[Scena: il set del film.
Il
set è stato trasformato in quello della “Febbre del sabato sera”, con un
sacco di gente vestita anni ’70 che balla la disco music.]
[disco music in sottofondo]
Todd: ok. Cominciamo con la prova.
Dawson: ecco qui.
Todd: Oh, sei il mio maledetto salvatore.
Dawson: d’accordo, è la quarta volta che lo dici oggi. Sto pensando di
organizzare una mediazione.
Todd: da quanto un certo assistente idiota mi ha convinto a smettere di fumare,
sono diventato una specie di macchina cyborg che mangia.
Dawson: Uh, non lo so, questo non è Todd versione nicotina-Jones, questo è più
Todd versione nervosa.
Todd: Todd vesrione nervosa?
Dawson: una delle molte facce di Todd. C’è il Todd-ubriaco-e-litigioso, c’è
il Todd-sobrio-e-litigioso, c’è il Todd-viscido/in calore. La più rara di
tutte è il Todd-dolce, ma di solito è accompagnata dal Todd-piani-nascosti.
Todd: grazie per le ingiurie, amico. Veramente. Hai ragione.
Dawson: sai... credo sia deprimente che anche uno come te sia messo in
agitazione perchè un certo ragazzo verrà a girare un cammeo.
Todd: mi sembra di ricordare un certo assistente diventare tutto eccitato e
preoccupato semplicemente perchè trasferiva una chiamata al… signor Spielberg.
Dawson: Ok, era completamente differente. Spielberg è un dio del cinema. Max
Winter è un semplice stupido attore famoso.
Todd: si, be, questo cosiddetto stupido attore famoso potrebbe fare per questo
film quello che Janet Leigh fece per Psycho, o Drew Barrymore fece per Scream.
Hai idea di cosa abbiamo dovuto passare per prenotarlo, Dawson? Siamo
estremamente fortunati ad averlo, amico.
Max: Todd Carr, sei decisamente un genio! Finalmente riesco a lavorare con te, e
vengo ucciso dopo i primi 15 minuti?
Todd: niente paura, vecchio burlone, ti rifaremo comparire nel sequel come uno
zombie mangia-umani.
Max: suona bene, ma dovremo lavorare intorno a Spielberg.
Todd: certo. sicuramente.
Max: ciao. Sono Max.
Dawson: Ciao. Dawson, l’assistente di Todd. La—lavorerai davvero con
Spielberg?
Max: si, finalmente siamo riusciti ad organizzarci per questo film. Allora, dopo
le riprese, dovrete mostrarmi dove ci si diverte da queste parti, ragazzi. Che
ne dici, Dawson?
Dawson: Certo.
Max: e, uh, per quanto riguarda la mia co-protagonista?
Todd: l’incantevole Natasha.
Max: si. Mi servirà che mettiate una buoan parola per me. Mi piace sempre, uh,
conoscere le persone con cui lavoro.
Todd: [ridacchia]
[guarda Max e poi Todd e si vede lo sguardo arrabbiato di Dawson.]
[sigla iniziale]
[pubblicità]
[Scena: Hell’s Kitchen. Joey è seduta al bar che studia, quando Eddie la
raggiunge.]
Eddie: Hey.
Joey: Hey. Sei
appena arrivato?
Eddie: si, 10 minuti fa. Non volevo disturbare il tuo studio.
Joey: Oh, non potevi certo disturbarmi più di questa stupida canzone. Potresti
per favore uccidere chiunque abbia scelto questa canzone dal jukebox?
Eddie: sarei stato io.
Joey: Oh. scusa. è-è che sto solo cercando di studiare, ed è il mio ultimo
esame finale (n.d.r. di fine semestre), ed è per la classe di Heston, quindi,
chiaramente, c’è parecchio da sapere, e voglio fare davvero bene, sai, e
q-questa canzone-
Eddie: allora, perchè non studi in biblioteca?
Joey: ci ho provato. È stracolma. Ci sono persone sedute sul pavimento dei
bagni della biblioteca.
Eddie: e perchè non il dormitorio?
Joey: troppe feste. La maggior parte delle persone ha finito gli esami. Quando
sono uscita, stavano facendo le scivolate dei corridoi tutti nudi.
Eddie: Mmm. Mmm.
Joey: Ha
ha.
Eddie: Mmm. Ha ha. beh, sai, potresti, potresti andare a casa mia.
Joey: bene, bene, bene. Suona in modo sospettoso come un tentativo per portarmi
nel tuo letto, Mr. Doling.
Eddie: beh, puoi anche entrare nel mio letto, se vuoi, ms. Potter, ma
sfortunatamente per me, io sarò qui. Lavoro fino alla chiusura. Ma puoi
studiare quanto vuoi e lasciare le chiavi sotto allo zarbino quando vai via.
[velocemente raccoglie tutti I suoi libri prima che lui possa finire di
parlare.]
Joey: sei meraviglioso.
Eddie: beh, sai.
Joey: il
migliore.
Eddie: le chiavi.
Joey: grazie. Il migliore.
Eddie: divertiti.
[Scena: appartamento di Emma. Emma sta pulendo irritata il bagno, quando arriva
Pacey e si avvicina alla porta aperta vestito per andare al lavoro. Si ferma e
si gira per parlarle.]
Emma: [sospirando] stupido coinquilino maschio. Scherzosa canaglia spazzatura (n.d.r
l’espressione usata è molto inglese e poco traducibile)—
Pacey: Emma. Ecco dov’eri. Wow. Posso dirti che sei incantevole oggi?
Emma: e con tutto ciò non riesco a vederti perchè sei trasparente. Cosa vuoi,
Pacey?
Pacey: molto intuitivo da parte tua. Veramente avrei bisogno di un piccolo
favore.
Emma: Ok, prima ho una domanda da farti mentre me ne sto qui a strofinare la
sporcizia comune.
Pacey: spara.
Emma: mai sentito parlare dello spazzolone per il bagno?
Pacey: si. E’ quella piccola spazzola che stai usando per pulire il gabinetto.
[lei gli tira lo spazzolone addosso]
Pacey: Ooh! Ow, ha ha, ok. D’accordo, me—me lo sono meritato. Mi sta bene. E
quel favore che volevo chiederti, non è proprio un favore. In realtà è, uh,
è una proposta, che, e qui mi darai ragione, è una parola molto più
allettante.
Emma: risparmiami il discorso da venditore, Pacey, e dimmi il resto. Ho le prove
con il gruppo in un’ora.
Pacey: beh, per attrezzarti alla suddetta proposta, della quale devi ancora
sentire gli splendidi dettagli, avrai bisogno di un nuovo vestito, e sono
disposto a portarti in una casa di alta moda per comprarti questo nuovo vestito,
che diventerà il tuo preferito. diventerà, infatti, il tuo vestito da far
girare la testa, e sarà completo solo quando lo riempirai tu stessa, domani
sera alla grande festa del mio ufficio.
Emma: No. ascolta, sedermi in un luogo illuminato dal neon con un gruppo di
persone deprimenti e vestite in modo formale, sbronzandomi e facendo finta di
divertirmi fino a che uno di loro mi si fa nella stanza della fotocopiatrice
suona si come qualcosa di molto, Pacey, ma sicuramente non di molto divertente.
Pacey: sono sicuro che spegneranno le luci al neon per usare quei fili di
lucette luccicanti perchè sono allegri ed è una festa per le vacanze di
natale.
Emma: nonostante questo la mia risposta è sempre no.
Pacey: Ok, bene. Ti darò 25 dollari.
Emma: quindi adesso sarei una prostituta?
Pacey: [ride] No, certo che no. Ti propongo un patto. Pulirò questo bagno e
laverò i piatti per due settimane.
Emma: 6 mesi!
Pacey: cosa?! [la prende in giro] 1 mese.
Emma: 2 mesi o niente patto.
Pacey: Oh, già. Stai cercando di fare il gioco duro. Uh-uh.
[si gira e se ne va, poi torna velocemente]
Pacey: [borbottando] Ok, bene! Affare fatto!
Emma: [ride] d’accordo, bene, vado alle prove con il gruppo. Tornerò più
tardi così potrai comprarmi il mio nuovo vestito. A dopo.
[Scena: roulotte di Natasha. Natasha e Dawson sono seduti sul divano a parlare,
anche del nuovo attore Max.]
Natasha: Oh, mio dio. Conoscerò Max Winter! Reciterò con Max Winter.
Dawson: ha un sacco di capelli, il tipo.
Natasha: bacerò Max Winter.
[bussano alla porta]
Natasha: Ah.
Max: ciao. sono Max.
Natasha: Uh-huh.
Max: credo che lavoreremo insieme.
Natasha: Uh-huh.
Max: mi chiedevo se ti andava di ripassare alcune battute.
Natasha: Uh-huh.
Max: ottimo.
[Max entra e vede Dawson seduto sul divano]
Max: Oh, ciao ancora.
Dawson: Hey, max.
Max: Hey,
ragazzi se vi interrompo, posso—
Natasha: No. siediti. Ripassiamo le battute. benissimo.
[cominciano a ripassare]
Max: Ahem. "c’è un killer in libertà in questa città, tesoro. "Le
strade non sono sicure per una ragazza come te."
Natasha: "sono una donna e il tesoro di nessuno."
[lui si ferma e si gira verso Dawson che si era alzato per andare dall’altra
parte della roulotte.]
Max: Hey. Um... ti dispiacerebbe lasciarci soli? sai, quando faccio le prove,
mi—mi sento molto… vulnerabile.
Dawson: giusto, certo, vi—vi lascio soli ragazzi.
Max: grazie. Dawson, giusto?
Dawson: giusto.
Max: grazie, Dawson.
[Dawson se ne va]
[Scena: il negozio di vestiti. Emma e Pacey stanno cercando un vestito da far
indossare ad Emma alla festa. Emma sta guardando I vestiti, e Pacey diventa
impaziente.]
Pacey: che ne pensi di questo?
Emma: [ride] sembra una cosa che si metterebbe mia nonna.
Pacey: ha uno spacco fino a metà coscia!
Emma: che posso dirti? Mia nonna è una signora sexy.
Pacey: d’accordo, senti, siamo qui da più di un’ora. Potresti provarne
almeno uno per favore?
Emma: non capisco proprio cosa ci sia di sbagliato nei mie soliti vestiti.
Pacey: I tuoi soliti vestiti sono tenuti insieme da spille da balia.
Emma: sto coltivando un look. Si chiama personalità. Mai sentito parlare?
Pacey: e questo si chiama ti sto comprando un vestito, perciò piantala di
lamentarti. Mai sentito parlare? adesso, provati questo, per favore. grazie.
[Emma si lamenta]
[scena taglia al camerino di prova. Pacey aspetta fuori che Emma si provi i
vestiti.]
Emma: è che—non vedo perchè debba essere un grande evento, è solo una
piccola festa in ufficio.
Pacey: sai, in realtà c’è una piccola confessione che dovrei fare su questa
piccola festa in ufficio. Perché non è la classica festa in ufficio. È
piuttosto una, uh, s—
[Emma esce dal camerino con un vestito nero molto sexy, e Pacey si ferma nel
mezzo della frase.]
Emma: una cosa?
Pacey: dannazione.
Emma: lo so. Sono ridicola. Mi sento ridicola.
Pacey: No, no. è questo. E’ questo il vestito.
Emma: sei sicuro? costa 300 dollari.
Pacey: Ok, bene, e 300 dollari siano perchè è questo il vestito. Sei
meravigliosa, Emma. Devi indossarlo domani sera.
[Scena: appartamento di Eddie. Eddie torna a casa e trova Joey addormentata sul
suo letto. Le mette una coperta sopra, e poi si mette a dormire sul pavimento
accanto al letto. La scena taglia alla mattina dopo, dove vediamo Joey ancora
sul letto addormentata. La telecamera inquadra la sveglia e sono le 6:20, poi
inquadra Eddie che si siede vicino al letto con una tazza di caffè caldo in
mano, si avvicina a Joey e le toglie delicatamente I capelli dalla faccia, poi
le sussurra di svegliarsi.]
Eddie: [sussurrando] Joey. Joey. ciao.
Joey: [ride] vedi, l’avevo detto che avresti trovato il modo di portarmi nel
tuo letto.
Eddie: faceva tutto parte del mio piano diabolico.
Joey: lo sapevo.
Eddie: tieni. So che è presto, ma non volevo che perdessi il tuo esame. Sai,
non conosco le tue abitudini mattutine. Forse hai bisogno di un po’ di tempo
per svegliarti.
Joey: molto premuroso Mr. Doling, ma mi sento pronta. Giuro, so talmente bene
queste cose, che passerò alla grande.
Eddie: sapevo che potevi farlo, tigre.
[lei lo bacia]
Eddie: e questo per cos’è?
Joey: perchè mi hai chiamato tigre. Mi è piaciuto.
Eddie: [ridacchia] allora, dopo aver finito di studiare, hai speso bene il
restante tempo nella mia umile dimora?
Joey: che vuoi dire?
Eddie: sai, a cercare scheletri negli armadi, oscuri segreti nascosti nei
cassetti.
Joey: beh, che genere di persona farebbe mai una cosa del genere?
Eddie: Oh, tutti.
Joey: d’accordo. Solo l’armadietto delle medicine, e parleremo dopo dello
shampoo antiforfora, ma ho praticamente inciampato nei tuoi pattini da ghiaccio,
di che si tratta?
Eddie: Ah, io—gioco a hockey.
Joey: erano pattini da pattinaggio artistico.
Eddie: d’accordo, qualche volta pattino. Sai, pare che possegga una certa
grazia mascolina.
Joey: pensi di potertela cavare così, huh?
Eddie: beh, allora credo che dovrò trovare il modo di farti stare zitta.
[cominciano a baciarsi. Quando Joey si ferma dopo un po’.]
Eddie: devo dirti una cosa. Ci sarebbe un frase che ogni ragazzo adora sentire
in momenti come questo.
Joey: [ride] No, è che, sai, um, Eddie, sai, io--io-- [sospira] non sono il
tipo di ragazza che va a letto con un ragazzo dopo solo un appuntamento.
Eddie: davvero? Perchè io di solito vado a letto con ragazze con cui sono
uscito una volta, almeno una volta a settimana.
Joey: No. quello che voglio dire è... ho un certo schema quando si tratta di
sesso. Um, un periodo di attesa lungo, protetto, pieno di tensione. tipo, pieno
di sviluppi drammatici, possibilmente che durano anni (n.d.r. certo e Charlie
dove me lo metti? ;P)—
Eddie: Joey, io non, veramente, non mi aspetto nulla. Non mi dispiace prenderla
con calma.
Joey: mi fa piacere, um, ma, um, non intendevo questo. vedi... stavo cercando di
dirti del mio schema perchè... quando mi sono svegliata stamattina, ho
allungato il braccio sul letto sperando che non avessi dormito per terra ieri
sera. e, um... e me ne stavo stesa qui cercando di pensare ad un motivo per non
interrompere la tradizione con te, adesso, e non me ne è venuto in mente
nessuno. Puoi dire velocemente qualcosa prima che muoia di imbarazzo.
[lui la bacia.]
Eddie: come va così? Va bene?
Joey: questo basterà. Questo basterà.
[ridono tutti e due]
[cominciano a baciarsi appassionatamente e poi vanno sul letto, lui la fa
stendere e la telecamera sfuma sul nero.]
[pubblicità]
[Scena: appartamento di Eddie più tardi. Eddie e Joey sono addormentati nel
letto dopo aver fatto l’amore, Joey si sveglia e guarda Eddie negli occhi
mentre anche lui si sveglia.]
Eddie: ciao.
Joey: ciao.
Eddie:
sarebbe troppo sdolcinato se ti dicessi quanto sei bella in questo momento?
Joey: si, e completamente inappropriato dato che non credo di richiamarti più.
Eddie: beh, ahem, allora almeno lasciami preparare qualche french toast come
modo per dirti addio e buona fortuna.
Joey: beh, si può fare, ma solo se mi aiuti a studiare mentre mangiamo.
Eddie: penso di poterlo fare. Quanto tempo hai a disposizione?
Joey: il mio esame è alle 9:00 ed era appena l’alba quando mi hai svegliato,
quindi non può essere più tardi delle 9.00, giusto?
Eddie: già. Stai dicendo che una giusta parte di tempo non è stata spesa a—
Joey: niente di tutto questo. Fammi controllare. [si alza e guarda la sveglia]
le 11:00! Oh, mio dio! Sono le 11:00!
Eddie: aspetta. sei—sei sicura?
Joey: perchè hai lasciato che mi addormentassi?
Eddie: non volevo. cioè, si, sai, entrambi siamo praticamente svenuti ed è
stato carino.
Joey: è stato carino?
Eddie: si, lo è stato. senti, forse amo più del ragazzo medio starmene
accovacciato con una ragazza. Ok, mi spiace di averti lasciato addormentare, ma
non sapevo di dovermi attenere all’orologio Potter.
Joey: Oh, e suppongo sia colpa mia per non aver detto, "hey, Eddie, non
lasciarmi dormire durante il mio esame mostruosamente importante." si, è
stato un momento carino, ma potevamo averlo più tardi in giornata prima che la
mia vita fosse rovinata. Perché ho dormito qui stanotte? Come diavolo mi è
venuto in mente?
Eddie: Ok, calmati. Ok?
Joey: mi resta solo un’ora delle 3 a disposizione per l’esame. Sono a 20
minuti dal campus, e mi dici di stare calma?
Eddie: d’accordo, forza. ascolta, ti farò arrivare lì in 10 minuti. andiamo.
Joey: d’accordo, d’accordo, d’accordo.
[Scena: macchina di Eddiedavanti all’edificio di letteratura inglese.
Accostano e Joey apre la portiera prima che la macchina si fermi.]
Eddie: Joey, hey, Joey, Joey!
[corre via
ignorandolo e si precipita in classe, dove stanno tutti già facendo l’esame.
Velocemente si siede e apre il foglio con il test.]
docente: mezz’ora. Hai 30 minuti per finire l’esame.
[Scena: ufficio di Pacey. Pacey è seduto da solo ad aspettare Emma, quando Rich
arriva seguito da una bellissima donna.]
Rich: Witter. Permettimi di presentarti l’incantevole Candace, la mia
accompagnatrice per questa serata di festeggiamenti.
Pacey: un piacere conoscerla.
Candace: altrettanto.
Rich: e dove sarebbe la tua accompagnatrice?
Pacey: sta arrivando.
Rich: Hmm.
[Emma arriva. Ha modificato il suo vestito tagliandolo e aggiungendo spille da
balia per accentuarlo.]
Emma: Oh! dio. scusare. ciao, Pacey. Non riuscivo quasi a trovarti. Ci sono
talmente tanti tipi che indossano un completo, che è come cercare una mucca in
un campo pieno di mucche. ciao. sono Emma.
Rich: ciao. Rich Rinaldi.
E
lei è Candace. Che vestito meraviglioso.
Emma: grazie. Me l’ha comprato Pacey. Ho dovuto fare alcune modifiche,
certamente. Ma spero che a lui non dia fastidio.
Pacey: Oh, no, no. per niente. Um, potete scuscarci solo un secondo? Emma, posso
parlarti in provato? Torno subito.
Rich: [ridacchia] Uh-huh.
[la porta nella sala riunioni.]
Pacey: che hai combinato con quel vestito?
Emma: non ti piace?
Pacey: piacermi? Ho speso 300 dollari quando avrei potuto comprarti una scatola
di stracci.
Emma: stracci? Stai scherzando? Senti che tessuto. Questa è roba buona. Le
forbici ci sono passate come fosse burro.
Pacey: non—non so nemmeno come rispondere a una frase così.
Emma: mi trovi vicino alla coppa del punch. Se vuoi farmi piroettare, vieni a
cercarmi.
[Scena: il set del film. Natasha e Max stanno girando le loro scene sulla pista
da ballo durante una festa ambientata negli anni ‘70.]
[disco music in sottofondo]
Natasha: allora, vuoi parlare tutta la sera o ti va di ballare?
Max: prima le cose più importanti, tesoro.
[cominciano a ballare veramente male la disco music]
Todd: e... taglia! bellissimo! Era sexy, ragazzi! Mi è piaciuto! Hanno una
buona alchimia, non credete?
Dawson: Uh, certo. si.
Max: già. L’ultima ripresa era efficace, huh?
Natasha: ero proprio nella parte.
[la scena taglia a Dawson che può sentirli attraverso le cuffiette auricolari
che indossa.]
Max: si, anche io. allora, il tuo ragazzo non deve essere molto contento che ti
baci.
Natasha: Oh, non ho il ragazzo.
Max: che mi dici di quel tipo che era in roulotte? Voi due—
Natasha: chi? Dawson? dio, no, è un assistente.
Max: ottimo. Allora vuoi ripassare ancora I passi di danza?
Natasha: certo.
Max: e fuori...e dietro (n.d.r. scandisce i passi)
[si vede Todd che è dietro Dawson e parla con altri membri della squadra, ma
anche lui indossa gli auricolari e ha sentito tutto. Va dietro a Dawson e gli
mette una mano sulla spalla per confortarlo.]
Todd: Dawson.
Dawson: si.
Todd: puoi
prendermi una tazza di caffè, amico?
Dawson: certo.
[Scena: fuori alla casa di Heston. Joey raggiunge la porta e bussa. Heston apre
la porta, e non è sorpreso di vedere Joey.]
[campanello che suona]
Heston: Oh, bene, speravo fossi tu.
Joey: mi spiace disturbarla a casa. L’ho cercata nel suo ufficio e in classe e
non sono riuscita a trovarla, ho davvero bisogno di parlarle.
Heston: si, no, lo so, ho saputo della tua situazione grazie ai 27 messaggi che
hai lasciato nella casella vocale del mio ufficio.
Joey: beh, ascolti, ho studiato per il suo esame più di quanto abbia studiato
mai nella mia vita. E lei sa dove sono arrivata nella sua classe, solo che--
beh, ho perso il senso del tempo e—
Heston: per fissare ancora l’abisso del tuo futuro?
Joey: senta, mi faccia rifare il test.
Heston: No.
Joey: senta, sono stata tutta la notte sveglia a studiare! Mi sono addormentata
e poi mi sono svegliata presto, prima dell’alba, e poi mi sono riaddormentata,
ed ero disorientata, non mi trovavo nemmeno—
Heston: non ti trovavi nemmeno dove?
Joey: non ero nemmeno nella mia stanza.
Heston: senti... è una tua responsabilità arrivare puntuale per gli esami, e
siccome hai risposto solo alla prima domanda, prenderai automaticamente una
"F," che porterà il tuo voto del semestre ad una simpatica e sana
"D." quindi, capisci, non-non è così male. Hai passato il corso
comunque. Notte, Potter.
Joey: Oh, professor Heston, non importa cosa pensa di me personalmente, non può
essere così vendicativo.
Heston: d’accordo, allora, ascolta, è qui che ti sbagli. Non si tratta di
essere vendicativi. Si tratta di razionalità. Devo applicare gli stessi
parametri a tutti i miei studenti altrimenti non sarei equo. Non c’è nulla di
personale. È stata una disgrazia, ragazzina. Mi spiace veramente per te.
[Heston chiude la porta, e Joey va a sedersi sugli scalini del portico e
comincia a piangere tra le mani.]
[pubblicità]
[Scena: il set del film allestito anni ‘70. Max è steso a terra con il sangue
finto sparso sulla camicia, e Natasha è inginocchiata accanto a lui che piange.
Il resto delle persone è intorno e li guarda. ]
Natasha: non ti lascerò morire.
Max: è troppo tardi per me, tesoro. Promettimi solo una cosa. Continua a
ballare.
Natasha: Noooooo!
[la scena tagli a Dawson e Todd che stanno gurdando il tutto nel monitor sul
tavolo davanti a loro.]
Todd: e...taglia! era bellissima! Occhio al cancello (n.d.r. di questa non sono
sicura…devo ancora veder la puntat non so a cosa si riferisce)! Abbiamo finito
con max! facciamo tutti le congratulazioni a Max per il buon lavoro fatto,
d’accordo?
[Applausi]
Todd: e anche secondo la tabella di marcia. Mi dispiace perderti, amico. Hai
fatto un lavoro fantastico.
Max: Ahh. Lo so.
Todd:
certo.
[Todd e Max vanno via e Natasha arriva saltellando verso Dawson.]
Natasha: Hey!
Dawson: Hey.
Natasha:
allora non dici niente sulla mia interpretazione?
Dawson: certo, sei stata—sei stata grande. Sei sempre grande. Sei una—una
vera attrice, Natasha.
Natasha: si, sono stata abbastanza brava, ma Max non è meraviglioso?
Dawson: si, è davvero bravo.
Natasha: Um, allora, ascolta, so che avevamo in programma di uscire stasera, ma
Max mi ha tipo chiesto di andare a prendere un drink. sai, una specie di addio,
è stato bello lavorare con te. Naturalmente puoi venire se vuoi.
Dawson: sai cosa mi sono appena ricordato? Uh, Todd voleva rivedere la lista
delle riprese di domani.
Natasha: Ok, ma forse potrei venire più tardi... appena tornata?
Dawson: si, certo.
Natasha: benissimo. ciao.
[Scena:
ufficio di Pacey. La festa continua, e Emma sta mangiando un involtino al
maiale, mentre Pacey mangia una mini pannocchia (n.d.r quelle minusole che si
trovano in barattolo tipo sottaceti) mordicchiandola come fosse una pannocchia
normale invece di mangiarla intera.]
Emma: [ride] Oh, mio dio. Dovresti provare uno di questi involtini al maiale,
sono meravigliosi!
Pacey: ovviamente non sei cresciuta mangiandoli come me.
[Emma guarda Pacey che rosicchia e ride sotto I baffi.]
Pacey: che c’è?
Emma: non eri specializzato in alta cucina o roba inutile del genere prima di
diventare uno spettacolo scatenato?
Pacey: che vorresti dire?
Emma: puoi masticarle intere quelle cose, Pacey.
Pacey: Oh, certo, ma poi perderei l’effetto comico, e sarebbe meno
affascinante.
Emma: Oh, capisco. È la tua parte teatrale degli appuntamenti, giusto?
Mordicchiare delicatamente una minuscola pannocchia.
Pacey: non ha molto successo su di te?
Emma: [ride] veramente grazioso.
Pacey: Ok, ammettilo, ammettilo. Ti stai divertendo.
Emma: Oh, non ammetto nulla, sono semplicemente frivola per il cibo gratis.
Pacey: e per il tuo affascinante e galante accompagnatore, ovviamente.
Emma: Ah, non farti idee su di me, Pacey.
Pacey: Oh, non lo sto facendo. Sto solo dicendo.
[Rich li raggiunge di nuovo]
Rich: Hey, Emma, giusto? Hai uno splendido vestito.
Emma: grazie.
Rich: è così elegante ed unico, quello—quello che hai fatto con tutte quelle
spille.
Emma: Oh, capisco. Ti stai divertendo, vero? (n.d.r. usando una tipica
espressione inglese che gli americani non capiscono)
Rich: scusami?
Emma: ti stai divertendo. Ti fai quattro risate a mie spese perchè pensi che il
mio vestito sia stupido perchè sei un cretino piccolo di mente e senza
dubbio… piccolo anche in altre zone.
Pacey: [ride] Emma, ti va di fare quattro salti in pista?
Rich: Wow. Sa anche ballare. beh, praticamente sei una componente della banda di
Fagan, vero? (n.d.r. banda di ladruncoli straccioni protagonisti del libro
Oliver Twist e del relativo musical, credo sia questo il riferimento altrimenti
vedete se avete altre idee
)
Emma: deliziosamente condiscendente da parte tua, dick (n.d.r. dick è un nome
ma vuol dire anche testa di caxxo).
Rich: Rich.
Emma: lo so. allora, dimmi, quando ti sei svegliato questa mattina e hai scelto
il tuo completino, hai pensato “hmm, voglio sembrare un idiota ruba soldi
senza fantasia”, o è stata solo una fortunata coincidenza?
Pacey: beh, questo è uno dei piccoli misteri della vita che non scopriremo
stasera, quindi, andiamo?
Rich: tieni la bocca chiusa, Witter. La tua amichetta speciale qui sta facendo
[imitando l’accento inglese] uno splendido lavoro nel rovinare la tua immagine
tutta da sola.
Emma: sai una cosa? Meglio che vada alla toilette prima che dica qualcosa di cui
Pacey possa pentirsi.
[si allontana da loro]
Rich: Oh, oh, oh, Witter.
[Scena: Hell’s Kitchen.
Joey arriva tutta triste al bar, e Eddie
prende il suo grembiule da dietro al bar e glielo porge. Lei lo prende con
scarso entusiasmo.]
Joey: grazie.
Eddie: allora stavo pensando... andrà tutto bene. cioè, tutto quello che devi
fare è parlare con Heston, discutere ragionevolmente con lui. Sono
sicuro—sono sicuro che capirà.
Joey: ci ho provato, veramente. Um...in modo sorprendente, non gli frega nulla.
Tutto qui. Perderò la borsa di studio. E’ finita.
Eddie: beh, non diventiamo melodrammatici.
Joey: melodrammatici?
Eddie: sto—sto solo dicendo di rilassarti, capito? Penso che forse stai avendo
una reazione spropositata del tipo “scenario peggiore possibile”. Forse stai
dimenticando cose più grandi a portata di mano.
Joey: Oh, e cosa esattamente sarebbe più grande dell’essere buttata fuori dal
college?
Eddie: lo vedi? Sei già passata dal perdere la borsa di studio all’essere
buttata fuori dal college. Prendi queste cose troppo seriamente.
Joey: Oh, e credo che quello che sto imparando da te è che non prendi niente
sul serio.
Eddie: No, cerco solo di fare attenzione alle cose che contano.
Joey: e cosa conta per te, Eddie, perchè per me, Worthington significa
tollerare una precedente esistenza inesistente! sai, non so quali siano I tuoi
sogni, quindi non so come spiegartelo. è-- sai, ora che ci penso, non so
proprio niente di te.
Eddie: beh, non so.
Di solito sei molto brava a dare per scontate
cose su di me.
Joey: già. Tutto ciò che penso di te, l’ho praticamente legato insieme
attraverso deboli supposizioni.
Eddie: beh, forse I tuoi poteri di deduzione sono particolarmente forti.
Joey: sai una cosa? Forse avrei dovuto attenermi al mio solito schema.
Eddie: Oh, certo, perchè ti rendeva così felice.
Joey: beh, almeno sapevo in cosa mi ero messa dentro. Ogni volta che provo
qualcosa di nuovo mi si ritorce contro.
Eddie: è così che la gente cresce, Jo. Si impara dai propri sbagli.
Joey: si, beh, immagino che sto imparando che evitare la strada meno presa di
Joey Potter sia la cosa più furba da fare.
Eddie: ascolta... mi spiace che hai saltato il test… ma non voglio che quello
che è successo ieri sera sia un errore per te. Ma immagino lo sia stato.
[Scena: il bagno delle donne. Emma è in uno dei box mentre due donne
chiacchierano e si sistemano davanti allo specchio.]
donna 1: ho già vinto di sicuro.
donna 2: non lo so. Sono molto sexy anche io stasera.
donna 1: hey, che ne pensi di quella fricchettona punk? Che ci fa qui una come
lei?
donna 2: non lo so. Hai fatto caso al suo accento? È totalmente falso.
donna 1: lo so, e ho sentito che è stat molto rozza con Rich.
[Emma esce dal box e si avvicina a loro]
Emma: perchè non avrei dovuto esserlo? È un piccolo deficiente.
donna 1: si, ma non vuoi vincere?
Emma: vincere cosa?
donna 2: vuoi dire che non sai il vero motivo di questa festa?
Emma: scusate. Di che state parlando?
donna 2: è un concorso. Il ragazzo con l’accompagnatrice più sexy vince 1000
dollari.
[Scena: festa nell’ufficio di Pacey. Pacey sta aspettando che torni Emma, e
Rich lo raggiunge.]
Rich: dov’è la tua insolente pseudo-punk, Witter? Speravo di fare un’altra
ripresa.
Pacey: beh, sorprendentemente, non le va di stare qui in questo momento. E non
posso dire di biasimarla.
Rich: allora perchè vi siete ingozzati di empanadas (n.d.r. piatto spagnolo)
tutta la sera?
Pacey: il modo in cui l’hai trattata non era necessario, Rich. Emma non è il
tipo di ragazza che minimizza il tuo stereotipo fuori moda del sesso debole.
infatti, probabilmente è la persona più appassionata ed eloquente che abbia
incontrato, da parecchio tempo. Ed ha troppa grazia per abbassarsi al tuo stesso
livello.
Rich: questa era bellissima, Witter. Mi spiace che il tuo intenso sfogo sia
andato sprecato con me.
Pacey: non è un problema. Ho sprecato la parte migliore di questa serata per
giocare a questo patetico gioco.
Rich: se consideri tutto ciò una predita di tempo, possiamo rimediare questo
lunedì mattina. È tutto bello e buono, questo botta e risposta, ma quello che
mi sembra che hai dimenticato o mai imparato è che io sono il tuo capo. Non sie
preziosissimo per me. Infatti sei sul filo del rasoio. Fai attenzione a quando
apri bocca con me, Witter. Non sono tuo amico. Sono il tipo che controlla il tuo
futuro, che è attualmente squallido. quindi—
[Scena: il bar dell’hotel. Dawson e Todd controllano la lista delle riprese
mentre bevono qualcosa.]
Todd: poi facciamo la scena dove lei è nella doccia. E poi abbiamo finito.
Dawson: ottimo.
Todd: dato che siamo in argmomento, cosa fate stasera voi due piccioncini?
Dawson: niente. niente. lei, uh—lei è uscita... con Max.
Todd: capisco. E tu stai...
Dawson: seduto qui a pensare come potrei ammazzarlo.
Todd: produttivo.
Dawson: non so cosa sto facendo, Todd. Non è da me. io... lei ha mentito sulla
nostra relazione, e l’ho sentita nell’auricolare. Ho avuto l’opportunità
di fronteggiarla, ma non l’ho fatto. E adesso lei è fuori con lui.
Effettivamente in questo momento è fuori con lui, e io non ho detto nulla.
Allora che diavolo sto facendo?
Todd: stai facendo una cosa furba. senti... se la fronteggi su una piccola
bugia, probabilmente si arrabbierà perchè stavi origliando, e per te saranno
finiti I privilegi del portartela a letto finoa lla fine delle riprese. Io dico
di ignorare la cosa. Ignora la cosa e cerca di divertirti per il resto del tempo
che passerete insieme. Ascolta, potresti anche essere l’amore della vita di
Natasha. Ma tristemente, non influisce sulla sua prossima proposta di fare un
film, chiaro e semplice. Quindi io dico di dimenticarti tutto. Non farne un
grosso problema.
Dawson: questo è il tuo consiglio? Spazzalo sotto al tappeto come se non fosse
successo nulla?
Todd: si, questo è il mio consiglio, canaglia insolente.
Dawson: è un consiglio pessimo.
Todd: e con tutto ciò un buon consiglio se vuoi continuare a farti Natasha.
Dawson: Arrgh! Vorrei che non avesse questo potere su di me. È come se—a
volte la guardo e… mi dimentico come mi chiamo. Tutto quello a cui riesco a
pensare è—
Todd: sesso?
[tutti I presenti nel barro l’hanno sentito, e si sono girati a guardarli.]
Dawson: già.
Todd: capisci? E le donne lo sanno. Ecco perchè ci fanno fare quello che
vogliono loro.
Dawson: tecnicamente, non sei tu a dover far fare quello che vuoi in queste
situazioni?
Todd: Oh, sono stato calpestato. credimi. Non farmi nemmeno iniziare.
Dawson: si, credo che sarò diretto con lei. Non posso—non voglio impazzire
dietro a questa cosa. Sono sempre stato onesto con le persone.
Todd: si. Fammi sapere come funziona con te.
Dawson: non posso continuare a pensarci.
Todd: giusto. Perchè pensare quando si può bere? Uh, barista, 2 whiskey, e
porta a Dawson qualunque cosa voglia.
[Scena: Hell’s Kitchen.
Joey sta servendo ad un tavolo, si gira
per prendere un altro ordine, e trova Heston seduto, che aspetta di ordinare.]
Joey: posso prendere la sua ordinazione?
Heston: vorrei un hamburger e una birra--una Guinness, per favore. E vorrei dei
sottaceti a parte, per favore, e un bicchiere d’acqua, se non ti dispiace, con
ghiaccio—
Joey: posso farle una domanda?
Heston: certo.
Joey: come può starsene lì seduto e far finta che non sia successo nulla?
Perché è venuto qui? sta—sta cercando di torturarmi? È così?
Heston: Oh, prima di tutto, queste erano, quattro domande, ma non c’è
problema. La risposta alla prima domanda, come posso starmene seduto qui a
ordinare come se non fosse successo nulla ha una doppia risposta. A)—dalla mia
prospettiva, non è successo nulla realmente. E B.)—ho fame. Non ho proprio
pensato che questo avesse a che fare con te.
Joey: No, solo la mia insignificante piccola vita che è crollata intorno a me,
grazie a lei.
Heston: grazie a chi scusa?
[Joey va a consegnare l’ordinazione]
Heston: Hey, aspetta, aspetta, aspetta, Joey. Sai una cosa? Ho cambiato idea.
[Joey si gira con un quasi-sorriso sulla faccia.]
Heston: non voglio le patatine fritte. Preferisco gli anelli di cipolla.
[lei va via arrabbiata, e Eddie viene fuori da dietro il bancone per
affrontarlo.]
Eddie: Professor Heston.
Heston: bene, bene, bene. Ok, ora, fammi indovinare. Uh, tu sei il cavaliere
dall’armatura scintillante, e io sono il drago cattivo in questa piccola
recita che sembra stiamo facendo.
Eddie: senti, le devi dare un’altra possibilità. Non è stata colpa sua. E’
stata colpa mia. Le ho fatto fare tardi per il test.
Heston: senti, Eddie, se è il tuo nome vero, non mi interessa. Non mi interessa
quanto lei abbia studiato. Non mi interessa quanto le dispiaccia. Non mi
interessa quanto esaltante sia stato il sesso. Stai sprecando il fiato,
ragazzino. Vai a salvare un gattino da un albero o roba simile.
Eddie: che problema hai, amico? Voglio dire, non puoi provare ad essere un po’
umano almeno una volta?
Heston: dimmi, dove pensi che vada a finire questa piccola relazione con Joey,
comunque?
Eddie: non penso proprio che siano affari tuoi.
Heston: perchè sai, io avrei un’idea. E credimi non sarà una bella immagine.
La signorina Potter è--beh, nonostante l’esame di oggi—una ragazza che andrà
in posti, come si dice, in cui tu non andrai mai, Eddie. Posti in cui non potrai
mai sperare di andare. Non dirmi che non ti fa sentire almeno un po’ instabile
sapere che lei vive la vita che tu hai fatto finta di vivere. Voglio dire, chi
lo sa? Forse l’hai attirata nel tuo appartamento apposta, giusto? Hai provato
a mettere le cose sullo stesso piano, forsee? Non funzionerà, però, Eddie. [si
vede che Eddie si sta arrabbiando e stringe il pugno.] Lei capirà chi sei
veramente. Ti lascerà, e tu sarai sempre intrappolato qui.sai, è una buona
cosa che ti stia bene quel piccolo grembiule che porti, perchè—
[stende con un pugno Heston, e esce dal bar arrabbiatissimo. Joey ha visto tutto
ed è contenta, guarda lui che se ne va, e poi si avvicina semplicemente al
tavolo di Heston con un sorriso e sbatte il vassoio sul tavolino.]
[sbatte il vassoio sul tavolino]
[pubblicità]
[Scena: fuori dall’Hell’s Kitchen. Joey sta aspettando fuori quando Eddie
esce dal bar. Joey è seduta sul cofano della sua macchina che lo aspetta.]
Eddie: Hey.
Joey: Hey.
Eddie: che
stai facendo?
Joey: sono seduta qui ad aspettarti.
Eddie: Oh. bene... mi hanno appena licenziato.
Joey: mi dispiace.
Eddie: beh, Heston ha acconsentito a non farmi causa, quindi, no, non va così
male.
Joey: Eddie, ascolra, mi... dispiace tanto per prima.
Eddie: Joey, Joey—
Joey: No, è solo che—tendo a—
Eddie: No. non devi. capisco. E mi dispiace di averti chiamata melodrammatica.
Joey: beh... tendo a ingigantire le cose e tu tendi a minimizzarle. Ma… da
qualche parte a metà, fra di noi qualcosa ha senso. Se non avessi dormito
troppo e non avessi rovinato tutto con Heston, non avrei mai visto questa nuova
parte di te.
Eddie: quindi la strada di Potter meno usata, non è così male?
Joey: un inizio faticoso forse, ma direi che mi piace. Hai un bel gancio destro,
“pugno d’acciaio”.
[lui la bacia]
Joey: e questo per cos’è?
Eddie: per avermi chiamato pugno d’acciaio. Mi è piaciuto. Hey, ho
un’idea—qualcosa che potremmo fare per distrarci da quello che è successo.
[le se illuminano gli occhi e sorride furbamente.]
Eddie: No. non quello, ragazzaccia. Qualcos’altro per distrarci da tutto
questo. Andiamo.
[ridono]
[Scena: l’albergo. Dawson sta andando nella sua camera, quando vede Max che
esce dalla camera di Natasha e Natasha che lo accompagna fuori.]
Max: ...così buona.
Natasha: Oh, max.
Max: Oh, mio dio. La amo. Ha solo un sedicesimo del tuo aspetto sexy.
[Natasha chiude la porta, e Dawson continua a caminare per il corridoio passando
oltre Max che sta andando via]
Max: Hey, amico.
[Dawson entra nella sua stanza e bussano alla porta poco dopo]
[bussano alla porta]
Natasha: Hey, sono contenta che ci sei. Mi sei mancato.
Dawson: già. divertita?
Natasha: è stato abbastanza noioso. Abbiamo bevuto un drink e poi ho guardato
la tv nella mia stanza fino ad ora. Ma ti ho pensato tutta la sera. [comincia a
baciarlo, e lui non ricambia] Dawson, dai. Sono qui davanti a te che ti chiedo
di entrare. Vuoi veramente mandarmi fuori nella notte fredda, tutta da sola?
[liu si scioglie un po’ e comincia a baciarla. Chiude la porta e la telecamera
sfuma.]
[Scena: appartamento di Emma. Emma è seduta sul divano in vestaglia, quando
arriva Pacey e si siede sul divano accanto a lei.]
Pacey: che fine hai fatto?
Emma: me ne sono andata.
Pacey: l’ho notato. Senza salutare o farmelo sapere. senti, se si tratta di
Rich, non dovresti proprio dargli importanza. E’ solo un deficiente. Emma.
Emma: allora, alla fine ho vinto?
Pacey: cosa?
Emma: ho detto, alla fine ho vinto?
Pacey: di che stai parlando?
Emma: già, probabilmente no. C’erano, tipo, 20 ragazze molto più sexy di me
lì, giusto?
Pacey: qualcuno ti ha detto del concorso.
Emma: molto acuto, Pacey.
Pacey: tutto quello che posso dire è che mi dispiace. Non c’è una sola
parola nobile che possa bastare. Ho veramente rovinato tutto in modo maestoso, e
ti chiedo scusa. Ho preso la debole strada aziendale, e...da qualche parte lungo
la strada, credo di aver dimenticato di avere una scelta.
Emma: hai sempre una scelta, Pacey.
Pacey: abbastanza vero, ma in quell’ufficio, non sembra mai così.
Emma: allora, alla fine ho vinto? Non capisco nemmeno perché mi hai portata lì,
Pacey. Sapevi esattamente di che concorso si trattava. Stavi cercando di
umiliarmi o—
Pacey: no, oddio! No, Emma, ti ho portata lì perchè pensavo potessi vincere.
Eri di gran lunga la donna più bella in quella stanza, e non ti sto prendendo
in giro o come diavolo dite voi pazzi inglesi.
Emma: ah no?
Pacey: No, per niente. Per me essere lì con te valeva 10 volte di più di
quanto avrei preso.. dai quei… pazzi senza anima con cui lavoro. Quindi
mi—mi dispiace.
[cominciano a baciarsi, ma entrambi sentono la porta e velocemente si siedono
sulle parti opposte del divano. Jack entra nella stanza, si siede sul divano fra
di loro e comincia a mangiare un panino che portava con sè.]
Jack: Hey, ragazzi.
Emma: Hey, jack.
Jack: avete
visto il telecomando?
Emma: eccolo.
Jack: Oh, grazie.
[Scena: davanti ad uno strano pannello di controllo. Eddie apre il pannello e
comincia a spingere diversi bottoni sulla tastiera.]
Joey: che succede, Eddie? Sto cominciando un po’ ad agitarmi.
[si accendono le luci nella sala e parte una musica di sottofondo. Joey si gira
e si rende conto che sono su una pista di pattinaggio da Hockey sul ghiaccio e
che sono soli.]
Joey: non posso credere che tuo padre ci abbia fatto fare questo. E’ troppo
bello.
Eddie: Oh, I Doling hanno le loro conoscenze.
Joey: mafia irlandese—lo sapevo.
[cominciano a pattinare. Eddie pattina in circoli intorno a Joey]
Joey: vuoi sapere un’altra cosa?
Eddie: cos’altro?
Joey: possiedi una certa grazia mascolina.
Eddie: si, te l’ho detto.
Joey: molto carino.
Eddie: si.
Joey: vieni qui. vieni qui. Grazie per questa... per questa serata.
Eddie: il piacere è mio, Joey Potter.
Joey: dai!
Eddie: Ok. Ok, pattina all’indietro ora.
Joey: all’indietro?
Eddie: si. No, così è in avanti.
Joey: è la mia piroetta