale soprannome?
Joey: ti chiamano Witless (ndr. Che in inglese significa stupido e chiaramente in opposizione al suo cognome vero Witter) .
Pacey: chi è che mi chiama Witless?
Joey: penso non sarebbe professionale rivelare tale informazione.
Pacey: e dove era il professionalismo quando versavi la panna sulla gamba della reporter?
Joey: Oh, per favore. Non dire "reporter" come se non avessi stampato in mente il suo nome a lettere di fuoco.
Pacey: sai, non credo questo sia il posto giusto per esprimere la tua gelosia.
Joey: gelosa?! Per niente. Ok, si. Posso aver avuto una sorta di caduta psicotica, ma è stato strano, davvero, perchè... perchè mai dovrei essere gelosa?
Pacey: non lo so.
Joey: non è che saresti mai attratto dal tipo di affari scaltro, giusto?
Pacey: beh, che importa? Tanto non sei gelosa. giusto? Sai una cosa? Vorrei emettere delle scuse. Prendi una lettera, vuoi?
[lei lo guarda, come non credesse che è serio.]
Pacey: ti serviranno una penna e della carta.
[lui le da una penna e dei fogli.]
Pacey: cara...Miss...Shaw... è stato...meraviglioso... vederti questo pomeriggio. No, no. torna indietro. È stato incantevole vederti ancora. Tuttavia, vorrei cogliere questa opportunità per chiedere scusa del comportamento della mia segretaria. Perchè, sai, è nuova... e molto incapace.
[si alza e cammina verso di lei mentre le detta la lettera.]
Joey: ho perso l’ultima parte.era qualcosa di deficiente seguito da qualcosa di insensato.
[a questo punto lei mette giù la penna e si alza dalla sedia piazzandosi di fronte a Pacey. Si fissano e poi si saltano tra le braccia baciandosi passionalmente. Vanno verso il divano e si stendono su si esso. Pacey si toglie la giacca di corsa e continuano a baciarsi sul divano con passione, quando Rich entra nell’ufficio di Pacey.]
Rich: sto, uh, uscnedo, Witter.
[i due si fermano e lo guardano]
Rich: gesù, amico. Almeno io ho aspettato una settimana con la mia.
[Rich scuote la testa e va via, pacey guarda verso Joey.]
Pacey: maiali. Siamo tutti maiali.
Joey: Mm-hmm.
 

[Scena: Hell’s Kitchen. Joey sta finendo il suo turno al bar quella sera, quando arriva Pacey e la raggiunge.]

Joey: Hey, Mr. Witter. Cosa posso portarle?
Pacey: Oh, nulla, veramente. Ho un debole per questa giacca.
Joey: non il migliore dei primi giorni, devo ammetterlo.
Pacey: No. ma sono dell’opinione che alcuni mondi non dovrebbero mai scontrarsi. In più, come potrai più prendermi seriamente—
[Joey sta per portare un grande vassoio nel retro ma Pacey la ferma.
Pacey: ci penso io—ora che sai che i ragazzi mi chiamano witless?
Joey: già, e tutta la mia scena di gelosia non ha messo in mostra le mie caratteristiche migliori.
Pacey: veramente, sai, mi è piaciuta quella parte.
Joey: speravi solo che io e lei ci saremmo messe a lottare.
Pacey: per che razza di uomo mi hai preso?
Joey: credo di non essere abituata alle lotte da ufficio. Sono più il tipo da attaccabrighe ubriaco.
Pacey: buono a sapersi, veramente, perchè volevo dirtelo, non lasciare il tuo lavoro serale.
Joey: che vuoi dire?
Pacey: beh, intendo che in nessuna circostanza voglio vederti più nel mio posto di lavoro, nonostante quanto tu sia sexy in tessuto a righine.
Joey: mi stai licenziando?
Pacey: s-si, ma, cioè, t-ti viene in mente una soluzione migliore?
Joey: tutto questo è per la faccenda del caffè, Pacey? Perchè io posso fare il caffè. E posso servirlo e tutto. Sono una cameriera professionale.
Pacey: non si tratta della faccenda del caffè. Ok?
Joey: allora di cosa si tratta?
Pacey: Jo, come ti aspetti che mi concentri se mi giri intorno tutto il giorno?
Joey: davvero sono questa grande distrazione, Pacey? cioè, la mia scrivania è fuori dal tuo ufficio. Non mi vedi nemmeno.
Pacey: ma so che sei lì. E non sarei arrivato a tanto lontano se fossi stata 5 passi distante da me tutto il tempo. Non l’avrei fatto. credimi.
Joey: davvero? E come mai?
Pacey: Ok, adesso me la vuoi proprio cavare di bocca, non è vero? bene. [sospira] non sarei stato in grado di concentrarmi perchè ogni volta che sei a 5 passi da me o anche 25 passi... c’è veramente una sola cosa che vorrei fare.
Joey: dilla.