Episode 607
– viaggio introspettivo alle porte dell'inferno.
Transcribed by Chris Uecke
[Scene: Hells Kitchen. Eddie è seduto al bar a leggere un libro, quando arriva Joey con lo zaino e
la giacca. comincia ad
annotare i piatti del giorno.. siamo nel mezzo della giornata e il bar non è
molto pieno.]
Eddie: Hey. te ne vai?
>Joey: si. ho
delle cose da fare al campus.
Eddie: alle 3:00? si, so quando c'è lezione da heston, joe.
Joey: lo so. non volevo che ti stranissi. sai, non è divertente senza
di te , nessuno che contesti le mie opinioni con frasi irritanti. sto cominciando
a sentirmi intelligente.
Eddie: si, beh, gli esami finali dovrebbero stroncare sul nascere questa
seccante presunzione.
Joey: non posso credere che il primo semestre sia quasi finito.
Eddie: lo so.
Joey: torni a casa per le vacanze?
Eddie: cosa potrebbe essere più familiare di questo posto così pulito
e ben illuminato?
Joey: seriamente. di dove sei?
Eddie: che differenza fa? tu di dove sei?
Joey: Capeside.
Eddie: [ridacchia]
Joey: cosa?
Eddie: nulla. È per…Capeside. Credo sia ovvio.
Joey: perchè ovvio?
Eddie: Hey, rilassati. Non è nulla di cui vergognarsi.
Joey: ma sei mai stato a Capeside?
Eddie: non mi lasciano andare così lontano verso est.
Joey: beh grazie a dio abbiamo un territorio neutrali in cui confrontarci
Eddie: si esatto. Siamo dei normali Sam e Diane—io col mio fascino ruvido,
tu con il tuo appassionato studio dei libri.
Joey: sai, hai capito proprio tutto male di me, Eddie Doling. sono una
ragazza che viene dalla parte sbagliata dei binari. Non dovresti creare problemi
con i tipi come me.
Eddie: non lo so. Mi piace quando fai la tipa alla “foxfire” (film con
anjelina jolie in cui fa l’adolescente ribelle). Non c’è nulla di meglio di
una ragazza di lusso che visita i quartieri bassi.
Joey: sai una cosa? Sei fortunato che abbia lezione, perchè stasera,
facciamo una rissa.
Eddie: ti aspetto qui. Ho il turno doppio oggi, e non hai meglio da fare
nella tua serata libera che gironzolare nel posto in cui lavori?
Joey: sai, pare che le Hell’s Belles stasera spaccheranno veramente.
Eddie: Mmm.
Joey: tipo gli anelli di cipolla.
Eddie: ci vediamo più tardi, joey.
[lei se ne va a lezione]
[sigla]
[pubblicità]
[Scena: classe del Professor Freeman. Jen e Jack stanno arrivando in classe
e si dirigono ai loro soliti posti.]
Jen: allora come va fra te e questo tipo, david?
Jack: si mantiene sui tuoi tastamenti rubati. Grazie
mille.
Jen: Oh, Jack.
Jack: No, non è stato
così. cioè, c’è stato – c’è stato del caffè, abbiamo chiacchierato, e non voglio
portarmi sfortuna.
Jen: oh, perchè così timido? Dai qualcuno di noi deve rimediare qualcosa. Oddio.
Risolvere il caso c.j. sta diventando troppo difficile per un tipo delicato
come me.
Jack: calma, calma. La tua frustrazione sessuale mi arriva alle vene. Comunque,
ci incontriamo nella caffetteria dopo la lezione.
Jen: posso venire? Probabilmente ci sarà C.J.
Jack: Jen, non pensi di averci provato troppo? Tutto questo sforzo non è degno
di te. L’hai detto tu stessa no?
Jen: oh, non puoi rinfacciarmi gli ultimatum della Jen delle feste. Indossavo
una parrucca. Mi sentivo un po’ matta.
Jack: ok, hey, sai una cosa.. porta pure grams.
Jen: forse lo farò.
[il Professor Freeman entra in classe e fa un annuncio]
Freeman: buon pomeriggio a tutti. Oggi volevo cominciare la lezione dicendovi
che non mi vedrete più dopo gli esami finali. La pubblicazione del mio saggio
di critica mi ha assicurato una migrazione accademica a Chicago. Quindi lascerò
il Boston Bay alla fine del semestre. Dato che il nostro tempo è limitato, volevo
invitarvi tutti alla firma del libro stasera alla Winthrop hall. Siete stati
una classe magnifica, una delle mie favorite.
Jen: tu ne sapevi nulla?
Jack: no, non ne avevo idea.
[Scena: la stanza di Joey e Audrey. Audrey ha sparso sul letto la maggior parte
dei suoi vestiti e sta cercando qualcosa da mettere.]
Audrey: Aah. [sospira]
[Joey arriva dopo la lezione]
Joey: Ok, ok. Hai deciso di benedire gli orfani del mondo alla Betsy Johnsons
(n.d.r. stilista molto costosa)?
Audrey: difficilmente. Sto provando dei completi, ma tutto mi sembra miseramente
non andar bene. Che fine hanno fatto tutti i miei vestiti sexy? Pacey Witter
ha saccheggiato il mio senso stilistico.
Joey: vuoi dire che esistono vestiti che mostrano ancor di più il tuo petto?
Audrey: si. E francamente, le ragazze si sentono un po’ evitate. La band suona
stasera al tuo piccolo bar bettola, e voglio che siano splendenti.
Joey: lo so. Non lo perderei per niente al mondo. In fatti non lavoro nemmeno
stasera. Quindi avrai la mia completa e assoluta attenzione
Audrey: Ooh, beh, sarebbe stato carino se avessi mostrato il tuo faccino da
queste parti. So che sono di poche pretese…
Joey: non andrei così lontano. Inoltre, credo che tu e Pacey apprezziate il
tempo che vi lascio da soli.
Audrey: si, beh. Bell’aiuto. Adesso ho scaricato Pacey 4 mesi troppo tardi e
nessun vestito scabroso è sopravvissuto. Nemmeno uno, te lo dico io.
Joey: cosa? Quando hai lasciato Pacey?
Audrey: pronto? Crisi della mezza menopausa, grazie per essertene accorta. gesù,
Joey, ti ucciderebbe tenerti un po’ aggiornata?
Joey: ascolta, Audrey, mi dispiace. Io ero-- aspetta, quando è successo?
Audrey: in quell’orrore che è stato Halloween. vabbè. Non voglio parlarne.
Joey: Audrey, come puoi non parlarmene? Ascolta, so di non essere stata molto
presente, ma potevi informarmi in una delle nostre puntatine in bagno.
Audrey: non lo so. Credo di aver pensato che te l’avrebbe detto Pacey in una
conversazione del genere “come è stata la mia vita da quando stavo con te”.
Joey: certo che no. noi viviamo insieme. Voglio dire, solo perché sono stata
indaffarata non significa che non ho tempo per te.
Audrey: si, beh, ascolta, sarebbe stato fantastico sentire la tua saggezza da
ex-ragazza in quel momento, ma ora, penso di aver finito di rivivere la cosa.
Ok.
[Scena: la caffetteria. Jen e Jack raggiungono David che li sta aspettando ad
un tavolo.]
Jen: Jack, hai mai fatto caso a quanto il tuo appartamento somigli a quello
di “My two dads”? (n.d.r. serie televisiva americana). Penso sia per la scala
a chiocciola.
David: beh, non so se tu e Pacey siete coinvolti in una battaglia su di chi
sia lo sperma, ma forse ti andrebbe di uscire stasera Jack?
Jen: non posso credere a quello che hai appena fatto.
David: cosa?
Jen: nessun impaccio, nessun significato nascosto. Nessun orribile gioco di
parole. Per i gay è così facile. I ragazzi etero non sono mai così diretti
Jack: mi piacerebbe.
David: fantastico
Jen: oh, sapete una cosa? Emma e Audrey suonano stasera.
Jack: si, giusto. Giusto. Dovremmo andarci. Ti va bene? Poi dopo possiamo fare
qualcos’altro?
David: si.
Jen: Ok, aspettate, aspettate. Seguitemi per un secondo, um, prima che arrivi
C.J.. allora andiamo a vedere le belle ragazze che suonano. Possiamo chiedere
a C.J. di unirsi a noi—a questa innocente uscita di gruppo
Jack: or, perché preoccuparci delle raffinatezze? Potremmo dargli una botta
in testa e trascinarlo con noi.
Jen: Jack, cerca di aiutarmi.
David: No, no, no. dovremmo sicuramente chiedergli di venire. Sarà divertente
se andremo tutti. Solo che, uh… beh c.j. non esce con le ragazze.
Jen: come? Ci va direttamente a letto? Dal caffè ai preservativi? Di chi stiamo
parlando qui?
David: Um, no. vedi, cioè non esce proprio con nessuno. La sua vita è piuttosto
complicata. Lui, um.. naa, non dovrei proprio parlarne.
Jen: qualunque sia il motivo, sono sicura che non sia così grave. Dai forza,
diccelo.
Jack: per favore? Jen, la smetti di usare il mio amico come un “gola profonda”
(n.d.r. l’informatore segreto dello scandalo watergate), per favore? Cioè no
dimentica quello che ho appena detto. (n.d.r. doppio senso a sfondo sessuale)
[schiarisce la voce] ecco C.J.
Jen: Oh, hey.
C.J.:
Hey.
Jen: Um, senti, è
decisamente in ritardo, ma suppongo non ti vada di venire con noi stasera a
vedere una nostra amica che suona in una band?
Jack: sarebbe Audrey. conosci Audrey. La tipa che garantisce divertimento
C.J.: mi ricordo. Si da suona divertente.
Jen: ottimo.
[Jen nota che Freeman si sta avvicinando a loro]
Jen: Jack. Um, il-presto-estinto freeman si sta avvicinando e sembra che gli
scappi la pipì.
David: credo che forse voglia solo parlare con te.
Jack: già. Uh, scusate, ragazzi. Mi spiace. Torno subito.
Jen: vuoi sederti?
C.J.:
ok.
[Jack va a parlare
con Freeman, per farlo escono.]
Freeman: mi spiace. Non volevo interrompere te e I tuoi amici.
Jack: non c’è problema. Ho, uh- parecchio tempo per mangiare. Allora oggi in
classe, che mi dici? Freeman: Um, jack... continuo a pensare alla prima conversazione
che abbiamo avuto, quando mi hai detto che era la prima volta che ti sentivi
motivato da tanto tempo. Mi dispiacerebbe pensare che ti ho privato dell’esperienza
del college che meriti.
Jack: beh, continuerò ad impegnarmi.
Freeman: ascolta, um, la prossima settimana è la settimana di lettura, e dopo
quella ci sono gli esami finali, e poi,beh… me ne vado. Significherebbe—significherebbe
molto per me se venissi stasera, jack.
Jack: ci penserò.
[Scena: ufficio di Pacey. Pacey è seduto alla sua scrivania, quando arriva Rich
con in mano un mucchio di biglietti aerei e comincia a distribuirli alle persone]
Rich: ragazzi spero che abbiate messo in valigia preservativi e dentifricio
stamattina perchè ci aspetta un viaggetto. Avete passato tutti i vostri esami
“serie 7”, alcuni con I voti massimi, checche secchione. Quindi stasera si festeggia.
Pacey:
New Orleans?
Rich: che ne pensi,
huh? Si siamo così disgustosamente ricchi che possiamo volare verso la città
facile per abbandonarci ai suoi piaceri per 24 disgustose ore. Perciò non ditemi
che dovete avvertire le vostre mammine. Ammettete solo che prima classe, stanze
gratis, e ragazzette del sud che hanno imparato a bere prima che voi giocaste
col Nintendo sono troppo buoni per rinunciare. Fate I bagagli, signori. Logan,
1 ora.
uomo: si, baby. [ride]
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[Scena: un bar di New Orleans. Rich è seduto alla fine del bancone abbracciato
ad una ragazza, mentre Pacey è dietro l’angolo che parla con una donna molto
sexy.]
donna: allora voi ragazzi siete qui per il weekend, huh?
Pacey: solo per stanotte veramente.
donna: Oh, che peccato. C’è da divertirsi parecchio qui.
Pacey: si, ho notato.
donna: potrei portarti a fare un giro.
Pacey: sai, sono già stato qui veramente.
donna: Oh.
Pacey: si, io e la mia ragazza, siamo passati di qui questa estate
donna: quindi hai la ragazza.
Pacey:
Oh, no. No, no. mi ha scaricato.
donna: Heh. beh, penso che le mie amiche mi stiano aspettando, è stato un piacere
Percy.
[lei si allontana, e Pacey si gira per vederla andare via quando nota un’altra
donna sexy seduta al bar accanto a lui.]
donna: ciao! Non vado con I ragazzi in lutto.
Rich:
Witter, amico. Sei patetico, e io che pensavo fossi il mio unico
concorrente. Così me la rendi facile
Pacey: senti Rinaldi, sarebbe molto diverso se fossi davvero in gioco, e non
lo sono perchè le donne adorano I tipi sensibili
Rich: si vabbè, perchè con me ha sempre funzionato. Giusto?
[Rich ride]
[Scena: Hell’s Kitchen. Joey è seduta al bar e la folla sta cominciando a riunirsi per vedere la band.
Eddie sta versando un drink di fronte a lei.]
Eddie: tutto sembra magico quando lo vedi dalla parte opposta, vero?
Joey: il controllo con cui versi da bere è sbalorditivo.
Eddie: grazie. Come è andata oggi in classe?
Joey: il solito. Stiamo finendo “gravity's rainbow” (n.d.r. libro di Pynchon
in italiano l’arcobeleno della gravità), e Heston è stato buoni 5 minuti a insistere
che non avrei mai capito la sperimentazione sulle digressioni.
Eddie: mi sembra stupido. Diane Chambers è un personaggio estremamente erudito.
Sono sicuro che avrebbe potuto istruire Heston.
Joey: lo sai che il tuo argomento su Diane e Sam (n.d.r. protagonisti di Cheers
il telefilm ambientato in un bar) è veramente debole. Sicuramente lui ha fatto
più soldi di lei.
Eddie: si, e guadagno più soldi io dei tuoi colleghi di Worthington che non
hanno bisogno di un lavoro, ma questo non ci mette nella stessa categoria, giusto?
[Audrey arriva al bar correndo e si ferma vicino a Joey.]
Audrey: Hey, bel ragazzo del bar. Dammi uno shot, vuoi? Ho I brividi. [abbraccia
Joey] sei stata così meravigliosa a venire a vcedermi suonare, e ecco qui, pagaci
un giro di shot per I futuri fidanzati d’america.
[prende il suo drink, e butta dei soldi sul bar, poi torna verso un gruppo di
ragazzi]
Audrey: Mmm. [strozzandosi] Oh, dio. Ah—
[guardano Audrey che abbraccia diversi ragazzi con il drink in mano]
Eddie: dio, il silenzio di chi hanno dovuto comprare I suoi genitori per farla
entrare a Worthington?
Joey: sei più acido del solito stasera, sempre se è possibile. Va tutto bene?
Eddie: si mi spiace. È che—odio fare il doppio turno. E non mi piace lavorare
con Sam (n.d.r. sempre metaforicamente quello di cheers).
Joey: nessuno con cui flirtare, huh?
Eddie: si, o insultare grossolanamente, quello che preferisci.
Joey: beh, verrò a sostenerti più tardi. Per il momento devo lusingare l’amor
proprio di Audrey.
Eddie: suona allettante.
[Joey va verso Audrey]
[gente che ride]
Joey: Hey.
Audrey: ciao, tesoro.
[Scena: serata per la firma del libro. Jack arriva in libreria, e si guarda
intorno vedendo quanta gente è arrivata, poi nota Freeman vicino ad un tavolo
con il suo libro che parla con un tizio.]
Freeman: grazie per essere venuto. Spero che si diverta.
[Jack si avvicina a Freeman]
Freeman: Jack, hai deciso di venire.
Jack: si. non, uh... non mi piace che del cibo gratis vada sprecato.
Freeman: beh, qualunque sia la ragione sono contento.
Jack: sembra che parecchia gente appoggi la tua decisione.
Freeman: Eh, forse è una seriata fiacca al campus. E’ complicato mettere insieme
un progetto come questo libro. Ci sarà sempre un gruppo di gente che penserà
che è materiale da leggere in bagno, ma ho sempre avuto l’ingenua convinzione
che ci saranno uno o due lettori che troveranno qualcosa di stimolante al di
là di semplici riferimenti culturali
Jack: si, alcuni miei amici pensavano che la tua classe fosse una sorta di Bignami
della cultura, il chè la renderebbe praticamente come leggere Entertainment
Weekly, credo.
Freeman: e tu la pensavi così?
Jack: a parte tutto, ti sono mai sembrato poco interessato? [Jack nota che Freeman
lo guarda fisso negli occhi] Um, t-tua moglie, um... non deve essere molto contenta
di trasferirsi a chicago in pieno inverno.
Freeman: veramente, non si trasferirà con me.
Jack: mi—mi dispiace.
Freeman: beh, non—non esserlo. Posso parlare e riparlare di ciò che andato male,
e una Maudlin Freeman non farà bene a nessuno dei due.
Jack: si.
Freeman: quindi devo chiederlo. Perchè hai deciso di venire? Non dovevi essere
da qualche altra parte?
Jack: Um. No, no. ho—ho un po’ di tempo.
Freeman: fantastico. Voglio presentarti delle persone.
[Scena:
Hell’s Kitchen. Jen, C.J. e David sono seduti a un tavolo e parlano
mentre aspettano che arrivi Jack.]
Jen: non so cosa trattenga Jack, David. Sono sicura che si tratta di—di un problema
di capelli.
David: Nah, non preoccuparti. Mi lusinga che ogni piccola ciocca fuori posto
sia per me.
Jen: Aww (n.d.r. inteso come verso per dire “che dolce”).
David: vado al bar. Volete qualcosa ragazzi?
C.J.: No, grazie.
Jen: sono a posto.
[David va al bar e li lascia soli.]
Jen: sono contenta che tu sia venuto stasera. So che questo non è proprio il
tuo genere di cose.
C.J.: e cosa te lo fa pensare? Non ho nulla in contrario alla buona compagnia...
e credo di non poter parlare ancora della qualità della musica, però…
Jen: Oh, beh, Audrey è un’artista stellare.
C.J.: come sta da un po’ di tempo?
Jen:
Audrey?
C.J.: si.
Jen: benissimo. bene.
[guardano verso Audrey che si sta facendo un altro drink coi ragazzi, mentre
Joey la guarda.]
Audrey:
Whoo! Aah!
Jen: beh, forse non
proprio al meglio, ma direi un attendibile bene. Perché lo chiedi?
C.J.: beh, sembra che potrebbe essere un po’ depressa.
Jen: non sembra depressa.
C.J.: è facile non sembrarlo quando fai l’impossibile per non sentirti tale…o
non sentire nulla se vogliamo dirla tutta.
[al bar, David sta aspettando il suo drink, quando il suo cellulare squilla]
David: pronto.
Jack:
Uh, David, hey. Uh, sono io. ascolta, mi spiace tanto.
David: oh, non preoccuparti. Stai per arrivare?
Jack: Uh, no, non esattamente.
David: forse devo chiamare la polizia? C’è qualcosa che non puoi dire di fronte
ai rapitori?
Jack: arrivo. Te lo prometto. È che sono stato risucchiato in questo incubo
di serata di chiacchiere accademiche. Devo, tipo, dire altri 2 concetti profondi,
e poi posso squagliarmela. Te lo giuro.
David: Hey, non preoccuparti. Uh, C.J. è qui, e I tuoi amici hanno padroneggiato
l’arte della conversazione gentile. Quindi ci vediamo quando arrivi.
Jack: ok, benissimo. Ci vediamo.
[Scena: il bar a New Orleans. Rich e Pacey si avvicinano ad una donna seduta
a un tavolo da sola, e Rich si ferma per parlarle.]
Rich: come va?
Denise: bene (n.d.r. la parola in inglese vuol dire anche bello o elegante).
Rich: non ti ho chiesto come sei . ti ho chiesto come stai.
Pacey: ma dai, Rich. Perfino io devo fermarti su questa battuta. Voglio dire,
chi la usa mai? Denise: evidentemente il tuo amico.
Pacey: Oh, no. non è mio amico.
Rich: giusto. Sono il suo capo. Rich Rinaldi.
Denise: io sono Denise.
Rich: un bel nome per una bella ragazza. Penso che Denise provenga dal greco
teatro, e se posso dirlo, Denise, hai un seno che implora di essere toccato.
Denise: Oh, questa è una coincidenza, dato che sembra che tu abbia dei testicoli
che imlporano di essere castrati.
Pacey: Ok, allora. Porterò I miei beni altrove.
Denise: si per favore..
[Rich se ne va e Pacey lo guarda]
Pacey: sai, penso che Rich provenga dalla forma originaria di “palla di bava”,
ma dovrei controlalre sui libri.
Denise: come ti chiami?
Pacey: Pacey, e mi dispiace veramente, anche se sono sicuro che sei abituata
a uomini che ti dicono ogni sorta di cosa fuori luogo tutto il tempo.
Denise: è vero. Non sono abituata a vederli lasciare dietro il loro notevolmente
più bello e piacevole amico.
[Scena:
Hell’s Kitchen. >Eddie sta versando dei drink alla fine del bar, quando
Joey gli si avvicina.]
Joey: ti sono mancata?
Eddie: come avrei potuto se è tutta la sera che servo te e I tuoi amici, lo
sai già?
Joey: bel motivo. Allora cosa fai dopo?
Eddie: stasera?
Joey: beh, si, cioè, so che ogni volta che esco dal lavoro non c’è niente di
più deprimente che andare subito a dormire con immagini di ubriaconi nella testa,
quindi... stavo pensando che un qualche tipo di attività sociale sarebbe un
buon seguito.
Eddie: non lo so.
Joey: potremmo—
[Audrey arriva incespicando al bar, e sbatte violentemente la sua bottiglia
vuota sul bancone.]
Audrey: Hey! Dammi un’altra birra per il palco.
Eddie: Nah, non posso fartela portare li sopra.
Audrey: ma dai, lavorate tutti e due qui, che vi importa.
Eddie: beh a me importa veramente, e mi pare che sei già troppo ubriaca.
Audrey: beh, e di chi è la colpa?
Eddie:
Uh, tua.
Audrey: si, beh, mi
hai servito tu, scemo.
Eddie: si e adesso ti taglio la fornitura. Sembra che dovrei ascoltarti cantare
da sobria. Mi spiace.
Joey: dai, Eddie, cioè... non sta mica per guidare. È solo—è solo nervosa.
Eddie: non hai mi pensato che potrebbero metterci dentro perchè diamo da bere
a ragazzi minorenni? O te lo sei dimenticato perché stasera non lavori?
Joey: che stai dicendo? Questo è un bar del college. cioè, non te ne è mai importato
nulla prima.
Eddie: si, beh, mi importa quando una ragazza minorenne (n.d.r. inteso sotto
I 21 anni limite negli usa per poter bere nei locali o comprate alcolici) si
ubriaca e incasina il locale sotto i miei occhi. Le taglio il rifornimento.
È tutto.
Audrey: Gah, qualcuno ha bisogno di fare sesso.
Joey: Audrey.
Audrey: ‘sti cavoli. Chiaramente prende il suo lavoro troppo sul serio. Dimmi
una cosa, Eddie. Com’è guardare dalla canna di una pistola e vedere un’uniforme
da bidello e una tessera dell’autobus?
[Joey si gira e lancia uno sguardo di fuoco a Audrey.]
Audrey: mi prenderai un’altra birra, vero, tesoro?
Joey: penso di no.
Audrey: gesù! Sembra che il bar sia gestito da Donna Reed e Mr. Rogers. (n.d.r
da una serie tv americana degli anni 50 molto molto buonista)
[sbatte di nuovo violentemente la bottiglia di birra, che si frantuma sul bancone.]
Eddie: ok, portala fuori di qui.
Audrey: non hai appena assistito alla mia grandiosa forza fisica?
[Emma arriva velocemente a prendere Audrey]
Emma: si, Audrey, non ci hai sentito riscaldare sul palco? Pensi che lo facciamo
per scherzo? Sali su dai.
Audrey: ti adoro, ragazzaccia matta!
Emma: Hey, diffondi la gioia dal palco, Courtney Love. Ok? Si comincia.
Vai, vai, vai, vai.
Audrey: Bah!
[se ne vanno]
Joey: non sono il suo guardiano.
Eddie: No, credo sia peggio. Sei sua amica.
[Audrey incespica verso il palco e prende il microfono.]
[applausi e incitamenti]
Audrey: Hey, come va stasera? Siamo le Hell's belles, e siamo qui per buttare
giù questo regime fascista. Sembra che l’establishment non voglia che ci divertiamo.
Chi vuole portare avanti la lotta?
[Audrey comincia a cantare “One Way Or Another”, e diventa subito aggressiva
sul palco, butta giù il porta microfono, rimbalza sugli altri membri della band,
incasina I volumi degli amplificatori, tutto mentre canta. Emma la guarda ma
continua a suonare, scuotendo la testa tutto il tempo. Audrey va in mezzo al
pubblico, sempre cantando, e va verso il bar, sale sul bancone, si mette a dare
calci ai drink, apre I rubinetti della birra, e Eddie li richiude subito, Joey
guarda Eddie come volesse chiedere scusa e non avesse capito cosa sarebbe successo.
Eddie si prende la faccia tra le mani pensando “perché sta succedendo a me?”.Audrey
scende dal bancone, colpendo le luci, e continua a cantare mentre la band suona.
Si strappa la maglietta e il pubblico va in visibilio. Lei si china e prende
la birra dalle mani di un ragazzo, prende un sorso e lancia la bottiglia in
aria, e Jen, CJ, e David la schivano velocemente, evitando di essere colpiti
mentre la bottiglia si schianta sul muro dietro di loto. Tutti i suoi amici
la guardano delusi, e la scena sfuma sul nero.]
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[Scena: il bagno dell’ Hell’s Kitchen. Audrey sta vomitando nel gabinetto, mentre
Joey le tiene indietro I capelli.]
Audrey: Oh. si, ok. Penso di aver finito. Credo di vedere dell’intestino lì
dentro.
Joey: Ok. Perchè non prendi un po’ d’acqua? Quanto hai bevuto?
[Joey guarda Audrey che prende un sorso d’acqua dal lavandino.]
Audrey: chiaramente non mi ricordo.
Joey: hai bevuto anche in camerino? Perchè non ti ho visto bere tantissimo al
bar.
Audrey: ho detto che non mi ricordo. Questo-
Joey: Audrey, non voglio sembrarti un amico del dopo scuola, ma questa non sei
tu.
Audrey: e come sarei esattamente? sai, portei essere un alcolista dall’età di
6 anni. Tu non lo sai.
Joey: è che—
Audrey: sto bene! Non ti sei mai ubriacata?
Joey: si, veramente, si, ed di solito è stato perchè mi sentivo male per qualcosa,
quindi…ascolta, volevo solo sapere se ti senti male.
Audrey: sento che non voglio avere uno scambio appassionato su come io sono
cattiva e tu sei buona, se è questo che intendi.
Joey: lo sai, non è quello che volevo dire.
Audrey: si come no. sai, sai padroneggiare l’arte del sentirti superiore, Joey.
Non propinarmi il mucchio di ####ate su come non serve bere o usare droghe per
divertirsi perchè ci ho pensato, e sai una cosa? Non ti ho mai visto divertire
almeno un giorno nella mia vita. A parte quando ti sei data al canto, ma anche
lì mi stavi solo imitando.
Joey: Ok, sai una cosa? Forse dovremmo rimandare a domani perché non vogliamo
direi cose di cui ci pentiremmo.
Audrey: oddio! La smetti di proteggermi?! Sono stufa di vivere in questo universo
asettico che avete tutti creato (n.d.r. tutti inteso come il gruppo di capeside).
Tutto quello che facciamo è è bere bibite analcoliche e stare seduti a parlare
di come siamo contenti di essere amici, che è ridicolo, Joey, perché quale amico
non saprebbe che ho rotto col mio ragazzo?
Joey: sai cosa, Audrey? Ho detto che mi dispiace.
Audrey: sai cosa? Non mi importa nemmeno. Non voglio che una persona totalmente
uscita dalla mia vita improvvisamente si metta a giudicarla. Voglio dire, hai
per caso notato che ero depressa prima che facessi arrabbiare il tuo fidanzato
del sud?
Joey: Eddie non è il mio fidanzato.
Audrey: giusto. Pensio sia maledettamente patetico che questa sia l’unica cosa
che hai sentito di dover commentare.
[Scene: serata per la firma del libro. Jack sta uscnedo quando Freeman lo raggiunge.]
Freeman: divertiti stasera, ovunque tu sia diretto.
Jack: ad essere sincero, non so se ci sia ancora un posto dove devo andare.
Freeman: non volevo trattenerti col mio noioso chiccchiericcio scolastico.
Jack: No. No, non mi sono annoiato. È il motivo per cui sfido la lebbra sociale.
Freeman: sono contento che tu sia venuto. C’è una parte del mio libro che ho
scritto dopo lezione all’inizio del semestre, avevi fatto un commento in classe
sull’asessualità dei bravi ragazzi nei film. Era una cosa piccolina, mi ricordo,
ma ha acceso qualcosa, e ho pensato che nessuno lo fa più. Accendere qualcosa.
Avevi ragione. Non solo in classe. Avevi ragione… su molte cose.
Jack: non stavo aspettando che me lo dicessi, se pensi che sia il motivo per
cui sto qui al freddo. Freeman: e allora qual è il motivo?
Jack: è triste... che tu sia il professore più popolare qui, il più ispiratore,
e nonostante ciò abbia sentito di dover nascondere la parte più vera di te.
Ma sai una cosa? Non importa quanto tempo ci hai messo per capirlo, se ci sei
arrivato. E questo è il motivo per cui sono rimasto qui al freddo.
Freeman: una settimana fa ero questo uomo sposato non disponibile. C’erano circa
6 versioni differenti di me che presentavo al mondo. Adesso c’è solo…questa.
E ora mi spiace che non l’abbia notata prima. O abbia notato te prima. Forse
è troppo tardi. Dimmelo tu.
[Freeman, si avvicina per baciarlo, ma Jack lo ferma.]
Jack: non posso, mi spiace, non posso. Ho lasciato qualcuno ad aspettare tutta
la sera che arrivasse il momento giusto. Ora è tardi. Devo andare. Si, devo
andare.
[Scena:
Hell’s Kitchen. Jen, C.J e David stanno pulendo I residui della bottiglia
che Audrey ha lanciato sul muro.]
Jen: credo avessi ragione sulla questione Audrey.
C.J.: vuoi dire che le sue esibizioni non sono sempre così ispirate?
Jen: Uh, non così alla Jennifer Jason Leigh nel film Georgia, no.
[una cameriera si avvicina con un vassoio per raccogliere I piatti sporchi.]
cameriera: grazie.
Jen: Audrey è una delle poche persone che conosco che sembrava essere entrata
nel gruppo adattandosi bene e sicura di sè. Ci ha fatto sentire un po’ tutti
drammatici.
C.J.: è dura mantenere una facciata così, una volta che la gente si aspetta
questo da te. Sai, ti svegli una mattina, non ti senti così bene, e ti serve
qualcosa per toglierti l’amaro. Almeno è quello che facevo io. Quando ero alle
superiori, tremavo se non ero ubriaco già a mezzogiorno. Quindi, invece di pensare
“hey, questo non è normale" continuavo a bere. Una volta che hai percorso
I goffi anni dell’adolescenza in uno stato fermamente intontito, è dura smettere.
Jen: si, si, ma ci sei riuscito. Quindi hai fatto qualcosa di buono.
C.J.: si, già. Ho toccato il fondo. Un modo certo di uscire da questo è svegliarsi
da un’amnesia temporanea realizzando che eri tu il ragazzo che alla festa ha
detto a tutti esattamente quello che non volevano sentirsi dire per poi allontanare
l’unica persona a cui tenevi. Perciò, questo è tutto, anche il motivo per cui
non esco con le ragazze.
Jen: io veramente—non credo dovresti essere così duro con te stesso. io—tutti
ci mettiamo nei guai.
C.J.: Jen, non vorresti sapere tutto di me, ti assicuro.
[Scena: fuori dalla stanza d’albero di Pacey. Pacey e Denise si stanno baciando
appassionatamente quando arrivano alla porta e ci si appoggiano. Pacey comincia
a cercare velocemente le chiavi.]
Pacey: Uh, ci vorrà una chiave per aprirla.
Denise: potrebbe servire. Tu dove l’avresti messa?
[si china, e gli sfiora il pube, poi infila la mano nella tasca e tira fuori
la chiave.]
Pacey: Uh, aspetta un secondo.
Denise: non sono brava ad aspettare. andiamo.
Pacey: Ok.
[lui apre la porta velocemente e entrano nella stanza.]
[Scena: Hell’s Kitchen. Eddie sta pulendo il casino che ha lasciato Audrey,
Joey arriva e comincia ad aiutarlo.]
Joey: serataccia, huh?
Eddie: già.
Joey: mi spiace per... mi spiace per questo disastro ubrico e canterino. Non
immaginavo sarebbe andata a finire così.
Eddie: non era un tuo problema giusto? Non stavi lavorando, quindi perchè preoccuparsi
che i tuoi amici stavano distruggendo il posto?
Joey: non è che intendessero farlo.
Eddie: non è questo il punto, Joey.
Joey: allora, ti spiace dirmi qual è?
Eddie: perchè dovrei farti stare qui ad ascoltare la mia polemica quando hai
chiaramente meglio da fare? Scusami.
Joey: perchè stasera insisti a dire che sto perdendo tempo con te, quando ogni
volta che mi avvicino è perchè voglio parlarti?
Eddie: forse mi è stato difficile parlarti perchè non so con chi sto parlando.
Sei la Joey Potter la compagna del bar, o la Joey Potter che esce con l’elite
di Worthington?
Joey: divertente. Pensavo ci fosse una via di mezzo più intima.
Eddie: senti, impari molto delle persone quando le vedi con I loro amici, ok?
Joey: mi vedi sempre qui con I miei amici, qual è la differenza?
Eddie: è diverso quando I tuoi amici se ne fregano delle leggi e mi insultano
chiaramente in faccia.
Joey: ascolta, mi dispiace, ok? Se può farti stare meglio, mi sono appena presa
una sgradevole critica da Audrey.
Eddie: mi avrebbe fatto stare meglio se mi avessi difeso. Se avessi messo a
nudo la cosa, sarebbe stato carino.
Joey: Eddie, era ubriaca. Abbiamo a che fare con questa gente tutto il tempo.
Eddie: hai ragione, Joey. Perché dovrei prendermela con te per aver lasciato
sfogare i problemi nobili della tua amica? Dovrei esserci abituato adesso, giusto?
Il mio sbaglio è stato credere che fossi diversa da loro.
Joey: come puoi dirlo se hai a malapena cercato di scoprirlo? Non so, forse
ti senti minacciato perché ho cercato di sapere di più su di te, ma l’ho fatto
solo perché stavo cercando di aiutarti—
Eddie: so cosa cercavi di fare, Joey, e non penso che dovresti disturbarti.
Penso che non dovremmo disturbarci entrambi perché ci ho pensato, alla nostra
situazione, e non è mpiù di questo, si tratta solo di un flirtare.
Joey: non pensi ci sia di pù?
Eddie: non penso ci sia niente di buono.
[pubblicità]
[Scena:
stanza d’albergo diPacey. Pacey e Denise si stanno ancora baciando, Pacey si
siede sul letto e comincia a slacciare il vestito di Denise.]
Denise: posso farti una domanda?
Pacey: assolutamente.
Denise: questa non è la tua prima volta, vero?
Pacey: sono proprio così male?
Denise: No. è che la maggior parte dei ragazzi Just most guys don't non si preoccupa
dei preliminari obbligatori. Che è assolutamente apprezzato e tutto ma, direi
che sono una che ci sta. Pacey: Ok, beh, farò del mio meglio per non badare
ai tuoi bisogni, ma non posso prometterti nulla.
[comincia a baciarla, e si ristendono lentamente sul letto]
Denise: seriamente, siamo a questo punto da un po’ ora, e il tuo amico non mi
ha pagato per l’intera notte.
[lo spinge a stendersi sul letto e gli si mette sopra]
Mm... ascolta ha fatto una cosa carina (n.d.r. riferito a rich). Dovresti godertela.
Ma davvero...
[Pacey la ferma, realizzando che è una prostituta, e si alza dal letto.]
Pacey: non posso. Non posso. Mi spiace.
Denise: io non sono tenuta ad andarmene.
Pacey: No. assolutamente non devi andartene. Puoi stare qui quanto vuoi, ma
io—io non.. io non posso fare questo. Pensavo solo che fossi una bella donna
incontrata al bar. E che ci fosse… qualcosina tra noi, ma chiaramente non è
così. E mi sta bene. Ma adesso devo andare a parlare con qualcuno, quindi stai
qui e… mi spiace veramente.
[la lascia sola nella stanza.]
[Scena: fuori dall’ Hell’s Kitchen. Jen e C.J. escono fuori mentre parlano.]
Jen: allora sei sicuro che David starà bene tutto da solo?
C.J.: Oh, si. si. Ha detto che starà lì per un’altra mezz’ora e poi tornerà
a casa.
Jen: oddio, non so quale sia il problema di Jack, ma lo prenderò a calci.
C.J.: beh, per fortuna David è un uomo molto paziente.
Jen: sai, sono contenta che tu sia uscito stasera. Avevo paura che non volessi.
C.J.: sai, continui a ripeterlo. Solo perché non bevo non significa che non
mi piaccia socializzare.
Jen: ma non esci con le ragazze.
C.J.: No.
Jen: una volta mi hai detto che dovrei cambiare opinione su me stessa, e penso
che dovresti fare la stessa cosa anche tu.
[Jen si avvicina per baciarlo, ma lui la ferma]
C.J.: Jen. Non posso. Mi spiace, non ha... non ha nulla a che fare con te, ti
assicuro. Tu sei... tu sei bellissima, e magnifica. Ma non posso proprio.
Jen: Ok.
C.J.: ti chiamo un taxi per andare a casa, ok?
Jen: Ok.
C.J.: starai bene?
Jen: si. Sto bene. Niente che un po’ di sonno o di rimpianto non possa curare.
C.J.: buona notte.
Jen: buona notte.
[Jen entra nel taxi. C.J. guarda dall’altra parte della strada e vede Audrey
seduta sul marciapiedi che fuma una sigaretta, la raggiunge e si siede accanto
a lei. Lei spegne la sigaretta quando lo vede.]
Audrey: ho fatto solo un paio di tiri, lo giuro.
C.J.: non mi importa se fumi.
Audrey: beh, è sbalorditivo. Perché pensavo ci fosse sicuramente una sorta di
sistema satellitare installato su di me, e ognuno nel raggio di un miglio mi
avrebbe punito per l’uso di qualsiasi sostanza. Sai, mi chiedo se lo zucchero
può andar bene, perché ho dei pasticcini in tasca, e non ho paura di mangiarli.
C.J.: la gente è stata un po’ dura con te stasera, vero?
Audrey: l’ironia è che era tutto magnifico quando ero ubriaca. Magnifico in
stile classico. Ora sono sobria, e tutto sembra essere andato in malora.
C.J.: sai, I tuoi amici stavano solo cercando di farti capire che tengono a
te. Forse non l’hanno fatto nella maniera giusta.
Audrey: non è che sia un’alcolista, lo sai. oddio, siamo al college, per la
miseria. Non è mai successo a nessuno di aver avuto una brutta settimana e di
volerla dimenticare?
C.J.: ti fa sentire meglio... quando...bevi?
Audrey: non sento nulla, e mi sembra ideale.
C.J.: da quanto tempo va avanti così?
Audrey: non lo so. Non lo so.
C.J.: se vuoi parlarne o...
Audrey: non devi stare seduto qui con me, davvero.
C.J.: non devi dirlo. Se non volessi stare qui, me ne sarei già andato.
Audrey: Ok. Allora stiamocene seduti. Vorrei non parlare per un po’.
[Audrey trema, e C.J. tira fuori dalla tasca dei guanti e li da a Audrey]
[Scena: Bourbon Street a New Orleans. Rinaldi e un gruppo di ragazzi e ragazze
camminano in gruppo per la strada, ridendo e divertendosi, quando Pacey li raggiunge
correndo.]
ragazzo: mi devi 20 dollari, Rinaldi.
Pacey:
Rich! Hey, Rinaldi! Vieni
qui.
Rich: qual è il tuo problema, Witter?
Pacey: il mio problema è quel piccolo scherzetto che volevi tirarmi.
Rich: non sei moralmente contrario alle fanciulle della notte, vero?
Katz: tipo, Witter ha farcito una ######a!
Pacey: veramente, non l’ho fatto, Katz, ma continua a parlare. E vedi come ti
finisce subito la seratina.
Rich: non l’hai nemmeno fatto? Che c’è, hai qualche problema lì sotto, Witter,
o solo qualche problema a levarti di dosso il tuo vestitino?
Pacey: è uno scherzo per te? Perchè fattelo dire, non sto ridendo.
Rich: proprio tu me lo dici. No. era un mio modo di mostrarti il divertimento.
Credimi. Nno mi è costata poco.
Pacey: dimenticavo questa cosa di te. È tutto collegato ai soldi. Ti compri
gli amici, le donne, compri le donne per gli amici. In questo modo è preciso,
è facile. Nessuna emozione, giusto? Beh, fattelo dire, Rich. L’unico favore
che voglio che tu mi faccia è togliermi dalla tua lista di opere pie. Perché
sei patetico, amico.
Rich: onestamente, amico, non capisco. Un paio di solide ore con una ragazza
veramente sexy che non devi nemmeno richiamare, e cosa fai, giochi al gioco
delle pulci? Devo essere veramente ottuso perché mi sembra che tu mi sia debitore.
Pacey: hai ragione. È vero. assolutamente—
[Pacey afferra Rich per il giaccone.]
[strilla che si sovrappongono]
Rich: come osi farmi questo?!
Pacey: sono arrabbiato!
Rich: io sono arrabbiato per il tuo insulto morale. Non c’è bisogno di essere
violenti. Quando realizzerai che non vale la pena stare dalla parte dei buoni?
[Scena: fuori dall’ Hell’s Kitchen. David si è stancato di aspettare, e sta
per lasciare il bar, quando arriva un taxi e, Jack ne esce velocemente fuori.]
Jack:
Hey, David. David, mi dispiace tanto. non—non posso credere che tu sia
ancora qui.
David: che c’è? Speravi me ne fossi andato?
Jack: No! No. No. certo che no. Sono contento che sei rimasto. Ho solo perso
la mia finestra di opportunità di andarmene di lì.
David: deve essere stata dura.
Jack: già. Non sono molto convincente, vero?
David: senti, Jack, non sono così ingenuo da intraprendere questa cosa senza
aspettarmi che ci sia un bagaglio. Non puoi veramente passare ad una relazione
nuova finché non sei sicuro che la vecchia non tornerà un’ultima volta. perciò,
fai quello che devi fare.
Jack: l’ho fatto. cioè, no. non... non ce n’è stato bisogno.
David: non devi fare rapporto a me.
Jack: beh, hai ragione sulla storia del bagaglio. È che non... prima che iniziassimo,
volevo essere sicuro di aver finito col ripetere gli errori. Ora lo sono.
David: mi sta bene.
Jack: ottimo.
David: si. ottimo.
Jack: allora perchè ti sei disturbato a rimanere nei paraggi?
David: Hey, non pensare che stessi aspettando I tipi confusi come te.
Jack: [ridacchia]
David: mi stavo divertendo, e ti sei perso un bel numero.
Jack: Huh. davvero?
David: Yes. È stata una notte magica che non tornerà mai.
Jack: allora sarà difficile batterla.
David: è terribilmente presuntuoso presumere che usciremo di nuovo.
Jack:
Oh, ha! Capisco com’è. Capisco com’è.
[Scena: Bourbon Street a new Orleans. Pacey
cammina da solo nella strada vuota il mattino dopo, cercando di riflettere a
fondo su tutto quello che è successo.]
[Scena: stanza di Joey e Audrey. Joey si sveglia e guarda verso il letto di
Audrey e nota che è ancora intatto dal giorno prima. Joey sembra un po’ preoccupata.
Taglio a poco più tardi, Joey è seduta alla scrivania che legge e guarda di
nuovo il letto vuoto.]
[bussano alla porta]
Eddie: Wow! Allora è così che vive l’altra metà.
Joey: che ci fai qui?
Eddie: Uh, la tua amichetta ha lasciato il suo portafogli al bar ieri sera.
Non capisco come abbia fatto a dimenticarselo, con lo spettacolo da ubriaca
e il vomitare e il resto.
Joey: grazie.
[prende il portafogli, e sta per chiudere la porta quando Eddie la ferma.]
Eddie: aspetta un minuto. aspetta, Joey. Ieri sera ho detto molte cose che non
pensavo.
Joey: Yeah, per esempio quali cose?
Eddie: parecchie cose. Potrebbe essere che ho una rabbia irrisolta verso la
società che non ha nulla a che fare con te.
Joey: bel discorso.
Eddie: si, ci ho lavorato per un po’.
Joey: ricordavano quasi delle scuse.
Eddie: beh, sai, ci ho pensato tutta la notte.
Joey: a cosa?
Eddie: a questo. io, te. Non è stato bello.
Joey: quale parte?
Eddie: quella del non continuare.
Joey: sai, uh... il respingere di solito viene quando c’è qualcuno da cui allontanarsi.
Eddie: per favore, Joey, vorrei arrivare al punto dove me la prendo con te,
se solo mi dai la possibilità.
Joey: non possiamo continuare a fare così.
Eddie: cosa?
Joey: questo. questo...dire cose che non pensiamo. Girare intorno all’argomento.
Voglio dire, non lo trovi esasperante?
Eddie: beh, si ma, intendevo quella cosa sul risentimento. Ok. D’accordo, capisco
cosa vuoi dire. allora, cosa diresti se dicessi quello che pensi?
Joey: vorrei uscire con te. Un vero appuntamento. Senza gli ostacoli di ragazze
pre-adolescenti e compagne di stanza ubriache. Che ne pensi?
Eddie: beh, vorrei conoscerti e dimostrare che mi sono sbagliato.
Joey: su cosa?
Eddie: a pensare che tu rappresenti tutto ciò che odio. Penso che tu potresti
rappresentare tutto quello che mi sto perdendo. Hoo, ok, allora... all’appuntamento.
Ci vediamo, Joey.
[si danno la mano. Poi Eddie si gira per andarsene e Joey lo saluta, la telecamera
sfuma sul nero.]