[Scene: Un negozio di elettronici. Pacey e Jack sono in piedi davanti a qualcosa praticamente in estasi, mentre Joey è dietro di loro e scuote il capo come per dire “che razza di cretini”
Pacey: Mio Dio, è stupenda.
Jack: Lo penso anch’io. (lett. Sarebbe “anch’io te lo posso dire”..dato che il soggetto è donna, e Jack è gay..)
Pacey: E lei, lei si che sa come farti divertire, capisci cosa dico?
Jack: Puoi permettertela?
Pacey: Per favore, Jack, non rovinare questo momento parlando di soldi
Jack: stavo solo dicendo—
Pacey: Devo averla per forza, quindi posso permettermela. Lei..e tutti I suoi giocattolini anche
[La telecamera ci fa capire che I due stanno parlando di una televisione..]
Pacey: [sospira]
Joey: Scusate, ma a che vi serve una cosa così grande? Insomma, è quasi grottesca, senza contare il fatto che Emma sclererà quando le piazzerete questa cosa in salotto
Pacey: Joey, non essere gelosa solo perchè lei sa fare delle cose che un uomo non ha mai provato prima..
Joey: Ok, ora iniziate a spaventarmi. Sembra che sia una televisione ad aver ingoiato una cittadina. Questa la più lampante dimostrazione del capitalismo che io abbia mai visto
Jack: non parlare di cose che non puoi capire, Joey.
Vado a chiamare un commesso
[Jack vede Pacey che sta facendo di si con la testa ad un commesso..]
Joey: non ci sono cose migliori per potresti fare con I tuoi soldi?
Pacey: cosa, finanziare il tuo guardaroba?
Joey: beh, già che siamo nell’argomento. Acquisti gratuiti a parte, sono davvero impressionata da te Pace
Pacey: hey, metti un vestito elegante ad uno stupido, e ti potrà cambiare il mondo. Dà uno sguardo a tutti i posti dove si lavora con il commercio
Joey: non si tratta dei vestiti, e nemmeno di quei giocattolini elettronici. Si tratta di come sei arrivato a questo punto. Insomma, sei andato lontano..
Pacey: non così lontano, spero.
Joey: sei davvero preoccupato di tutto quello che sta succedendo?
Pacey: certo. Però mi piace pensare che potrei tornare ad essere quella persona che ero prima in qualunque momento, dato che secondo me, era davvero una bella persona
Joey: lo sei ancora, Pacey. Sei sempre stato questo squinternato genio che stava solo aspettando una possibilità per dimostrare cosa valeva. Ti è solo capitato di immischiarti in un mondo in cui va tutto più velocemente.
Ma sono davvero orgogliosa di te.
Pacey: grazie, significa molto detto da te, Jo.
Joey: ma se pensi che mi siederò nel tuo appartamento e pagherò per vedere quella cosa, ti sbagli di grosso
Pacey: puoi venire stasera . e lo sai, che festa è se non ci sei tu..
Joey: lo so. Credimi, verrò. Ho un grande bisogno di brindisi e libagioni da quando Eddie se n’è andato per fare qualcosa per sè stesso..
Pacey: già, ma devi evitare tutta la questione “ho bisogno di supporto e inspirazione”. Non funziona per te, insomma, ok? Non farmi rimpiangere il mio orgoglio sentimentale
Joey: non lo faro
Pacey: quindi verrai questa sera. Farà bene alla tua anima, e significherà molto per te se tu l’accetterai..come una delle tue amiche (si riferisce alla Tv)
Joey: Oh, Dio. Gli abiti non mi ingannano. Se lo stesso vecchio adorabile miserabile
Vado a dare un’occhiata agli iPods

SIGLA
[Scene: appartamento di Pacey’. Degli addetti stanno portando la tv, e Jack e Pacey danno istruzioni]
Jack: Sul muro, ragazzo.
Pacey: Qui, qui qui.
Jack: Ohhh. È stupenda. Pregheremo per lei ogni notte.
Jen: è una scatola, jack, solo una grande scatola. Da quando ti interessano le grandi scatole?
Jack: da quando Pacey ha iniziato a condividere con noi la sua ricchezza.
Jen: Questa cosa non ti porterà la felicità, lo sai.
Jack: Oh, credo nel contrario. Vedi, David arriverà fra poco proprio per vederla (sempre la Tv)
Jen: Oh, e così pensi che la televisione ti porterà fortuna?
[David entra nell’appartamento e va verso di loro]
Jen: ciao.
David: Hey.
Jack: Hey.
David: un grande schermo fantastico, batman. Avevi ragione, è bellissima
Jen: ma voi ragazzi non vi preoccupate della generale qualità estetica di ciò che vi circonda? Insomma, questa cosa è enorme, potrebbe oscurare il sole
Pacey: risparmiami il manifesto, Lindley. La qualità della vita è semplicemente salita di 10 punti qui. Non potreste solo dare alla vecchia ragazza una possibilità? Sono sicura che vi impressionerà con le abilità. La forza del suone che proviene da lei, è come-come se si avvolgesse intorno al vostro corpo
Jen: Oh, la band di Emma suona stasera? Non lo sapevo
Pacey: No. Parlo della TV. amo TV. Tocca la TV.
Jen: Ahh. Passiamo al prossimo argomento allora. Perché facciamo questa festa stasera? Voglio dire, tu e Jack vivente in questo squallore privato da mesi ormai
Pacey: squallore. Interessante, bhè, diciamo che il lavoro mi sta andando bene, e, uh, ecco, volevo solo estendervi la mia gioia
Jen: allora, ascoltami, porterò C.J. a questa festa
Pacey: C.J., il bellimbusto del concerto.
Jen: si, C.J., il bellimbusto del concerto, quello che ti ha presentato un muro di mattoni (?..si riferisce comunque a quando si sono menati..), e questo mi introduce al prossimo punto, potresti evitare di prenderlo a pugni stasera?
Pacey: non avrei voluto prenderlo a pugni.
Jen: bene, questo è rassicurante.
Ok, io devo andare ora, e quando tornerò ci sarà anche C.j. con me. Ci saranno C.J. e del ghiaccio, ma il ghiaccio serve per i drinks e non per riparare le facce distrutte dei ragazzi
Pacey: grazie per la spiegazione.
[Jen va via, e incrocia Emma e un tizio con lei.]
Jen: Hey. Ci vediamo stasera.
Emma: Ta.
Pacey: Emma.
Emma: [ride] Oh, nel nome della regina, cos’è questa roba?
Pacey: questo è l’intrattenimento di questa sera e di ogni gloriosa notte in futuro.
Jack: lei è bertha. Non è carina?
Emma: No. non lo è. È una megera enorme che sta occupando il mio spazio
Pacey: non parlare di bertha in questo mondo. Possiamo discuterne con calma più tardi.
[Jack guarda quel tipo molto trasandato che è entrato con Emma e ora è in cucina.]
Jack: cosa--cosa—nel nome della regina, cos’è quello?
Emma: [ride] Oh. scusami. Um... lui è Gus.
Jack: Oh.
Emma: il mio fidanzato.
[tutti quanti interrompono ciò che stavano facendo e guardano Gus. Che per ringraziare, rutta.]
[Scena: la clinica di riabilitazione. Dawson entra e va verso la reception. La receptionist lo guarda per sapere se può essere utile]

Receptionist: come puoi esserti di aiuto oggi?
Dawson: Ha ha. Um, veramente sono qui per—
[Audrey vede Dawson e gli corre incontro]
Audrey: Dawson leery, sei uno spettacolo agli occhi dei sobri. ciao!
Dawson: fa piacere anche a me vederti.
Audrey: Oh, pensavo che avresti preso il mio messaggio come uno scherzo.
Dawson: sembravi un po’ troppo disperata per essere uno scherzo.
Audrey: Oh, beh, grazie per non aver perso l’interesse, perchè me lo sarei meritato. [comincia a starnutire] Ah-choo! lAh-choo! Ah-choo! Oh, ma ti prego dimmi che mi hai portato un po’ di Nyquil (ndr. tipo vicks, antidolorifico e antiraffreddore) che non riesco a liberarmi di questo sgardevole raffreddore.
Receptionist: il primo passo per stare bene è lasciare che tu riconosca che sei malata.
Audrey: grazie, Betty. Ok, bene, non c’è problema se hai dimenticato il Nyquil, faremo i conti più tardi, ma per favore, perl’amordiJoeyPotter, dimmi che mi hai portato qualcosa da leggere. Una rivista “Jane”, al diavolo, mi accontenterai anche di un “Martha” qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa tranne la bibbia, sebbene sia stata forte la prima volta. La gente ruba un sacco di materiale dalla bibbia. Ci hai mai fatto caso?
[si dirigono velocemente nei pressi della piscina della clinica]
Dawson: stai bene, Audrey?
Audrey: si. sai, a dire la verità, ho...sto fumando molto di più della ragazza media, beh, più della ragazza media senza disturbi alimentari. sai, in un certo senso lo incoraggiano qui, come se, non ti uccidesse o roba simile. comunque...roba vecchia. Tu stai bene, Dawson?
Dawson: Uh, beh, diciamo di si. Ho vissuto come ospite in casa di Todd per le ultime 2 settimane, ed è stato una sorta di incubo per sobri. Uh, “wicked dead” verrà trasmesso direttamente sulla tv via cavo, ciò significa che Todd non dirigerà nulla nel prossimo futuro e probabilmente io non avrò un’altra possibilità di questo livello.
Audrey: già. Io mi sto disintossicando, Dawson.
Dawson: [ride]
Audrey: davvero non mi hai portato nessuna rivista?
Dawson: mi spiace, Io—
[Dawson guarda dietro di lei e riconosce una donna che cerca di prendere una lattina da un distributore ma con scarso esito.]
Dawson: sai chi è quella?
Audrey: si. È la donnaccia con cui ho perso le mie sigarette ieri sera a poker. Non ho voglia di parlarne.
Dawson: quella è Toni Stark. È una produttrice di successo fenomenale. Lavorava per la società di produzione di Spielberg, poi si è messa in proprio. E’ una leggenda di Hollywood vivente.
Audrey: Oh, beh, trovare questa gente qui è come pescare un pesce in un barile, quindi non sprecare tutti i tuoi soldi sul primo avvistamento, ok, tigre?
Dawson: pensi-- cioè, pensi che potrei tipo parlarle? cioè—mi piacerebbe tantissimo parlarle, ma non—non so. Ha questa reputazione di essere una rinomata arpia. tipo, le piace mangiare i tipi ben intenzionati a colazione.
Audrey: beh, probabilmente questa è la sua reputazione da alcolista. cioè, qui non ha munizioni, ma, pronto, e io? sai, sei l’unica persona ad essere stata così carina da venire a trovarmi qui, e adesso vuoi evitarmi?
Dawson: mi spiace. Hai ragione. Assolutamente ragione. cerchiamo—cerchiamo di concentrarci su quello che ti ha portato qui per cominciare.
Audrey: No. inseguiamo l’esaurita.

[Scena: fuori casa di Pacey, Jack e Emma. CJ e Jen si avvicinano all porta con delle buste contenenti cubetti di ghiaccio, quando CJ comincia ad essere teso]

CJ: di chi hai detto che è la festa?
Jen: non l’ho detto. divertente. entriamo.
CJ: aspetta. aspetta. aspetta. aspetta. forza. Non sono il tipo da sorprese.
Jen: Ok, è la festa del mio amico Pacey.
CJ: Pa—il tizio del concerto?
Jen: si, il tizio del concerto, quello che ti ha presentato un muro di mattoni.
CJ: ho un’idea migliore. Perchè non entriamo, lasciamo il ghiaccio, e poi andiamo al cinema.
Jen: questi sono alcuni dei miei migliori amici, e se vogliamo provarci, prima o poi dovrai conoscerli, quindi facciamolo adesso, per favore?
[entrano in casa e la prima cosa che si vede è un sacco di gente ed una tv enorme]
Emma: hey ciao.
CJ: bel televisore.
Jen: vedi? Ti dicevo che non sarebbe andata così male.
[si tolgono i cappotti e si mischiano nella festa.]
[Scena: In cucina. Joey e Pacey sono in cucina che parlano della festa. Joey riempie una coppa di patatine e Pacey guarda nel frigorifero]

Joey: bella festa, pace. Sono colpita.
Pacey: oh, grazie. Il merito è di bertha.
Joey: ti prego dimmi che non hai dato un nome alla tv.
Pacey: Ok. Vuoi un drink? abbiamo... acqua, succo, cocacola, la roba grassa e verde che beve Emma, birra—
Pacey: Mm, dammi un drink. Qualcosa alla frutta e che stordisca.
[Pacey la guarda shockato]
Joey: non fare quello sguardo.
Pacey: quale sguardo?
Joey: come se volessi chiedermi chi sono e cosa ho fatto a Joey Potter.
[tira fuori del succo d’arancia e di mirtilli, prende la vodka e comincia a preparare un drink per Joey]
Pacey: non stavo per dire nulla del genere. Stavo semplicemente preparandoti un drink. E posso dirti che hai un aspetto meraviglioso stasera.
Joey: grazie. Mi sembrava fosse ora di fare una doccia.
Pacey: [ride] sai, ho sentito che le cose non ti sono andate bene ultimamente, ma sono sicuro che ce la farai perchè ce la fai sempre.
Joey: Hmm. sai, sarò sempre quella che si sveglia presto, fa gli esami, si dimentica del ragazzo che gli piace, accompagna la compagna di stanza in clinica, giusto?perchè qualcuno deve pur fare queste cose, giusto? Sai una cosa? Forse domani non lo farò e sarà qualcun altro a farlo.
Pacey: cosa faresti piuttosto?
Joey: di che piuttosto parli?
Pacey: beh... questo è un posto abbastanza sicuro pewr te, giusto? Quindi sentiti libera, divertiti.
Joey: d’accordo. Questo è il piano. Nessuna scommessa.
[prende la bottiglia di vodka e ne versa ancora nel bicchiere]

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[Scena: il divano di fronte alla tv. Joey sta chiaramente cominciando ad essere ubriaca, ed è seduta sul divano a parlare con David.]

Joey: [ ride ] sai, continuo a chiedermi... quando tornerà alla sua arte. Cioè, aveva piuttosto talento.
David: Mm-hmm. davvero? Non avevo idea che si iteressasse di queste cose.
Joey: Mm-hmm.
David: davvero?
Joey: Oh, mio dio. È quello che ci ha fatto mettere insieme all’inizio. beh... prima che. cioè, penserai che è divertente, ma... jack... quando l’ho conosciuto... mm-hmm. era... timido è un po’ imbranato. davvero. [ride] cioè, ad essere sincera, non mi sarei mai accorta che gli piacevo, non fosse stato per... quella volta che lo stavo ritraendo per il corso di arte... e si è eccitato. Waaaaah.
David: No.
Joey: [ride]

[Scena: la clinica. Audrey e Dawson seguono la produttrice, e la vedono andare a sedersi accanto ad un piccolo tavolo in una veranda, e prendere una rivista.]

Audrey: Ooh, Dawson, vai provaci adesso.
Dawson: a far cosa? Non ricordo di aver organizzato un piano.
Audrey: diacolo fallo e basta!
[Audrey lo spinge verso lei, e lui timidamente si avvicina per parlarle.]
Dawson: poca scelta, huh?
Toni: l’intrattenimento si trova difficilmente da queste parti. Cosa fai per divertirti?
Dawson: io? Sono appena arrivato.
Toni: beh, mi farebbe piacere insegnarti le prime cose, um...
Dawson: Dawson. Dawson Leery.
[gli stringe la mano ma non la lascia, piuttosto comincia ad accarezzarla.]
Toni: hai belle mani, Dawson Leery. Io sono Toni Stark.
Dawson: so chi sei. Tu sei...un genio.
Toni: già. Qualcosa del genere.
Dawson: mi spiace. Probabilmente sei venuta qui per avere privacy.
Toni: No. veramente sono venuta qui per smettere di divertirmi, ma adoro ascoltare quanto ero grande... 10 anni fa.
Dawson: se la metti così, suona come se sei stat un fuoco di paglia.
Toni: allora ce ne andiamo da qualche parte o no?
Dawson: Um... [ride] mi...uh, mi spiace. senti, il fatto è che ho appena cominciato in questo campo—
Toni: ascolta, uccellino, è già abbastanza brutto prendere in giro una donnaccia disidratata con i tuoi commenti cattivelli, ma è ancora peggio cercare di parlare di affari con qualcuno che ne è attualmente fuori. Ci si vede.
[Toni se ne va, e Audrey lo raggiunge cercando di contenere le risate, ma chiaramente fallisce.]
Audrey: [ride] Oh, mio dio. Dawson!
Dawson: [sospira]
Audrey: sei senza speranza.

[Scena: la cucina. Jen rovista nel frigo, quando arriva David da dietro e si allunga per prendere un drink.]

David: Hey, spero tu non stia cercando nulla che abbia un valore nutrizionale.
Jen: No. No. [sospira] No. No. Davo solo un’occhiata. Allora bella festa, huh? Penso sia una bella festa. Tutta questa gente diversa che si mischia, e—e non ci sono stati pugni in faccia a CJ. Questo è buono. Mi piace.
David: sembri un po’ nervosa. vuoi, uh, una birra o altro?
Jen: No, prenderò la strada del pulito e sobrio stasera, un punto in più per la squadra di CJ.
David: a lui non da fastidio se altra gente beve.
Jen: non importa. È più facile in questo modo.
David: quale, mentendo?
Jen: No, non mentendo, cioè, è solo che--è—sai una cosa, e probabilmente fa molto bene anche a me.
[Pacey arriva dietro di loro e si allunga per prendere una birra dallo sportello del frigo]
Pacey: Hey.
Jen: ciao. Come va, pugno d’acciaio?
Pacey: non preoccuparti. È tutto a posto.
Jen: già, ho notato l’assenza di scaxxottate. Grazie per essere stato gentile con lui.
Pacey: in realtà è più facile di quanto pensassi perchè sembra che sia un bravo ragazzo. Quindi ci siamo baciati, abbiamo pomiciato, gli ho offerto un drink e tutto è stato bello.
Jen: non ha accettato quando gli hai offerto un drink, giusto?
Pacey: No, certo che no. Chi lo fa mai?
Jen: Oh, dio. Gli alcolisti. Gli alcolisti in via di guarigione tendono a non bere.
Pacey: cos’è un’epidemia di alcolisti minorenni da queste parti? Ok. Ho capito. Rimedierò al danno, e hai visto Joey?

[Scena: altrove alla festa. Joey e CJ sono poggiati ad un muro e parlano. Joey divaga ubriaca, senza dare un senso vero alla conversazione.]

Joey: sai, C.J. io—io credo davvero che sia meraviglioso il modo in cui hai fatto cambiare Jen. Perché prima, credimi, sai, lei era—lei era una giova donna inquieta.
CJ: così dice lei.
Joey: ha ucciso una ragazza una volta.
CJ: come?
Joey: Abby Morgan. Uccisa con lo champagne. Ne vuoi un po’?
[le offre il suo bicchiere di champagne]
CJ: No.
Joey: ne vuoi un po’?
CJ: No. No. Io s--s—cioè è—io sono-- oooh.
[Pacey appena vede che Joey gli sta offrendo da bere interviene]
Pacey: [ride] Hey, ecco dov’eri. allora... che ne pensi se lasciamo questo brav’uomo da solo adesso, andiamo?
[Pacey prende il drink di Joey e poi la tira verso di se]
Pacey: su quella cosa di prima, mi dispiace, non sapevo.
CJ: cosa?

[Scena: in un’altra stanza. Probabilmente dove dorme Emma. Joey e Pacey entrano in camera e si siedono sul letto per stare un minuto lontani dalla folla]
Joey: grazie.
Pacey: di nulla.
[lei riprende il drink e si siede]
Joey: sembra un ragazzo carino. Per cosa stanno le iniziali C.J.?
Pacey: non saprei dirlo.
Joey: Ah, spero che fra quei ragazzi vada bene.
Pacey: Hmm.
Joey: Pacey. Fra tutti quanti va bene. Jen e C.J., sai, la ragazza inglese e il tipo volgare. Io non sono brava in questa cosa. Io—io allontano la gente da me.
Pacey: No, questo non è vero.
Joey: Oh, no? allora perchè se ne vanno per mare o dall’altra parte del paese o inseguono i loro sogni solo perchè ho detto loro di farlo? C’è sempre qualcosa migliore di mè la fuori.
[comincia a formarsi una lacrima]
Pacey: Whoa. Credo che, forse la vedi dalla parte sbagliata. Forse è solo che sei una donna talmente meravigliosa che fai avere voglia a questi ragazzi di essere uomini migliori.
Joey: beh, non stiamo insieme.
Pacey: direi che è vero. [ridacchia] si. [sospira] già.
Joey: beh, non fare quella faccia triste. Qui stiamo parlando della mia vita orribile. La tua è un successo.
[cerca di farlo sorridere mettendogli le dita ai lati della bocca]
Joey: Oh. Mi ero dimenticata. Sei ancora innamorato di me.
Pacey: [ridacchia] davvero?
Joey: Oh, ricordi? La cena infernale di Natale? È stato uno dei commenti illuminati di Audrey.
Pacey: giusto. certo.
Joey: sei ancora innamorato di me. Deve essere penoso.
Pacey: Oh, lo è. Non hai idea delle fatiche che devo passare per mantenere un’amicizia con una ragazza da favola come te. Non hai idea.
Joey: fa sentire soli.
Pacey: si è vero. Piango fino ad addormentarmi ogni sera, ma poi Jack ed io ci coccoliamo. Questo addolcisce la pena. Lui è molto affettuoso.
Joey: [ride] Oh, Pace. Sai una cosa? Sono una bella preda.
[si alza e si allontana dalla stanza, e Pacey la guarda andare via, convenendo tra sè e sè.]

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[Scena: un montaggio di scene dalla festa. CJ e Jen parlano. Gus che fa il filo ad Emma ma lei si ritrae. Joey beve. Jack e David parlano. Pacey e altri. Parecchie persone intorno ad un barile di birra. Ancora Joey che beve. Pacey e Joey che si divertono insieme.]

[Scena: divano di fronte alla tv TV. Jack, Emma e Gus sono seduti a parlare. Gus da una parte, Jack dall’altra, e Emma in mezzo a loro.]

Jack: Io—Io non capisco. Cioè, quando hai smesso di andare all’università?
Emma: Um... alla fine del semestre. La band sta davvero prendendo il volo, jack, ed io—non ce l’ho fatta a tenere il passo con gli esami richiesti. Quando mai avrò bisogno di sapere l’origine del periodo barocco comunque? È totalmente privo di ispirazione.
Gus: totalmente.
Jack: Ahem. allora, Gus... tu sei ancora all’università?
Gus: Non ne ho bisogno. Farò da rodie (ndr. Colui che accompagna i gruppi nei concerti e sbriga diverse mansioni dal guidare il furgone a montare il palco)per la piccola signora.
Emma: [ride] No. No. Sta solo sparlando. No. in realtà lui è, um, un pianista pieno di talento. suona, um, in una sala da biliardo—i giovedì sera. Ottimo materiale.
[guardano verso Gus che sta tirando via una cosa gommosa dalla suola della scarpa]
Gus: fico.
Jack: già. Ok, um... sicura che hai pensato bene a questa cosa dle matrimonio? Voglio dire, senza offesa, Gus, ci siamo conosciuti solo stasera, ma uh, mi sembra che le cose vadano troppo di fretta.
Emma: già, questo è esattamente il punto, Jack. Il mio visto è scaduto appena ho lasciato l’università, ciò significa che non ho diritto a stare qui a meno che non sposi...un bastardo yankee. Veramente Gus è stato molto d’accordo sulla faccenda, non è così, Gus?
Gus: bella lì, mammina.
Emma: allora vado a prendere, um, qualcosa da bere. Posso portarvi qualcosa?
Gus: si, vorrei—vorrei una birra.
Emma: Ok.
Gus: e forse qualche patatina. E forse, uh... schiaccia le patatine dentro a un panino.
Emma: Ok.
[Emma se ne va e li lascia soli]
Jack: allora... Gus, davvero le hai offerto , sai, i tuoi servizi, perchè è un grande sacrificio, cioè, sposarsi così giovani. Dunque—
Gus: già, mi è stato fatto capire che posso anche portare altre donne nella stanza da letto. In più, c’è un buon risarcimento.
Jack: cosa intendi?
Gus: casa e pasti gratis, amico. In più, ha detto che cucinerà per me.
Jack: Uh... già, sai, non è esattamente una cuoca. Um... di solito butta roba nel frullatore, e poi spera che—
Gus: chissenefrega, amico. Ha un bel davanzale.
Jack: si, lei—
[Emma torna col panino e la birra per Gus.]
Emma: allora, uh, state facendo amicizia voi due?
Jack: sfortunatamente.
Gus: si, no, il tuo vecchio qui è forte. Non sembra nemmeno tanto gay.
[Jack lo guarda con odio per un secondo, poi decide di non fargli nulla. Emma prende un bel sorso dalla bottiglia di champagne che ha in mano]
Jack: già. Ok. Um... ragazzi ci vediamo dopo. Penso che—
[Jack sta per alzarsi, ma Emma lo tiene per la spalla e lo spinge seduto]
Jack: me ne starò qui.
[la telecamera allarga l’inquadratura, ma Emma non lascia la presa sulla spalla di Jack per non farlo alzare.]

[Scena: la clinica. Dawson e Audrey seguono Toni Stark per i corridoi ad una distanza tale che lei non possa accorgersene]

Dawson: d’accordo, aspetta, perchè stiamo ancora facendo questo? Non mi avevi fatto notare in maniera colorita che fallimento miserabile sono?
Audrey: ascolta, Dawson Leery, se c’è una cosa che ho imparato in clinica, beh, oltre che a fare la matassa, è che devi credere in te stesso. Tu sei il tuo unico e peggior nemico.
Dawson: non sei molto convincente.
Audrey: [sospira] andiamo. Sei così migliore di tanti voglio-essere-famoso con cui sono cresciuta. cioè, ti sei reso ridicolo di fronte ad un produttore. Io dico... perchè non farlo ancora?
Dawson: non è che mi stai incoraggiando perchè sei in clinica da un mese e ti stai troppo annoiando, vero?
Audrey: Dawson, dammi tregua e balla, stupidone, balla!
[Toni si gira e li vede e gira l’angolo per sfuggirgli]
Dawson: allora, è entrata in quella stanza laggiù.
Audrey: Oooh.
[rapidamente girano l’angolo ma si trovano davanti ad una sessione di terapia di gruppo.]
Counselor: Hey, ragazzi. Entrate pure. Non siate timidi. Siamo qui per aiutare.
Dawson: veramente, sa, noi siamo …
Audrey: No, sai una cosa? tesoro, ci farà bene.
Counselor: forza, ragazzi, fategli spazio.
[due persone lasciano due sedie libere e vanno a sedersi ai lati della stanza]
Dawson: grazie.
Audrey: grazie.

[Scena: la festa. C’è un montaggio di scene in cui si vede che tutti si stanno divertendo. Emma fa la verticale su un barile di birra e mentre due ragazzi le tengono ferme le gambe un altro le fa bere birra con un tubo. Jack e Pacey sono appoggiati alla nuova tv e guardano la scena.]

Jack: dobbiamo davvero coabitare con questo tizio?
Pacey: Whoa. Whoa. Lei non mi ha detto nulla di questa cosa.
[uno dei ragazzi conta fino a dieci e Emma cade a terra]
Jack: beh, si, penso faccia parte dell’accordo sul coniuge perfetto. cioè, casa e pasti gratis, le casuali e non volute palpatine, sono l’unica ragione per cui lui ha accettato.
Pacey: stai dicendo sul serio?
Jack: che c’è, sei shockato?
Pacey: Io--Io—Io non capisco, credo.
Jack: cioè, capisci, so che è Emma è nei guai, ma avrebbe potuto dircelo.
Pacey: già, lo so.
Jack: e questo viscido. cioè, chi è che sposa qualcuno senza amarlo?
[guardano tutti avanti e vedono Gus che da una pacca sul sedere a Emma mentre passa.]
Pacey: quel tipo di viscido.
Jack: il tipo di viscido che ha perso le speranze.
Pacey: se ti fermi a pensarci, deve far schifo essere al suo posto (sguardo triste e assorto).


[Scena: in una delle altre stanze della casa. Jen entra nella stanza e vede CJ seduto su un davanzale con un bicchiere in mano.]

Jen: allora ti stai divertendo?
CJ: Oh, si.
Jen: già. E stai bevendo?
CJ: sai, sarei più propenso a rispondere alla tua domanda se non mi guardassi come se... avessi appena investito tua nonna in stato di ebbrezza.
Jen: sono solo curiosa.
CJ: beh, il tuo amico mi ha offerto un drink, e mi sembrava scortese rifiutare, quindi—
Jen: tutto qui? Anni di sobrietà buttati all’aria per una questione di galateo con un ragazzo che ti ha aggredito con un pugno in faccia?
CJ: non mi aspetto che tu capisca.
Jen: beh, grazie a dio per questo.
CJ: No, è solo che—non mi andava di entrare nei dettagli con uno sconosciuto. Capito... a proposito grazie per averglielo detto.
Jen: detto cosa?
CJ: che evidentemente non bevo. ora mi chiede scusa come se stessi per morire o roba simile.
Jen: beh, sai, è comunque una malattia.
CJ: lo so, Jen. ti, uh, ho addestrata io. ricordi?
Jen: g-già, no, lo so. Lo so, allora come sei arrivato a questo? Perchè da quando ti conosco, ti sei attenuto ad una serie di regole al punto tale che non pensavo che potesse passare un giorno senza che tu ti attenessi al piano C.J..
CJ: beh, hai mai pensato che forse ho capito di essere stato troppo rigido con me stesso? Che forse non sarei nemmeno qui ora se mi attenessi al cosiddetto piano C.J.?
Jen: beh, se deve proprio succedere, allora forse non dovresti essere qui con me.
CJ: perchè? Perchè sono stato qui per un’ora a meditare sul caso di bere o meno? Io mi preoccuperei più della tua amica Joey. Ha provato a dirmi che tu hai ucciso qualcuno.
Jen: aspetta, mi spiace, quindi tu—tu non hai bevuto?
CJ: Oh, e questo cambia magicamente le conclusioni a cui eri giunta?
Jen: beh, si.
CJ: beh, non funziona così, Jen. già, ci ho fatto un pensierino, bene. Nello stesso modo in cui ho pensato di provare un po’ di normalità con te, ma evidentemente tu trovi la cosa parecchio offensiva.
Jen: No. No, senti, io vorrei solo che- vorrei che qualsiasi cosa ci sia fra noi non sia nociva per nessuno dei due.
CJ: stai per caso cercando di tirati indietro? Se è così, dimmelo chiaramente.
Jen: No, non sto cercando di tirarmi fuori da nulla, non so nemmeno in cosa mi sto lasciando coinvolgere.
CJ: beh, allora perchè stai cercando delle scuse su come questa cosa non funzioni? Voglio dire, è piuttosto ipocrita se consideri la nostra storia, non è così?
[Scene: Centro di riabilitazione. Audrey e Dawson sono seduti in una sessione di gruppo. Dawson sembra fuori luogo, e Audrey cerca di dimostrarsi a suo agio


Counselor: come ti chiami?

Audrey: [con un accento del sud] mi chiamo pinky. Mi chiamano così perchè un furetto mi ha staccato il mignolo del piede quando avevo 10 anni, ed è per questo che ho iniziato a bere

Counselor: Ok. Allora, cosa vorresti dire al tuo amico?

Audrey: Oh, lui è più di un amico, anche più di un cugino. Ci siamo sposati molto giovani. Era dopo aver avuto il secondo bambino, giusto? E poi sono successe anche altre cose, ma io ho perso la strada (intesa come “retta via..”). stanno con mia madre ora a Las Vegas, ma Dawson ecco, lui si è sempre comportato molto bene con me. Anche quando l’ho menato, perché in fondo sapeva che non avrei mai voluto farlo, e che era solo l’effetto dell’alcohol, vero?

Dawson: a dire la verità hai fatto cose molto più violente di questa…

Audrey: bhè, a cosa ti riferisci, tesoro?

Dawson: mi riferisco a quando ti sei schiantata con l’auto dentro casa e sei andata dannatamente vicina all’ucciderci..

Audrey: ha ragione riguardo la macchina. Già. Ci sono alcune cose che ho fatto, ma che magari non avrei fatto se non fossi stata ubriaca

Counselor: cos’altro, fingy?

Audrey: bhè..roba del tipo dire alla gente cose che non avevano bisogno di sentire, solo per vedere che faccia avrebbero fatto. Insomma, allontanare le persone che stavano solo cercando di aiutarmi.
Dawson però, ecco..lui è sempre stato..molto calmo nonostante tutto. Non mi ha giudicata, davvero, capisci, ha..ha continuato a risollevarmi il morale ogni volta..

Counselor: e perchè credi che l’abbia fatto?

Audrey: a dir la verità non lo so. Penso che..che lui sia quel tipo di ragazzo che vede sempre il meglio nella gente. E penso che lui meritasse qualcosa di più che la distruzione della sua proprietà..(intende la casa)

Dawson: è tutto ok, comunque. Si può riparare (il portico)

Audrey: [sospira] ma avrei potuto davvero farvi del male.

Dawson: si, ma pensi che tu avessi bisogno di toccare il fondo prima di poterne uscire fuori davvero.

Audrey: già, ma ho toccato il fondo solo un paio di settimane dopo quello che è successo quella sera..

Dawson: forse avevo solo bisogno di toccarlo sul serio..(sempre il fondo).

Audrey: [ride] [accento del Sud] Pensi che ci sarà ancora una casa dove io possa tornare dopo tutte le dovute riparazioni?

Dawson: te lo assicuro.

Audrey: Oh! Dawson, facciamo un altro figlio!

Toni: [applaude] sentite, io sono disponibile a fare una parodia della riabitazione, ma non potremmo andare avanti?
Quella bionda lì viene da Beverly Hills, e ha cercato di vincermi due pacchetti di sigarette l’altra sera, e il suo ragazzo invece è, non so, un addetto alla manutenzione del set…

Counselor: è vero?

Dawson: a dire la verità, ero l’assistente del regista. Alla fine mi è stato dato il compito di ridirigere da solo, e, Toni, se mi potessi permettere di mostrarti il mio lavoro---

Counselor: ok, per ora basta. Grazie mille. Voi due non siete chiaramente partecipanti di questa cosa (si riferisce alla sessione)

Audrey: [estasiata] vuoi dire che sono sana?

Counselor: No, voglio dire che toccherà a te lavare i piatti (c’ho messo molta fantasia..). lo dirò a Betty. Adesso, per piacere, fate continuare questa sessione in pace

Audrey: mi scusi.

Toni: Buh-ciao ciao.

[si alzano e vanno via]

Audrey: è andata bene, dai...
[Scena: la festa. Joey ha radunato Pacey, Jen e CJ, David e Jack, Emma e Gus tutti insieme per giocare al gioco della bottiglia. Tutti quanti eccetto Joey preferirebbero non giocare.]

Jen: vuoi uccidermi così, vero, Joey?
Joey: certamente no. Ora non fare la guastafeste. andiamo.
Jen: Ok, va bene, ma—non bacerò lui.
[indica Gus]
Joey: beh, quello che è giusto è giusto, ok? andiamo, Gustav, gira.
[Gus gira la bottiglia che alla fine punta verso Joey, la quale rimane male.]
Joey: nuova regola—niente lingua.
Jen: No, no, no, no. Quel che è giusto è giusto, e non attaccar briga con me perchè ho già ucciso in passato.
Joey: [sussurrando] lo so. [rivolta a CJ] visto?
Gus: niente lingua? Sti cavoli!.
[Gus si alza e va verso Joey e comincia a leccarle una guancia. Tutti sono schifati, quando gus va via Joey si pulisce la guancia con la manica.]
Joey: Ok. dunque?
[gira la bottiglia che finisce su Jack]
Joey: Jack!
[si baciano, poi Jack gira e la bottiglia finisce su Emma, Jack bacia Emma. Emma gira e fiisce su Jen.]
Jen: Oh.
[Jen e Emma si danno un bacio veloce dopo aver ridacchiato. Jen gira la bottiglia e finisce su CJ.]
Joey: aspettate. Non è giusto. Voi vi potete baciare tutto il tempo. Cosa c’è di divertente?
CJ: non stasera. Ci sono regole da seguire, no?
Jen: Oh, stai zitto.
[si baciano piuttosto appassionatamente, e Jack aspetta impaziente. Tutti quanti li fissano e loro cominciano a baciarsi con + passione. ]
David: Ok.
Jack: Ugh, già.
CJ: ho un po’ sete. Vuoi un—
Jen: ok. si, andiamo.
[Jen e CJ si alzano velocemente e vanno via.]
Joey: Oh, hey, whoa. Questo non è... 7 minuti in paradiso. Ragazzi dovete tornare qui.
Jack: vorresti baciare Jen eh.
Pacey: Ok, malgrado tutto, hanno perso il turno.
[si alza e gira la bottiglia, finisce su Joey che sorride]
Joey: Mmm. allora... [cerca in modo ubriaco di fare la sexy]doo-doo doo-doo d’accordo. [sussurrando] dammene uno, pace.
[proprio quando Pacey sta per baciare Joey, Gus che era salito sulla TV cade]
Gus: Oh!
[fracasso]
Pacey: Oh,morirai!
Gus: io—volevo solo vedere quanto peso era in grado di reggere.
Pacey: che cosa hai fatto?!
Gus: non volevo—
Pacey: che cosa hai fatto?! Io ti ammazzo, io ti ammazzo per questa cosa hai capito?!
[Emma capisce che Pacey è serio e velocemente si mette tra loro per separarli]
Emma: Ah! Ah! Ah! Ah! Aaaah!
Emma da un ceffone sulla testa a Gus]
Emma: Idiota! Non ti preoccupare. Ci penso io.
Pacey: No! No! No! Ti uccido!
[Emma spinge Gus verso la porta di casa]
Gus: e le mie cose?
Emma: Oh, le butterò in strada.
Gus: si. Ok, ma—
Emma: il matrimonio è annullato.
Gus: Um, non—non ci siamo ancora sposati.
Emma: si, mi rendo conto, grazie.
Gus: Ok.
[lo spinge fuori casa, e Pacey e Jack sollevano la Tv rovesciata in terra e si vede che lo schermo è rotto]
Pacey: Oh, bertha. [piangendo]
Jack: Oh, no. oddio!
[scintille di corrente elettrica]
Pacey: Oh, ucciderò il piccolo bastardo.
[Joey si alza, decisamente ubriaca, non rendendosi conto di cosa succede.]
Joey: giochiamo a pigiarci come sardine?
[sviene e cade sul pavimento.]

[pubblicità]

[Scene: fuori dalla clinica. Audrey accompagna Dawson alla macchina. Ormai è sera. ]

Dawson: allora ti faranno davvero lavare i piatti stasera, huh?
Audrey: Oh, per favore, è un dono del cielo. Mi tiene fuori dal fare kumbaya (ndr. Canti stile gospel che evidentemente cantano nei gruppi di riabilitazione) per la serata.
Dawson: allora, perchè ti è venuto in mente di farci fare così tanti figli?
Audrey: chissenefrega! Perchè hai dovuto fare tutto l’onesto con quella barbona spiegandole il tuo tipo di lavoro? [ride] Ohh. [sospira] sai, non è stato tutto interamente inventato, nella sessione di terapia. Mi sono sentita dentro una sorta di guarigione profonda.
Dawson: bene. Mi spiace solo che ti sei cacciata nei guai per raggiungere lo scopo.
Audrey: Dawson. Pedinare una donna fra i corridoio e rovinare una seduta terapeutica è stato più divertente di quanto potessi immaginare. Non hai idea che sollievo mi ha dato... non dover parlare di me e dei miei problemi tutto il giorno. E al diavolo se non ha finito per aiutare comunque i miei problemi.
Dawson: odio quando succede così.
Audrey: lo so. Sembri un po’ meno concentrato su te stesso di quando sei arrivato qui. E’ meglio che ritorni di corsa a L.A.
Dawson: già, davvero. davvero, credo che solo vedere qualcuno che ammiro arrendersi così nella vita. Non lo so, posso anche essere in agitazione per la mia prossima mossa, ma non sono messo così male.
Audrey: Dawson, non ho rinunciato alla vita.
Dawson: mi riferivo a Toni Stark.
Audrey: Oh. giusto. [ridacchia] vedi? Sei bravo. La prossima volta che vieni, portami il Nyquil.
Dawson: non deve per forza esserci una prossima volta. Stai praticamente per uscire da qui.
Audrey: non lo so, è che... anche se odio questo posto, diciamo che sono più spaventata da ciò che c’è oltre il cancello perchè è tutto un po’ vago, ma... non credo di aver lasciato le cose nel migliore dei modi lì fuori.
Dawson: può essere tutto come era prima. Meno le parti brutte.
Audrey: sai, in realtà, non penso di farcela, ma... ne sono comunque contenta. [ridacchia]
Dawson: vieni qui.
[si abbracciano.]
Audrey: [sospira] grazie.
Dawson: ciao.
Audrey: ci vediamo.

[Scena: il divano di fronte alla tv ormai rotta. David e Jack sono seduti a parlare.]

David: allora, uh, davvero uscivi con, uh, Joey, huh?
Jack: Uh...ahem. con chi hai parlato stasera?
David: beh, forse se non avessi continuato ad evitarmi per pomiciare con le donne—
Jack: giocavo solo secondo le regole. E inoltre, Joey è stata un po’...indelicata. cosa ti ha detto esattamente?
David: niente, davvero, ma mi piacerebbe vedere il tuo lavoro qualche volta.
Jack: [ride] Ooh, no, non-- non—non penso proprio. Ahem. Ma mi spiace per essere stato, uh, distratto stasera. È solo che, sai, questa... storia bomba di Emma e Gus è stata shockante.
David: già, ma la crisi è stata evitata. E’ come se non fosse mai successo.
Jack: beh, sono solo preoccupato. capisci, cioè, io—non avevo idea che le cose fossero così disperate per lei. Cosa pensi che farà ora?
David: Hmm. È una brutta situazione, ma sai, non è proprio un tuo problema da risolvere. Cioè, non c’è molto che puoi fare davvero se non sposarla. [ridacchia]
[si capisce che Jack in realtà sta considerando questa possibilità]

[Scena: stanza di Pacey. Jen e CJ hanno appena fatto l’amore, e sono stesi sotto tutti i cappotti che si trovavano sul letto. CJ prende i boxer e sta per rivestirsi ma Jen lo ferma.]

Jen: aspetta. Che stai facendo? Ti stai rivestendo?
CJ: beh, si. Penso che qualcuno voglia entrare qui.
Jen: non farlo. Lasciali aspettare. I loro cappotti non sono così belli dopotutto.
CJ: beh, sei tu quella che ci si sta rotolando in mezzo.
Jen: lo so. esattamente. Vieni qui.
CJ: Ok.
[si baciano di nuovo]
CJ: questo è sicuramente meglio che litigare sul fatto che abbia bevuto o meno.
Jen: No, è stato divertente anche quello per un po’.
CJ: beh, non avevi interamente torto.
Jen: si, beh, non avevo nemmeno interamente ragione. Voglio dire... è la tua vita, sei tu che sai cosa farne.
CJ: non proprio. Ma questa cosa qui mi piace parecchio. Ero nervoso stasera... quando ho visto... Pacey. Mi ha ricordato tutto il—il dramma. Non lo so, solo che—credo di aver cercato di renderti felice, di essere normale.
Jen: sarei infelice se fossi normale. inoltre, pensavo che renderti felice fosse quello che volevo fare io. Avevo questo piano in cui non avrei bevuto stasera, e io e te avremmo parlato di filosofia.
CJ: questo non è un comportamento da festa normale.
Jen: non mi importa più di queste cose. cioè, voglio solo...fare questo. pos—possiamo fare questo?
CJ: questo? L’abbiamo appena fatto, e penso che alcuni proprietaria dei cappotti non saranno molto contenti del risultato.
Jen: seriamente, non—non voglio uscire con l’idea di te e non voglio che ti innamori di una falsa idea su di me.
CJ: hai cercato di fingere prima, ricordi? Non sei molto brava a farlo.
Jen: lo so. Dovremmo andar via da qui.
CJ: ma prima dovrai lasciare questo cappotto, lo sai no?
Jen: No, questo è il cappotto di Joey. Ne ha abbastanza.
[lui indica il cappotto sotto cui è coperta Jen]
CJ: forza, andiamo a sballarci.
Jen: Mmm. Troppo che si, amico (ndr. Tutti e due parlano col gergo da festa prendendolo in giro).
[lui si alza, ma Jen rimane stesa per un secondo sotto il cappotto di Joey]
[Scene: La cucina. Jack e Emma stanno vedendo la gente che va via, e si rendono conto che la casa è un macello...]


Guys: ciao.

Jack: ci vediamo, ragazzi.

[appena l’ultima persona va via, I due iniziano a pulire]

Emma: così, da dove pensi siano spuntati fuori CJ e Jen?

Jack: non voglio nemmeno pensarci. senti, mi dispiace per il tuo, um... matrimonio fallito e tutto il resto.

Emma: Yeah, grazie, Jack, la comprensione si sentiva dalla tua voce..(nel senso che sembra che a Jack non giene freghi molto)

Jack: ok, allora dimmi, fra un matrimonio senza amore e il dover tornare a casa, tu non pensi che il tornare a casa sia un pò meglio? Voglio dire, almeno avresti anche un po’ di tempo per riflettere sul come le cose sono andate così

Emma: I miei (genitori) sono grandi, non fraintendermi, ma è il desiderio più grande di mia madre è vedermi fallire in questa cosa, e quindi non posso darle questa soddisfazione. Capisci, mi potrei trovare lì un giorno, e lei mi farebbe dare lezioni di triangolo a dei bambini un po’ scemi.
È un suicidio musicale.
Non sto cercando l’amore ora. Anche perché quando lo trovo, di solito finisce sempre male

[ridacchia]

Emma: e se ad un certo punto un tipo alla Christian Bale mi si avvicina così, anche solo per parlare..io potrò..

Jack: Yeah.

Emma: sganciargli la brutale realtà che sono sposata. hmm

Jack: bhè, vuol dire che dovrò fare qualche discorsetto in privato con questo Christian Bale prima di lasciare che lo sposi
[ride]

Emma: Uh-uh.

Jack: sai, io..io potrei essere il marito perfetto. Capisci, potrei aiutarti con i ragazzi..darti la certezza che non siano gay

Emma: [ride] già, è una seccatura quando lo scopri dopo essere già “entrata nel gioco”

Jack: e in più, sai, non ti palperei in continuazione come fa Gus

Emma: bhè, questo mi suona ottimo. Sposiamoci, allora.

Jack: facciamolo.

Emma: [ride] Yeah, um... quanto hai bevuto?

Jack: sto solo cercando di aiutarti. Insomma, abbiamo già vissuto insieme, no?

Emma: senti, perchè credi che lo abbia chiesto a Gus? Perché lui è solo una piccola bestia del quale non me ne frega niente. E così è più facile. Non potrei chiedere un favore così enorme ad un amico. È..non potrei

Jack: bhè, non devi..perchè sono io che te lo sto chiedendo.

Emma: Jack, tu sei troppo buono.

Jack: bhè, a dir la verità no. Io..io non ti ho comprato un anello, e—

Emma: questa è una buona cosa! No, lo sei (buono). Sei troppo buono per fare una cosa per genere. Quindi non posso

Jack: ma io vorrei.

Emma: lo so, lo so che vorresti. Mi piacerebbe poter approfittare di questa possibilità. Ma non posso. Non posso rovinare 2 vite –ride- (io piangerei..)
È un casino. Devo affrontarla questa cosa. Sono vissuta per troppo tempo della terra dei sogni. Asciuga questi piatti..
[Scena: stanza di Pacey. Pacey porta una Joey addormentata in braccio dalle scale fin nella sua stanza, la porta vicino al letto e la adagia delicatamente.]

Pacey: ed eccoci qui. casa, dolce...
Joey: già?
Pacey: già. Lo so, è un lungo viaggio dalla camera da pranzo.
Joey: è stato divertente. vedi, sono una ubriaca incantevole.
Pacey: lo sei davvero, Miss Potter.
[le toglie gli stivali]
Joey: ho parlato con tanta gente nuova stasera. La gente mi adora.
Pacey: e adorano quando racconti gli sporchi segretucci dei tuoi amici.
Joey: Huh?
Pacey: niente. Non importa.
[Joey sta per addormentarsi e le sue parole diventano sempre più sommesse]
Joey: e’ stata una festa magnifica, Pacey. Fino alla parte della tv in frantumi.
Pacey: già, quella non è stata una bella parte.
Joey: mi spiace per la televisione.
Pacey: va bene. succede. E forse mi ci stavo affezionando troppo.
Joey: e non è il caso.
Pacey: No. ma sono contento che ti sei divertita. Te lo meritavi. E si un’ubriaca adorabile e saggia, Miss Potter.
[Joey sorride e si sposta i capelli dal viso, prima che il braccio le ricada sul letto per il sonno]
Pacey: avevi ragione su quello che hai detto prima. Non l’ho mai fatto (ndr. Smettere di essere innamorato di te). Come avrei potuto? guardati.
[Joey si alza piano in modo ubriaco]
Joey: sai cosa non abbiamo più fatto?
[lei lo bacia]
Joey: è il tuo turno ora.
[lei ricade addormentata sul letto.]
Pacey: sogni d’oro, Joey.
[lui la bacia sulla fronte, e poi le sistema le coperte, primo piano di Joey che sorride ad occhi chiusi... sfumata al nero.]